FA SCIC, FA SCIC, UNA COPPIA COSI’ [cit.]

che fine hai fatto?
ti sei sistemato?
che prezzo hai pagato?
che effetto ti fa?
vivi ancora in provincia
ci pensi ogni tanto alle rane?
l'ultima volta ti ho visto cambiato,
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane

[Baustelle – Le Rane]

 Probabilmente si è capito, ma io adoro AGB. E’ bella, intelligente, simpatica e sfigata: la mia amica ideale. Ci vado molto d’accordo e la vita fa di tutto per assegnarci un destino comune.
Tra le tante passioni che hanno permesso a me e AGB di cementare la nostra relazione si possono annoverare: gli sciampi pantène, Donna Moderna, lo studentato triestino, la cura della mia presunta gonorrea, una serie di ex fidanzati indecenti, attraversamenti pedonali di uomini duplo-muniti, prosecco e sacher.
Insomma AGB aveva conosciuto il tizio coi capelli alla Francesco Renga, aveva avuto un’insoddisfacente disavventura e si era buttata nel grande campo dell’affettamento di cervelli di ratto. Così, per seguire una passione.
Dedicandosi al lavoro, vivendo con un caro amico e chiacchierando con la Regina (sarda dai capelli neri e le gote fuxia et molto bella) si è imbattuta in un giovine avvenente.
Tale giovine avvenente risponde al nome di Luca Siracusa. Di qui si evince la sua provenienza, la Siggilia. Alto, moro, occhi neri, fisico palestrato e ben randellato. Oltretutto colto, impegnato nella lotta antimafia, ben vestito e ricco. Aggiungete a tutto questo un colpo di fulmine per AGB. Per dire: primo appuntamento a teatro. Nonzosemmispiego.
Nzomma passano due o tre mesi di felici copulate seguite o anticipate da discorsi profondi, uscite divertenti, baci appassionati e tante belle cose.
Poi lui pare troppo preso dai suoi settemila impegni nel socio-politico-amministrativo-universitari e quindi, con distacco et nevrosi et sacher, si mollano.
Lacrime, film strappalacrime, grassi saturi, notti in bianco. Poi lui, rinsavito, ritorna. AGB felice come una pasquetta al mare lo fa penare un po’ per poi ripiombare tra le sue tre braccia.
Durante il periodo estivo il nostro beniamino Luca Siracusa torna in terra natia e altrettanto fa AGB, che proprio dalla sua dimora brescianina, mi manda il seguente pivvuttì con oggetto “sfighe di donne”:
 no ma complimenti al maschilista (riferimenti alla vicenda dello Scrittore, n.d.a.). ma come sempre cara Frangia vinco io, e non ce ne sono di banane.
il mio amico da vent'anni Pierino ad agosto è andato a new york con suo fratello e Giulietto. Giulietto doveva andarci in coppia con la morosa ma si sono mollati poco prima. allora lei ha ripiegato su una vacanza a caso in sicilia. dove ha incontrato un siciliano che si è scopata a raffica per poi mettere TUTTE LE FOTO in facebook. tutte. compreso un video in cui il siciliano le dice 3 volte "ti scopo tutta".
ora faremo il gioco dell'impiccato: come si chiamava questo siciliano incontrato a caso in sicilia:
L _ _ A
S _ _ _ _ _ _A
si, lui, che 14 giorni prima mi ha trombata dicendo che amava solo me e mi vorrebbe tanto sposare.

CIAO.

Adesso, per cortesia, adunate tutta la gente che conoscete che abbia passato statistica all’università o anche solo quelli che alle medie andavano bene in matematica, tenete lontano Tremonti e rispondete alla seguente domanda: quante possibilità ci sono che una tua conoscente si trombi ripetutamente un siciliano qualsiasi che –toh!- hai conosciuto e ripetutamente amato a Trieste? No, vabbè, cioè. Questa è una di quelle storie che ti fanno venire voglia di giocare al Superenalotto.
 
Mapperò, AGB è una donna che non si perde d’animo, è una che cade in snichers e si rialza in tuelv.
E quindi due giorni fa mi invia la seguente:
 
insomma si sa che sono fashion e conosco persone chic.
conosco anche emerite merde ma concentriamoci sulla prima frase che compensa il tutto.
insomma questa Gran Sculone, 29enne Pesinobrescianese di nascita studiosa d'arte che lavora per il ministero dei beni culturali e ha una casa con terrazzo sul phantheon che nemmeno sgarbi, ha scritto questo libro-ricostruzionestorica-radicalchic- su un Pesinobrescianese che è partito e con mezzi suoi tipo nell'800 è arrivato in Argentina dove ha fondato una universita e qualche fondazione fondamentale per l'umanità e robe cosi. Questo linro è stato talmente apprezzato nel mondo culturale e nell'universo intiero che l'ambasciata argentina l'ha ospitata per un mese a Buenos Aires, nell'ambasciata ove si sono svolte feste in suo onore. E fin qui sticazzi e un casino di oooooooooooo e di aaaaaaaaaaaa.
Sta di fatto che la presentazione in Italia è stata fatta a Posillipo con Cecchi Paone che farà adottare questo libro ai suoi studenti universitari e, guarda un pò, a Roma,
29 settembre, edificio accanto al Senato della Repubblica, degustazione di piatti tipici, spettacolo teatrale, musiche argentine e gente mondana come se piovesse.
ah già ho 2 inviti, uno per AGB e uno per Lafrangia Liscia..conoscete?
MAU so che è un mercoledi e le ferie sono un casino ma potremmo scendere in treno insieme e se vieni avrò presto un invito anche per MAU.
scusate adesso vado perchè sono troppo fashion, credo che mi lascerò andare morta sul divano per almeno un paio d'ore mangiando patatine.
olè!

Ok, adesso non ci soffermiamo sul mio odio per Gran Sculona, ma concentriamoci tutti su un solo punto focalissimo: che mi metto?

LA POSTA DI FRANGIA #2

Mi scrive di nuovo l’affezionatissima blondephysicist per un quesito di stile da colloquio di lavoro.

Cara Frangetta, signora del vanitifer, ti sottopongo un altro insidioso caso da fisica. Colloquio di lavoro in azienda francese per un posto di ingegnere junior nel reparto riserc en divelopment: cappottino Patrizia Pepe nero, anfibio fescion con tacchetto di 5 cm, taierino Zara nero elasticizzato, magliettina vecchissima Dolce e Gabbana rossa accollata con qualche peonia. Niente smalto, trucco leggerissimo, niente gioielli nè orecchini. Capello biondo riccio vaporoso.

Che ne dici?

Cara blondephysicist, innanzitutto complimenti per il tuo inglese. Il colloquio appare giù un successo.

Fermiamoci un attimo ad analizzare le informazioni conenute nel testo:

– azienda francese: i quadri sono francesi? ti faranno un colloquio i francesi? se sì, il tuo abbigliamento sarà a priori bellissimo, anche dovessi indossare la carta delle Gocciole Pavesi.

– posto da ingegnera: tendono ad essere posti da masculo, o sbaglio? tienilo presente

Detto questo, la tua proposta mi piace un sacco, soprattutto perchè mi pare di aver capito che sei longilinea. Secondo me potresti,addirittura, osare con un ginz. Una roba semplice, schinni ma non troppo, tubolare. E degli orecchini semplici (perle su tutto, ma anche un qualsiasi bottoncino, di certo non pendenti). Io sono una grande sostenitrice del ginz con la giacchetta, mi piace. Mi dà l’idea di "sì, sono seria ma sempre e comunque giovane, e non ti credere che dosserò gonne al ginocchio evridei se dovessi lavorare qui".

Ma il taierino, in qualunque caso, è un paspartù che funziona e non ti fa stressare con gli abbinamenti.

Giassai che il successo è tutto nei tuoi capelli.

In tutto questo, vorrei ricordarti che io sparo  consigli ma sino ad ora i miei colloqui hanno portato solo a grossi attestati di stima, per cui prendimi con le pinzette.

SE NON QUI, DOVE?

Questo post doveva raccontare della mia settimana alessiamerziese: presenzialismo a go-go a qualuque cosa mi invitassero, fosse stata l’inaugurazione della tabaccheria nella traversa sotto casa. Doveva raccontare della festa inaugurale della Festa del Cinema di Roma dedicata ai giovani artisti emergenti, a questi giovani che sembrano solo emergere da un magazzino di Eiccenem, tutti uguali, tutti con gli occhiali quadrati neri e le camicie a mezze maniche a quadretti che pronuciano frasi come "Berlino è popo na città avanguardista debbrutto" o "ma i tuoi progggetti ner cinema d’autore come vanno?" con tono esistenzialista. Menomale l’open bar, la serata si è trasformata ne "Le cronache del VodkaLemon". E doveva quindi raccontare di quanto mi fossi uccisa le piante dei piedi coi miei sandaletti tacco dieci neri lucidi da Palazzo Incontro a Piazza Trilussa, di quanto fosse buona la pizzetta di contrabbando mangiata in macchina, di quanto fosse figo (l’unico figo di tutta la festa) Alessandro Borghese ubriaco.

E doveva raccontare pure della conferenza al MiBAC col Vampiro in cui mi è stato chiesto "scusi, lei è una giornalista?" facendomi capire che il mio luc era solo giustissimo. Di quanto sia bello Alain Elkann, altro che quello sfonnone del figlio. Con quella giacca dal taglio perfetto, quel punto di blu di-vi-no, quell’accenno di panza da uomo anziano che si tiene daddio. E la serata in Campo de’ Fiori con Coinquilina, delle confessioni al femminile dopo il secondo drinc, del fatto id aver incontrato una del mio paese a Campo de’Fiori e aver fatto finta di non vederla (per la mia teoria "se non te reggo in paese non capisco perchè altrove mi dovresti stare simpatica"). E doveva raccontare di ieri pomeriggio a Villa Pamphili, di quanto sia bella la villa, del mezzo sonnellino che ho fatto sul prato con BancarioJones, di BancarioJones che mi prende la mano e io capisco che non c’è e non ci sarà mai niente di più di questa simpatia. Della pizzetta maledettamente senza peperoni di ieri sera. Del messaggio seguente alla pizzetta di ieri sera. Delle urla dal palazzo a fianco. Dei sogni altamente eloquenti in cui io incontro e rincontro uomini già citati in questo blog. Insomma, doveva raccontare la mia vita di sempre.

Invece no.

Questo è il mio ultimo giorno a Roma.

Stamattina ho scoperto tramite msn che Lui ha un’altra.

ZAMPATE DELLA VITA SULLE MIE OSSA [cit.] ovvero QUANDO IL VAMPIRO BRUCIA L’ANIMA [altra cit.]

Oh. E’ un botto che non scrivo su blog. In realtà adesso dovrò scrivere per lamentarmi e questo non è molto blonde. Ma nzomma. Diciamo che ultimamente l’esistenza mi riserva solo notizie di merda.

Molto bene. Cominciamo. Dove ero rimasta? ah, il feticista. Proprio ieri ci sono state evoluzioni. Essemmesse di lui "Ciao Frangia, come stai? Bacino", "Ciao, nella merda col lavoro, saluti", "Ho una cosa da proporti per farti guadagnare un sacco di soldi", – finta tonta mode on – "Devo organizzarti un evento? Ormai sono brava", "in un certo senso…". Lascio perdere a rispondere. "Non ho stimolato abbastanza la tua curiosità? Eppure dovresti aver capito" insiste, "Sì, ho capito. Ma come mai di punto in bianco sei uscito fuori?", "Beh, ho un incarico per cui saresti perfetta…", "Calcola che mi devi pagare le trasferte e voglio il 40 per cento del guadagno, non so se ti conviene", "Per te nessuna cifra è troppo alta", "Ok, affare fatto, se insisti così te la faccio…sta bella traduzione di francese".

E se il feticista l’ho coglionato con l’infiniti, lo stesso non si può dire di GRGA. Che ogni tanto ribadisce gli inviti su scaip ma poi è sempre oberato di lavoro e quindi non ce n’è…"avrei solo voglia di godermi un po’ di più la vita e fare le cose che mi rendono felice…tipo andare a mangiare un tiramisù con te".

Ecco, se anche voi adesso state pensando a mascarponi vari spalmati in ogni punto spalmabile, ebbene, siamo sulla stessa onda.

Il Vampiro ha iniziato a succhiarmi anche il midollo dalle ossa. Passo in ufficio una media di 11-12 ore al giorno senza pausa pranzo. Ricordo che non mi danno manco un euro di rimborso spese. E che chiamo tutte le eminenze e le eccellenze di sta beata minchia sacra ed altissima e formalissima. E mando i facs. Cioè, una laurea e un master brillantemente ottenuti per fare il colsenter di lusso. E, come non bastasse, lavoro anche di sabato e domenica. Ciò.è. Ho perso le parole ma in compenso mi sono ritrovata due palle come una casa.

Poi, cosa strana che mi succede a lavorare in via della Conciliazione (per i non romani: quella con le colonne che se la fai tutta arrivi ar Cuppolone battuta da preti, sore e ciccioni amerregani), mi viene da bestemmiare. Non mi è mai successo, mai inveito contro l’entità in vita mia. Ma mi scappa. Ogni tanto mi verrebbe da porconare come un contadino veneto. Secondo me è per compensazione. Poi l’altro pomeriggio – piove sempre sul bagnato – sono andata a fare volantinaggio per questo evento della gran minchia organizzato dal Vampiro. Insomma entro in una chiesa per lasciare una locandina ed era poprio la classica "chiesa gremita di fedeli" che leggevo nel libro di antologia delle medie. Una batteria di gente con le mani giunte a dire il rosario. M’è salita l’ansia. Forse perchè non capisco che giovamento di possa trarre da questa ossessiva ripetizione di litanie, diggiamogelo, alquanto pugnettose.

Ma siccome quanno che te dice male te mozzica anche la pecora, mi squilla il cellulare e Menager Effe mi annuncia che a breve mi chiamerà GranCapo di GranAziendaElettrica perchè vuole assolutamente Lafrangia Liscia in persona come interprete perchè "i ragazzi dell’anno passato si sono trovati benissimo con lei, signorina Liscia". E ho dovuto dire di no perchè devo ancora donare plasma al Vampiro. Che io non smadonno tanto per i milleseicentoeuri a settimana, no, perchè tanto Roma mica è cara come Tokio, no. Io smadonno principalmente perchè tra i sopracitati ragazzi c’era probabilmente pure Vasco. Mazzo. Vasco: l’addominale con il portoghese intorno.

Ho perso il giorno per poter inviare la mia candidatura a un concorso statale per una discreta sommetta mensile biennale. Pure questo per stare chiusa nella fortezza del Vampiro.

Dato che tutto ciò mi porta ad essere un cicinin nervosa, mangio gelati come fossero bicchieri d’acqua. Con tutto il bicchiere. E c’ho una panza che, abbinata ai piedi gonfi, mi fa sembrare incinta. Potrei spacciarmi come sexy-gestante. Sarei credibile. Perchè se come ragazza sono grassottella, come gestante sono un vero bisgiù.

Il ciclista ormai è scomparso e io, manco a dirlo, ci penso parecchio. Mi mancano un po’ le sue lettere. Ho scoperto che parte in ferie con la bici besg e, in un momento di estrema  debolezza, ho fatto una cosa che non è degna manco di una morariccia: gli ho scritto. Una letterina. Dolce. Mi sento una merda. Non mi ha risposto e non mi risponderà. Speriamo almeno che gli si rompa la catena della bici.

Ho iniziato a riflettere un po’ su LoSmessaggiatore: se un uomo prende la macchina e percorre300 chilometri in piena notte solo per venire a vedere albeggiare con te, mangiando dolci e chiacchierando, per poi partire nemmeno 10 ore dopo…beh, forse qualcosa vuol dire. Ma la magia dove sta? Forse manca solo quella. Come se fosse poco.

Avrei un sacco di altre cose da scrivere, ma stasera sono Frangiappezzi e credo di aver fornito già abbastanza materiale da commento.

Ah, no, un’ultima cosa: tcc usciamo insieme? Se ti togli quel cordino dal collo ti prendo in considerazione.


A posteriori: mi è venuta in mente una cosa positivissima della mia esistenza attuale, ovvero: ScimmiaColVestito mi ha fatto scoprire la serie "Boris" e io adesso rido moltissimo in casa da sola di sera in pigiama, col pc appoggiato sopra al barattolo del fruttosio altrimenti si scalda e si spegne. E questa è la notizia bellissima della mia vita. Ciò-è.

MUUUUUNRIVER – quando chi la dura la vince – A CENA CON GRGA

post lungo e particolareggiato, se ne sentiva il bisogno

A Roma in questo periodo fa un caldo soffocante. Umido, afoso, colloso. Caldo reale e percepito non s’affrontano.Il sole spacca tanto le pietre quanto i maroni.

Embè, in tutto questo, quando doveva andare a piovere? ovviamente, c.v.d., la sera che devo uscire con GRGA.

Ebbene sì, ci sono stati precedenti di cui nessuno è stato informato. Precedenti svoltisi giovedì o venerdì scorso. Mattina, scaip. GRGA ollain. Mi invita per un caffè a ora di pranzo. Accetto. Al bar lui prende un latte macchiato freddo in bicchiere (sì, latte macchiato freddo, sì). Io un caffè freddo.

A guardarla da fuori io sembravo bere un Fernet Branca, lui un bicchiere di latte. 

E, diggiamoggelo, bere il Fernet Branca non è molto femminile.

E a quel caffè mi invita a cena, di lunedì. Perchè capirò bene che per lui il uichend è un problema e che di martedì parte per lavoro. E quindi, seppur un giorno di merda, resta libero il lunes.

Decido cosa mettermi, incurante dell’inizio settimana. In fondo a Roma è sabato tutti i giorni, devo essere scevra dalla rutin paesana. Sì sì sì.

La risposta esatta la trovo in un tubino marrone che Marylin si rivolta nella tomba dal rosichio. In un sandalo marrone tacco 12 e un trenc besg.

Mi sento divinamente figa e ho un intimo abbastanza avanti che ci si abbina perfettamente. 

Adesso, qui bisogna fare una digressione puntuale. Il fatto di vestirsi da fam fatal irresistibile e avere un intimo da scortico implica implicitamente che la voglio dare a GRGA? No, decisamente no.

Implica invece il caposaldo esistenziale di ogni relazione uomo-donna vista dall’occhio femminile. Ovvero: tu mi puoi anche fare schifo fa per me ci devi morire, devi sbavare, devi spasimare.

E quel tubino implica per forza uno spasimo per un qualsiasi maschio etero del globo terracqueo. 

Insomma, esco dall’ufficio alle sette. Corro in mocassini come una pazza verso la metro. Faccio 10 fermate. Corro su per le scalette, arranco verso casa, mi fiondo in doccia.

Porca la miseria porca, è finita l’acqua calda. Non ci voglio credere.

Incurante mi infilo lì sotto e mi dico che quell’acqua ghiacciata mi ridà tono alla pelle. Come no.  

Sfido l’asse tempo/spazio e nel giro di venti minuti sono docciata, incremata all’Iris, asciutta e piastrata. Incredibile. 

So già cosa mettere, è tutto in discesa.

Ma invece no. No.

Perchè questo minchione di cielo romano ha deciso di buttar giù saette e tuoni.

Occhei, non ci impanichiamo, mandiamo un sms a GRGA "porta tu l’ombrello che il mio non mi si abbina".

Mi chiama.Gentile, si direbbe.Ennò, mazzo.

Lui che mi dice? non ho un ombrello, ma mettiti dei jeans e delle scarpe chiuse che poi ti fradici.

Ginz? Scarpe chiuse? Sogno o son desta? (o son desktop [cit.])

Cioè, GRGA, forse tu non ti rendi conto di quello che mi hai appena detto. Forse tu non ti rendi conto che è contro ogni legge della fisica e della chimica riuscire a trovare qualcosa di carino all’ultimo momento.

In più a me i ginz stanno di merda non essendo io fornita di chiappe.

Alla fine, per disperazione, opto per una malriuscita combinazione di tacco 12/13 (semiaperto ma comodo), ginz scuri, camicetta bianca schifosamente accollata, golfino di seta marrone.

Sopra ci schiaffo il trenc besg che va sempre bene. Esco, prendo la metro e arrivo lì alle 21 spaccatissime. Taxi, piazza Navona. Sampietrini di merda. Arriviamo nella trattoriola romana molto carina e décontractée "Il Fico". Il cameriere fa "ah, sei GRGA? Bene, se volete aspettare c’è un tavolo fuori, altrimenti dentro nell’angolino come mi avevi chiesto". Devo aggiungere qualcosa? 

Ma digrediamo ancora una volta. Bisogna pur fornire qualche particolare su questo ometto che prenota tavoli negli angolini delle trattorie dei vicoli centrali romani.

Qualche giorno fa GRGA mi ha chiesto di non descriverlo sempre come "simpatico" che altrimenti sembra un cesso. GRGA non è un cesso, è chiaro. E’ parecchio alto, castano scuro, capelli corti la svolazzanti, pelle bianchissima (qualche lentiggine). La faccia da bambino, le unghie più belle che abbia mai visto su un uomo. Ti viene voglia di mettergli lo smalto, tipo.

Gli occhi azzurri, le guance pacioccone. Molto magro, forse troppo. Dice che pesa ottanta chili, ma secondo me non ci arriva manco se lo inzuppi vestito nell’olio di semi. Sia messo agli atti che quando l’altro giorno ci ho preso il Fernet Branca ho accidentalmente notato (portava i ginz) che ha un bel culo. Non che…però…insomma.

Ieri vestiva un completo degno del suo nome, grigio, camicia azzurra (bella) cravatta a strisce blu e verdi (come sempre abbastanza discutibile).  

Insomma, ordiniamo. Antipasto di pesce lui, di verdure io. Maledetto antipasto pieno di prezzemolo. Io odio il prezzemolo non solo perchè fa oggettivamente schifo ma poi perchè mi si pianta tra i denti. Eccheccacchio. GRGA mi toglie la bottiglia d’acqua dalle mani perchè non esiste che la versi io, è lui l’uomo, è lui che versa l’acqua. (sì, sì, sì, ommioddio!).

Io, che normalmente mangio come un tenutario di un renc americano, spizzico due verdurine. Non ho fame.

Ovviamente questo non mi impedisce di scofanarmi la cremcaramel più zuccherosa della storia. Lui quasi si strozza col cacao del tiramisù che, non gliel’ho detto, gli rende i denti marroni per tipo 20 minuti. 

Parliamo, parliamo, parliamo.

– profio, ma dimmi la verità, ci stai provando?

– non so, sai, io con le persone ci devo stabilire un rapporto intellettuale…

Insomma, scopro che: andava dal pranoterapeuta, si fece l’amica della sua ex storica in vacanza in Corsica, non gli piace la Sardegna, l’amore è prima farfalle nello stomaco, poi scalda il cuore e infine arriva al cervello, è sensibile al calore in maniera quasi inquietante, Bossi s’è infartato mentre annoverava Luisa Corna.

Entrambi pensiamo che il padrone del locale sembri un televenditore. Secondo lui di tappeti, secondo me di roba per il bricolage. Ridiamo.

GRGA quando ride mi fa un effetto stranissimo. Si toglie gli occhiali per concentrarsi e gli si prepara una faccia da scemo. Poi scoppia a ridere, assume un’espressione così infantile da fare tenerezza. Sembra che da un momento all’altro possa scoppiare a piangere dicendo "maestraaaa, Carletto mi ha rubato la pennaaaa". Sempre Carletto, sto stronzo.

Parliamo anche un po’ seriamente, gli domando chiaramente come mai abbia questa sorta di interesse amicale per me. Mi dice che non gli sembro la classica tipa che esce con lui perchè è PezzoGrosso.

Questo è vero.

Cioè, una con Calderoli può uscire perchè è pezzo grosso. Con GRGA ci si esce perchè è giovane, fico, simpatico, interessante.

Mi chiede che intimo porto. Lo fulmino con lo sguardo.

Mi consiglia di andare a vedere Lo chef Toni de noantri a Porta Portese. 

E poi, pe falla corta pe falla breve, il finale.

Donne preparatevi a rosicare a morte vita natural durante.

La scena da film che tutte vogliono vivere prima o poi nella vita, beh, io l’ho vivuta.

Guardiamo dall’alto col nostro occhio panoramico. Prendiamo una piazza meravigliosa come Largo di Torre Argentina. Condiamo tutto con un po’ di pioggerella estiva e leggera. Un taxi fermo, una donna bionda in impermeabile besg.

Un uomo alto e con gli occhi blu che la accompagna, le dà un bacino sulla guancia e le dice "posso invitarti di nuovo?" con tono deciso e arrendevole allo stesso tempo.

Lei sorride, apre lo sportello, lo saluta. Sta per sedersi quando applica una torsione al collo, si gira, guarda l’uomo alto. Lui fa lo stesso verso di lei e pronuncia "non scappare, eh!". 

Muuuuuuuunriver…na na na na naaa…. 

Lei sale in macchina, in silenzio. Sorride. Il colosseo illumninato di notte, la pioggia sui vetri che nemmeno nell’ultimo episodio di Secsendesiti. Silenzio.

Un sms, lui. "Grazie per la bella serata. Spero ce ne saranno altre… e che il tuo post sia positivo. Magari la prossima volta mi toccherà provarci sul serio. Bacio".

Lei sorride, nuovamente.

E no, no, no, non è un film.  

Che poi, mi chiedo io, dove pensava che potessi scappare con quei tacchi?

CORE DE STA CITTA’

Insomma ho iniziato lo stasg. O, come molti dicono, lo steig. Insomma, ho cominciato. C’è questo ufficio con un sacco di computer, con una tipa coi capelli corti e un tipo ciccione. Lei non parla mai, lui è gentile e mio coetaneo. E poi c’è l’altra stagista, buona cara e superinsicura (del lavoro, almeno) e con una borsa di Prada che ogni volta svengo dall’invidia.

Il primo giorno, da vera signora, mi sono presentata in bermuda e camicetta celeste: divisa d’ordinanza da MocassaGirl. E non stavo manco male.Certo, in un mondo perfetto dal mio braccio non sarebbe sballonzolata una terribile PinkoBag gialla, ma una Kelly color cammello, in qualunque caso non ci stava male. MA – c’è sempre un ma – non avevo considerato l’ubicazione dell’ufficio in questione: in pieno centro. Quindi, manco a dirlo, alle due di pranzo c’è un viavai continuo di banchi di fleximenager da tutte le parti. Cioè. Immaginiamo ora questa giovane donna bionda, in preda a delirio premestruale con dieci giorni di ritardo (…) in calzoncini e maniche di camicia che passa, come nulla fosse, tra decine e decine di giovani uomini giaccacravattati. Mi sono cresciuti i peli di mezzo centimetro per lo sconquasso ormonale, lo ammetto. Ho notato poi che tutti questi addominali in carriera indossano occhiali a goccia neri o specchiati. L’unico che, il giorno seguente (quando indossavo un abitino di maglia grigia un po’ premaman ma abbastanza scollato), mi ha rivolto insistenti occhiate era uno con la camicia nera e la cravatta rossa. Ma porco cane, ma non lo vedi che sei un cafone? Cioè, come puoi pensare che una donna che veste in grigio perla consideri uno con la cravatta rossa che manco un barista dell’autogrill? Mioddio, quanto poco senso della realtà.

Comunque, poi c’è mammasantissima: un’ansia a forma di ometto alto e secco. Gentile, sì, tanto quanto schiavista scassapalle.

E poi mi chiede di chiamare TizioMegaImportante e ViceDirettoreDiSuperBanca e SegretarioDelMInistro e tutti altri così e io, diciamolo, vado un po’ in panico. Dico sette-otto parolacce in umbro e poi assumo un tono da ragazza gentile sperando che non si accorgano della mia totale mancanza di preparazione. Io speravo solo di fare caffè e fotocopie e di innamorarmi del ragazzo che smista la posta per poi lasciarlo per il grande dirigente che vede in me la donna che ha sempre voluto. Insomma, io volevo essere Una Bionda In Carriera e basta, cacchio. Pure col luc anni Ottanta, cacchio.

roma

Ma passiamo ai risvolti che questo stasg sta avendo sulla mia vita. Innanzitutto ho passato una settimana uscendo di casa alle 6.55 e tornando intorno alle 22.30-22.40. E già non mi pare poco. Poi ho speso ben 101 euro in detersivi per la casa. Per la mia nuova casa. Quella naa capitale.

Ebbene sì,mi trasferisco. Ma soprattutto smetto di fare la pendolare. Gaudio e giubilo in tutto il reame. Non sto qui a raccontare l’odissea della ricerca, posso solo dire che pago una cifretta decisamente notevole (ma conveniente per la zona) per avere una microscopica stanza in un piccolo appartamentino con due sardi (fratello e sorella) molto cortesi. E, indovinindovinello, a chi ho comunicato il mio cambio di domicilio? Al comune di residenza? Peeeem! Sbagliato. Ai parenti vicini e lontani? Peeeem! Sbagliato. A Lui? Peeeeem! Sbagliato. Sì, l’ho detto a GRGA.

– la vuoi una notizia bomba?

–  vai pure… mi sto tenendo… ti sei fidanzata?

– madò, professò, perchè sempre le cose tragiche?

– e vabbuò

– non direi, ANZI, lunedì mi trasferisco e DUNQUE dico addio al regionale

– e quindi diventi romana?

– sì

– sono molto felice

– per te o per me? vabbè, questa era da bionda

– per noi, questo è da provolone…e dove vai a vivere?

– *zona centrale carina*

– ok ok ci sono,carina come zona…

– più che altro ho trovato lì la stanza, è ben collegata…

– con coinquilina?

–  no, la stanza è singola, piccola ma da sola…

* segue parte di conversazione riguardante aria fritta, poi GRGA:*

– senti

– dimmi

– spero riusciremo a vedrerci presto e spesso adesso che sei roma

– aehm…se non mi dai le tue solite buche clamorose

–  e lo so lo so…io torno a roma però solo l’8 ma poi dovrebbe essere un periodo un po’ più sereno…

* altri discorsi trascurabili e poi di nuovo GRGA:*

– finalmente ci siamo beccati per qualcosa di più di mezzo secondo su skype, adesso sotto con l’incontro reale

MISTUROTTO RELATIVAMENTE SIGNIFICATIVO

Marte oggi si scontra con Saturno facendovi subire possibili contrasti con l’ambiente. Oggi è uno di quei momenti che sarebbe meglio evitare troppe parole. Molto probabilmente si tratterà di ascoltare di più i superiori, anche se non vi sembrerà atteggiamento del tutto corretto nei vostri confronti.

Lo dice anche il mio oroscopo stamattina: giornata pessima. E ci ha azzeccato di brutto. Ho preso l’autobus di corsa, ho scoperto di aver perso un maglioncino di quelli che io adoro (ovvero uno schifido maglioncino di Zara da quindici euro, il maglioncino per eccellenza della Frangia in primavera), il treno era in ritardo, al bar non c’era il cornetto integrale e quando ne ho chiesto uno normale all’albicocca mi hanno dato quello vuoto (semplice dicono a Roma, ma non capisco cosa ci sia di complesso in un cornetto con dentro della marmellata, mah). Oggi la lezione verteva sugli eventi congressuali che, pensavo, mi sarebbero interessati un sacco. Ho scoperto che era molto più interessante la zocca accumulatasi nell’intercapedine tra ciccia del dito e unghia durante il pendolarismo mattutino. Sono stata tutta la mattinata a pensare se accettare o meno lo stasg propostomi dal mammasantissima e soprattutto come fare a trovare casa naa capitale in meno di una settimana e con un reddito ridicolo (dove ridicolo è usato quale sinonimo di inesistente). In tutto questo ho rischiato di essere segata a metà dalla mia testardaggine: è ora di accettare che i ginz taglia venticinque non mi entrano più da un pezzo e che, se mi ostino ad allacciarli a qualunque costo, finirò in due metà ben distinte.

In questo quadretto si iscrivono due note positive: il noiosissimo professore della mattinata era il sosia di Clarchent. Vale a dire: faccia sfigatina con gli occhiali appiccicata su due metri di corpo statuario. Potrei soprannominarlo GiovaneRagazzoConPantaloniAVitaBassa (GRPVB) ma mi pare troppo complesso. Va sottolineato che gli si vedevano gli addominali dalla camicia (cifrata, bleah!) e aveva delle chiappe che non stenterei a definire marmoree. Non sono una maniaca, a dispetto di ciò che afferma qualcuno, semplicemente mi limito a riportare la motivazione che ha causato il boato quando il succitato profio s’è tolto la giacca. Poi aveva un pessimo accento napulitano che lo costringeva a dire nùovo e efficìente e lo privava di qualunque fascino. Certo, essere il direttore marcheting di una grossa azienda capitolina e avere i dorsali visibili dal completo…Ma vabbè.

La seconda nota positiva è quella più degna di questo attributo. Viene da GRGA (per chi si perde tra i miei acronimi, leggere qui). Mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto di aiutarmi a trovare uno stasg in Portogallo dato che so che ha degli amici lì. In men che non si dica ha scritto loro una mail in cui parlava di me in termini estremamente dolci ed elogiativi. Insomma, non glielo faceva fare nessuno, eppure è stato di una gentilezza ragguardevole.

Una goccia di Scianel in questo mare di AxeAfrica.

PISSIS DON FIT ENIMOR

Sono successe un sacco di cose assurde in questi ultimi giorni. A livello emotivo e masterino.

Innanzitutto parliamo di Lui, che almeno mi tolgo il pensiero. Ci avevo ciattato su emmessenne tutto martedì scorso, eravamo rimasti che ci saremmo visti il giovedì a cena e che, eventualmente, avremmo passato il primo maggio insieme (io proponevo una pizza e una giornata al mare, lui ha controproposto un uichend a Forte dei Marmi a spese sue, n.d.a.).

Come volevasi dimostrare il giovedì non ha risposto a chiamate, squilli e essemmesse. Il finesettimana sono andata fuori da sola. Cioè.

Ieri sera lo becco su emmessenne (il signorino compie trent’anni questa settimana e non si degna di chiamare né rispondere col suo cellulare palmare del mazzo) e alla mia accusa di scorrettezza ha replicato "io non ho promesso niente a nessuno, maniaca". Ok, povero, è psicopatico.

Per la prima volta in otto anni gli ho bloccato il contatto. In compenso la conversazione in cui mi invitava a Forte è memorizzata. Giusto per  passare da maniaca.

Nel frattempo Lo Smessaggiatore si è fatto più presente. Meritevole di nota.

Grandi soddisfazioni arrivano dal fronte BelloneMicroFallico che ormai affronta il corteggiamento a viso aperto e chiede appuntamenti ripetuti (e ripetutamente mandati a buca da nientepopodimenoche lafrangia in persona).

L’assenza più evidente è quella di GRGA, non tanto per lui in quanto uomo quanto per lui in veste di bisnessmen. Cioè, io necessito di un tirocinio. Non so se è chiaro. E lo vorrei a Lisbona. Non so se è chiaro. E sono disposta a tutto per ottenerlo. E’ chiaro adesso? Un po’ mi scoccia contattarlo però la carriera è importante.

Nel frattempo ho avuto due giorni di lezione di marcheting in inglese e -ui scrim at miracol!- ho capito più o meno tutto. Il tipo della Crenfild Iuniversiti era il sosia di Mister Barns (quello dei Simpsi) e parlava lento lento e mi diceva sempre "Ezzellent Fruongia!". Ho capito che (forse) mi piace il marcheting.

Poi mi ha chiamato il mammasantissima vaticanista. Mi vuole per lo stasg. Non so che cavolo fare: dovrei andare a lavorare aggratisse dopo il master (ovvero dalle cinque alle sette piem) e il venerdì. Aiuto. 

In buona sostanza la mia vita è parecchio piatta, mi annoio mortalmente e per sicurezza non studio per l’esame di economia aziendale. La storia di Lui mi ha buttata parecchio giù. Comincio a pensare che resterò zitella a vita.

Ho riflettuto sul fatto che ho sentito un miliardo di volte delle giovani donne dire "basta! non ne posso più! so tutti stronzi! io lascio perdere, non ce la faccio più!" è ho sempre pensato che, in generale, gettare la spugna sia na roba abbastanza tristanzuola e molto poco blonde.

L’altro giorno ho sentito la mia bocca proferire quelle parole.

Poi ho scritto su feisbuc a ragazzoconocchizzurri. Lui, molto gentile, non sa di certo che è per ragazzoconocchiverdi.

Non che io voglia davvero conoscerlo, non me ne può fregare di meno. Dovevo solo provare un attimo che non pensavo la frase da GDZ (giovane donna zitella) e fare una mossa molto poco sensata.

La migliore risata della settimana mi è stata offerta dalla mia genitrice quando, in un assurdo dialogo prima di andare a dormire, mi fa:

– certo che il governo fa schifo

– vero ma

– pensa Brunetta, che per carità, avrà anche ridotto gli sprechi, no?

– eh..

– però io mi incazzo quando mi danno della fannullona, io mi faccio un culo così! mica è giusto!

– vero ma’, è proprio un imbecille Brunetta…

– e poi guardalo..

– ma anche no..

– cioè, non ti sembra uno di quegli gnomi cattivi…quelli dei film horror?

Come darle torto.

Insomma, in questo oceano sconfinato di novità che di nuovo non hanno niente, il mio nochia rosa mi regala sempre delle gran soddisfazioni.

Lezione di Mister Barns, abaut loyalty, tiro fuori il cellulare per vedere quanto manca al brec.

1 nuovo messaggio.

Nella mia mente parte il toto-emittente. Lo Smessaggiatore? Forse. BelloneMicroFallico? No, di mattina no. Ragazzad’inglese1? Possibile e probabile. Vodafone? Certamente sì. Lui? E’ più semplice vincere al superenalotto avendo giocato tutti numeri tra il 988 e il 998. GRGA? Vedi prima. Lo Gnomo Libraio? Non mi era manco passato per l’anticamera del cervello.

Ciao Frangia come va?Nn ti ho più visto in giro..Allora questa vita da pendolare è veramente dura!!:)

Incredibile ma vero. L’enigma vivente: Lamebo. Gli ho risposto perchè volevo proprio vedere dove andava a parare.

Ovviamente non è dato sapere.

EN PLIS DONTELMI PERAPS PERAPS PERAPS!

Ormai ieri era il primo maggio. Festa dei lavoratori. Archivierei subito il capitolo essendo io studentessa e manco di sinistra e manco fan di Vasco Rossi.

Parlerei piuttosto della giornata più insignificante della storia: non ho fatto nulla, nulla, nullissimo. Ho poltrito, visto due film (Diario di uno scandalo e Non Pensarci). Ho deciso di fare una gitina fuoriporta domani in giornata, fatto un pezzo di ceretta (un pezzo no perchè mi ero stufata), mangiato tre etti di gelato in dieci minuti, declinato un paio di noiosi inviti. Non ho nemmeno riflettuto più di tanto sul fatto che Lui mi ha dato una delle sue solite buche clamorose, il tutto dopo avermi invitato a passare un finesettimana all’insegna della riscoperta del valore della coppia a Forte dei Marmi. Prima sto discorso e poi è scomparso. Senza Traccia, come il telefilm.

Ieri sera peggio del peggio, mi ha fatto male qualcosa che ho mangiato, era freddo, in giro non c’era un cane, ci abbiamo messo un’ora e venti per parcheggiare e nel localetto in cui ci siamo rintanate c’era una gran puzza di fumo. Schifio.

Ah, ho scoperto che BelloneMicroFallico (con cui ho fatto una passeggiata due giorni fa) è ancora fidanzato con la Dottoressa Ventiseienne. Poverina, così giovane e già così votata al sacrificio. Per la cronaca continua a tampinarmi con frasi originalissime tipo Il tuo profumo non mi esce dalla mente e affini. E pensare che mi sta tanto simpatico.

MAS è un po’ tornata in depressione causa uomini, il suo ex si è felicemente riaccoppiato con una produttrice di ovuli romana.

In più ho passato giovedì mattina a Roma, dovevo vedere una mostra in solitudine e fare un po’ di sciopping. Ho girato come una trottola per saltare la mostra e tornare a casa con un paio di orecchini di H&M. Cioè.

Ho ricevuto la chiamata di una mia compagna di masterizzazione in cui si diceva che il mammasantissima di cui sotto le ha detto di avermi apprezzata molto e che vorrebbe prendermi come tirocinante. Ovviamente fultaim, ovviamente aggratisse. Il che implicherà un mio (fainalli) trasferimento capitolino.

In compenso ho preso una decisione importante a livello vital-stilistico, è giunta l’ora di assomigliare di più a una studentessa non più in erba di un istituto privato. Di sembrare un po’ una giovane donna in carriera, di darmi un tono finto-vecchio/impegnato.

Comprerommi dei mocassini.

Questa musichina mi fa scapocciare. Perepps perepps perepps…

PIUTTOSTO CHE FARE QUALCOSA MI STACCO LE MANI A MORSI MA RIMANGO SEMPRE UNA GIOVANE DONNA ROMANTICA

Considerando che mi sono alzata da poco e che ho fatto colazione con acqua e aspirina, posso affermare con una certa cognizione di causa che non ho voglia di fare assolutamente nulla.

Elenco di cose che non ho voglia di fare:

– scrivere il CV col modello europeo (che mi fa schifo) e mandarlo a quelli del master che già so non ci faranno un’emerita mazza

– togliermi il pigiama a favore di una tuta

– mettere in ordine quel montarozzo di panni fermi lì da ieri sera

– mettere su il caffè

– scrivere mail all’avvocato (rimando da quanto…un anno?)

– raccontare la saga di BelloneMicroFallico che insiste con gli inviti a cena con ripetuti essemmesse anche un po’ fastidiosi visto che ero a cena con le amiche

– raccontare della cena tra donne di ieri e delle vergognose figure da idiote/minorate mentali che abbiamo fatto nel ristorante napoletano

– descrivere con dovizia di particolari l’antipatia dei camerieri napoletani

– rendermi conto che l’unico vino che mi piace davvero tanto è un banalissimo falanghina

fare il conto delle calorie ingerite tramite alcol ieri

parlare del localino con l’accento sulla U in cui siamo andate e che mi ha fatto fare la sauna

– tirare fuori qui sul blog la vecchia storia del ristorante in cui andavo spesso a mangiare con MAS, del cameriere (rasato biondo, occhi azzurri, corporatura massiccia non troppo scolpita ma di certo non molliccia) molto gentile che si ricordava tutte le nostre ordinazioni e che faceva il simpatichino e che a me sembrava molto carino. Scendere a fondo nella storia del ristorante e svelare che ieri sera l’ho conosciuto e che prima si è dichiarato fidanzato e poi mi ha invitato a cena. Dire che ho fatto finta di accettare ma che poi non ci andrò perché, porca miseria, hai detto che sei fidanzato? cosa vuoi da me allora? Ecco, sogna.

– scrivere un post in cui spiego la mia teoria sull’amantaggio, le sue possibilità, le prospettive e  il bilancio costi/ricavi

– chiedere opinioni ai miei amici di blog riguardo l’atteggiamento di Lui che mi fa l’amicone su emmessenne e poi quando gli dico di andare a prendere un prosecco per parlarne dal vivo, mi risponde "eh, no, sono a dieta, non posso bere alcolici". Cioè.

– narrare, infine, della sclerata con Lo Smessaggiatore che se la tira tanto e ancora non s’è capito perché.

Cioè, per capirci, sono così tanto svogliata oggi, ma così tanto svogliata che non vado a farmi una lampada, non mi faccio la manicure e non esco a comprare le scarpe viste la settimana scorsa.


Ho deciso di inaugurare il quizzettone del mio blog.

Di cosa è fatto questo cuore?

CUORE