L’ISOLA DEL TESORO

Ormai internet è un po’ troppo alla portata di tutti. Daje de Grillo con la banda larga e la copertura totale del territorio…ma Grillo lo sa quanti pazzi ci sono in giro che non aspettano altro che fare una ricerca su Gògòl e arrivare sul moi blog ?
Ecco, io il post sulle chiavi di ricerca non l’avevo mai fatto, mi è sempre parso divertente ma facile, banale.
Poi l’altro giorno per curiosità mi sono messa a leggere le statistiche dell’ultimo mese del presente blogghe e ho capito che coloro i quali hanno tempo libero da passare ollain si possono suddividere in varie categorie :
(mi premurerò di dare loro la risposta o il consiglio della guru che più meritano)

DONNE ALLA RICERCA DELLO STILE PERDUTO:

sciatusc andrebbe punito con la reclusione da Jean Louis David
borse orribili colore dentifricio-evidenziatore guarda, un dramma.
moda mare 2012 capelli guardati intorno, santiddior
frangia guendalina devo forse offendermi?
estate 2012 moda mare se hai il culo grosso non mettere la brasiliana
ricostruzione unghie le tendenze dell’estate le burine non andranno mai di moda, rassegnati
tinta todis offerta perché lo fai, disperata ragazza mia?
cose la frangia ordinata cose cosa?
tendenze dell’estate bere tanta acqua e non uscire nelle ore calde
foto tendenza ombretto a a col color oro non si sbaglia mai
a luglio 2012 meglio la cheratina o la stiratura? ormai è agosto, non ti crucciare
fluorescente modas estate ma sembrano quelli dell’anas c’hai veramente ragionas
pellicciona volpe ciccia, abbassa il condizionatore che è agosto.

I RICERCATORI PASSEGGERI, ARRIVANO QUI SEGUENDO LA SCIA DELL’ULTIMO POST

dildo testimoni di geova e questa l’ha cercata Professò
professò credente testimoni e pure questa l’ha cercata Professò
laura pausini era una testimone di geova ma quando mai?
dildo forbice!
ma i testimoni di geova ti trovano il lavoro? amico che fai questa ricerca, tu sei l’emblema della disperazione dei giovani italiani. Comunque sia, aiutati che dio t’aiuta.

 

QUELLI A CUI è MORTA LA MAESTRA DA PICCOLI:

macsmara volevi forse dire mascara? O forse intendevi “basso livello di scolarizzazione unito a  poca attenzione alle vetrine?”
giastis tu seriamente lo scrivi così? O mi sfotti e basta?
leggi il petalo cremisi e il bianco stralcio ti vedo, tu sei uno di quelli che parla a citazioni provenienti soprattutto da libri che non ha letto, ma non te vergogni regazzì?
cosa e’ la scimmerica è una sparanata di gironfinzio
come ci si sente dopo aver assunto pulsatilla annoiati (cattiveria)
giochi uinnidepù torna quando saprai come si scrive
immagine di un buffè per matrimonio è un tavolo lungo  con sopra dei vassoi pieni di cibo
appromare are you Umbro my dear?
fetisc ti cercavi le zozzonate e le avresti anche trovate, se a lezione d’inglese fossi stato attento
stain elaiv riprova con le zeppe, sarai più fortunato

QUELLI CHE NON HANNO UNA RISPOSTA IN Sé:

canalis come fa a essere magra segue la grande e unica regola: se vuoi dimagrire non devi mangiare. Tutto il resto è adipe.
guarire con i carboidrati sei una povera illusa
forte dei marmi che gente ci va? Briatore e quelli che mangiano pane e cipolla da giugno a dicembre
mutanda gialla reggiseno ? mutanda gialla è davvero ora di cambiarla
magrezza e ricchezza non ce n’è mai abbastanza il concetto c’è ma la citazione è sbagliata, cara la mia Cocò da tressordi.
frasi ottimistiche: quello giusto arriverà sì cara, e poi lo sai anche tu che Gesù è morto di freddo
ci ripensano i cornuti sempre, sempre, sempre. Senza eccezioni.
cantanti da taglio delle vene uno su tutti: Massimo di Cataldo!

GLI IMMANCABILI ZOZZONI:

casalinga grassa in mutande sex se ti piace veramente il genere, ragazzo mio, ho 46237846329569 persone da presentarti
trama di un film dove una ragazza viene portata in un capannone e li si prostituisce con tutti gli operai Gògòl, ma perché li mandi da me ?
belle bionde fanno vedere il culo a panaro who’s panaro?
annunci di donne brutte che cercano a roma ragazzo La bruttezza sta negli occhi di chi guarda, l’infermità mentale in quelli di chi digita
microfallismo uuuuhhh, ragazzo mio, è un dramma
fotto con gli sposi gli fai la festa di matrimonio!
donne testimone di geova voglia di cazzi questa effettivamente poteva andare anche nell’altra categoria, ma il triviale l’ho “ammucchiato” qui
foto di uomini fetisc uomini vestiti in gommina? Sai che odore di ascella mannara?
lasciato dopo due anni e rifamo sesso quand’è così è sempre un casino
donne in carriera eleganti porno portogallo spagna no?
l’operaio in casa fa i lavori e si fotte la signora video porno dai questa è più banale di “sono Sara Tommasi e mi piace succhiare i vasi”
yuporno cacate di nascoste amico, IMODIUM è la soluzione
porno mamma mette un vibatore nella fighetta alla figlia tu sei un malato di mente e non c’è battuta divertente che io possa fare. Ma posso sempre consigliarti di guardare Nip&Tuck.

DULCIS IN FUNDO, I MIEI PREFERITI: GLI INCOMPRENSIBILI:

edit piaf porta sfiga ma perché poraccia?
che bello far ginnastica a tempo di musica c’è a chi piace farsi pestare le balle, quindi per carità.
follando con la resepcionist sbirifando con il facchino

E poi vorrei dire a quella ragazza che ha cercato “lui mi chiama sirenotta” che probabilmente il tuo tipo legge il mio blog. Si direbbe “ah, un figo”, eh no! E’ uno che si rivende le battute. E uno che si rivede le battute oggi, non sai mai cosa ti rifila domani. Mollalo e mettiti con un bloggher.

LODE A TE O DILDO (parte II)

…Io e Primate corriamo in calzoncini nel vialetto di casa, una fiat Stilo rombante ci attende, guidata da un pallidissimo e tremante Professò.

–       che è successo Professò?

–       Eh…un casino…

–       Sì, vabbè, stavo mangiando il tiramisù, vuoi dirmi cosa per cortesia?

–       Eh…le hanno trovato una cosa…

–       E che cosa?

–       Eh quel coso di gomma…

–       Oddiodiodiodio…e mo?

–       Eh, ora è un casino…

E lo credo bene! Immaginate di essere il genitore di una ragzzina che nasconde in casa un vibratore, reagireste con una bella pacca sulla spalla?

Insomma, corriamo nell’hinterland milanese a palla, Primate analizza la questione sotto ogni aspetto penale e cerca di tranquillizzare il suo amico.

Arriviamo nel giardinetto di queste casette a schiera e scende sta signora, la madre, e ci parla. Io subito mi lancio nella mia attività di pierre e comincio a dire: eh, ma sa, ma un addio al celibato, per un  nostro amico che si sposa….uno scherzo volgare…ma uno scherzo…Credente non c’entra niente…siamo stai noi…

La signora dapprima diffidente e incazzata, pian pianino si scioglie e comincia a credere alla panzana.

A me veniva davvero tanto da ridere, quando Primate prende l’iniziativa e fa: e poi sa, signora, abbiamo scelto una roba esagerata proprio perché è uno scherzo…

E lei: eh, mi pareva, c’aveva pure tutti quei brillantini!

Io non mi trattengo, guardo Professò che se avesse potuto sarebbe sceso tre metri sotto terra e faccio: ehhhh, come nooooo….

Insomma ci scusiamo, davvero, dal profondo del cuore, siamo noi che abbiamo messo nei casini quest’anima pia e innocente della loro devota figliola…quando all’orizzonte scorgo una figura semovente.

Si tratta di un omuncolo di piccola taglia con le braccia rotanti in aria, tipo Ercolino sempre in piedi. In canotta e mutandoni arriva sparato verso di noi, sento anche che rumoreggia ma non capisco cosa dica.

Dopo un po’ comincio a distinguere i suoni: sittuu?ie taccideeeeee! Ie te tagghie a capaaaaaa!

Sì, sì, era Papà Credente che voleva sgozzare Professò nel parcheggio davanti agli occhi dei vicini affacciati.

Primate mi spintona in macchina, io chiudo la sicura, arriva quel bonazzo di fratello Credente a trattenere il paparino e la mamma tesa di un dolore e un imbarazzo indescrivibili.

Nel pathos generale, Primate in versione avvocato in bermuda, Professò mortificato pallido e indietreggiante, Papà Credente a braccia protese e vene gofie, si consuma una scena di quelle che solo una volta nella vita: la suocera  dà in mano a Professò un enorme pene di gomma viola brillantinato.

La vita è davvero una sorpresa che ci stupisce ogni giorno.

LODE A TE O DILDO (parte I)

Mi è capitato varie volte nella vita di dire « non avrei mai pensato di vedere una roba del genere ».

Qualche esempio ? Un erpes che mi ha preso mezza faccia, AmicaUmbra che si fa bionda, mia nonna che parla in russo a un’uzbeca, il Primate vestito bene.

Ma quello che mi è successo due sere fa, signori miei, è davvero imbattibile. Ho assistito a una di quelle scene che ma, ma proprio mai, nemmeno nei pensieri più perversi, avrei immaginato.

Tutto inizia con papà Primate che dal soggiorno strilla “Primateeeee, è per te! È Professò al telefonooo!”.

Professò aveva urgentissimo bisogno all’ ora di cena dell’urgentissima presenza del mio amore ma subito subito subito.

Ci mettiamo su calzoncini e maglietta e usciamo al volo, lui è già al nostro cancello che sgasa con la sua Fiat Stilo rombante.

Ma digrediamo nel tempo, arriviamo a un anno fa….Professò conduceva la sua vita tranquilla di professore di un istituto della provincia e appassionato di pallacesta e belle canzoni di una volta. Da tempo girava non accompagnato quando, quatta quatta, una sua ex alunna neo diciottene comincia a fargli delle avanz su feisbuc (sì, sì, lo penso anche io). Lui, blandito dalle procacissime forme di lei, sente crescere l’interesse e comincia a vederla. La ragazzina si dimostra immediatamente molto spigliata in ogni ambito lenzuolifero e, a quel punto, lui ci casca con tutte le scarpe. La cosa va avanti di nascosto per un po’, si vedono il lunedì mattina quando i suoi di lei lavorano e fanno tutto quello che uno può immaginare (e qualcosa in più). Noi amici rimaniamo allibiti da quanto lei si dimostri smaliziata, lo prendiamo in giro e – allo stesso tempo – verifichiamo che legalmente sia tutto fattibile.

Un amplesso tira l’altro fino a quando lei, post coito, se ne esce con:

“ma tu che ne pensi dei testimoni di Genova?”

e lui, senza pensarci due volte: “mi rompono il cazzo”

e lei “ io sono una testimone di Genova”.

Di qui, un intreccio di conferenze, sedute, studi biblici e simili si dipanerà senza soluzione di continuità.

Professò studia tutto: scarica iBible, si documenta sul creazionismo, finisce addirittura ad una riunione alle 9 di mattina del primo dell’anno. Tutto, pur di dimostrarle a ragion veduta che crede in emerite stronzate. Litigando e copulando passano altri mesi e lei alterna frasi come le seguenti:

–       non posso più vederti perché mi sento giudicata dallo sguardo di dio

–       lo specchio sul soffitto è tanta roba

–       i miei genitori mi impediscono di vedere gli infedeli

–       me l’hai fatta diventare tutta rossa (perdonatemi, queste non sono le mie parole)

–       a marzo voglio predicare per le case per diventare pioniera del regno di Genova

–       lo sai che da quando lo facciamo noi, con l’Ale non lo faccio più

E via andare.

Lui dapprima si stufa, dice che è una cretina, che se crede tanto a questa roba allora portasse a dimostrazione una sella per dinosauri così finalmente ci dimostra il fondamento del creazionismo.

Poi lei gli si presenta sulla soglia di casa e gli pratica una fellatio. Professò- fatalità- si ricrede.

No, non è un soft porno, questa è la mia verità.

Episodio degno di nota si svolse ai primi di gennaio, quando Altissimo era ancora il Sensibilone e non stava ancora insieme ad Amica Umbra. Professò chiede loro di passare a prendere la Credente per conto di Fava fingendosi due testimoni. Ora, forse non tutti sanno che i testimoni di Genova non portano barba o capelli lunghi, le donne non hanno pirzing e tendono ad avere un luc abbastanza tradizionale. Mi domando e dico: e ci mandiamo uno alto due metri con mezzo metro di coda e una con mezza capoccia rasata e tinta biondo platino? Mah. Insomma arrivano a questo spiazzo tutti incappucciati e bardati, aprono un centimetro di finestrino e fanno “Ciao Credente! Buonasera signora!”.

A N A T E M A! I Testimoni si danno tutti del tu, quindi quel buonasera, unito al secondo brillantino sull’orecchio di AmicaUmbra fanno crollare la pantomima in meno di dieci secondi.

L’ira funesta della madre di Credente si diffonde in ogni dove ma Professò non demorde e continua a vederla di nascosto. Copulano tra i bancali di pandori del discount, s’ incontrano fortuitamente nei peggiori motel di Caracas.

Insomma ricominciano a vedersi e la mamma di lei decide di incontrare Professò per un colloquio costruttivo.

Lui parte deciso, convinto di poter dimostrare che vuole bene a questa ragazza e ciò basterà a convincere la famiglia che questa accoppiata s’ha da fare.

Infatti dopo aver offerto un cappuccino alla madre di Credente, passano due ore e mezza  a parlare di Bibbia.

Lui prova di tutto, prova a fargli capire che sono quattro o cinque volte che Genova non ce coje sulla data della fine del mondo, ma nada…o intraprende questo cammino di fede o può scordarsi di frequentare la bella.

Ed è qui che finiamo all’altra sera…perché Professò e Credente per conto di Fava continuano a vedersi, sempre più clandestinamente, sempre più con la disapprovazione del resto del pianeta.

Le zozzerie feffuali vanno di pari passo col gusto del proibito e culminano nella visione sui cellulari di youporn e nell’affettuoso omaggio di un dildo viola.

Giuro che non è un soft porno di mia invenzione, davvero.

Sono rimasta molto colpita dal percorso spirituale di Credente che, in qualche maniera, si è evoluto coi lavori di ristrutturazione di casa di Professò.  Vale a dire: quando Professò aveva questo rudere senza tetto, lei desiderava che si convertisse. Sono iniziati i lavori di stabilizzazione e copertura del tetto e lei ha iniziato a tollerare l’ateismo, intensificando i pomeriggi hot. A copertura ultimata Credente si diceva insofferente della sua comunità. All’ordine dei mobili ha scelto di dissociarsi da Genova. Che strane le coincidenze, eh?

Insomma lei ha un impeto di indipendenza, si presenta al gran consiglio degli anziani dice che ha fatto sesso con Professò e che vuole essere libera di frequentarlo.

E loro hanno risposto “ma certo, vivi la tua vita come vuoi”. Seh, me pare.

Pur di non sputtanare del tutto la famiglia di Credente, il gran consiglio decide di darle l’infermità mentale di Genova, mettendo a divedere che la tizia non sta bene di cervello. E loro invece sì.

Questo permette a Credente di vivere in casa coi suoi e uscire alla sera con Professò. Tutto sembra filare liscio fino a quel trillo di telefono in casa Primate Abbigliato…

(se vi interessa vado avanti)

IL FATTORE VERGINELLO

Questo è un post-dossier. Di quelle robe drammatiche che passano dopo pranzo su canale 5 ad agosto in alternativa a Rosamund Pilcher.

No, non parlerò di un ragazzo morto per brutti scherzi di una confraternita americana né della madre con un furgoncino che fa volantinaggio in nome della verità, né del ragazzo-padre interpretato da Devid di Beverly Hills 90210 o della brava studentessa prostituentesi nella magistrale interpretazione di Donna di Beverli Hills 90210 (no, no, non la Minetti, eddaje).

Ebbene, dopo sto preambolo, parlerò del Fattore Verginello.

 

(se siete uomini, avete almeno 25 anni e non avete mai approcciato una donna, cambiate immediatamente pagina perché certe cose non le volete sapere)

 

E’ un dramma che tocca, prima o poi, qualsiasi giovane donna.

Il Fattore Verginello (FV) si presenta sotto molteplici forme e per varissime ragioni.

Se vi capita prima dei 20 anni, oh donne, non è un problema. Probabilmente l’ometto in questione è giovine quanto voi e semplicemente un po’ senza esperienza: succede e non è grave. Potrete avere una storia e poi, siccome siete ancora in tempo, vi mollerete senza troppi drammi.

Se vi capita intorno ai 24 anni e lui è coetaneo, vi amerà. Ma tanto. Perché ha aspettato sin troppo e quindi ora qualsiasi donna lo metta sulla strada della maturità sessuale, sarà per lui una Madonna-non-cantante da venerare. Almeno fino a quella dopo.

Dai 25 in poi, oh donne, è un dramma. Ha aspettato troppo. Troppissimo. E quindi adesso è un problema che lo handicappa [cit.]. Non vi capiterà mai di strofirnarvici tra le lenzuola a caso. Perché se ha aspettato 25 anni, di certo non si butta a cuor leggero per un drink in più o per “fare serata”. E’ terrorizzato, si vergogna a morte, ha l’ansia solo a pensarci, ha cominciato a pensare che si può serenamente vivere senza mai sperimentare questa cosa e, inoltre, ha il gomito del tennista.

Però, non si sa come, si è innamorato di Voi. Che culo. E vi fa una corte impacciatissima, ovvio. E’ che vorrebbe non corteggiarvi perché ha paura di avervi, però gli piacete così tanto ma così tanto che proprio non vi può stare lontano.

Qui voi vi ponete in due modi: “sto sfigato chi se lo caga” (nel caso in cui abbiate molte altre proposte e siate delle stronze), “sì vabbè  però guarda che per me siamo e saremo solo amici, sei un fratello per me” (nel caso in cui vi piaccia un altro o siate nella fase che proprio non volete sentire manco l’odore di maschio) o, fatalità, “come sei dolce e tenero” (e qui voi siete appena uscite da una storia con uno SdAT o vi sentite grasse e avete bisogno di essere rassicurate). Poi c’è anche il caso in cui uno possa davvero piacervi a priori, ma è davvero un caso su un billion.

Comincerete a frequentarvi e lui avrà delle attenzioni così tenere, così infantili e dolci che vi sembrerà perfetto. E poi vuoi mettere con quello stronzo di prima?

Aspetterete, lui non ci proverà, voi temporeggerete perché è altro che state cercando da questa storia. Organizzerete mille uscite, mille cene, mille incontri con amici, concerti, teatri, cinemini, pizze e grigliate. Vi sentirete così contenti! Ogni occasione sarà buona per confermarvi quanto state bene insieme. E, gira che ti rigira, tocca il uichend fuori. E lì casca l’asino. Perché, al calar del buio, le chiacchiere stanno a zero. E lui sarà preso male il FV verrà fuori a bomba.

Quindi siamo a una biforcazione: nella strada diretta a Meno Peggio, lui confesserà il FV, voi sarete comprensive, vi applicherete invano per 7/10 nanosecondi di euforia e via così. Nella strada diretta a Real Drama senza Mary J Blidge, invece, lui non dirà nulla del FV, non ne vorrà parlare, voi dovete capire et risolvere et fare finta di niente et rassicurare et sorridere. Sempre invano.

Passerete ore a chiedervi come sia possibile e la risposta non la troverete mai, probabilmente risiede sempre in qualche forma patologica di timidezza.

In seguito, se vi va parecchio di culo, lui si rassicura, impara e state bene. Nella maggior parte dei casi questo non succederà e avrete una bella storia seppur sessualmente frustrante. Penserete di amarvi e durerete anche un bel pezzo.

Poi finirà e starete male in ogni caso. Piangerete tutti e due: lui non vi dimenticherà mai e voi non scorderete mai questa storia così intensa e strampalata.

Ma tutta sta manfrina a che serve, in fondo?

 

Beh, questo è un blog di informazione sociale e scientifica, pertanto serve eccome. Perché bisogna che il mondo femminile sappia (AmicaUmbra, parlo con te, sallo!): uno che ha il FV non vi sposerà. Mai. Non ci sono eccezioni. Non c’è via d’uscita.

Voi avete saputo capire e aspettare, spiegare, insegnare e non vi è manco pesato, avete giustamente pensato che non c’è niente di male nel FV e che, quando eliminato, la vostra vita di coppia sarà bella e –soprattutto – eterna. E invece mammancopegnente.

Dimenticate steccati bianchi, torte fatte in casa a colazione, bambini coi vostri occhi e la sue orecchie, dipingere la casa insieme e baciarvi sulla scala col rullo in mano. Adios sogni di gloria.

E, col tempo, capirete anche che non potrete mai fargliene una colpa.

Vi basterà pensare al vostro primo:  nonostante secoli e secoli di maschilismo ci abbiano fatto creare che “il primo è quello giusto” (e Cristo è morto de freddo e la Minetti è madrelingua inglese) non lo riscegliereste mai.

 

MA CHE DISASTRO IO MI MALEDICO [cit.]

Nel periodo in cui la mia vita sentimentale conosce, per la sua prima volta, la perfezione dei romanzi rosa, quella delle mie amiche sfiora il catastrofico.

Oddio, non del tutto.

Segue accurata disamina:

MAU E PASO ADELANTE:finalmente sono riuscita a conoscere l’ominide che ha rubato l’inaccessibile e inespugnabile cuoricino di MAU. Di Paso Adelante va detto che porta gli occhiali e che, quando non se li mette, è diversissimo.

Paso è un vecchio amico di MAU e, come ormai appare evidente, mettersi con gli amici sto periodo va un casino.

Insomma adesso sono tipo tre mesi che si sentono mezz’ora tutte le sere e si vedono il finesettimana e una sera tipo il mercoledì. Sono abitudinari e felici.

Per dare un’idea del romanticismo del fantastico Paso Adelante basta narrare di quando, a caccia della passione di MAU, ha creato un letto usando per zampe della rete l’Enciclopedia degli Animali. Tutto questo allestimento creato presso La Casa Abbandonata dove, con meno cinque gradi centrigradi, dava prova di un’incrollabile virilità.

AGB E IL CERVELLOVALE: ebbene, come tutti sanno, AGB è bella+intelligente+simpatica+elegante e non trova un uomo decente manco a pagamento paypal. Fatto sta che circa un anno fa ha deciso di buttarsi in maniera definitiva sul lavoro e quindi ha dato il via al massacro dei ratti presso il laboratorio in cui lavora. E’ una che coniuga stivali di camoscio e cervelli di sorcio come fosse normalissimo.

nsomma, siccome è bonazza ma anche molto compagnona, è andata a vivere con un suo collega che chiameremo Cervellovale in quanto fa il regbista – minuto di silenzio e adorazione – sed etiam usa microscopi, microcip e un sacco di altre cose micro per migliorare il futuro della nostra stirpe passando per la scienza.

Pe falla corta e pe falla breve una sera, causa ospitalità, hanno dormito nella stessa stanza ed è successo il fattaccio. Hanno pomiciato.

Ommioddio. Cioè…già convivono. E si baciano pure. Ci si rende conto del possibile disastro nel caso in cui la copulazzzzio fosse nefasta?

Ebbene, Cervellovale ha praticamente confessato di essere da sempre innamorato di lei. Tipo lui la amava quando lei piangeva per quello coi CapelliallaFrancescoRenga, la amava quando lei copulava e poi piangeva per Luca Siracusa e tutte queste belle cose qui. La amava in pigiama, la amava coi tubini indossati per uscire con altri, la amava sempre e comunque nella buona e nella cattiva sorte. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua calma del serfista.

Insomma, per fugare ogni ansia, lunedì mi arriva un messaggio privato su feisbuc in cui AGB dice chiaro e tondo “sabato ho fatto sesso per 12 ore. Addio”. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua resistenza da fondista. Adesso sono innamorati, felici e conviventi e pure dotati di una piantina fuzzia di cui lui l’ha omaggiata.

Cosa si deduce dalle due storie appena raccontate? Che tutte le donne tendono a sottovalutare il potenziale tanto sentimentale, quanto sessuale e per di più botanico dei loro cari amici.

Ma veniamo ai dolori.

AMICA UMBRA E ENIGMA:uggesù che tragedia. Praticamente lei lo ha sempre amato sin dal primo giorno di lavoro. Lui dapprima schivo si è poi fatto amichevole. In seguito a problemi di varia natura hanno pomiciato ma lei, in evidente stato di ebbrezza, ha rimosso. Lui si è pertanto risentito e ha continuato con un atteggiamento un po’ ambiguo ma che, strignistrigni, non portava a nessun fatto compiuto. Lei ha quindi provato ad accennare discorsi ma lui l’ha gambizzata sul nascere dicendole di non essere interessato. Salvo poi continuare a toccarle il culo, poi le tette, poi strusciarsi, poi farle battute, cantarle canzoni et similia. Tutti i loro colleghi parlano chiaramente di innamoramento cocente del povero Enigma che, causa timidezza, non si espone.

Le teorie che continuano a trascinare i nostri discorsi sono riducibili principalmente a due grandi tesi generale:

– è gay

– è vergine

Insomma due drammi esistenziali per la povera Amica Umbra. A supportare la prima teoria c’è il fatto che non è mai stato avvistato con una donna in due anni (che, a ben vedere, supporta anche la seconda) e che dai suoi amici (tutti maschi, n.d.a.) viene chiamato Er Vasella. Adesso…ha molti tatuaggi….però, comunque…

A supportare l’altra teoria c’è il fatto che rifugge contatti che vadano oltre la palpata di culo di Amica Umbra, che si sia rifiutato di andare a passeggiatrici in quel di Amsterdam e anche che non commenta mai volgarmente la banda di strappone che frequentano il suo ufficio. Ma, riflettendoci, questo potrebbe anche significare che, tipo, è un uomo educato. Ma secondo me è vergine e, forse, anche gay.

La terapia che io ho consigliato è stata: scolati un montenegro e appiccicalo al muro.

Ma le più grosse soddisfazioni in fatto di avventure infelici con l’altro sesso, ce le regala sempre la grande Sirenotta.

SIRENOTTA E IL TROPPO ALLEGRO CHIRURGO: mentre la storia tra Sirenotta e Avvocatucci non cessa e non cessa di essere problematica, Sirenotta ha conosciuto in Piazza Navona il Troppo Allegro Chirurgo. Si presenta tronfio coi suoi 34 anni, comincia a fare l’elenco delle sue specializzazioni (chirurgo plastico, n.d.a.) e delle iacuzzi installate nel suo attico di Piazza Navona. Insomma, se la tira troppo ma in previsione delle rughe, merita una scianza. E Sirenotta gli dà la scianza. Si vedono e lei sale in macchina di lui. Una Yaris. Ora, io non ho nulla contro le Yaris, anzi. Però mi aspettavo tipo uno scioffer guidante una Caien a cui era legata con una catena d’oro e diamanti una Ferrari coi sedili raffiguranti Sirenotte serigrafate in cui i due, al primo appuntamento, avrebbero chiacchierato senza doversi preoccupare della strada. No? Insomma lui guida la sua monovolume e si dirige sul GRA, direzione fratte. Lei si intimorisce e giungono nel mezzo del cammin di una boscaglia. Lei si caga sotto. Lui prende una ventiquattrore. Io già mi vedo la Sirenotta fatta a salsicce, salami e lombetti con strumenti ospedalieri. E invece no, tira fuori due bicchieri e uno sciampagnino. Dalla ventiquattrore: sparati. Ma il bello deve ancora venire. Ci tiene a dire che lo sciampagnino è gentile omaggio di un paziente. Pure pidocchio. Ma il dialogo si fa più brillante, l’atmosfera si rilassa e i due finiscono a baciarsi. Nel mezzo della pomiciata, poi, per lui arriva il momento più bello. Quel momento più bello. Lì, al calduccio delle sue mutande. Spluff. Aaaah. Senza scomodare nessuno, ha fatto tutto da solo, rapido e indolore. Allora, dico io, caro il mio Troppo (davvero Troppo) Allegro Chirurgo…te la tiri e ti do una scianza, mi porti a fratte e ti do una scianza, sei pidocchio e ti do ancora una scianza. Ma come vuoi che ti giustifichi la tua pre-venuta manifestazione di piacere?  

Quanto a me, beh, starei qui a parlare di quanto sia meraviglioso il Primate e di quanto mi renda felice come non mai e di quanto faccia apparire erroneo tutto quello che non è lui. Ma purtroppo devo andare a fare 150 uova di zabaione che venerdì sera sbarca da me e abbiamo un sacco di cose di cui parlare. Adios. 

CORRI FORREST CORRI. GIURO CHE TI RAGGIUNGO IN TACSI.

E' sconvolgente la quantità di speranze che la gente giovane ripone nel sesso. Un'idea mal ripagata di panacea per tutti i malesseri, ma è solo adrenalina che pompa a tremila per sette minuti e ti accantona pure il raffreddore per quegli istanti, poi tutto riprecipita nel prima, un po' peggio di prima, visto che non hai l'autonomia necessaria per ricominciare immediatamente con la giostra.

Hanno tutti ragione – Paolo Sorrentino

L'ho sempre usata come scusa, invece mi sa che è vero. Ho sempre detto, per giustificare un casino senza pari "disordine esteriore, ordine interiore". Fatto sta che, complice il maledetto giorno dei morti o dei santi (impossibile distinguerli e ordinarli), ho dovuto mettere mano al cambio di stagione. Ho traslocato meno di due mesi fa e già mi ritrovo a cambiare tutto, che palle. E' venuta qui anche la mia genitrice pur di darmi una mano tra orde di gonne, orgie di magliette e maglioni, cappotti, cappottini, giacche, stivali di ogni foggia e tutte le bestemmie che ne conseguono.

Faccio il grosso: cambio coperte, lenzuola, ordine dei pigiami, tre o quattro lavatrici, sciarpette di mezza stagione e addio ai vestitini di cotone.

Genitrice prende il treno e ritorna in terra umbra. Mi resta da spolverare, attaccare gli orecchini al muro, dare un senso a qualche scartoffia gironzolantee i libri.Lo scaffale in alto per quelli già letti, quello in basso per quelli da leggere. Ci aggiungo l'ultimo arrivato: Nessun dove di Gaiman, usato con dedica scema e carina.

Torna anche AmicaUmbra da una vacanza di lavoro ad Amsterdam, me la aspettavo più distrutta invece no, qualche novità esilarante e un monte di risate. Amare ma risate. Ci mettiamo sul suo letto sdraiate come in un film americano, ci raccontiamo la settimana, le dico di me, del uichend milanese, delle discussioni fastidiose, del lavoro. Ci connettiamo a internet per dare una doverosa spulciata a tutti i profili feisbuc che subiscono il nostro monitoraggio quotidiano, mettiamo su qualche canzone di Davide de Marinis, stendiamo panni.

Le racconto della discussioncina con un tizio e poi capito su un blog di genere in cui si sproloquia sulle donne isteriche causa mestruazioni o causa mancata copulatio. Prima sorrido, poi m'indigno. Sarà che ho il ciclo, sarà che piove, qualche cosa sarà [cit.].

Chissà se c'è gente che sta stronzata la pensa davvero o se è solo gente che, veramente, quando non tromba è isterica. A pensarci siamo più vicini alle bestie di quanto non ci illudiamo di distare.

Torno in camera mia, mi restano un paio di cassetti del comodino in stile Nagasaki e le candele profumate (che profumano solo da spente, tra l'altro) a cui dare un posto nel mondo. Cerco dei sacchetti per buttare spazzatura e ci trovo dentro, sfuggitomi, il biglietto dell'ultimo regalo di Bancario quando stavamo insieme. Finiva con un "ti voglio bene…", decisamente profetico. Sul ripiano accanto al letto il diploma del master spiegazzato, un cerchietto di vernice rossa, tre paia di occhiali da vista, un libro (Hanno tutti ragione, di Sorrentino, n.d.a.) e quattro segnalibri, una lampada dell'Ichea e una bottiglietta di acqua finita, c'era dentro acqua che sa di rane. Mi viene in mente pure Pinot, amico neoparigino che, alla mia dipartita dall'università, congelò il mango che gli avevo regalato come ricordo. Sorrido ma cacchio, me ne rendo conto solo ora, io odio fare le pulizie perchè attesto che la mia è una camera matrimoniale piena di una sola persona. Ho due comodini e quattro cuscini, un piumone enorme pieno di righe e questo spazio parla solo di me senza che a me manchi nessuno, come se poi fosse un traguardo. E' quando si smette di necessitare delle cose e delle persone che ci si sente dapprima un po' forti e, in un secondo tempo, un po' inutili. Chiamo MAU, mi dice che è felice per me, che sente che qualcosa sta andando per il verso giusto, io rido e le dico che "ormai sono diventata un ometto", lei ride ancora e mi dice che sta intrallazzando con un suo amico storico molto carino. Le chiedo di organizzare un capodanno romano, ci chiediamo a vicenda se stiamo diventando due trentenni isteriche e zitelle acide. Ci rassicuriamo una alla volta. Le racconto di essermi sentita sospirare sulla nuca, lei si elettrizza. Io smadonno, come sempre. Ma smadonno ridendo. Decido che io, donna tutta d'un pezzo che non sviluppa necessità e dipendenze che non siano da roba con etichetta Clinique o Kerastase, stasera mi affaccio al mondo della ggggioga.

Tentativi fallimentari ce ne furono, principalmente all'università: finii mangiando tre pizze, inseguendo il professore di francese sul Molo Audace, bruciandomi la lingua e sproloquiando sul tasso di pizzetta basso nel sangue.  Insomma: io e le ggggioghe da fricchettoni non ci capiamo. Io solo col saccarosio mi posso gggiogare.

Nfatti giunge profetica AmicaUmbra con un bel leccalecca marrone all'ascisc che adesso, prontamente, mi ciuccio.

Sa di sapone e resina, mi sembra di succhiare il tappo del Palmolive. Se mi viene la fame chimica giuro che mi mangio le unghie dei piedi.

Che poi sicuro mi arriva la botta negativa perchè se c'è una cosa che fa più schifo del lunedì e della domenica, è un lunedì che sembra domenica.

Insomma in tutto sto marasma inconcludente ho deciso una cosa: per il mio ventisettesimo mi regalo un biglietto aereo e, soprattutto, un tatuaggetto. Il secondo.

Ho due o tre idee ma si accettano consigli.

Intanto ne disperdo uno io: la canzone più bella di novembre.

 

PIETRE VERDI DI BAHIA, AL TIMONE LA FOLLIA

Questa assenza pesa più a me che ai miei (ormai) sparuti lettori, lo posso assicurare.
Nzomma come al solito me ne combinano peggio di Carlo in Francia (modalità vecchia profe delle medie on).
Potrei cominciare a raccontare di quando la Figlia di Mazzinga si è bellamente fatta un cannone alle undici di mattina in ufficio. E poi, alle solite, si è appisolata con una mano al maus e una all’aifon viola coi brilluccichini.
Potrei continuare con l’episodio del Bancario che mi scarica senza batter ciglio dicendomi che tanto tra noi non può funzionare e, al mio pianto nghé nghé, si è presentato con una palet di fard cotti Scianel che scanzete!
Sarebbe degno di nota anche l’episodio in cui incontro la mamma di Bancario che si è appena scolata un gelatino alla grappa. E mi parla, mi parla, mi parla. Il gelato doveva essere davvero forte considerando che il suo commento è stato “è una ragazza semplice e spontanea”. Ho rischiato la paresi da sorriso forzato in quei sette-otto minuti in cui tenevo la pancia in dentro.
E che dire dell’agente immobiliare superboro che mi mostra l’appartamento della vita insieme a AmicaUmbra e MarchigianaMontante? In pratica vorrei cambiare casa, vorrei avere un contratto di affitto in regola per la prima volta in vita mia, quattro stanze da arredare. E sono incappata in un annuncio mediamente banale che ha rivelato un appartamento in centro bellissimo, vuoto e nemmeno da svenarsi.  Ne ho parlato con le mie dirigenti: la prima mi ha detto che sarebbero stati molto interessati a rinnovarmi il contratto “qualora io fossi stata d’accordo”. La seconda ha detto che me lo diranno a fine luglio.
E quindi tutti i chilometri macinati in quel del Mondo Convenienza –ah la cui forza è il prezzo –oh si sono trasformati in quintali e quintali di inutili madonne –eh.
E devo pure trovarmi un nuovo lavoro…e che ci vuole “in questo paese ricco di opportunità per i giovani” [cit.]!
Ma insomma…passiamo alla ciccia. Grga si è sposato. Sì. Lo so, è dura anche per me.
E mi invita con messaggini email superliminali a passare nel suo ufficio. E io ci vado. Mi apparecchio mediamente a dovere, con quel tanto di finto spontaneo che va sempre bene. AmicaUmbra mi fa i capelli mossi, una camicia azzurra, un ginz (tagliaquarantaaa), una bella cinta scamosciata di quelle che ci giri dentro venti volte, un sandalone tacco dieci marrone scamosciato molto clessi. Perle a pioggia, es iusciual.
Il suo ufficio è molto bello, molto in centro, con una vista molto panoramica, molto disordinato e mediamente puzzolente di pipa. Lui ha dei mocassini neri di pelle vomitevolmente harvardiani.
Mi fa vedere la fede, faccio una facciaccia. Se la toglie.
Mi dice che mi sono cresciuti i capelli e che mi stanno bene. Li sfiora.
Mi porge un succo alla pera. Beve dell’acqua leggermente frizzante.
Mi fa vedere una foto del matrimonio. No comment.
Mi racconta del suo addio al celibato in compagnia della moglie. Sì, l’ho pensato anche io.
Mi trova in gran forma, dice. Ma sono sopra i cinquanta, ahimé.
Mi dice che se mi incontrasse per strada. Gli dico che siamo nel suo ufficio, invece.
Mi dice che se a cena illo tempore non notò la spocciatura, adesso nota bene.
Mi chiede di sedermi sulla sua gamba per leggere una cosa al pc. Deglutisco e resto in piedi.
Mi tira il fiocchetto della cinta. Si apre.
Gli faccio notare che è sposato. Per lui non è un problema. Figurarsi per me.
Vede il colore del mio reggiseno [carta da zucchero, n.d.a.]. Chiede se è appaiato. Lo è.
Usciamo dall’ufficio. Saliamo in ascensore. Mi guarda il culo ma non allunga le mani. Ahimé.
Ci salutiamo e prendiamo due taxi. Arrivo al Colosseo e arriva il suo messaggino.
Torno a casa, scendo dalle scarpe. Mi chiama il Bancario perché gli manco.
E io capisco tutto, i valori, la fiducia, l’affetto, i trucchi di Scianel. Ma certe volte anche la mia fedeltà è messa a dura prova.
E comunque riandremo a cena.