LA VALIGIA DELLA BIONDA

Ed è arrivato il momentaccio: devo fare la valigia. Dunque, come da prassi, temporeggio sul blog.

Un po’ di roba già c’è dentro, magliette, vestitini, ciabatte. Niente tacchi, ennò signori miei, quest’anno senza tacchi. Non mi serviranno. Parto alla volta di una vacanza giovanilista che, probabilmente, avrei dovuo fare sei anni fa. E di fatti sei anni fa andai in Portogallo in macchina, con i barattoli di pomodoro, la tenda e i calzoncini della cempion in valigia. Che viaggio assurdo.

Insomma adesso parto…con un uomo. Un uomo di media altezza, moro, con occhi scuri e pelle molto chiara, un avvocato. Intelligente, sensibile, dolce, colto, buffo, simpaticissimo, patentato e automunito. Ebbene sì, parlo di ScimmiaColVestito. Partiamo insieme perchè siamo due disperati squattrinati che se stanno altri tre giorni in città si appiccano al lampadario (frizzante).

Quest’anno, comunque, la valigia sarà un po’ più leggera: solo roba comoda. E un tanga ché non si sa mai. Calzoncini, magliette di cotone, niente completini strapponi, niente tacchi, niente emulsioni per il corpo di Scianel, un solo bikini (inutie ma comunque rosa e oro).

Mi porta a scoprire una città che lui conosce e io no, rideremo, piangeremo e un sacco di altre cose che racconterò forse quando torno. Una sola settimana.

E adesso che l’estate, dopo solo dieci giorni, sta finendo, ripenso a quello che è successo e mi sembra tutto evanescente.

Sono stata a 10 sagre in 4 giorni, ho mangiato le ciriole al tartufo, alla zozzona, all’arrabbiata, all’ortolana, a tutto. Bevuto il vino della casa, bevuto lo sciampagnino, il prosecco, il cosmopolitan nel bicchiere di plastica del bar di paese. Ballato in piazzetta coi sandali di cuoio, comprato una canotta da un cinese, indossato la canotta di lino di mia madre, riso con MAS, parlato con MAS. Riflettuto senza soluzione di continuità sul mio futuro, sognato Lui, avuto la tentazione di chiamare Lui, scritto su msn al Ciclista (che non ha, ovviamente, risposto), ricevuto la chiamata di GRGA al ritorno dalle vacanze. Ho preparato biscotti, ciambelline, crostate. Mandato e-mail a sconosciuti, inviato civvì un po’ ovunque, inviato un civvì dove non volevo, depilato tutta la mia famiglia, passato nottate sola in casa a Roma, riso alla finestra da sola. Sognato, pianto, camminato, ascoltato Michele Gesso a manetta, fatto le sue mosse in camera allo specchio. Fatto una lista delle cose da portarmi via, preparato una cena deliziosa per me sola. Rifiutato una proposta di vacanza allettante, guardato negli occhi un uomo che forse si è innamorato di me. Ho anche finito Pastorale Americana, e scusate se è poco. Letto Oceano Mare, scritto una recempsione che non pubblicherò. Ho scritto un sacco, ma un sacco davvero. Ho visto che Roma è meravigliosa coi negozi chiusi e senza casino, solo pochi turisti morti di caldo e qualche cingalese. Tutt sereno e tranquillo, a saldi finiti. Ho ordinato il nuovo piccì, cercato invano un accappatoio in tessuto tecnico e quindi comprato un telo da mare leopardato. Mai stata in piscina, mai stata al mare. Abbronzatura meno di zero.

E tutto sto riassunto di quello che si può fare in soli 10 giorni (scarsi) di ferie l’ho fatto mentre decidevo cosa mettere stasera. Perchè arriva da Salonicco un’amica dell’università che non vedo da anni.

Mi mancano molto i miei amici, ho voglia di tornare a Trieste. Magari ad ottobre, chi lo sa.

Insomma, alla fine, ce l’ho fatta, mi mancano solo profumi, trucchi e gioielli e poi in valigia ci sta tutto:

valigia (2)

"prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più", dice la canzone. Ma sarà che il viaggio è breve, o che io quella voglia ce l’ho sempre…stavolta vorrei tanto sentire la nostalgia di casa.

CANI E PARRUCCHIERI DI CANI

ScimmiaColVestito è venuto a trovarmi ed è appena partito. Viene e va col Frecciarossa in mezzo ai superfighetti. SCV non è affatto un superfighetto. L’ho conosciuto durante la vacanza della maturità in Sardegna, ci siamo ritrovati compagni di stanza, unici due non accoppiati e non troppo timidi. Non sapevamo niente del nostro futuro, ci chiedevamo cosa sarebbe stata l’università, ci struggevamo sulla scelta della facoltà, eravamo insoddisfatti a priori ma interiormente spensierati e fiduciosi. Abbiamo immediatamente stretto amicizia e ci siamo visti ben 3/4 volte in 8 anni. E sentiti altrettanto. Eppure ci vogliamo tanto bene. SCV l’ho risentito su feisbuc, come tutti. Gli ho chiesto come stesse e mi ha detto che stava felicemente convivendo. Due mesi fa. Gliel’ho richiesto un mese fa e la risposta è stata di tutt’altro genere. Allora gli ho proposto di farsi una vacanza romana per staccare la spina. Ed è giunto qui, col Frecciarossa, treno su cui ha rubato una rivista appellata PAMBIANCOWEEK tutto attaccato, all’interno della quale trovavasi un articolo sui parrucchieri dei cani. SCV è proprio ganzo, legge mille libri e ascolta mille dischi. Rispetto a me è l’altra metà della Feltrinelli: non abbiamo letto un  libro che fosse uno uguale. Manco il sussidiario delle elementari.

Io e SCV abbiamo pensato bene di affogare i nostri dispiaceri emotivi-sentimental-lavorativi nel cibo e nel passeggio. Ci siamo così cimentati nell’ascolto di jazz sul lungotevere scolando una boccia di prosecco, nella prova gratuita di una poltrona vibromassaggiante, nella visione del delirante nuovo film prodotto da Madonna con notevole colonna sonora di pancgitano, nell’osservazione dei bori del Colosseo, nello sbeffeggiare autisti e cingalesi, nel piangerci addosso.

Sono  successe cose strane legate al look. Venerdì sera ci siamo trastullati in Piazza Navona,in ginz e converse. Ci avesse fermato un cameriere che fosse uno. Io avevo gli occhiali da sole di TomFord, solo stile.

Stamattina abbiamo fatto lo stesso identico giro, vestiti in maniera assolutamente analoga ma con l’aggiunta di una bella sudata e questi:

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 Di punto in bianco tutti smaniavano nelle lingue più improbabili (spagnolo e inglese su tutte) per trascinarci a mangiare la bellapizza, italiapasta, maccaroni e simili. Io e SCV siamo quindi eccentrici a tutti gli effetti. Abbiamo deciso che basta sudare e comprare occhiali improbabili a tre euro.

Ma questi occhiali non sono che una piccolissima soddisfazione di questo uichend. Ci siamo concessi giri in libreria, regalati qualche volumetto, abbiamo ascoltato Michele Gesso su Emtivì, abbiamo rivisto video dei SOAD e commentato la società di oggi. Mangiato tiramisù sino alla nausea, pasta integrale, pasta fredda, torte salate, zucchine. Tutto. Secondo me e SCV Michele Gesso era il re del pop e ballava anche che non c’è male.

Le conversazioni sulla Gnometto Band ci hanno trascinati a voler organizzare un viaggio a Berlino, a partire e mandare a quel paese tutto, a dire "mi manca, sono in bleccaut" e a ripetere "non rileggerò quell’imeil". Io, personalmente, ho riso cinque ore (e continuo anche da sola) quando SCV ha definito il noto simbolo della cristianità “il più di legno”.

Alla fine abbiamo capito che solo una cosa poteva essere la degna conclusione di questo uichend romano più pazzo del mondo: un giro a PortaPortese. Io ho scoperto cos’avrà di più. E l’ho filmato. Prendete e godetene tutti.

 

COMMENT TE DIRE ADIEU – ce putimm sapè?

Ultimamente mi faccio parecchi filmoni. Sarà che non ho il tempo di andare al cinema o forse che mi è cambiata la realtà intorno. Qui non conosco i vicini di case, l’edicolante, i negozianti, i cognomi: è tutto nuovo, tutto una fonte d’ispirazione per i miei innumerevoli e celeberrimi filmoni. Rigorosamente fatti con l’emmeppitrè alle orecchie.

Il mio emmeppitrè mi è stato regalato da CalorMediorientale, un uomo dall’indubbia bellezza e dalle inenarrabili arti seduttive. Una di queste, narrabile invece, consiste nel regalare un lettore emmeppitrè alla donna oggetto del desiderio per la sua laurea. Accompagnandolo, magari, con un bigliettino banale quanto efficace "alla dottoressa più bella del mondo". Ovviamente efficace perchè preceduto da mazzo di rose color facoltà (arancione) e sguardo più intenso dell’emisfero boreale.

Il mio emmeppitrè contiene le stesse canzoni da un sacco di tempo perchè mi scoccio a cambiarle. In mezzo a queste melodie si trovano anche pezzi dei Montefiori Cocktail quali Sunny e Comment te dire adieu.

Adesso, si chiederanno i più, chissene? Ebbene, questo preambolo serviva a spiegare il filmone che mi sono fatta oggi.

Mettiamo che passavo, tanto per cambiare, per la stazione Termini. Mettiamo che ho avuto un flesc assurdo: a un certo punto mi si para davanti una ragazza che avrei potuto benissimo essere io. L’ho osservata a lungo passare per l’atrio centrale e scendere le scale mobili. Mi somigliava moltissimo anche fisicamente: bionda con una coda di cavallo, dei grandi occhiali da sole (belli parecchio). Minuta ma con un seno particolarmente pronunciato, gambe snelle. Indossava un abitino marrone al ginocchio e dei mocassini chiari, una borsa a sacco e trascinava un trollei verde pistacchio. Che, tra l’altro, io ho uguale.

Questa ragazza si muoveva con sicurezza, non era una turista e probabilmente non era neanche romana, magari una studentessa o una neolavoratrice. Aveva il viso disteso, rilassato, un po’ sudata non troppo sorridente. Sembrava tipo in pace.

Insomma, avrei potuto essere io l’ultimo giorno di stage, stanca ma con l’aria di chi ce l’ha fatta.

Osservandola girarsi, poi, si notava al braccio un fascio di rose rosse, non freschissime.

E mi è scattato il filmone subito. Da dove viene? Chi le ha regalato queste rose bellissime? Quando? Ma soprattutto, perchè?

Non era abbronzata, veniva di certo dalla collina o dalla città. Non aveva un anello di fidanzamento. Ho ipotizzato un corteggiatore. Magari si sta innamorando di un suo amico, magari ha iniziato una storia da poco. Magari è solo un maniaco che la adora. Magari è famosa e sono i fiori di un fan, solo che io non la conosco.

Insomma secondo me questa ragazza che chiameremo Sosia era andata in collina a trovare il suo ammiratore. Si era messa un vestito carino e spazzolata i capelli prima di scendere dal treno, data un’occhiata nello specchio dell’intersiti. Non si erano baciati subito, reticenti, emozionati. Avevano parlato in maniera veloce e un po’ compulsiva, come a scacciare l’imbarazzo. 

Uscendo dalla porta di casa, per andare a cena, mentre lui girava la chiave lei le aveva passato una mano sulla spalla e lì lui, con delicatezza e il battito accelerato, l’aveva baciata.

Baciata di un bacio che aspettava da ore, da giorni, da due mesi.

E poi avevano passato una domenica a passeggio, in motorino, avevano mangiato un gelato. Lei le aveva parlato del suo nuovo lavoro e del suo ultimo esame, lui si era complimentato perchè era sempre più bella. Nessuno aveva parlato del futuro perchè lei aveva anticipato la storia della promozione.

Ce l’aveva fatta, aveva vinto il concorso all’università, a settembre sarebbe andata in Spagna, avrebbe condotto i suoi esperimenti, avrebbe parlato la sua lingua preferita, avrebbe cambiato taglio di capelli, avrebbe stroncato sul nascere questa storia.

E lui non aveva avuto il coraggio di dirle niente, perchè non sapeva, non poteva, non immaginava. 

E dunque il lunedì mattina si era alzato con la scusa di comprare i cornetti e le sigarette, era uscito e le aveva preso questo fascio di rose bellissime. Le aveva detto che erano il minimo per una donna come lei e che voleva imparare a farla felice, anche senza futuro.

E lei era stata felice, infatti. Poi aveva preso il treno ed era arrivata davanti a me a farmi fare sto filmone.

Chè io i filmoni me li faccio banali, mi faccio tutti filmoni che potrebbero essere la mia vita ollivudiana perfetta e dovrebbero essere interpretati da Ris Uiterspun.

Bando alle ciance, se uno scrive "speravo e contavo di vederti, la voglia c’è sempre, è il tempo che latita ma troveremo anche quello, ciao biondezza!" e poi non ce sta a provà, secondo me c’è qualcosa che non va.

Fosse mica che devo farmi castana?

 

CONTENUTI DI COMUNICAZIONE IN APPOSITI SPAZI DI RELAZIONE

Ho latitato, lo so. E’ probabile anche che continui perchè ultimamente ho troppa vita. Inversamente proporzionale alla vitalità. Diciamo che sono un pandispagna senza lievito: cuocio cuocio cuocio ma non cresco.

Di nuovo c’è che ho accettato il tirocinio del mammasantissima e questo non solo comporta che dirò eminenza e eccellenza tipo settemila volte all’ora. No. Devo pure trasferirmi a Roma.

Che di per sé sarebbe una gran notizia. La quale, però, non solo è abbinata alla storia di eminenza&eccellenza, ma anche alla ricerca di un alloggio.

Adesso, per chi non abbia mai vissuto fuori casa in periodo universitario la cosa non può apparire tanto drammatica quanto lo è in realtà. E’ più facile trovare un capello moro in testa a me che una stanza singola a Roma per due mesi a un prezzo inferiore a seicento euracci.

All’inizio la simpatica capitale illude che ci siano mille stanze dietro l’angolo, tutte offerte imperdibili, tutte vicino alla metro, tutte in zone sicure. Ma una bionda poco sprovveduta come me sa bene che economico-sicuro-comodo-disponibile sono tutti aggettivi non associabili a un qualsivoglia edificio italico.

Anzi, se qualcuno che legge sa qualcosa o ha da subaffittarsi tipo la bara della nonna, lo dica ora o taccia per sempre.

In tutto questo ci sono stati anche accadimenti piacevoli.

Tipo che è arrivata da me MiglioreAmicaUniversitaria per fare un corso a Roma. Non la vedevo da luglio scorso e mi è scoppiato il cuore di felicità a chiacchierare di nuovo con lei in pigiama sul letto. Poi ci siamo vestite e ci siamo sbronzate. A mezzogiorno (con la mia genitrice quoque) e alla sera (da sole).

Insomma quando c’era MiglioreAmicaUnivesitaria mi è pure arrivata una raccomandata. Da Napoli. Un pacco. (No, non quello). L’ho ritirato ed era un libro. E c’era una dedica che indicava una pagina. E in questa pagina si parla di una tipa che, in maniera sconcertante, assomiglia all’immagine migliore che ho di me (anche se, a onor del vero, non si menzionano panze). E insomma vedo che questo capitolo del libro è stato scritto da una Bionda che io conosco. Uno più uno, sì sì. Eppiness en satisfecscion. (Recempsirò appena ho tempo di leggerlo tutto, ovviusli)

Poi ho aiutato MiglioreAmicaUniversitaria a traslocare nel suo appartamento romano. Dormirà su un letto costruito con un ponteggio da esterni. Una roba assurda che la padrona lesbica di casa, la sua compagna e quel gran bono del coinquilino inglese (che gira in calzoncini e basta) si ostinano incomprensibilmente a chiamare letto soppalcato. Al massimo è un letto impalcato. La mattina verrà svegliata da un gatto di nome Pippo che esce e entra sul balcone passando per la sua stanza. Menomale che il letto sta a due metri da terra (senza protezioni) così almeno quella simpatica bestiola che spela ovunque non ci si potrà arrampicare. Si potrà obiettare, ragionevolmente, che è difficile arrampicarsi anche per la mia amica, lo so.

Va menzionato che MiglioreAmicaUniversitaria mi ha fatto la frencmanichiur coi brillantini dorati e poi ha pensato di farsi aiutare da me per il trasloco a Pippolandia. La sua valigia pesa come la mia famiglia e Pippolandia è sita al quinto piano senza ascensore.

Ho incontrato Pierfrancesco Favino alla Borri Books – ovvio- ed è uguale a com’è in tivvù.

Ho scoperto che in un qualche dialetto arabo bello e biondo si dicono allo stesso modo. L’ho sempre sostenuto che il medioriente sta un sacco avanti, io.

E poi oggi pomeriggio ho avuto lezione con una personificazione di donna perfetta. E’ la responsabile delle fiere di FieraRoma. E’ bellissima: alta, magra, vesitita di blu, con gli occhi celesti e i capelli biondi. E’ simpatica, alla mano, raffinata, si fa chiamare per nome e tiene lezione in maniera cordiale e interessante. L’argomento mi piaceva parecchio e va detto pure che, le rare volte che non dormo, entro in modalità LafrangiaSecchiona. L’aspetto mi aiuta: occhialetti ormai zozzi, naso lucido per il caldo, capelli con un elastico incacabile. Prendo e mi calo nella parte, intervengo, faccio simpatiche battute, pongo spinose questioni e cose del genere che portano allo svolgimento di dialoghi quali il seguente:

– Allora, qualcuno sa farmi un esempio di fiera concepita bisness-tu-bisness o bisness-tu-consiumer?

– Beh, sì…bisness-tu-consiumer è tipo "Io Sposa", no?

– Esatto!

– Beh, per dirne una..

– Eh, beh, hai detto bene…poi magari interessa, che so…ti sposi adesso?

– Direi di no…

– Beh, ti sposerai no?

– Beh, veramente pare di no…

– Beh, ma anche se uno è contrario al matrimonio…

– Mah, veramente no…

– Beh, se non ti vuoi sposare…

– Ma veramente IO LO VOGLIO.

MISTUROTTO RELATIVAMENTE SIGNIFICATIVO

Marte oggi si scontra con Saturno facendovi subire possibili contrasti con l’ambiente. Oggi è uno di quei momenti che sarebbe meglio evitare troppe parole. Molto probabilmente si tratterà di ascoltare di più i superiori, anche se non vi sembrerà atteggiamento del tutto corretto nei vostri confronti.

Lo dice anche il mio oroscopo stamattina: giornata pessima. E ci ha azzeccato di brutto. Ho preso l’autobus di corsa, ho scoperto di aver perso un maglioncino di quelli che io adoro (ovvero uno schifido maglioncino di Zara da quindici euro, il maglioncino per eccellenza della Frangia in primavera), il treno era in ritardo, al bar non c’era il cornetto integrale e quando ne ho chiesto uno normale all’albicocca mi hanno dato quello vuoto (semplice dicono a Roma, ma non capisco cosa ci sia di complesso in un cornetto con dentro della marmellata, mah). Oggi la lezione verteva sugli eventi congressuali che, pensavo, mi sarebbero interessati un sacco. Ho scoperto che era molto più interessante la zocca accumulatasi nell’intercapedine tra ciccia del dito e unghia durante il pendolarismo mattutino. Sono stata tutta la mattinata a pensare se accettare o meno lo stasg propostomi dal mammasantissima e soprattutto come fare a trovare casa naa capitale in meno di una settimana e con un reddito ridicolo (dove ridicolo è usato quale sinonimo di inesistente). In tutto questo ho rischiato di essere segata a metà dalla mia testardaggine: è ora di accettare che i ginz taglia venticinque non mi entrano più da un pezzo e che, se mi ostino ad allacciarli a qualunque costo, finirò in due metà ben distinte.

In questo quadretto si iscrivono due note positive: il noiosissimo professore della mattinata era il sosia di Clarchent. Vale a dire: faccia sfigatina con gli occhiali appiccicata su due metri di corpo statuario. Potrei soprannominarlo GiovaneRagazzoConPantaloniAVitaBassa (GRPVB) ma mi pare troppo complesso. Va sottolineato che gli si vedevano gli addominali dalla camicia (cifrata, bleah!) e aveva delle chiappe che non stenterei a definire marmoree. Non sono una maniaca, a dispetto di ciò che afferma qualcuno, semplicemente mi limito a riportare la motivazione che ha causato il boato quando il succitato profio s’è tolto la giacca. Poi aveva un pessimo accento napulitano che lo costringeva a dire nùovo e efficìente e lo privava di qualunque fascino. Certo, essere il direttore marcheting di una grossa azienda capitolina e avere i dorsali visibili dal completo…Ma vabbè.

La seconda nota positiva è quella più degna di questo attributo. Viene da GRGA (per chi si perde tra i miei acronimi, leggere qui). Mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto di aiutarmi a trovare uno stasg in Portogallo dato che so che ha degli amici lì. In men che non si dica ha scritto loro una mail in cui parlava di me in termini estremamente dolci ed elogiativi. Insomma, non glielo faceva fare nessuno, eppure è stato di una gentilezza ragguardevole.

Una goccia di Scianel in questo mare di AxeAfrica.

PISSIS DON FIT ENIMOR

Sono successe un sacco di cose assurde in questi ultimi giorni. A livello emotivo e masterino.

Innanzitutto parliamo di Lui, che almeno mi tolgo il pensiero. Ci avevo ciattato su emmessenne tutto martedì scorso, eravamo rimasti che ci saremmo visti il giovedì a cena e che, eventualmente, avremmo passato il primo maggio insieme (io proponevo una pizza e una giornata al mare, lui ha controproposto un uichend a Forte dei Marmi a spese sue, n.d.a.).

Come volevasi dimostrare il giovedì non ha risposto a chiamate, squilli e essemmesse. Il finesettimana sono andata fuori da sola. Cioè.

Ieri sera lo becco su emmessenne (il signorino compie trent’anni questa settimana e non si degna di chiamare né rispondere col suo cellulare palmare del mazzo) e alla mia accusa di scorrettezza ha replicato "io non ho promesso niente a nessuno, maniaca". Ok, povero, è psicopatico.

Per la prima volta in otto anni gli ho bloccato il contatto. In compenso la conversazione in cui mi invitava a Forte è memorizzata. Giusto per  passare da maniaca.

Nel frattempo Lo Smessaggiatore si è fatto più presente. Meritevole di nota.

Grandi soddisfazioni arrivano dal fronte BelloneMicroFallico che ormai affronta il corteggiamento a viso aperto e chiede appuntamenti ripetuti (e ripetutamente mandati a buca da nientepopodimenoche lafrangia in persona).

L’assenza più evidente è quella di GRGA, non tanto per lui in quanto uomo quanto per lui in veste di bisnessmen. Cioè, io necessito di un tirocinio. Non so se è chiaro. E lo vorrei a Lisbona. Non so se è chiaro. E sono disposta a tutto per ottenerlo. E’ chiaro adesso? Un po’ mi scoccia contattarlo però la carriera è importante.

Nel frattempo ho avuto due giorni di lezione di marcheting in inglese e -ui scrim at miracol!- ho capito più o meno tutto. Il tipo della Crenfild Iuniversiti era il sosia di Mister Barns (quello dei Simpsi) e parlava lento lento e mi diceva sempre "Ezzellent Fruongia!". Ho capito che (forse) mi piace il marcheting.

Poi mi ha chiamato il mammasantissima vaticanista. Mi vuole per lo stasg. Non so che cavolo fare: dovrei andare a lavorare aggratisse dopo il master (ovvero dalle cinque alle sette piem) e il venerdì. Aiuto. 

In buona sostanza la mia vita è parecchio piatta, mi annoio mortalmente e per sicurezza non studio per l’esame di economia aziendale. La storia di Lui mi ha buttata parecchio giù. Comincio a pensare che resterò zitella a vita.

Ho riflettuto sul fatto che ho sentito un miliardo di volte delle giovani donne dire "basta! non ne posso più! so tutti stronzi! io lascio perdere, non ce la faccio più!" è ho sempre pensato che, in generale, gettare la spugna sia na roba abbastanza tristanzuola e molto poco blonde.

L’altro giorno ho sentito la mia bocca proferire quelle parole.

Poi ho scritto su feisbuc a ragazzoconocchizzurri. Lui, molto gentile, non sa di certo che è per ragazzoconocchiverdi.

Non che io voglia davvero conoscerlo, non me ne può fregare di meno. Dovevo solo provare un attimo che non pensavo la frase da GDZ (giovane donna zitella) e fare una mossa molto poco sensata.

La migliore risata della settimana mi è stata offerta dalla mia genitrice quando, in un assurdo dialogo prima di andare a dormire, mi fa:

– certo che il governo fa schifo

– vero ma

– pensa Brunetta, che per carità, avrà anche ridotto gli sprechi, no?

– eh..

– però io mi incazzo quando mi danno della fannullona, io mi faccio un culo così! mica è giusto!

– vero ma’, è proprio un imbecille Brunetta…

– e poi guardalo..

– ma anche no..

– cioè, non ti sembra uno di quegli gnomi cattivi…quelli dei film horror?

Come darle torto.

Insomma, in questo oceano sconfinato di novità che di nuovo non hanno niente, il mio nochia rosa mi regala sempre delle gran soddisfazioni.

Lezione di Mister Barns, abaut loyalty, tiro fuori il cellulare per vedere quanto manca al brec.

1 nuovo messaggio.

Nella mia mente parte il toto-emittente. Lo Smessaggiatore? Forse. BelloneMicroFallico? No, di mattina no. Ragazzad’inglese1? Possibile e probabile. Vodafone? Certamente sì. Lui? E’ più semplice vincere al superenalotto avendo giocato tutti numeri tra il 988 e il 998. GRGA? Vedi prima. Lo Gnomo Libraio? Non mi era manco passato per l’anticamera del cervello.

Ciao Frangia come va?Nn ti ho più visto in giro..Allora questa vita da pendolare è veramente dura!!:)

Incredibile ma vero. L’enigma vivente: Lamebo. Gli ho risposto perchè volevo proprio vedere dove andava a parare.

Ovviamente non è dato sapere.

EN PLIS DONTELMI PERAPS PERAPS PERAPS!

Ormai ieri era il primo maggio. Festa dei lavoratori. Archivierei subito il capitolo essendo io studentessa e manco di sinistra e manco fan di Vasco Rossi.

Parlerei piuttosto della giornata più insignificante della storia: non ho fatto nulla, nulla, nullissimo. Ho poltrito, visto due film (Diario di uno scandalo e Non Pensarci). Ho deciso di fare una gitina fuoriporta domani in giornata, fatto un pezzo di ceretta (un pezzo no perchè mi ero stufata), mangiato tre etti di gelato in dieci minuti, declinato un paio di noiosi inviti. Non ho nemmeno riflettuto più di tanto sul fatto che Lui mi ha dato una delle sue solite buche clamorose, il tutto dopo avermi invitato a passare un finesettimana all’insegna della riscoperta del valore della coppia a Forte dei Marmi. Prima sto discorso e poi è scomparso. Senza Traccia, come il telefilm.

Ieri sera peggio del peggio, mi ha fatto male qualcosa che ho mangiato, era freddo, in giro non c’era un cane, ci abbiamo messo un’ora e venti per parcheggiare e nel localetto in cui ci siamo rintanate c’era una gran puzza di fumo. Schifio.

Ah, ho scoperto che BelloneMicroFallico (con cui ho fatto una passeggiata due giorni fa) è ancora fidanzato con la Dottoressa Ventiseienne. Poverina, così giovane e già così votata al sacrificio. Per la cronaca continua a tampinarmi con frasi originalissime tipo Il tuo profumo non mi esce dalla mente e affini. E pensare che mi sta tanto simpatico.

MAS è un po’ tornata in depressione causa uomini, il suo ex si è felicemente riaccoppiato con una produttrice di ovuli romana.

In più ho passato giovedì mattina a Roma, dovevo vedere una mostra in solitudine e fare un po’ di sciopping. Ho girato come una trottola per saltare la mostra e tornare a casa con un paio di orecchini di H&M. Cioè.

Ho ricevuto la chiamata di una mia compagna di masterizzazione in cui si diceva che il mammasantissima di cui sotto le ha detto di avermi apprezzata molto e che vorrebbe prendermi come tirocinante. Ovviamente fultaim, ovviamente aggratisse. Il che implicherà un mio (fainalli) trasferimento capitolino.

In compenso ho preso una decisione importante a livello vital-stilistico, è giunta l’ora di assomigliare di più a una studentessa non più in erba di un istituto privato. Di sembrare un po’ una giovane donna in carriera, di darmi un tono finto-vecchio/impegnato.

Comprerommi dei mocassini.

Questa musichina mi fa scapocciare. Perepps perepps perepps…

COSE STRANE SUCCESSEMI OGGI

E’ bene chiarire che mi sono affacciata alla vita mattutina con due ore di sonno. Sono stata sino alle tre e mezza a discutere con Lui. Prima litigi, poi ammissioni, poi recriminazioni, poi promesse. Ovviamente svanite con la fine della conversazione.

Sul treno ho visto quel tipo delle superiori con gli occhi celesti, amico di quello con gli occhi verdi. E’ più bello quello con gli occhi celesti, ma io parlerei più volentieri con quello con gli occhi verdi.

Tra l’altro sabato sera ho incontrato in centro occhi celesti, non ci siamo salutati ma sappiamo entrambi di conoscerci. Io ho collegato la faccia alla classe di liceo e quindi al nome, lui credo di no. Ma si fa domande, è evidente. Stamattina mi ha pure sorriso. Ha un che di Tom Cruise in Rischi Bisness.

Insomma arrivo al master e ricevo una telefonata. Mi convocano per un colloquio: cercano una stagista per conferenze di geopolitica organizzate da un vaticanista. Lui è un mammasantissima che ha intervistato anche Arafat e tutta supergentona così.

Mi parla per un’ora, mi insensa (io sempre con quelle due orette di sonno smozzichicchiate e delle borse sotto gli occhi che nemmeno Alviero Martini), tenta di convincermi che nella vita devo fare l’interprete. Ma vedi un po’! Cioè, io arrivo lì e lui che mi dice? Che ho un titolo di livello, che sono specializzata, che devo fare quello per cui ho studiato. Invece mi alzo tutti i giorni a orari indecenti e faccio cinque ore di pendolarismo così, perchè mi piace puzzare di regionale. Ma io boh.

Insomma torno in facoltà, firmo, saluto e me ne vado, con fare zombiano, all’autobus. Di fronte a me siedono tre donne che potrebbero tranquillamente passare per ucraine/russe/lituane. Invece parlano un fluentissimo portoghese del Portogallo. Cercano di visitare il Panteao. (Sì, lo so, lo so). Insomma, non capiscono dove devo scendere per Largo di Torre Argentina e io a un certo punto mi sento in dovere di dire qualcosa tipo è questa fermata. E loro -signore e signori, colpo di scena- mi scambiano per nientepopòdimenochè una portoghese. Cioè, immaginiamoci questa giovane donna bionda, stanca, vestita -ammettiamolo- veramente random che implode di gioia.

Rendendomi poi conto che sono queste le soddisfazioni massime della mia esistenza, corro a prendere (anzi, oserei dire a farmi derubare per) un cono gelato al gusto vaniglia/noce.

Salgo sul treno, puzze impreviste che non conoscevo (è un treno diverso da quello che prendo di solito, cambio di orario evidentemente corrisponde a cambio di maleodori, n.d.a.)siedo di fronte a uno che scrive, scrive, scrive.

Mi viene in mente che ieri ho avvistato, dopo lunghe settimane di assenza, lo Gnomo Libraio. Ho pensato pure: "che carino!" ma poi mi sono ricordata che, su di una pedana, siamo tutti più carini.

Insomma fin qui, una giornata sui generis ma comunque accettabile. Torno a casa e stramazzo sul divano, entro in stato comatoso per almeno quattro ore.

Mi decido a rinviolarmi sotto pressione della mia genitrice, faccio pipì, mi lavo la faccia, controllo il cellulare e passo all’accensione di questa carretta di piccì.

Apro feisbuc. Apro gimeil. Apro Splinder: 1 PVT.

Di seguito il testo contenuto sotto l’oggetto "Piacere": Ciao …. il sesso è solo e pura fantasia … più la fantasia viaggia dalla nostra mente al nostro corpo, più l’erotismo che è dentro di noi esplode nella sua natura più appagante … un bacio… dolce … piacere di conoscerti … Francesco

Il tutto scritto e inviato alle 7.57. Ovvero: mentre io bevo il mio americano teiccheuei e mangio il cornetto integrale al miele, questo si dà allo sfrenato onanismo.

Ho seriamente bisogno di essere rassicurata sul fatto che il problema non sono io. Lo so che non si usa il blog a scopi psicanalitici scrocconi. Però questa è un’emergenza. Invoco lo stato di calamità splinderiano.

SPARARE SULLA CROCE ROSSA

Ieri sera sono stata ancorata al pc. Spiaggiata sulla mia seggiolina da camera a buttare giù l’ennesimo curriculum da mandare al master per ottenere (mah…) un tirocinio. Non si trova neanche più da fare gli schiavi. Dove andremo a finire, mi domando.

Dopo la chiacchierata di sabato con Lui, aleggia sul mio cranio una nuvoletta di depressione, malinconia, tristezza, pessimismo e fastidio. Una nuvoletta di merda, insomma.

In tutto questo spallamento smessaggiavo con BelloneMicroFallico che, col suo tono sempre scherzoso, mi metteva alle strette per questa cena di pesce. Tergiverso e lo lascio in sospeso. Che cuocia un po’ nel suo brodo, non gli fa male. Però lo vedo bello agguerrito e deciso a segnare il punto. Quanto rido…ah ah.

Stamane mi alzo al solito orario illegale (le sei meno un quarto) e vado a Roma, programma della giornata: Mostra su Giotto e il Trecento, incontro con la reponsabile mostre del Vittoriano. Questa donna è l’incarnazione di tutto ciò che io vorrei essere: bionda, magra, una bocca perfetta, capelli lisci, laurea in economia, laurea in storia dell’arte, lavoro di responsabilità e sensibilità, calma, pacatezza, gusto, sobrietà. Un angelo.

Insomma ricomincia a scrivermi BMF. Soliti scherzetti scemi, tanto per essere presente. Ma il tempo passa e io mi annoio…autobus, metro, treno, casino, calca, carnaio…che palle! Come ammazzare il tempo? Tiro fuori il mitico nochia rosa e penso: ma non era il compleanno di Lamebo? Ebbene sì, gli avevo estorto questa informazione. Allora digito:

Ciao! se non ricordo male uno di questi giorni era il tuo compleanno: auguri! Trent’anni e non sentirli…baci

Passa un’oretta e vedo apparire sullo schermo: 1 nuovo messaggio.

Guardiamo la scena dall’alto: una giovane donna con la panza al Vittoriano, delle spiegazioni interessanti e/ma pallose, un fermaglio di Alviero Martini, delle scarpette da tennis stilose ma zozze, dei pensieri vaganti, un sonno pressante, degli occhiali gialli e viola.

Si è stato propio ieri.. Ke memoria!!Grazie tanto per l’auguri 🙂 un bacio

Cioè. Che dire? Quanta ignoranza tutta in un essemmesse. Forse gli è morta la maestra all’asilo. Nido. Forse si è fatto digitare il messaggio dal suo amico cingalese analfabeta.

Mi ci voleva proprio per sentirmi una persona migliore. Lamebo grazie di esistere!