ALLA MANIERA DI FABIANO E SAZIO

Alla fine, come previsto, il programma di Saviano (e quello sbiadito di Fazio) ha fatto un successone. E, come tutte le cose estremamente inflazionate e modaiole, ha attirato la mia suscettibilissima attenzione.

Insomma, mo fanno tutti gli elenchi, non vedo perchè non dovrei farne uno (o più) anche io. Tra l'altro, caro il mio Fazietto de casa, io ho iniziato a fare classifiche dalla lettura di Alta Fedeltà in poi, quindi, come non mi sono inventata niente io, figuriamoci tu.

Lafrangia scrive l'elenco dei cambiamenti dell'ultimo anno:

Un anno fa:

– un anno fa ero bionda e ora sono sempre bionda ma gli altri mi percepiscono rossa (e non perchè puzzo)

– un anno fa avevo una stanza da letto più piccola, ora dormo "col morto"

– un anno fa ero più giovane

– un anno fa ero fidanzata

– un anno fa ero convinta che dopo un anno sarei stata più felice, quest'anno infatti sono più felice anche se sono meno fidanzata e meno giovane

– un anno fa guardavo Santoro che intervistava la Daddario (o era due anni fa?), quest'anno la Daddario s'è fatta un sacco di lampade e sembra mooooolto ringiovanita

– un anno fa avevo un biglietto per Lisbona, quest'anno ho un biglietto per Milano (l'anno prossimo avrò forse un biglietto per Bastia Umbra?)

– un anno fa non sapevo usare bene ecsel

– un anno fa avevo meno panza ma anche meno scarpe

– un anno fa ero convinta che l'acquajimmy sarebbe stato lo sport per me

– un anno fa sul cranio avevo un caschetto ora ho una scopa di saggina

– un anno fa non mi ero ancora presa le frustinate di Grga seduta nel suo ufficio mentre ordina una pizza ripiena al prosciutto alla legittima

– un anno fa compravo un corsetto per farmi prendere a frustinate da Grga e quest'anno quel corsetto riposa beato con l'etichetta nel casetto delle cose che aspettano il momento buono

– un anno fa non conoscevo a memoria "A mano a mano"

– un anno fa volevo andare via da Roma. E pure ora, solo che adesso mi dispiacerebbe.

– un anno fa non avrei mai immaginato che Elio sarebbe andato a Ics Factor ma sapevo già che, nell'eventualità, avrebbe stravinto

– un anno fa non vivevo con AmicaUmbra quindi non mangiavo galbanino

– un anno fa avevo un cellulare rosa, adesso ce l'ho nero ma lo sbaciucchio

– un anno fa avevo visto molti meno concerti fricchettoni e/o simili

– un anno fa avevo fatto 4 traslochi di meno (quindi avevo molti meno roba sperduta nel mondo-delle-cose-perse-durante-i-traslochi)

– un anno fa non sapevo che all'attuale nuovo fiammantissimo ominide di MAU fanno male le palle se la guarda troppo a lungo

– un anno fa vivevo con una quantità di sarde pari all'attuale quantita di marchigiane

– un anno fa quando le persone mi dicevano "che figo che è il tuo lavoro!" io concordavo

– un anno fa non avevo scroccato il biglietto per Fiorello né per Elio

– un anno fa non mi ero sbronzata marcia vestita anni Ottanta

– un anno fa non ero stata ai Musei Vaticani né a vedere un miusicol

– un anno fa leggevo di più ma avevo comunque letto di meno

– un anno fa possedevo molta meno mobilia scadente ma anche molta meno mobilia in generale

– un anno fa conoscevo molte meno persone degne di nota quali L'AgggenteImmobbigliare

– un anno fa credevo che questo blog avrebbe fatto una finaccia. E invece.

– un anno fa BelloneMicroFallico mi invitava continuamente a cena. Ah, no, questa non è una differenza. 

 

IO C’ERO

"comunque, comunque, chi è che presenta il prossimo Festival?

Chi è? Chi è? Ehhh Chi sarà?

Paolo Bonolis? Pippo Baudo? Fazio? Fiorello? Quanti stramegamiliardi di miliardi

ci diranno che guadagneranno questi?!

Ma perchè non ci mettete, perchè non ci mettete una cicciona,

una cicciona a presentare Sanremo?! Con un cazzo di nano gay nero?!"

FABRIZIO TARDUCCI

A me delle polemiche non interessa, Sanremo è Sanremo e io lo guardo. Un mucchio de lucette, strassetti, confettini e fiorellini così, si vede solo una volta l’anno. Mi piace, oh, pare che è una vergogna. 

E onestamente i programmi del palinsesto della contro-cultura potevano pure proporre qualcosa di meglio di Bertolasuccio Sporcaccioncello Cattivone.

Non c’ho voglia di mettermi a dare voti, a dire che finalmente c’è un po’ di gente sotto los quarenta a canticchiare qualcosa che, probabilmente, sentiremo in radio.

Buone notizie dalla capitale del fiore all’italiana: non c’è AlBano, non ci sono gli Avion Travel, né Sal da Vinci, né la Tatangelo e manco Alessandro Safina.

Insomma, ieri i bigghi, gente un po’ più caruccia del solito: Irene Grandi, Noemi, Marco de Viterbe (uno di izz fattor), Valerio di Amici, Malika Ayane dopo che ha fatto a botte con qualcuno con in mano delle forbici e simili.

Insomma, un sacco di canzoni molto più carine del solito e molto orecchiabili. E, come tutti i cinque gatti che ieri erano sintonizzati su raiuno, anche io ho eletto il mio vincitore. Bello, bravo, controcorrente seppur nella mischia, insomma: un figo. Signore e signori: Simone Cristicchi.

 

 

GIASTIS

Poco tempo fa pubblicai un video di una bella tipa (o topa) che pubblicizzava mutande e reggiseni improbabili, tendenzialmente all’ora di pranzo e di cena, mentre una vagonata di donne simil-me si sentiva in colpa pure di mangiare le zucchine lesse.

Adesso io non voglio fare la morale agli esperti di marketing, anzi. Non mi interessa. Io semplicemente nutro un’invidia folle e cattiva e perfida e tutto nei confronti di Adriana Lima, che possa ingrassarsi riempiendosi di cellulite all’istante! Io non sono una di quelle contente di come sono, cioè, so bene che potrei essere peggio ma perchè non dovrei voler essere una ventenne brasiliana bilingue, ricchissima e fichissima? Non capisco.

Ma a questo mondo, alla fine, una giustizia c’è sempre e quindi ollain ha iniziato  a girare un video nel quale tutte noi fantastiche ragazze con la panza e il culo basso ci possiamo rispecchiare. Finalmente anche noi coi nostri completini di laicra banali che ci segnano tutto il segnabile, ci evidenziano tutti i difetti evidenziabili e sono in colorini talmente improbabili (verde mela, arancio scuro) da sbattere su qualsiasi carnagione, anche la più lampadata.

Ebbene, omeni, questa è la verità! (irsutismo compreso e pacco escluso, sia chiaro):

AGGIORNAMENTI VARI E PICCOLE SODDISFAZIONI DELLA VITA

Forse si sarà notato che ultimamente il mondo intorno a me è un po’ impazzito. Comincio seriamente a pensare di essere io il problema. Ieri ho anche ricominciato il master e, tanto per cambiare, non mi capisco manco col rettore (ma va? è un uomo!) che mi cambia le impostazioni del progetto che devo presentare dopodomani e ho dodici slaid su trenta. Quindi ovviamente temporeggio sul blog, come è giusto.

Insomma ci sono novità sul fronte omeni. Analizziamole:

Lamebo: di lui avevo già parlato. Dopo le fantastiche evoluzioni del mutismo in cui si era cimentato ha pensato bene di continuare su quella falsariga. Purtroppo, però, sabato lo incontro nel solito localino del menga in cui stavo con MAS. Mi fermo a salutarlo e parte uno dei nostri soliti dialoghi molto edificanti. Nel giro di cinque micron di secondi me ne vado. Mi metto a parlare con altri amici quando, a un tratto, mi sento dare un pizzicotto su uno dei miei maniglioni antipanico dell’ammore. Mi giro e che vedo? La capa di ricci di Lamebo, da dietro, che continua per la sua strada. (Sì, lo so, il pizzicotto è demodé al massimo, lo so). Non faccio nulla e continuo a intrattenermi coi miei amici e l’essere spregevole di cui parlerò in seguito. Esco dal locale e decido (sì, lo so, lo so) di fare un trillo a Lamebo che, prontamente, richiama.

(ore 4.30 del mattino)

– Ciao

– Ciao, dove sei?

– Sto andando a fare colazione con MAS e i miei amici, e tu?

– Io sono in città, ormai quasi a casa…

– Ah, bravo! Nemmeno mi hai salutata!

– Eh, t’ho cercato, ma non t’ho vista…

– Vabbè…dai, scherzo.

– Senti, tu quand’è che ricominci il master?

– Io torno a Roma lunedì…

– Ah, e domani hai da fare?

– Direi di no…

– Magari ci possiamo vedere…che dici?

– Ah (stupefazione massima) beh, direi che ci possiamo risentire domani…comunque in linea di principio direi di sì…

– Vabbè, allora ci sentiamo domani, calcola che io mi alzo tardi…

– Anche io, tranqui.

– Ok, allora a domani, notte

– Notte.

Insomma, mi hai invitata. Io ero già presa male perchè passare più di quarantacinque secondi con Lamebo è davvero faticoso.

Ovviamente il problema non si è posto.

Il Pilota: solito localino in cui ero con MAS e con metà del mio paese. Il Pilota pure è del mio paese. Lo conosco da dieci anni e abbiamo almeno dieci amici in comune. Ci siamo sempre stati antipatici e non ci salutiamo. Comunque è un bel tipo, rasato e con denti bianchissimi e sanissimi. E non fuma. Per una battuta di MAS cominciamo a chiacchierare. Lui tenta di fare il simpatico. Tenta di approcciare. Tenta di farmi ridere. Tenta di farmi ballare. Tutti tentativi invani. Riesce solo a darmi fastidio mentre sto con gli amici, a mettersi in ridicolo ordinandomi (senza che io lo richieda) un Long Island (che mi fa cagare, n.d.a.), a bersi il Long Island da solo e a prendere il mio numero su un foglietto. Quindi all’uscita mi chiama, avanza proposte che rifiuto, azzarda avvicinamenti che non vanno in porto. Mi racconta dei suoi tre anni in Spagna, dei mesi a Londra, della passione per gli aerei. E alla mia ironica ma non sarà che sei fidanzato? non ha nemmeno la decenza di rispondere con un semplice, no, lui pieno di yubris esclama un CERTO!. Cioè, mica per niente. Già sei antipatico, pure così tanto coglione non ti ci facevo. E poi ci lamentiamo se Alitalia fallisce, con sta gente…

Il Cameriere: conosciuto venerdì mi chiama ieri sera (in teoria c’era in ballo una cena che io avevo già deciso di non accettare). E’ gentile, educato, cortese. Mi dice che sabato e domenica non si è fatto sentire perchè di sera lavorava e di giorno riposava. Leggi: di sera lavoravo e di giorno tr..b.avo la mia ragazza. Giustamente pure, direi. Erased.

Qualche nota di merito va alla performanz di pochi minuti fa di GRGA che dribbla le difficoltà parlandomi del Portogallo e degli impegni lavorativi. Tenta di scaricare su di me la sòla clamorosa che mi ha dato per la millantata cena e incolpa la professione del mancato mantenimento della promessa che mi fece un mese fa. Lui sta nel limbo. E’ sempre un prof ed è il più istruito. Paraculo ma gradevole. Però comincia a urtarmi i nervi. Cioè, qui di tubino verde acqua ce n’è uno, e lo porto Io. Lui avrà gli occhiali unti da secchione che fanno sempre "ometto di livello" ma questo comunque non basta.

Insomma in questo mare magno (o mare magnum che dir si voglia) di infinita mestizia [cit.] si inserisce una scheggia di speranza:

GIOVEDì (NON DA) GNOCCA

Succede che ieri era il mio primo giorno di ferie. Evviva! Gaudio! Giubilo! Trombette festanti! Stelle Filanti! Ricchi premi e cotillons!  E invece no.

Mi alzo alle nove e mezza il che, di per sé, è una vergogna per il primo giorno di ferie. Comunque cerco di recuperare uscendo a comprare uno smalto solo glemur fucsia scuro e qualche prodottino per la pelle che, si sa, in primavera fa le bizze. Trovo addirittura una ceretta ai frutti di bosco: rosa e profumata. Faccio scintillare il portamonete e me ne torno a casa. Sulla via del ritorno incontro MiglioreAmicaSecca e Peo (altro amico dell’adolescenza) che mi rendono partecipe del progetto della serata: cena a base di pesce cucinata dal succitato Peo e Pamp (amico di Peo). Il pesce di giovedì in Umbria mi perplime un po’, ma vabbè, è una vita che non esco, mi va bene tutto.

Quindi torno a casa e mi sparo una manicure favolosa a base di fuxia scuro, tipo color lampone, una roba favoluminosa.

Guardo la tele con la mia procreatrice e poi decidiamo di percorrere la highway to heaven: facciamo la pastiera! (a richiesta posso fornire reportage fotografico e ricetta)

Mentre finiamo di infornare queste teglie ripiene di estasi comincio  ad avere dei crampetti alle ovaie…ahi ahi ahi. Non ci siamo, no no no. La mia moleskine annuncia il menarca tra dieci giorni, che storia è mai questa? L’anticipo è assolutamente no-blonde. Al limite il ritardo, quello sì, ma l’anticipo no no no no. Con le ovaie pietrificate e trasformate in due di quegli odiosi ovetti pasquali dentro col fondente e fuori di zucchero colorato (sì, quelli che mi hanno spaccato almeno 4 denti da latte) capisco che la cena di pesce salta inesorabilmente. Chiamo MAS e le dico che mi aspetta, col suo abbraccio bollente, il divano.

E dunque metto su il divuics di Legally Blonde1&2. Vegeto, mangio un po’ di peperoni e un po’ di pastiera calda. Inizia Lipstic Giangol: sono obbligata a vederlo e adorarlo in quanto serie della stessa autrice delle BibbiaFilmata (secsendesiti, n.d.a.). Seguo tutto, sono preparatissima, quando ad un tratto….io guardo mamy, mamy guarda me, tutt’e due guardiamo la bottiglia. MERDA! La scossa! Ebbene sì, magnitudo 5.1. Cioè, non si può interrompere Lipstic Giangol così, a 10 minuti dalla fine perdipiù! Comunque io non ho paura, sinceramente, però sono una ragazza previdente. Quindi decido di operare in maniera sistematica l’organizzazione della mia eventuale sfollatezza:

– di vestirmi non se ne parla, ho fatto il bagno e sono in pigiama, col cacchio che mi cambio

– avverto mio marito di blog e lo informo della mia password

– rendo noto al mondo virtuale che le unghie delle mie mani sono colorate di color lampone, così mi si può  facilmente identificare

– mi faccio la ceretta ai baffi e mi ritocco le sopracciglia (a me la storia che peli e capelli continuino a crescere anche dopo la morte mi ha sempre terrorizzata perché vuol dire che manco nell’aldilà mi libererò del dramma della ricrescita)

– mi metto vicino 2 pastiere, 2 bottiglie d’acqua, il telecomando di scai e i sandali di MaxMara: tutto l’occorrente per essere felice in questa vita e nell’eventuale vita futura

– faccio testamento su scaip e decido così:

le scarpe più piccole a MAS, il resto a lanoisette che ha il mio stesso numero (con l’impegno morale di mettersi quelle leopardate per spiegare l’Umbria nelle ore di geografia)

lo scarabeo a Demonio Pellegrino

i libri, gli smalti e le foto alla mia amica universitaria

le perle ad AmicaGenioBresciana

i cosmetici tutti a makeupoltre e a Bridget Jones

le mutande da scortico e i completini tutti a Rititi, la mia amica portoghese che fa surf (con l’obbligo di sfoggiarli solo ed esclusivamente con serfisti)

l’attestato di laurea a Lui, ché ai titoli ci tiene

i ciddì di Madonna e i vestiti anni ’80 al mio amico gaio che vive a Londra

i diritti del blog (che immagino diventare un best seller di successo) a GRGA ché mi pare il più competente  in materia di comunicazione (e le scarpe di raso nero poiché secondo me ci tiene)

i vestiti all’associazione "Bionde-Tettone all over the world" poichè solo le iscritte possono apprezzare e indossare tutti i miei possedimenti vestimentari

Chiedo inoltre a mio marito, confidando nella sua nota riservatezza, di distruggere tutto il contenuto del mio piccì. Già il mondo dovrà affrontare la mia scomparsa, non mi sembra il caso di smuovere i poteri alti con le registrazioni delle mie conversazioni emmennessiane e scaippiane.Insomma io ieri ho fatto tutte ste cose e alla fine oggi sto ancora qui a scrivere il blog.

Ma dimmi tu.

GUARDA, TI RICHIAMO CHE C’HO UN ATTIMINO DA FARE…

Come apprendo da questo articolo, il nostro simpatico Presidente della Repubblica e il nostro beniamino, il carissimo Benny Sicstiiin si sono recati in Abbruzzo con comodo e calma o, addirittura, per niente.

Adesso, io non voglio parlare del terremoto ché pure qua da me si fa sentire anzichennò. Non dirò che abito in un borgo medievale e che, di conseguenza, le crepe sulle scale del mio palazzo si allargano a velocità smisurata, non citerò i Vigili del Fuoco che mi hanno detto "Signorì, dovete pregà che non rifà na botta come quella de stanotte". Che poi, tra l’altro, a me il terremoto non terrorizza. Per dire, terrorizza di più farmi le analisi del sangue.

Insomma, dicevo, a me di ste cose non interessa parlare. Mi chiedo solo: ma che mazzo c’avevano da fare questi? Cioè. Se va in Abbruzzo Berlusca prima di Napolitano, cari miei, è tutto dire. E il papa che ha da fare? una cenina di pesce? la ceretta? il refil delle unghie? Cioè, io boh. Se queste sono le massime autorità che abbiamo in casa, e ste massime autorità fanno una figura più di merda dell’esistenza stessa di Berlusconi, vuol dire che siamo messi peggio di quanto pensassi. E non è che pensassi un granché.

48580

se non mandi un sms sei uno sfigato clamoroso