AGGIORNAMENTI VARI E PICCOLE SODDISFAZIONI DELLA VITA

Forse si sarà notato che ultimamente il mondo intorno a me è un po’ impazzito. Comincio seriamente a pensare di essere io il problema. Ieri ho anche ricominciato il master e, tanto per cambiare, non mi capisco manco col rettore (ma va? è un uomo!) che mi cambia le impostazioni del progetto che devo presentare dopodomani e ho dodici slaid su trenta. Quindi ovviamente temporeggio sul blog, come è giusto.

Insomma ci sono novità sul fronte omeni. Analizziamole:

Lamebo: di lui avevo già parlato. Dopo le fantastiche evoluzioni del mutismo in cui si era cimentato ha pensato bene di continuare su quella falsariga. Purtroppo, però, sabato lo incontro nel solito localino del menga in cui stavo con MAS. Mi fermo a salutarlo e parte uno dei nostri soliti dialoghi molto edificanti. Nel giro di cinque micron di secondi me ne vado. Mi metto a parlare con altri amici quando, a un tratto, mi sento dare un pizzicotto su uno dei miei maniglioni antipanico dell’ammore. Mi giro e che vedo? La capa di ricci di Lamebo, da dietro, che continua per la sua strada. (Sì, lo so, il pizzicotto è demodé al massimo, lo so). Non faccio nulla e continuo a intrattenermi coi miei amici e l’essere spregevole di cui parlerò in seguito. Esco dal locale e decido (sì, lo so, lo so) di fare un trillo a Lamebo che, prontamente, richiama.

(ore 4.30 del mattino)

– Ciao

– Ciao, dove sei?

– Sto andando a fare colazione con MAS e i miei amici, e tu?

– Io sono in città, ormai quasi a casa…

– Ah, bravo! Nemmeno mi hai salutata!

– Eh, t’ho cercato, ma non t’ho vista…

– Vabbè…dai, scherzo.

– Senti, tu quand’è che ricominci il master?

– Io torno a Roma lunedì…

– Ah, e domani hai da fare?

– Direi di no…

– Magari ci possiamo vedere…che dici?

– Ah (stupefazione massima) beh, direi che ci possiamo risentire domani…comunque in linea di principio direi di sì…

– Vabbè, allora ci sentiamo domani, calcola che io mi alzo tardi…

– Anche io, tranqui.

– Ok, allora a domani, notte

– Notte.

Insomma, mi hai invitata. Io ero già presa male perchè passare più di quarantacinque secondi con Lamebo è davvero faticoso.

Ovviamente il problema non si è posto.

Il Pilota: solito localino in cui ero con MAS e con metà del mio paese. Il Pilota pure è del mio paese. Lo conosco da dieci anni e abbiamo almeno dieci amici in comune. Ci siamo sempre stati antipatici e non ci salutiamo. Comunque è un bel tipo, rasato e con denti bianchissimi e sanissimi. E non fuma. Per una battuta di MAS cominciamo a chiacchierare. Lui tenta di fare il simpatico. Tenta di approcciare. Tenta di farmi ridere. Tenta di farmi ballare. Tutti tentativi invani. Riesce solo a darmi fastidio mentre sto con gli amici, a mettersi in ridicolo ordinandomi (senza che io lo richieda) un Long Island (che mi fa cagare, n.d.a.), a bersi il Long Island da solo e a prendere il mio numero su un foglietto. Quindi all’uscita mi chiama, avanza proposte che rifiuto, azzarda avvicinamenti che non vanno in porto. Mi racconta dei suoi tre anni in Spagna, dei mesi a Londra, della passione per gli aerei. E alla mia ironica ma non sarà che sei fidanzato? non ha nemmeno la decenza di rispondere con un semplice, no, lui pieno di yubris esclama un CERTO!. Cioè, mica per niente. Già sei antipatico, pure così tanto coglione non ti ci facevo. E poi ci lamentiamo se Alitalia fallisce, con sta gente…

Il Cameriere: conosciuto venerdì mi chiama ieri sera (in teoria c’era in ballo una cena che io avevo già deciso di non accettare). E’ gentile, educato, cortese. Mi dice che sabato e domenica non si è fatto sentire perchè di sera lavorava e di giorno riposava. Leggi: di sera lavoravo e di giorno tr..b.avo la mia ragazza. Giustamente pure, direi. Erased.

Qualche nota di merito va alla performanz di pochi minuti fa di GRGA che dribbla le difficoltà parlandomi del Portogallo e degli impegni lavorativi. Tenta di scaricare su di me la sòla clamorosa che mi ha dato per la millantata cena e incolpa la professione del mancato mantenimento della promessa che mi fece un mese fa. Lui sta nel limbo. E’ sempre un prof ed è il più istruito. Paraculo ma gradevole. Però comincia a urtarmi i nervi. Cioè, qui di tubino verde acqua ce n’è uno, e lo porto Io. Lui avrà gli occhiali unti da secchione che fanno sempre "ometto di livello" ma questo comunque non basta.

Insomma in questo mare magno (o mare magnum che dir si voglia) di infinita mestizia [cit.] si inserisce una scheggia di speranza:

GIOVEDì (NON DA) GNOCCA

Succede che ieri era il mio primo giorno di ferie. Evviva! Gaudio! Giubilo! Trombette festanti! Stelle Filanti! Ricchi premi e cotillons!  E invece no.

Mi alzo alle nove e mezza il che, di per sé, è una vergogna per il primo giorno di ferie. Comunque cerco di recuperare uscendo a comprare uno smalto solo glemur fucsia scuro e qualche prodottino per la pelle che, si sa, in primavera fa le bizze. Trovo addirittura una ceretta ai frutti di bosco: rosa e profumata. Faccio scintillare il portamonete e me ne torno a casa. Sulla via del ritorno incontro MiglioreAmicaSecca e Peo (altro amico dell’adolescenza) che mi rendono partecipe del progetto della serata: cena a base di pesce cucinata dal succitato Peo e Pamp (amico di Peo). Il pesce di giovedì in Umbria mi perplime un po’, ma vabbè, è una vita che non esco, mi va bene tutto.

Quindi torno a casa e mi sparo una manicure favolosa a base di fuxia scuro, tipo color lampone, una roba favoluminosa.

Guardo la tele con la mia procreatrice e poi decidiamo di percorrere la highway to heaven: facciamo la pastiera! (a richiesta posso fornire reportage fotografico e ricetta)

Mentre finiamo di infornare queste teglie ripiene di estasi comincio  ad avere dei crampetti alle ovaie…ahi ahi ahi. Non ci siamo, no no no. La mia moleskine annuncia il menarca tra dieci giorni, che storia è mai questa? L’anticipo è assolutamente no-blonde. Al limite il ritardo, quello sì, ma l’anticipo no no no no. Con le ovaie pietrificate e trasformate in due di quegli odiosi ovetti pasquali dentro col fondente e fuori di zucchero colorato (sì, quelli che mi hanno spaccato almeno 4 denti da latte) capisco che la cena di pesce salta inesorabilmente. Chiamo MAS e le dico che mi aspetta, col suo abbraccio bollente, il divano.

E dunque metto su il divuics di Legally Blonde1&2. Vegeto, mangio un po’ di peperoni e un po’ di pastiera calda. Inizia Lipstic Giangol: sono obbligata a vederlo e adorarlo in quanto serie della stessa autrice delle BibbiaFilmata (secsendesiti, n.d.a.). Seguo tutto, sono preparatissima, quando ad un tratto….io guardo mamy, mamy guarda me, tutt’e due guardiamo la bottiglia. MERDA! La scossa! Ebbene sì, magnitudo 5.1. Cioè, non si può interrompere Lipstic Giangol così, a 10 minuti dalla fine perdipiù! Comunque io non ho paura, sinceramente, però sono una ragazza previdente. Quindi decido di operare in maniera sistematica l’organizzazione della mia eventuale sfollatezza:

– di vestirmi non se ne parla, ho fatto il bagno e sono in pigiama, col cacchio che mi cambio

– avverto mio marito di blog e lo informo della mia password

– rendo noto al mondo virtuale che le unghie delle mie mani sono colorate di color lampone, così mi si può  facilmente identificare

– mi faccio la ceretta ai baffi e mi ritocco le sopracciglia (a me la storia che peli e capelli continuino a crescere anche dopo la morte mi ha sempre terrorizzata perché vuol dire che manco nell’aldilà mi libererò del dramma della ricrescita)

– mi metto vicino 2 pastiere, 2 bottiglie d’acqua, il telecomando di scai e i sandali di MaxMara: tutto l’occorrente per essere felice in questa vita e nell’eventuale vita futura

– faccio testamento su scaip e decido così:

le scarpe più piccole a MAS, il resto a lanoisette che ha il mio stesso numero (con l’impegno morale di mettersi quelle leopardate per spiegare l’Umbria nelle ore di geografia)

lo scarabeo a Demonio Pellegrino

i libri, gli smalti e le foto alla mia amica universitaria

le perle ad AmicaGenioBresciana

i cosmetici tutti a makeupoltre e a Bridget Jones

le mutande da scortico e i completini tutti a Rititi, la mia amica portoghese che fa surf (con l’obbligo di sfoggiarli solo ed esclusivamente con serfisti)

l’attestato di laurea a Lui, ché ai titoli ci tiene

i ciddì di Madonna e i vestiti anni ’80 al mio amico gaio che vive a Londra

i diritti del blog (che immagino diventare un best seller di successo) a GRGA ché mi pare il più competente  in materia di comunicazione (e le scarpe di raso nero poiché secondo me ci tiene)

i vestiti all’associazione "Bionde-Tettone all over the world" poichè solo le iscritte possono apprezzare e indossare tutti i miei possedimenti vestimentari

Chiedo inoltre a mio marito, confidando nella sua nota riservatezza, di distruggere tutto il contenuto del mio piccì. Già il mondo dovrà affrontare la mia scomparsa, non mi sembra il caso di smuovere i poteri alti con le registrazioni delle mie conversazioni emmennessiane e scaippiane.Insomma io ieri ho fatto tutte ste cose e alla fine oggi sto ancora qui a scrivere il blog.

Ma dimmi tu.

GUARDA, TI RICHIAMO CHE C’HO UN ATTIMINO DA FARE…

Come apprendo da questo articolo, il nostro simpatico Presidente della Repubblica e il nostro beniamino, il carissimo Benny Sicstiiin si sono recati in Abbruzzo con comodo e calma o, addirittura, per niente.

Adesso, io non voglio parlare del terremoto ché pure qua da me si fa sentire anzichennò. Non dirò che abito in un borgo medievale e che, di conseguenza, le crepe sulle scale del mio palazzo si allargano a velocità smisurata, non citerò i Vigili del Fuoco che mi hanno detto "Signorì, dovete pregà che non rifà na botta come quella de stanotte". Che poi, tra l’altro, a me il terremoto non terrorizza. Per dire, terrorizza di più farmi le analisi del sangue.

Insomma, dicevo, a me di ste cose non interessa parlare. Mi chiedo solo: ma che mazzo c’avevano da fare questi? Cioè. Se va in Abbruzzo Berlusca prima di Napolitano, cari miei, è tutto dire. E il papa che ha da fare? una cenina di pesce? la ceretta? il refil delle unghie? Cioè, io boh. Se queste sono le massime autorità che abbiamo in casa, e ste massime autorità fanno una figura più di merda dell’esistenza stessa di Berlusconi, vuol dire che siamo messi peggio di quanto pensassi. E non è che pensassi un granché.

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se non mandi un sms sei uno sfigato clamoroso

LE 5 PEGGIORI COVER DELLA STORIA

Siccome in questi giorni c’è Sanremo, dovrei scriverci su un post. Invece no, non me la sento. Dichiaro solo che per me i vincitori sono i Gemelli Diversi perchè hanno nella formazione Alvin Superstar, di cui io sono una nota e accanita fan sin dalla prima ora.

Quindi ho deciso di scrivere un post sulle 5 peggiori cover che mi vengono in mente. Ovviamente per cover non si intende una qualunque ricantata di qualcuno in un programma tipo XFactor. Si intende invece una vera e propria incisione di un disco, una roba fatta da qualcuno famoso che si permette di rimettere le manacce sozze luride su un pezzo che prima era degno di tutto rispetto. Insomma, per cover si intende profanazione ufficiale.

Come sempre in ordine crescente ecco a voi la mia classifica (ci metto i link dei video così se non vi viene in mente potete massacrarvi le orecchie andando su iutubb):

5- Knockin on heaven’s door – Avril Lavigne (forse non tutti sanno che…in Portogallo questa canzone si canta a messa, con tanto di coro di vecchiette portoghesi. Giuro)

4- Tainted Love – Pussycat Dolls (non mi pronuncio nemmeno sul nome del gruppo di ste stramegafighe-viste dal vivo sono anche meglio- dico solo che questa se la potevano risparmiare. Un po’ come tutto il loro repertorio, volendo.Nel linc la versione con Carmen Electra, per la gioia dei maschietti.)

3-  Qualche stupido ti amo – Irene Grandi e Alessandro Gassman (non so se regge meno il confronto la traduzione, la bruttezza loro, la lochescion, la tristezza della situazione…mah…dico solo: ma serviva?)

2- Voglio vederti danzare – Prezioso (ma si può profanare Battiato così? cioè, Battiato cantato dai bimbiminkia, gggesù.)

1- Reach Out – HIlary Duff  (non è proprio una cover, più uno scopiazzamento fatto alla monga)

Ecco, partiamo dalle cose positive: Hilary Duff ha un bravo dentista. Finite.

Cioè, a parte che questa non è una cover: è un atto criminale e criminoso e criminevole. Non se salva niente. Il testo stravolto da reach out and touch faith in reach out and touch me. Ma poi i Depeche non si toccano. I Depeche mettono d’accordo panc, rocchettari e bionde amanti del soca-dance, suvvia, non si fanno ste cose. Hilary, sei bionda, datti al tuo repertorio e non scassare. Cavolo Hilary, mi fai rivalutare Gaga, renditi conto.

PS: se ci fosse qualche benefattore appassionato del mio blog sappia che io sono disposta a tuttissimo per un biglietto del concerto di Giugno a Roma. E quando scrivo tuttissimo intendo tuttissimo. Tranne uccidere i Depeche prima del concerto, ovvio.

PPS: REACH OUT AND TOUCH LINK

X FACTOR 2, LA VENDEMMIA – (POST CON UN SACC D LINC)

Ormai mi sono appassionata, mi sparo tutta la serie, è stabilito. Dall’ultima volta che ne parlai, però, sono cambiate un sacco di cose:

– il fondotinta della Ventura è molto più giallo

– non c’è più l’erede naturale di Vladimir Luxuria

– non c’è più quella incinta (Storie di precariato nell’Italia di oggi)

ics factor

Rimane quello ciccione bravissimo. In realtà sono due ciccioni bravissimi. Uno ha il pizzetto, l’altro invece ha due televisori al posto degli occhiali. Mi soffermo sul primo, Enrico Nordio che, detto per inciso, è la versione abbombata del mio ex storico. L’altra settimana gli hanno fatto cantare una canzone di Mika (acchembibraun acchembibluuu acchembivaiolescaiii, n.d.a.) e, intorno al solista, era tutto un tripudio di palloncini, palloni e pallette di tutti i colori. Adesso, non per criticare i direttori artistici, ci mancherebbe, ma se uno ha una panza sferica e gli si mette una felpina arancione che fa di lui una sfera arancione, vi sembra il caso di contornarlo di megapalloni a loro volta arancioni? Che è una mimetizzazione? Poi fa tutti quegli acutini che me pare un palloncino che si sgonfia, poretto. Che figura di merda (a 0.59).

Comunque stasera hanno aperto lo show tre tipi ubriaconi trentini che per cantare My Sharona dovevano indossare delle tute da motociclisti, il problema è che uno è particolarmente alto per cui la tuta gli stava corta. Due conseguenze ne sono derivate: le palle scaramellate in due metà esatte perfettamente visibili a occhio nudo dal mio divano e il fatto che cantasse a ginocchia piegate, come se se la facesse sotto. Poretto, che figura di merda.

Poi c’era come sempre la nostra cara barista bionda. Stavolta l’hanno conciata da pornobambina con le codine, la camicetta a quadretti aperta e i calzoncini bianchi. Tipo Evrillavign. E’ una bella ragazza, non si può negare. Ma è simpatica come la scabbia. Cantava Amore Disperato e si dimenava come uno scarafaggio cappottato. Poretta, che figura di merda.

Poi c’è un altro che è talmente un cretino che non si merita spazio sul mio blog, ma tanto se uno si vede la replica capisce subito di chi si tratta. Lui, di per sé, è una figura di merda.

Ma come non parlare dei Farias? Sono un gruppo di qattro fratelli della Patagonia. Nessuno si spiega come abbiano fatto ad arrivare su Rai2. Se uno comincia a pensare a tutti gli stereotipi sugli indios tanto non ce la fa a immaginarseli. Naso schiacciato? sì. Capelli lunghi lisci neri? sì. Stivalazzi a punta sì. Camicie fiorate? sì. Collanine di denti di tigre/squalo? sì. Più patagoniese di così non ci sta.

E poi il superospite: Miguel Bosè, quello famoso per avere la mamma coi capelli blu. Vestito come un invitato di un matrimonio cafonazzo delle mie parti. Giacca a mezza coscia, completo tutto nero dalla camicia al gilè, alla giacchetta, allo spolverino, alla cravatta. O-rè-ndo.

Ma il  mio preferito rimane sempre lui…Quello che con un linguaggio modaiolo potrei definire il pasionario della conduzione: Diggei Francesco. Mi sono soffermata sull’abbigliamento: ha tutto di due taglie di meno. La giacchetta che gli appicca sulla schiena,i calzoni da acqua in casa, la camicia coi bottoni che tirano.

Da NOTA BENE le battute di Morgan alla Ventura: "carampana", "cariatide…anzi, se vuoi ti dico babbiona" e, dulcis in fundo, "le mie parole sono oro colato, le tue bigiotteria". Questa la riuso di certo.

QUANDO UNO NASCE STRONZO

Io non amo postare video,  l’ho già detto nel precedente post-video.

Ma stamattina ho visto il tg e trasmettevano questo (visonare al secondo 43-44).

Dunque io che sono una donna-del-fare, mi sono trasformata in una donna-del-dire. E tra questo dire e questo fare ci stanno un milione di considerazioni.

Eccone alcune di seguito:

Ci sono le parole che hanno un peso e, dunque, vanno soppesate

 C’è che la mia famiglia paga le tasse e queste tasse confluiscono in grossa parte nello stipendio di Maroni. Preferirei confluissero in mezzo ai detriti del Tevere. O alla ricerca sul diritto medievale in Birmania. O alla cura dei cigni acneici.

 C’è che da un uomo molto più adulto di me, mi aspetto che abbia delle cose da insegnarmi. Stamattina questo qui mi ha insegnato che certa gente non ha niente da insegnare. E, peggio ancora, certa gente non è in grado di imparare. Niente proprio.

 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Questa non mi ricordo dove l’ho letta, mi sa in qualche romanzo di fantascienza. Ganzo, però.

 C’è che una persona cattiva per me è sempre stata una persona che fa cose brutte brutte brutte. Dunque una persona che sbaglia. Non capisco perchè un ministro debba incitarci a sbagliare.

 C’è che se facessimo sempre occhio per occhio e dente per dente saremmo una nazione di ciechi che rimpingua le casse della Kukident. Senza pensare che Maroni e la sua cumpa si ritroverebbero a fare i barbùn.

– Ci sono i clandestini buoni e i clandestini cattivi. Ci sono i siciliani mafiosi e i siciliani onesti. Ci sono i ministri della lega stronzi.

– C’è che se anche quel morto di sonno di Napolitano s’è svegliato per dire che stiamo diventando xenofobi, beh, allora è il momento di farsi qualche domandina, penso io.

– C’è che uno che si fa 5 giorni di nave senza mangiare né bere, che vende tutto, anche se stesso pur di sbarcare su una merdosissima costa lampedusana, beh, tutto mi ispira meno che la cattiveria. Compassione sì, pietà sì, stretta di cuore sì, rabbia sì. Cattiveria no.

– C’è che in uno stato di diritto nessuno ha il diritto di violare le leggi e restare impunito. E ci sono anche degli organi pagati affinchè le leggi vengano rispettate. E questi organi li paghiamo noi. E quindi dovremmo esigere qualcosa in cambio di questo stipendio che ci premuriamo di fornire loro. E se fossimo francesi faremmo la rivoluzione. Invece siamo Italiani.

E adesso mi faccio una camomilla e dico che voglio emigrare.

LE SCIMMIE URLATRICI

Io so bene che quando uno si appresta a leggere un post, di certo è perchè ha voglia di leggere e non di ascoltare. Per questo motivo non ho mai – in due mesi di onorata carriera bloggara –  postato un video di iutub.

Detto questo, però, passiamo al sodo.

Io non sono una donna invidiosa delle altre donne, non di quelle che pesano quanto/più di me, almeno. Ho i miei complessetti ma, insomma, ci campo. Certo, poi ammiro molto certe altre donne, le ammiro tantissimo, vorrei essere come loro e preferirei essere al posto loro, questo sì. Ma questa non è invidia nella mia scala di valori.

Poi ci stanno certe donne che proprio vorrei odiare e invidiare e augurare loro di stare al posto mio (o almeno una venuzza varicosa) ma sono così esageratamente carine, simpatiche e spontanee che odiarle di fa stare ancora peggio. Vedi il caso delle Destinisciaild. Nella fattispecie Bionzé.

Bionzé è bella, ha le cosce grosse ma ciò non le impedisce di indossare con sensualità i più scandalosi otpenz che starebbero male a una qualsiasi modella secca. Balla divinamente, si dimena in modo sensuale e appropriato, quel tanto di selvaggio che la rende una bomba sexy, quel tanto di hippopp che la fa simpatica e moderna e from the block, quel tanto di malizioso che la fa una vera Femmina. Ha una voce favolosa, potente, vibrante, calda, personale, versatile, colorata, magari non originalissima ma sempre bella. E’ intonata più della Callas e fa sempre canzoni carine (esclusa quella gigidalessiata di Iffaiuerabboi). Ha dei denti magnifici, perle orientali bianchissime e incastonate a dovere tra labbra carnose e proporzionate. Occhi luminosi e umidi ed espressivi. Pancia piatta, braccia toniche, poche tette ma ben sponsorizzate.

Innegabile, poi, la sua intelligenza: una nera che si fa bionda, ragazzi, siamo a livelli superiori.

Tutto ciò l’ha portata in direttissima a essere pure miliardaria, famosa, adorata. E a maritarsi con Jay-Z, che non è propriamente l’ultimo dei barboni. E le regalano vestiti e scarpe pensati apposta per lei, le fanno firmare un profumo, pubblicizza pure le batterie per le sparachiodi. Per la serie "piove sempre sul bagnato", ma vabbè.

Adesso si osservi questo filmato a partire dal minuto 3.45.

Diciamocelo: c’è qualcosa che non va. Per carità, immagino che quando si è un palco con migliaia di persone in estasi anche tu ti lasci andare, ti lasci trasportare dalla foga del momento e perdi un po’ la brocca. Ribadisco: è comprensibile.  Immagino pure che nel mondo dello spettacolo giri tanta cocaina e che se ne faccia uso. Comprendo anche questo. Capisco che quella poveretta di Miscel (la più incagata delle  incagate nei gruppi di tutti i tempi) cerchi di avere i suoi cinque secondi di gloria per poi tornare a fare tappezzeria. Ed è normale che poi Bionzé si rifaccia con l’aglietto sparandole sette-otto mila gorgheggiate.

Però, porca merda, questo è un attacco epilettico. Chiamate un esorcista, un pompiere, Milingo, un dottore, un maestrounico. Non lo so, qualcuno. Ma queste stanno male, sono tarantolate, è parkinson, hanno la quinta malattia.  

incartate ritornano

Premessa doverosa: io avrei voluto scrivere un altro post che, molto probabilmente, scriverò domani.

x-factor

Ma adesso mi urge, mi scappa proprio, un post sulla questione X Factor (al momento della composizione ancora in onda). Ebbene, sto guardando X Factor e intono anche le canzoni a gola spiegata.

E’ un programma che non mi dispiace poi tanto, anzi: io sono appassionata di karaoke e dunque canto appresso a questi e nel frattempo vedo come si veste Simona Ventura. Cosa chiedere di più alla programmazione televisiva di Rai2 del lunedì sera?

Insomma ho trovato un sacco di spunti interessanti: il look alla Gaultier-Ciccone della Ventura, appunto, i capelli di Morgan, una versione favolosa di Take on me degli Ah-ah, una tipa che è andata a fare un talentsciò incinta (che in un periodo di precariato è proprio un bel messaggio). Mi fa piacere anche notare che la nostra amata cassiera dell’esselunga abbia fatto i soldi necessari a passarsi il capodanno al caldo, come dimostra l’abbronzatura malindiana (Storie di occupazione femminile).

Qualche altro elemento mi ha lasciata interdetta, leggasi: Wish you were here cantata da una barista bionda coi piercing, la consapevolezza che Gaudi non si lava da almeno due anni (comincia a sentirsi il fetore di carogna anche dal tubo catodico), la presenza di ben due parenti di star già sotto le luci della ribalta da tempo: il fratello carino e in salute di Tricarico e la figlia naturale di Vladimir Luxuria (la cui foto non rende affatto l’idea ma giuro che è proprio tutta mamma sua).

Ma insomma mi sta bene tutto, sempre meglio che il Grande Fratello, ché a me di conoscere 10 cretini proprio non mi interessa, penso di conoscerne a sufficienza per il resto della mia vita. Praticamente ho la scorta di cretini.

Degna di nota è la battuta di Mara Maionchi a Diggei Francesco: "bastardo, figlio dei Pù!", una finezza per cui io credo che continuerò ad ammirare la succitata signora vita natural durante.

E visto che l’ho tirato in ballo: balliamolo. Diggei Francesco. Cioè, mi sta bene tutto, io sono paziente. Però suo padre ha una carriera dignitosa, sua sorella ne ha una favolosa…perchè si devono sputtanare in codesta maniera? Non mi pare proprio sensato. E poi – ammettiamolo – è brutto, è uno sgorbio, un cesso mannaro. Secco, co sti occhietti vuoti, sta pelle massacrata dai Natali a Cuba e dalla coca(cola).

E, in qualunque caso, il punto non è questo: X Factor è una trasmissione con delle velleità artistiche, dovrebbe sfornare "nuovi talenti musicali". Indipercuilaquale: perchè la presenta il Capitano Uncino?  E’ come mettere Nadia Rinaldi a presentare Stare bene e in salute.

Però io in fondo lo capisco quel povero Pù Facchinetti che fa quel che può per il figliolo, alla fine è sempre suo padre e quel cretino è sempre suo figlio. Io dico solo che avrebbe potuto indirizzarlo verso un lavoro socialmente utile, che ne so, il suicida o l’eremita, tanto per dirne due.

 

PS: Durante la reclam si è parlato di un’acqua che elimina l’acqua. Tutto ciò mi ha reso estremamente fiduciosa. A quando il grasso che elimina il grasso?

la mala educaciòn

Non riesco nemmeno a immaginare quante volte, da bambina, mi sia sentita ripetere "Frangia hai salutato?", "Frangia hai detto grazie?" "Frangia hai chiesto per favore?" e cose del genere.

La mia bisnonna diceva sempre "te la insegno io l’educazione!", perchè in fondo, a suo parere, dare un buon esempio e un buon ceffone mi avrebbero insegnato, appunto, ad essere una persona che sa stare al mondo educatamente.

Per cui, per me, essere maleducato ha sempre voluto dire: essere sgarbato, scortese, invadente e poco disponibile col prossimo (e spettinato, aggiungerei).

Picchiare qualcuno, quindi, non rientra nella scala di valori tra la casella "scortesia" e la casella "maleducazione". Rientra in "criminalità".

Se poi sto qualcuno lo si ammazza di botte fuori da una discoteca, in comitiva, tutti contro uno, beh, allora possiamo chiamare in causa le caselle "follia criminale ma consapevole", "testadicazzaggine", "infamia", "cattiveria" e cose così.

Quindi, quando sentirò la notizia del processo di sto branco di imbecilli (non dico bestie che mi si offende il gatto) e verranno fuori parole come "giustizia", "attenuante" e la fantastica "rieducazione" metterò a disposizione il mio caminetto per squagliarci la chiave.

Perchè punirne uno per educarne cento va bene ma, quando è troppo tardi per educare, puniamoli pure tutti e cento.