SOLO LA NEBBIA, C’AVETE SOLO LA NEBBIA…

Alla fine, lo devo ammettere, lasciare lo Zoo di Testaccio non è stato facile. Innanzitutto perché per trovare un altro lavoro c’ho messo una vita, in secondo luogo perché ci ero anche affezionata. Pare si chiami Sindrome di Stoccolma.

Comunque, arrivare a Milano da romana non è per niente facile. Tutti dicono TAAAAC e i miei nervi sono sottoposti a sollecitazioni costanti e fastidiose. Sono l’unica donna, se si escludono quelle nella sede emiliana, il resto sono uomini giovani e meno giovani intenti ad accumulare capitali. Prima o poi li descriverò tutti con dovizia di particolari, per oggi vi basti questo esemplare dialoghetto.

Ambientazione: costosa pasticceria del centro che, in occasione della colazione (nel senso di “pranzo” pe li burini) prepara una leggera e sbrigativa – ma non per questo economica – tavola calda.

Protagonisti: Memmedesima, Avvocatik e il Bocconiano. Avvocatik è giovane, belloccio, se pippa anche la calce dei muri, ricco sfondato. Il Bocconiano è un bocconiano, non credo serva aggiungere altro.

Un silenzio imbarazzante alla ricerca disperata di argomentazioni.

F – sapete che io leggo in formato digitale, no? avreste qualche libro da consigliarmi?

B – ….

A – …mah…sai…

F – ? (sguardo interrogativo finto interessato)

A – mah, sai io ho letto di questo danese…poco conosciuto…alcuni libri molto belli…dei racconti sul mare…

B – …

F – Ah, interessante, me lo segno, come si chiama? (interesse smodato)

A-  Khawnpfhgjfogsson

B – …

F – ah, figo me lo segno…ultimamente io invece ho letto “Milano Criminale”, così, un po’ per cominciare anche a familiarizzare con la mia nuova città, mi sembrava un modo per approcciare…è simile a Romanzo Criminale solo che è ambientato nei quartieri della malavita milanese…

A – …

B – …

A questo punto la disperazione mi coglie, il piatto di broccoletti al vapore sta per finire e io non ho manco la scusa di avere la bocca piena, il silenzio è imbarazzante…che due palle, una c’ha un’ora risicata di pausa pranzo e la deve passare a tentare di interagire con sti due che non fanno il benché minimo sforzo. Un avvocato e un marchetingaro che non trovano di che chiacchierare: due professioni che si basano sul girare intorno a qualcosa di ovvio e nessuna capacità di farlo, incredibile. A un certo punto, provo a buttarla sulle serie tv: nessuno ha visto Boris, nessuno conosce la serie di Romanzo Criminale, nessuno ha mai sentito nominare Bigbentiori: ma ndo mazzo vivete? Mica dico che vi debbano piacere, ma almeno conoscerne l’esistenza. Libri no, tv no…a parte abbinare golfini e cravatte e  gli aperitivi, nella vita che fate? Poi, all’improvviso, la luce in fondo al tunnel, il Bocconiano ha un sussulto di vita.

B- hai visto nel fil di Checco Zalone..

A – puahhhahaa….sì, come si chiama? La vita è bella? ahahahah

F – burp! (quasi mi strozzo)

A – ahahaha ah, no, Che bella giornata ahahah

B – ahahahaha sai quando quello va da lei e dice no? ahahah

A – ahahah sì il terronazzo aahaha

B – sì, troppo divertente mammamia…mi sono morto dalle risate ahahhaha

A – sì, davvero fantastico ahahahah

Cose che poi dopo una veramente rimpiange la cicorietta ripassata e il barista che la chiamava Rasotera.

POST FRESCO, SENZA CONSERVANTI

Ci sono tanti motivi per cui si interrompe di scrivere un blog, quasi tutti molto poco validi. I miei sono: mancanza di tempo all'inzio, mancanza di connessione poi, mancanza di ispirazione e, lasbatnotlist, ansia da prestazione letteraria.

Riassumendo un po' di vita, a grandi linee è successo che: ho litigato col Primate di bruttobbruttobbrutto. Poi, dopo un periodo in cui io sbraitavo e lui a capoccia bassa, abbiamo fatto pace e tutto è tornato bello e abbastanza normale. Poi ci si è messo il mio posto di schiavitù, trasferte all'estero praticamente non pagate, orari ai limiti della sopravvivenza ma sopratutto la stesura mentale dell'opera del secolo "Il contratto, questo sconosciuto".

Di mezzo, va detto, ci si sono inseriti dei momenti molto belli: leggasi il concerto del Fibra e il compleanno del Primate con tanto di trasfertona dal Norde dei suoi amici per andare a vedere Caparezza.

Vorrei anche descrivere dettagliatamente questo concertone bello bello bello, ma non posso. Due ore prima dell'inizio, infatti, avevamo aperto la grande stagione della caipirosca scè Maison Dourange. Sono arrivata all'Ippodromo di Capannelle senza ricordarmi il mio cognome e ho ballato come una disperata ore e ore, mi sono sudata l'anima de li mejo e poi chissà.  Tra gli amici del Primatedellamor va notato Altissimo: troppo alto, coi capelli troppo lunghi, con una bellissima voce e dei piedi giganti.

Insomma poi il mio ominide se n'è partito con Altissimo per un mese in Perù e io volevo tipo essere risucchiata nelle viscere della terra come quella scena terribile di Indianagionz in cui lo vogliono calare nella lava con una megagriglia.

Quindi sono andata a The Ondon a trovare Amico Gaio Londinese. Strano a dirsi ma era la mia prima volta a The Ondon e l’ho trovata umida, zozza e piena di sorci. Nonostante ciò mi sono divertita, sono andata al Q Club dove orde di uomini si univano a orde di uomini, ho conosciuto un sacco di brasiliani di cui uno, a sua volta, conosceva il barista del locale gaio romano Coming Out.

Amico Gaio Londinese sta leggendo la bibbia, va a feste con produttori cinematografici tentando di ammollare loro le sue sceneggiature e fa lo yogurt in casa. Vive con uno carino ma depresso che cucina zuppa di cipolla e con uno bruttino e pazzo che pulisce la cucina con gli occhialetti da piscina (giuro che è vero).

A seguire sono andata a Chiavari (paese e non verbo ma volendo anche verbo) tre giorni a mangiare lasagne al pesto a tutte le ore e poi tutti a Nizza a comprare formaggio puzzone.

Dopodichè Romaromaroma mi ha rivoluta a sé per questioni lavorative, torno in ufficio a fine agosto: tutti abbronzati tranne me, una in piena organizzazione del matrimonio dell’anno, l’altra lamentosa da competizione. Insomma, niente di nuovo sotto il sole cafonissimo daa capitale. Beh, è proprio il caso di dire “niente di nuovo” perché al posto del mio nuovo fiammantissimo quanto millantato contratto di lavoro (finalmente a tempo determinato e con aumento) mi viene propinato un trimestrale progettino a 30 denari al mese. Ora, dico io, mi pare evidente che non è questo il periodo buono per far carriera, c’è già una fila che la metà basta per farsi mettere crocifissi in ogniddove, lo so che io la croce in questo ufficio la devo portare sulle spalle e mi manda anche le mutande in mezzo al sedere, va bene tutto, però perché per sti due soldacci devo avere uno stramaledettissimo blecberri che mi trilla a tutte l’ore? La reperibilità è una cosa da medici, non da organizzatrici.

In tutto ciò, due grandi avvenimenti si stagliano sul piatto sfondo della mia vita: mi sono fatta la permanente e ora sono riccissima e Amica Umbra s’è invaghita di Altissimo.

Della prima questione c’è poco da dire, esaltazione iniziale e dramma attuale: ho i capelli liscissimi quindi, con la crescita, sembro un fungo atomico scasinato.

Della seconda, invece, potrei scrivere per ore. Ma mi sento riassuntiva, pertanto: Amica Umbra va a Dublino 15 giorni e Altissimo mi frega il Primate per un mese in Perù, si scrivono a distanza lunghissime lettere elettroniche per non dirsi nulla, poi tornano e si senticchiano. Le occasioni per vedersi si possono creare seppur con difficoltà (lui vive nella patria dell’inter, l’interland milanese). Amica Umbra propone e lui scuseggia e vagheggia.  Lei attende con una calma del surfista che manco in fila alle poste e poi decide di lumeggiare la situazione. Dice chiaro e tondo “oh, coso, mi piaci, usciamo e ceniamo” e lui prima dice “volentieri” poi dice “sei carina, simpatica, divertente, solare gné gné gné siamo amici”. E qui ci vuole un grandissimo LALLERO (per i non romani: espressione sonora a significare “ok, stai cercando di convincermi che Gesù è morto di freddo”).

Ora…ce ne sarebbero anche da dire su GRGA che s’è fatto crescere la barba in attesa della nascita del suo figliuolo, su La Sirenotta che s’è rimediata un marinaio ad Amsterdà, su mia madre che s’è iscritta al faccialibro e non fa che scrivermi commenti su ogni foto tipo “amore di mamma quanto sei bella”, sul fatto che il mio cv è più distribuito del catalogo dell’ichea, MA ora non c’ho voglia. Contentatevi di questo parto.

 

A presto.  

IL FATTORE VERGINELLO

Questo è un post-dossier. Di quelle robe drammatiche che passano dopo pranzo su canale 5 ad agosto in alternativa a Rosamund Pilcher.

No, non parlerò di un ragazzo morto per brutti scherzi di una confraternita americana né della madre con un furgoncino che fa volantinaggio in nome della verità, né del ragazzo-padre interpretato da Devid di Beverly Hills 90210 o della brava studentessa prostituentesi nella magistrale interpretazione di Donna di Beverli Hills 90210 (no, no, non la Minetti, eddaje).

Ebbene, dopo sto preambolo, parlerò del Fattore Verginello.

 

(se siete uomini, avete almeno 25 anni e non avete mai approcciato una donna, cambiate immediatamente pagina perché certe cose non le volete sapere)

 

E’ un dramma che tocca, prima o poi, qualsiasi giovane donna.

Il Fattore Verginello (FV) si presenta sotto molteplici forme e per varissime ragioni.

Se vi capita prima dei 20 anni, oh donne, non è un problema. Probabilmente l’ometto in questione è giovine quanto voi e semplicemente un po’ senza esperienza: succede e non è grave. Potrete avere una storia e poi, siccome siete ancora in tempo, vi mollerete senza troppi drammi.

Se vi capita intorno ai 24 anni e lui è coetaneo, vi amerà. Ma tanto. Perché ha aspettato sin troppo e quindi ora qualsiasi donna lo metta sulla strada della maturità sessuale, sarà per lui una Madonna-non-cantante da venerare. Almeno fino a quella dopo.

Dai 25 in poi, oh donne, è un dramma. Ha aspettato troppo. Troppissimo. E quindi adesso è un problema che lo handicappa [cit.]. Non vi capiterà mai di strofirnarvici tra le lenzuola a caso. Perché se ha aspettato 25 anni, di certo non si butta a cuor leggero per un drink in più o per “fare serata”. E’ terrorizzato, si vergogna a morte, ha l’ansia solo a pensarci, ha cominciato a pensare che si può serenamente vivere senza mai sperimentare questa cosa e, inoltre, ha il gomito del tennista.

Però, non si sa come, si è innamorato di Voi. Che culo. E vi fa una corte impacciatissima, ovvio. E’ che vorrebbe non corteggiarvi perché ha paura di avervi, però gli piacete così tanto ma così tanto che proprio non vi può stare lontano.

Qui voi vi ponete in due modi: “sto sfigato chi se lo caga” (nel caso in cui abbiate molte altre proposte e siate delle stronze), “sì vabbè  però guarda che per me siamo e saremo solo amici, sei un fratello per me” (nel caso in cui vi piaccia un altro o siate nella fase che proprio non volete sentire manco l’odore di maschio) o, fatalità, “come sei dolce e tenero” (e qui voi siete appena uscite da una storia con uno SdAT o vi sentite grasse e avete bisogno di essere rassicurate). Poi c’è anche il caso in cui uno possa davvero piacervi a priori, ma è davvero un caso su un billion.

Comincerete a frequentarvi e lui avrà delle attenzioni così tenere, così infantili e dolci che vi sembrerà perfetto. E poi vuoi mettere con quello stronzo di prima?

Aspetterete, lui non ci proverà, voi temporeggerete perché è altro che state cercando da questa storia. Organizzerete mille uscite, mille cene, mille incontri con amici, concerti, teatri, cinemini, pizze e grigliate. Vi sentirete così contenti! Ogni occasione sarà buona per confermarvi quanto state bene insieme. E, gira che ti rigira, tocca il uichend fuori. E lì casca l’asino. Perché, al calar del buio, le chiacchiere stanno a zero. E lui sarà preso male il FV verrà fuori a bomba.

Quindi siamo a una biforcazione: nella strada diretta a Meno Peggio, lui confesserà il FV, voi sarete comprensive, vi applicherete invano per 7/10 nanosecondi di euforia e via così. Nella strada diretta a Real Drama senza Mary J Blidge, invece, lui non dirà nulla del FV, non ne vorrà parlare, voi dovete capire et risolvere et fare finta di niente et rassicurare et sorridere. Sempre invano.

Passerete ore a chiedervi come sia possibile e la risposta non la troverete mai, probabilmente risiede sempre in qualche forma patologica di timidezza.

In seguito, se vi va parecchio di culo, lui si rassicura, impara e state bene. Nella maggior parte dei casi questo non succederà e avrete una bella storia seppur sessualmente frustrante. Penserete di amarvi e durerete anche un bel pezzo.

Poi finirà e starete male in ogni caso. Piangerete tutti e due: lui non vi dimenticherà mai e voi non scorderete mai questa storia così intensa e strampalata.

Ma tutta sta manfrina a che serve, in fondo?

 

Beh, questo è un blog di informazione sociale e scientifica, pertanto serve eccome. Perché bisogna che il mondo femminile sappia (AmicaUmbra, parlo con te, sallo!): uno che ha il FV non vi sposerà. Mai. Non ci sono eccezioni. Non c’è via d’uscita.

Voi avete saputo capire e aspettare, spiegare, insegnare e non vi è manco pesato, avete giustamente pensato che non c’è niente di male nel FV e che, quando eliminato, la vostra vita di coppia sarà bella e –soprattutto – eterna. E invece mammancopegnente.

Dimenticate steccati bianchi, torte fatte in casa a colazione, bambini coi vostri occhi e la sue orecchie, dipingere la casa insieme e baciarvi sulla scala col rullo in mano. Adios sogni di gloria.

E, col tempo, capirete anche che non potrete mai fargliene una colpa.

Vi basterà pensare al vostro primo:  nonostante secoli e secoli di maschilismo ci abbiano fatto creare che “il primo è quello giusto” (e Cristo è morto de freddo e la Minetti è madrelingua inglese) non lo riscegliereste mai.

 

MA CHE DISASTRO IO MI MALEDICO [cit.]

Nel periodo in cui la mia vita sentimentale conosce, per la sua prima volta, la perfezione dei romanzi rosa, quella delle mie amiche sfiora il catastrofico.

Oddio, non del tutto.

Segue accurata disamina:

MAU E PASO ADELANTE:finalmente sono riuscita a conoscere l’ominide che ha rubato l’inaccessibile e inespugnabile cuoricino di MAU. Di Paso Adelante va detto che porta gli occhiali e che, quando non se li mette, è diversissimo.

Paso è un vecchio amico di MAU e, come ormai appare evidente, mettersi con gli amici sto periodo va un casino.

Insomma adesso sono tipo tre mesi che si sentono mezz’ora tutte le sere e si vedono il finesettimana e una sera tipo il mercoledì. Sono abitudinari e felici.

Per dare un’idea del romanticismo del fantastico Paso Adelante basta narrare di quando, a caccia della passione di MAU, ha creato un letto usando per zampe della rete l’Enciclopedia degli Animali. Tutto questo allestimento creato presso La Casa Abbandonata dove, con meno cinque gradi centrigradi, dava prova di un’incrollabile virilità.

AGB E IL CERVELLOVALE: ebbene, come tutti sanno, AGB è bella+intelligente+simpatica+elegante e non trova un uomo decente manco a pagamento paypal. Fatto sta che circa un anno fa ha deciso di buttarsi in maniera definitiva sul lavoro e quindi ha dato il via al massacro dei ratti presso il laboratorio in cui lavora. E’ una che coniuga stivali di camoscio e cervelli di sorcio come fosse normalissimo.

nsomma, siccome è bonazza ma anche molto compagnona, è andata a vivere con un suo collega che chiameremo Cervellovale in quanto fa il regbista – minuto di silenzio e adorazione – sed etiam usa microscopi, microcip e un sacco di altre cose micro per migliorare il futuro della nostra stirpe passando per la scienza.

Pe falla corta e pe falla breve una sera, causa ospitalità, hanno dormito nella stessa stanza ed è successo il fattaccio. Hanno pomiciato.

Ommioddio. Cioè…già convivono. E si baciano pure. Ci si rende conto del possibile disastro nel caso in cui la copulazzzzio fosse nefasta?

Ebbene, Cervellovale ha praticamente confessato di essere da sempre innamorato di lei. Tipo lui la amava quando lei piangeva per quello coi CapelliallaFrancescoRenga, la amava quando lei copulava e poi piangeva per Luca Siracusa e tutte queste belle cose qui. La amava in pigiama, la amava coi tubini indossati per uscire con altri, la amava sempre e comunque nella buona e nella cattiva sorte. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua calma del serfista.

Insomma, per fugare ogni ansia, lunedì mi arriva un messaggio privato su feisbuc in cui AGB dice chiaro e tondo “sabato ho fatto sesso per 12 ore. Addio”. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua resistenza da fondista. Adesso sono innamorati, felici e conviventi e pure dotati di una piantina fuzzia di cui lui l’ha omaggiata.

Cosa si deduce dalle due storie appena raccontate? Che tutte le donne tendono a sottovalutare il potenziale tanto sentimentale, quanto sessuale e per di più botanico dei loro cari amici.

Ma veniamo ai dolori.

AMICA UMBRA E ENIGMA:uggesù che tragedia. Praticamente lei lo ha sempre amato sin dal primo giorno di lavoro. Lui dapprima schivo si è poi fatto amichevole. In seguito a problemi di varia natura hanno pomiciato ma lei, in evidente stato di ebbrezza, ha rimosso. Lui si è pertanto risentito e ha continuato con un atteggiamento un po’ ambiguo ma che, strignistrigni, non portava a nessun fatto compiuto. Lei ha quindi provato ad accennare discorsi ma lui l’ha gambizzata sul nascere dicendole di non essere interessato. Salvo poi continuare a toccarle il culo, poi le tette, poi strusciarsi, poi farle battute, cantarle canzoni et similia. Tutti i loro colleghi parlano chiaramente di innamoramento cocente del povero Enigma che, causa timidezza, non si espone.

Le teorie che continuano a trascinare i nostri discorsi sono riducibili principalmente a due grandi tesi generale:

– è gay

– è vergine

Insomma due drammi esistenziali per la povera Amica Umbra. A supportare la prima teoria c’è il fatto che non è mai stato avvistato con una donna in due anni (che, a ben vedere, supporta anche la seconda) e che dai suoi amici (tutti maschi, n.d.a.) viene chiamato Er Vasella. Adesso…ha molti tatuaggi….però, comunque…

A supportare l’altra teoria c’è il fatto che rifugge contatti che vadano oltre la palpata di culo di Amica Umbra, che si sia rifiutato di andare a passeggiatrici in quel di Amsterdam e anche che non commenta mai volgarmente la banda di strappone che frequentano il suo ufficio. Ma, riflettendoci, questo potrebbe anche significare che, tipo, è un uomo educato. Ma secondo me è vergine e, forse, anche gay.

La terapia che io ho consigliato è stata: scolati un montenegro e appiccicalo al muro.

Ma le più grosse soddisfazioni in fatto di avventure infelici con l’altro sesso, ce le regala sempre la grande Sirenotta.

SIRENOTTA E IL TROPPO ALLEGRO CHIRURGO: mentre la storia tra Sirenotta e Avvocatucci non cessa e non cessa di essere problematica, Sirenotta ha conosciuto in Piazza Navona il Troppo Allegro Chirurgo. Si presenta tronfio coi suoi 34 anni, comincia a fare l’elenco delle sue specializzazioni (chirurgo plastico, n.d.a.) e delle iacuzzi installate nel suo attico di Piazza Navona. Insomma, se la tira troppo ma in previsione delle rughe, merita una scianza. E Sirenotta gli dà la scianza. Si vedono e lei sale in macchina di lui. Una Yaris. Ora, io non ho nulla contro le Yaris, anzi. Però mi aspettavo tipo uno scioffer guidante una Caien a cui era legata con una catena d’oro e diamanti una Ferrari coi sedili raffiguranti Sirenotte serigrafate in cui i due, al primo appuntamento, avrebbero chiacchierato senza doversi preoccupare della strada. No? Insomma lui guida la sua monovolume e si dirige sul GRA, direzione fratte. Lei si intimorisce e giungono nel mezzo del cammin di una boscaglia. Lei si caga sotto. Lui prende una ventiquattrore. Io già mi vedo la Sirenotta fatta a salsicce, salami e lombetti con strumenti ospedalieri. E invece no, tira fuori due bicchieri e uno sciampagnino. Dalla ventiquattrore: sparati. Ma il bello deve ancora venire. Ci tiene a dire che lo sciampagnino è gentile omaggio di un paziente. Pure pidocchio. Ma il dialogo si fa più brillante, l’atmosfera si rilassa e i due finiscono a baciarsi. Nel mezzo della pomiciata, poi, per lui arriva il momento più bello. Quel momento più bello. Lì, al calduccio delle sue mutande. Spluff. Aaaah. Senza scomodare nessuno, ha fatto tutto da solo, rapido e indolore. Allora, dico io, caro il mio Troppo (davvero Troppo) Allegro Chirurgo…te la tiri e ti do una scianza, mi porti a fratte e ti do una scianza, sei pidocchio e ti do ancora una scianza. Ma come vuoi che ti giustifichi la tua pre-venuta manifestazione di piacere?  

Quanto a me, beh, starei qui a parlare di quanto sia meraviglioso il Primate e di quanto mi renda felice come non mai e di quanto faccia apparire erroneo tutto quello che non è lui. Ma purtroppo devo andare a fare 150 uova di zabaione che venerdì sera sbarca da me e abbiamo un sacco di cose di cui parlare. Adios. 

LE 5 CANZONI “CIAO SONO GIOVANE E FACCIO DENUNCIA SOCIALE DEL PAESE REALE” EDISCION

Innanzitutto vorrei dire una cosa: quando gli uomini parlano a tutti delle proprie pippette sono divertenti almeno quanto le donne che si lamentano delle mestruazioni urbi et orbi.

Dopo questa presa di posizione forte, netta, senza se e senza ma, proseguisciamo [cit.] alla classifica delle cinque canzoni che hanno fatto delle note uno strumento di denuncia sociale.

Mi è venuta in mente dopo che, domenica scorsa, mi sono trovata in casa un ragazzetto moro e riccio di cui ho scoperto il nome solo in seguito alla sua dipartita.

Notizie raccontano che sia “amico” di una mia coinquilina, venuto dalla Sicilia con furore a manifestare con la Fiom e ad alloggiare un paio di giorni a Maison Dourange.

Insomma, domenica sera mi preparo con tutti i piumaggi e i brillantini per andare a scecherarmi al 45Giri per il compleanno della Sirenotta, tutt’uno con Amica Umbra.

Avvicinandomi all’uscio, passo davanti alla cucina e faccio “Ciao ragazze (alle coinquiline) e ciao a te, chissà se ci rivedremo comunque buon viaggio!”. Semplice, educata, veloce.

Lui risponde con “Ciao, ma si ci rivedremo sicuramente perché RRoma è RRoma, cioè è uno dei miei progetti andare via da Palemmo, e RRoma è sempre stata una delle mie mete, la mia meta preferita. Anzi no, perché anche Londra, non so, non ho ancora deciso comunque a RRoma ci torno sicuramente. Ché io mi voglio trasferire….[più altre novemila parole che non ho sentito]”.

E io “Eh, ciao”.

Insomma il tizio senza nome non solo mi ha scassato le orecchie quando io avevo il fuoco della DenzinQuin su per le gambe, no. Ma anche quando gli ho detto “Molto lieta, Frangia” ha risposto “Sono un giovane comunista”. Adesso, cioè. Caro Giovane Comunista senza nome, fai silenzio. Sei in casa mia. Datti un nome, anche fittizio, che so Moiro, Ireno, Marino.

Ma comunque, sottolineando che l'espressione "paese reale" non vuol dire una minchia, che -a meno che uno non si intrippi grandemente come di moda nel decennio scorso- nessuno vede bianconigli, che io quelli come Burtone li metterei a fare pulitura delle fogne pubbliche con il loro spazzolino da denti ascoltando minimo minimo gli inediti di Sal Da Vinci, che questo blog ritiene Fini credibile come l'asino della Brambilla, che se qualcuno se n'è accorto il Lodo Alfano vive e lotta insieme noi, che metterei Vespa a vivere in un plastico e molte altre cose di tal fattura, ecco a voi 5 singhessong a tema:

 

5 – Caparezza Dalla parte del toro

4 – Tre allegri ragazzi morti Bella Italia

3 – Elio e le Storie Tese La terra dei cachi

2 – Franco BattiatoPovera Patria

1 – Rino Gaetano – Ti ti ti ti

In realtà, come sempre, me ne sono venute in mente altre centomila ma le mie classifiche di hornbiniana ispirazione constano di cinque-elementi-cinque e non si sgarra.

Le citerò lo stesso: Mal di stomaco di Fabri Fibra Monamur, Capo Fortuna sempre di Rino Gaetano (il 9 novembre ci sono i Ciao Rino a Roma, N.B.) un po’ tutta la discografia di Caparezza, Passerà la notte e Sempre allegri della (o dei) Bandabardò, Un numero degli Après la classe.

Nella speranza che anche qui arrivi un messia, un Gandhi, un Victor Colombani o, semplicemente, mi chiamino a lavorare a Lisbona.

STO BENE SOLO CON LE MIE SCARPE NUOVE, IL RESTO NON MI MUOVE [cit.]

Mi sono abbandonata davvero troppe volte alle mie debolezze. Mi pareva dolce, mi pareva intenso, mi pareva che non avrebbe fatto poi così male. Che in fondo non era tanto grave, così fan tutte, non sono la prima e di certo manco l’ultima. Ero convinta che certe situazioni fossero irremovibili dalla mia esistenza, mi crogiolavo nella certezza con superficialità.

Invece erano solo pochi momenti e ho perso una cosa importante per me, in cambio qualche tiepida emozione, qualche fuoco di passione. Insomma, ho goduto ma ho sbagliato.

Sono una donna della perdizione, è vero. Mi sono attaccata alla pizza e ai dolci e m’è venuta la panza. E quindi adesso la pago cara, addio forma fisica, addio “ma dimostri 22 anni!” e compagnia bella. Tra i capelli che si stingono assumendo un color giallo ruggine, il culo impiattito e abbassato, la panza sblusata anche sui ginz a vita alta, ragazzi miei, è un dramma.

E allora ho trovato una simpatica soluzione che per una settantina di euri mensili mi dovrebbe aiutare: l’acquajimmy.

Insomma, conoscendo la mia mancata propensione naturale allo sforzo, ho reperito una piscina palestrata a 50 metri da casa. Sono andata, mi sono imbarazzata parlando con la resepcionist strabica del nord, ho fatto la visita col medico convenzionato, ho effettuato un esborso di denaro e ho vinto la tesserina del mio primo mese acquaginnico.

Munita di un costume intero nero coi profilini fuzzia, le ciabatte di Minni, l’accappatoio tecnico rosa sciocching niente mi può fermare: gimmerò con le vecchie trippone e tornerò ad essere la gnocca che tutti conoscono.

Arrivo in piscina e c’è una puzza di cloro che quasi svengo. I capelli mi si sfibrano da sotto la cuffia di gomma grigia che mi sta sagomando il taglio dello scalpo.

Buone notizie: gli istruttori sono tutti maschi e tutti fighi. Uno, in particolare, seduto come un bagnino ma senza i Carrera, è da sturbo: alto, moro, occhi neri, abbronzato, faccia pulita. Già lo amo e già mi vergogno come una ladra.

Mancano tre minuti all’inizio della lezione e siamo io e una sessantenne (che poi vedrò in costume adamitico nello spogliatoio). Ci buttiamo in acqua mentre dietro di noi orde di giovani in forma frangono i flutti con le loro bracciate decise.

Il nostro istruttore sta a torso nudo, ha i pantaloncini besg e i capelli arancioni, decisamente non mi piace. La musica è, quantomeno, improbabile: Baglionichecoglioni. E io che mi aspettavo una roba molto emtivipusc, un Maic Posner almeno. E invece no, daie de classici italiani. La signora vicino a me è grintosissima, io mi spiaggio a bordovasca e aspetto indicazioni. Dopo tre minuti l’istruttore mi fissa, mi vuole incoraggiare, e dai che ce la fai, e dai così, e dai rilassa le spalle (rilassa le spalle? Devo spingere gommapiuma pari al mio peso sotto un mare di acqua e cloro e mi devo pure rilassare?). Lo avviso che sono circa sei anni che non mi alzo da una seggiola. Mi dice che in un mese vedrò i frutti, io lo informo che il mio obiettivo è sopravvivere e strisciare fino a casa per vedere Izz Fattor. E lui è lì che fa la battuta “petto in fuori, ma non troppo ah-ah”. Grazie, sei molto gentile, non mi metti per niente in imbarazzo. Arriva un’altra che non saluta nemmeno, è della mia generazione, ha la cellulite e spigne un casino come se l’acquajimmy fosse una roba che le viene spontanea, maledetta.

Insomma continuiamo, io mi impegno tantissimo ma a un certo punto prendo un calcio da uno che fa dorso, una manata da uno stileliberista che ci crede tantissimo e intanto faccio i lardominali: Signore pietà, Cristo pietà.

E lui, il mio istruttore che da oggi si chiamerà Roscetto, che fa? Lui mi incoraggia, siori e siore! Si avvicina allo stereo, smanetta, mi guarda orgoglioso e fa “questa ve la dedico!!!”. Parte a palla “Non mollare mai” di Gigi d’Alessio. Lui ride, torna alla piscina e comincia a mimare la chitarrina.

Io sento che il mio giorno si avvicina e penso che avrei voluto spirare con più dignita. Di certo non in costume, in una piscina melmosa di disinfettante, con una cuffia di gomma che mi sta segando la calotta cranica con davanti un palestrato che fa microfono e chitarrina intonando dai-non-mollare-mai-finchè-vita-avrai.

Arriva la fine dei cinquanta minuti più tristi di questo mese, corro nello spogliatoio e vedo che insieme a me è uscito dall’acqua anche il sosia carino ma senza faccia da culo di Nicolas Vaporidis. Non male, direi. Mi tolgo la cuffia per scuotere le doppie punte e Roscetto mi chiede se sono rossa naturale come lui. Mi vesto velocemente senza docciarmi, mi asciugo al volo i capelli e torno a casa soddisfatta.

Insomma l’acquajimmy mi aiuterà, mi farà conoscere gente nuova, aumenterà la salubrità del mio percorso terreno, ridurrà la ritenzione idrica e tante altre belle cose che uno, per settanta euri al mese, non si aspetta. Che bello, ho scoperto questa fonte di salute e bellezza, come sono contenta!

 

Il giorno dopo avevo 38 di febbre.

UNO SU MILLE (è stronzo pure lui)

Quando ci penso, mi prende male. Agli uomini della mia vita, intendo. Ormai sono gli stessi da anni e non me ne faccio una ragione, soprattutto perchè questa turnazione è inspiegabile.
Ho qualche nuova su alcuni di loro e quindi spargo aggiornamenti urbi et orbi accompagnati da allegre musichine da ascoltare durante la lettura dei paragrafi.
 
Lui: dopo avermi chiesto di uscire, aver conseguentemente staccato il telefono, essersi beccato il mio messaggio di fanculizzo e avermi riscritto dopo un mese e mezzo, è scomparso. Il che, ora che ci penso, non è affatto una novità. Io l'ho sognato un po' di volte in Egitto e, pur temendo la famigerata minestra riscaldata, avrei voglia di vederlo. Così, per vedere l'effetto che fa. E sono ormai 8 anni dal nostro primo incontro.
Colonna sonora ideale

Lo Scrittore: ma ce lo ricordiamo l'indiscusso protagonista dell'estate scorsa? Maccerto che sì. Mi ha regalato le migliori ispirazioni per l'opera sapone, qualche sogno e parecchia fantasia. In pratica, mi giungono voci che si sia messo a scrivere un nuovo blog. Splinder, si sa, è un paesone di provincia, le comitive sono quelle e, gira che ti rigira, siamo sempre tutti lì. Poiché sono de computerizzata, ho letto al volo uno o due post iniziali. Scrive indubbiamente sempre bene ma… “gli ho rubato la melodia, gli ho lasciato le parole”. Forse, semplicemente, ho smesso di leggere con gli occhiali dell’ammore [cit.]. Fonti attente e attendibili mi dicono che parli di grosse corna inflitte alla storica Bicicletta Beige da ben prima che io mi affacciassi sulla sua esistenza. E menomale che "è la prima volta che io…sai…cioè…io non sono così". Mi ci viene da ridere, soprattutto per me. Pare, comunque, che da questo storico mezzo di locomozione, sia sceso. Non so bene come, mi immagino che si sia buttato con baldanza in sella a Bici Beige che, per l'occasione, gli aveva preparato lo scherzetto togliendosi il sellino…e zuup! In stile Orsetto Ricchione.
Profluvi di digressioni su particolari lenzuoliferi intervallano dei racconti comunque divertenti.
Ho abbastanza stima letteraria per lui da credere (sperare?) che sia tutta fictio stimolata dall’egocentrismo proprio di tutti i blogghers.
Perchè, come dice AmicaUmbra, se vuoi l'adrenalina, altro che corna, vai a Gardaland!
Colonna sonora ideale
 
BelloneMicroFallico: l'ho rivisto dopo quasi un anno. Una sera di due settimane fa, dopo un disastro tricologico che mi aveva impedito di andare a teatro col Bancario. Mi infilo un tubino e scendo sotto casa. Mi propone un giretto sulla nuova PiacioneMobile e due chiacchiere. Mi scrive "Per le undici e venti sono da te", rispondo "Io arriverò cinque minuti dopo", "Aspetterò."
Appena lo vedo penso che è bellissimo, come sempre. Ha la sua camicia bianca cifrata d'ordinanza, il pantaloncino besg abercrombi e le niubalanz blu: un luc intramontabile e sempre di grande effetto sul suo fisico. Gli chiedo se dorma in frizzer, non gli passa un minuto. Mi racconta di un viaggio nella grande mela, di quanto ci devo andare, degli anelli di cipolla fritti, dell'imminente partenza per Las Vegas. Poi mi chiede di me, di cosa combino, di dove vivo. Gli dico della nuova casa. Mi dice che ha voglia di fare un figlio ma gli manca l'utero. Noto al collo la solita collanina che gli regalano tutte le fidanzate. Non nega di averne una, a giudicare dal ciondolino è la stessa di un anno fa. Gli consiglio di fare un figlio con lei e risponde "mpffh!". Poi comincia un filippicone sul fatto che io voglio fare quella emancipata ma non devo negare il mio lato casalingo. "Sai, un uomo certe cose, anche a livello inconscio, le avverte. Ci sono certe donne che questa cosa proprio non ce l'hanno, non la possono trasmettere, tu invece, nonostante tutto, sì, e no, non devi fare la casalinga con lo scopettone, ma insomma non devi negare questo lato materno..in fondo vale molto più di una che è tanto figa. Cioè, tu mi sei sempre piaciuta per questo, perchè io a te un figlio l'affiderei. Certo, se viene femmina, ci diventa Mirandolina…" e via andare per altri dieci minuti. Al che, non ricordo con quale scusa mi fa un baciamano che diventa baciagomito. Mi metto a ridere, gli dico che è sempre il mio piacione preferito e che sulla storia dei figli ci posso pensare.
Insomma, BMF è sempre fantastico, bello col suo sorriso bello, simpatico, piacevole e piacente…non gli manca (quasi) niente. E certe volte vorrei tanto non averlo conosciuto biblicamente. Perlomeno mi resterebbe il sogno di questo inarrivabile pleiboi. E invece no, non posso scordarmi che sotto il vestito…niente.
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Quanto a Bancario Jones…beh, ultimamente va ad alti e bassi con parecchi bassi…ci si vede sempre troppo poco con le nostre supervite impegnate del menga. Sono tranquilla del fatto che per lui i sentimenti non stiano scemando, anzi, ne ho le prove. Quali? Beh, basti sapere che mi ha regalato le scarpe di fidanzamento.