L’ADDIO AL NUBILATO E’ UNO SOLO, NON SPRECATELO

Girls they just wanna have some fun 
Get fired up like smokin’ gun 
On the floor til the daylight comes 
Girls they just wanna have some fun
(Madonna – Girl gone  wild)

A distanza di tanto tempo è abbastanza complicato descrivere che megafigata sia stato il mio addio al nubilato, procederò quindi per scene (scopiazzando la tecnica e l’idea da un libro letto recentemente):

Scena di me impanicata facendo il bagaglio secondo le nebulosissime indicazioni di AmicaUmbra.
Scena di me che scendo con uno stile marinaretto e vedo la C3 turchese metallizzato di AmicaUmbra sotto casa con una scritta zebrata sulla fiancata e sul finestrino con tanto di frecce.
Scena di me a dumila.
Scena di me che penso che andremo alle terme sul lago di Garda e mi prendo male.
Scena di me esaltata per ogni cosa.
Scena di me che penso che andremo a Riccione.
Foto con la CocaCola con scritto “Vamp”.
Scena di me che capisco che non andremo sul Garda (me felice).
Scena di me all’arrivo della pensione sul mare a Cervia.
Scena di me in costume con la cellulite a vista.
Scena di me a dumila per l’arrivo di altre amiche.
Scena di me che faccio il bagno con le amiche.
Scena di noi che usciamo dal mare camminando contro i cavalloni coi capelli bagnati d’acqua salata, la pelle baciata dal sole, i costumi umidi appiccicati alle procaci forme. Nzomma, scena di noi che sembriamo le Amazzoni – Extreme Diet Edition.
Scena di Mun col suo costumino a bandiera americana e di me che continuo a toccacciare le tette di AGB perchè sono le più belle che io abbia visto dal vivo e vere.
Scena di noi impazzite che ci vestiamo e pettiniamo e ci proviamo tutto e ci trucchiamo tantissimo.
Scena di noi in pizzeria con le amiche che mi danno i regali più belli del mondo tra cui: un album con la selezione delle nostre foto più imbarazzanti e/o belle, foto delle marachelle, foto che nessuno vedrà mai; un contratto in cui si giura e si firma che quello che happens in Cervia stay in Cervia, regali da casalinga fescion.
Scene di noi che ci facciamo ciupiti di vodka alla menta e cerchiamo le 8 differenze col Listerin.
Scena di me che vado sui miei tacchi a spillo dal barista e dico “scusa mi allunghi il cocktail gentilmente…così è imbevibile” e vedo la tipa che fa al barista “senti il cocktail della signorina è imbevibile”.
Scena di donne in spiaggia che si confessano, dormono, spremono i peli incarniti, smessaggiano, spettegolano.
Scena di paura e delirio a Las Vegas (noi che scegliamo i nostri outfit).
Scena di un pulmino bianco che arriva a caricare questa macchinata di vulva allo stato puro che siamo noi dopo due ore di trucco parrucco e moooolto tacco.

tacchi

spilla Scena di tutte che tirano fuori un pacchettino: spilla fuxia  con scritto BIONDA SUPREMA (sul mio) e VORREI TANTO ESSERE BIONDA  (sulle loro).

Scena delle scene: l’arrivo del buchè. Semplicemente ineguagliabile. Merita un post apposito e molte richieste. 

Scena del pulmino di vulva che ci scarica giusto davanti davanti al Papeete Beach.
Scena dell’arrivo di Tatta che ci raggiunge al Papeete e di noi che entriamo come principesse in tubini e tacchi che Cheit Middelton in confronto è na buzzicona de TorMarancia in questo posto pieno de grezzi ma così grezzi ma così grezzi.
Scena di me che poso col mio buché in tutte le foto del mondo (sarò sicuramente nelle foto degli addii al celibato dei vostri amici, ma non lo saprete mai).

culi
Scena di diciottenni strafatte che ballano in tanga, scena di palestrati coatti, scena di addii al nubilato molto meno fighi del mio. Scena di noi che diciamo “ma te rendi conto che quella ha trovato uno che se la sposa? non ce credo”
Scena di uomini che ci adocchiano e noi facciamo le sceme e poi li cazziamo.
Scena di dialogo: “quanto sei bona!” e io: “grazie, come sei spontaneo!” e lui “te metterei a pecora!”
Scena di me senza parole (ma con molti insulti)
Scena dei suoi amici che vengono a scusarsi.
Scena di lui che torna, io che gli faccio “ma che vuoi?” e lui: “volevo dirti che sei molto bella, hai un sorriso e degli occhi stupendi, scusa per prima”
Scena di me moralizzatrice soddisfatta.
Scena di noi che andiamo a cena e di AmicaUmbra che se rimedia anche l’impossibile per strada col suo abitino verde albero con tanto di uno che prende in pieno un palo mentre cammina.
Scena di un gruppo di fighi che ci dicono “voi sì che siete forti, mica come quelle zoccole là dentro”
Scena di me che penso “La regola del più FI* non si smentisce mai”
Scena di noi che ci scofaniamo l’impossibile in un ristorante bellissimo che alla fine ci offre delle caipirosche alla fragola. Per dire quanto siamo femmine.
Scena di me che compilo un CRUCIPERLA.
Scena di noi che spacchettiamo il kit da Dive: ciocca di capelli rosa, braccialetto brandizzato con il motto “incontrarti è stato etilico”, ciondoli e collane a forma di  rossetto e trucchi, carte con uomini nudi per giochino interattivo. Noi splendidamente abbinate grazie alla maestria di AmicaUmbra che a confronto Saatchi&Saatchi è un ubriacone che mena la moglie. 
Scena di noi che prendiamo un taxi con l’autista ovviamente pippato come Fabrizio Corona e che corriamo a mille all’ora alla Villa Papeete.
Scena di uno che cerca per ore e ore e ore di pomiciarsi Marchigiana Simpatica, unica donna al mondo che va al Papeete con le calze e i decolleté perché senza “fa cafone”. Da notare che al Papeete Beach era stata assalita da un quarantenne palestrato-tatuato-con lo slip che gli aveva infilato due dita nel bicchiere e succhiato il ghiaccio con fare da Brigitta Bulgari e strizzando l’occhio. Darei un piede per avere la foto della faccia di MarchigianaSimpatica in quel momento, col suo abito blu con le farfalle.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”
Scena di numerosi e numerosi uomini che lo appizzano con un certo ardone a Tatta. Ma na cosa impressionante, come ci giravamo un attimo c’era uno che glielo appizzava con veemenza. E dire che è una gran bella ragazza, ma stava anche senza tacchi e mezza struccata… Tanto che a una certa mi giro e le faccio “Tatta tutto bene?” e mi sento rispondere: ” sì ma mi fa un po’ male il culo”.
Scena di uno sfigato mortale che passa chiedendo a tutte “ma tu sei fidanzata?” e sentendosi dire sì da chiunque. Chiunque tranne Mun che, in un accesso di sincerità coniugata al poco rimorchio serale, risponde un secco “no!” e si sente controbattere, da questo con faccia più che stupita, “allora goditi la vita!” . Io che mi cappotto con AmicaUmbra.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”
Scena di un nano sborone che tenta di rimorchiare insistendo come un dannato sia me che MAU. Probabilmente senza distinguerci. Continuando a ripete che c’ha la barca a Spezia e che ci porta in barca.
Scena di Mun che prende a gomitate una e noi terrorizzate dalla megarissa (che, diciamocelo, ce stava tutta!)
Scena di me che convinco uno a tenerci la borsa piena di scarpe di ricambio.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”

Scena di noi che balliamo, io sono una forsennata.
Le cantiamo tutte ma tutte ma tutte. Io impazzisco quando mettono a palla questa canzone coatta che amo pazzamente. Ballo ballo ballo da capogiro.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”
Scena di questo che mi si mette a parlare mentre mi siedo su un muretto con una camicia bianca oscena, tutta tipo paggetto medievale per quanto era larga e rimbolsata nei calzoni. Che si vede che vuole tentare un approccio e, quando gli spiego che sto per sposarmi, mi attacca la pippa sul fatto che ha 38 anni e vorrebbe un figlio e la sua compagna si è allontanata per un periodo ma lui vuole una stabilità e forse si prende un anno sabbatico dal lavoro per capire i valori della vita. Dentro al Papeete.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”
Scena di un altro che mi ferma tornando dal bagno e le prova tutte: vieni con me/parliamo un attimo/quanto sei carina/ noi dai non andare via/ dai almeno un bacio/ proprio perché ti sposi che ti frega… per finire con “mi sono lasciato da una storia importante, per me lei era quella giusta ma ora è così e io ci soffro, non me la sento di avere una storia nuova, la amo ancora ma non so se credo nell’amore”.  Dentro al Papeete.
Scena di noi che balliamo, io sono una forsennata.
Scena di me che grido con tutti questi sciamannati “SO-LO PAPE-TE! SO-LO PAPE-TE!”
Scena di noi che facciamo chiusura. I baristi se ne vanno, il sole sorge sulla Villa Papeete, le cubiste scendono dalle impalcature su cui erano appese a cavalcioni di palle da discoteca (“stasera Maruska e Priscilla ci stanno sulle palle!” cit.), la musica si spegne, i buttafuori raccattano i cadaveri. Rimaniamo giusto noi e le baldracche (cit.)
Scena di noi in albergo, saluti, abbracci, gioia e poi noi alle terme.

Glisso sui disastri del viaggio di rientro giusto per dire che erano anni che non sorridevo così tanto. E che non rimorchiavo così tanto.
Ho le migliori amiche di sempre, fossi in voi mi invidierei un bel po’ parecchio.
E’ stato un fine settimana perfetto, perfetto, perfettissimo. Non ridevo e non ballavo così tanto da tempo. Per dire, ho anche fatto la cacca.

* Regola del più FI: se non puoi essere più FIga, sii più FIne

WEDDING FOR BLONDIES – i 15 punti fondamentali per l’organizzazione di un matrimonio dì-vì-nò!

Oggi mancano esattamente quattro mesi al giorno delle nozze. Non me ne capacito molto, anzi, diciamo che nonostante sia quasi tutto organizzato, io ancora non realizzo.
Ho organizzato eventi per lungo tempo quindi non mi spaventa fare una lista di problemi pratici da risolvere in maniera geniale, economica ed elegante, anzi, mi sento motivatissima. Non mi viene l’ansia e trovo sempre un fornitore più economico della media, la sto prendendo bella sportiva e sciallata, tranzolli bellazio maranza.
Però questo è un blog di informazione scientifica per cui c’è un bisogno assoluto di un vademecum per sposine impreparate e spaventante che vogliono essere pheeghe pheeghe pheeghe in modo assurdo, al grido di “Cheit Middelton, se c’avevo i sordi tua facevo sonà David Guetta”.
Innanzitutto: avete già il diamante al dito? Questo è fondamentale, perché senza diamante non c’è matrimonio, è un diktat, non si discute. Se lui continua a blandirvi con frasi su quanto sia una roba superata, all’antica, non si usa più, piuttosto ti porto in vacanza, ti pare di spendere soldi per un gioiello, ma non mi hai detto che ti piacciono le robe di Accessoraiz, c’è solo una cosa da fare: ignoratelo. Il vostro mantra è “no anello, no party”. E badate bene che se accettate il matrimonio senza il brillocco, prima o poi sarete disposte ad accettare di tutto. Quindi no.
Se invece siete nella fase successiva, quella della progettazione dell’evento del secolo, tranquillizzatevi: la parte più difficile è fatta, avete trovato uno che vi piace e che vi sposa. Se ve pare poco, ammazzateve.

 Se sul vostro anulare campeggia ora un bel solitariello, ecco, continuate pure a leggere i dettami per l’organizzazione di un matrimonio bellissimo: il vostro!

1) Partiamo da principio: fate una lista delle cose che non vi vegono in mente.
E una dice: se non mi vengono in mente come faccio? Te lo dico io, copia qui: budget massimo NON sforabile, lista invitati,  partecipazioni, lista nozze, bomboniere, misanplàs e tablòmariage,  ristorante, luogo cerimonia, addobbi, automobile, testimoni e loro regali, hotel per invitati forestieri, musica musica musica, fedi. Il primo che mi dice che non ho scritto vestito/scarpe/trucco/parrucco è un povero scemotto del paese, perché noi a quello pensiamo costantemente, sempre, da sempre, per sempre.
Da questa prima lista sommaria si dipaneranno le più e più svariate trame complicate. Quindi farete, a parte, dei sottoschemi del tipo: bomboniere, con o senza confetti? confettata? sacchettino? biowashball?

2) Leggete e leggete e leggete letteratura e informazione di genere: blog, manuali, gogòl imeig, riviste, tutto. Non imparerete molto, il sapere è tutto qui, ma vi verranno un sacco di idee, vi sentirete confuse e frustrate dal costo allucinante di molte cose carine come i cuoricini segnaposto di lavagna. Ma non dimenticate mai due cose: a) essere imbronciate fa venire le rughe, b) non avete abbastanza soldi, quindi solo le idee geniali vi salveranno.
3) Liberatevi dalla convinzione di poter fare le cose fatte in casa, non è sempre così risparmioso ed efficace. Alcune cose sì, sicuramente possono venire bene. Molte altre vi faranno solo perdere del gran tempo con risultati deplorevoli e poi se volevate risparmià ve ordinavate na pizza a domicilio. Piuttosto dedicatevi alla ricerca strenua di fornitori online, chiedete preventivi e, se necessario (ma anche solo per puro piacere), flirtate con gli uffici commerciali come se quelle che state ordinando in sconto non fossero veramente bomboniere da matrimonio.
4) Andate almeno a una fiera degli sposi, non ci troverete niente e vedrete quanto fa schifo MA vi abbufferete di confetti aggratis, capirete quanti pochi soldi avete e vedrete cose che un astemio non può neanche immaginare [cit.] Tipo, potrete incontrare un signore dal chiaro accento calabrese che vi prende per un braccio e vi fa “ho una cosa che le piacerà sicuramente tantissimo”, vi avvicinerete col vostro tailleur nero con ballerine besg e vi ritroverete in mano un album in pelo di cavallino blu elettrico con dentro foto a forma di cuore. Ve lo giuro, diventassi mora se mento. Queste sono cose che solo a FieraMilano possono succedere, e sono cose belle.
5) Non pensate mai “sì vabbè ma chemmefrega” perché, se tutto va secondo i piani, questa è l’unica volta che vi sposate e non ci sarà un altro momento buono per rifare qualcosa.
6)Una volta fatto tutto questo o mentre lo fate, andate a cercare il vostro vestito. Delegate alla suocera la scelta del vestito di lui, tanto è la solita roba grigia o nera.
Ora, avete presente quel vestito che avete sempre sognato sin da bambine? Dimenticatelo. O mettetelo da parte. Perché, a parte che non esiste, da quando avete cominciato a sognarlo il vostro culo è cresciuto esponenzialmente. Fatevi un regalo: provate anche l’impossibile! Provate tutti i modelli,  tutte le stoffe, fate gira-la-moda e così capirete che solo spendendo più del previsto potrete avere un abito bianco che vi smagrisce.
7) Trucco e parrucco fatto in casa sono sempre una cattiva idea, escluso il caso in cui vostro papà sia un londinese di nome Aldo Coppola (e quindi avete il papà ricchione)
8) La musica è importante se siete delle vere partygirl, anche l’alcool lo è. Che non manchino.
9) I parenti di merda sono equamente distribuiti nel mondo e no, non potrete fare a meno di invitarli e no, non si comporteranno meglio del previsto. Il tablòmariasg sarà un dramma ma ricordate che la perfezione non è di questo mondo. E che voi siete al tavolo solo col vostro bello, quindi anche sticazzi.
10) La lista nozze è sempre una bella idea, sia essa lista viaggio, lista casalinghi, listasssordi, lista beneficenza. Toglie delle rotture di balle agli invitati e la gente che la prende come una cafonata ormai non esiste più (e se esiste si adegua).
11) Non abbiate paura di chiedere alle vostre testimoni/invitate di rispettare alcuni codici di abbigliamento. Senza rompere troppo l’anima, ovvio, però tipo “no bianco, no nero, no viola, no rosso” è accettabile e vi evita molte madonne dell’ultimo momento. Non confidate mai nel buongusto delle persone, sapranno stupirvi sempre.
12) Il miglior modo per avere una bella festa e stare bene è fare in modo che gli invitati si divertano e non abbiano preoccupazioni, stressatevi a morte ma aiutateli in tutto quello che serve: alloggi, parcheggi, numeri di emergenza. Pensate a tutte le informazioni in anticipo e vi sentirete rasserenate quel giorno. Mettete quindi in conto di triturarvi la minchia fino a ridurla in purea nei mesi precedenti, rassegnatevi e siate felici.
13) Durante tutto il periodo organizzativo non dimenticate mai mai mai di tenere in fresco una bottiglia di buon prosecco. Ogni occasione è buona per prendersi un bicchierino di coraggio liquido o fare un brindisi.
14) Ovviamente tentate di stare a dieta, un chilo in meno non fa mai male, ma non snaturatevi che poi vi esaurite e vi vengono le rughe. Ovvero: se siete delle rubizze contadinelle nulla vi renderà Guinet Paltrov, se siete delle scope secche nulla mai vi farà somigliare a Cristin Devis, fatevene semplicemente una ragione. Se i vostri parenti di primo grado amano gli ovini e la festa della birra, non pretendete di costringere tutti a una soirée in stile Ballo delle Debuttanti perché vi verrà fuori una sagra della porchetta vestita a festa e ci resterete solo tanto male. Non fingetevi una che non siete, probabilmente voi siete già meglio. Senza rinunciare a fotoscioppare un po’ la realtà, chemmazzo.
15) Tutti quel giorno vi diranno “tranquilla, e che sarà mai, non è successo niente, chi vuoi che se ne accorga?” e un sacco di altre panzane. Non ascoltateli, è normale che qualunque piccolo dettaglio vi metta l’ansia. Voi però dovete restare concentrate, attente, orientate al target, col cuore oltre l’ostacolo, con la mission tatuata nella mente, focalizzate sull’obiettivo: ESSERE LA Più FIGA.

PARLARE ADESSO NON HA PIU’ SENSO O FORSE Sì? [cit.]

Una serie di notizie altalenanti si sta riflettendo sul quadro impressionista e impressionante della mia vita: le ovaie ballano la socadance e poi vanno in letargo, regalandomi dei capelli oleosi come non mai, il Primate che attraversa un periodo di ansia da mutuo e simili che dura da circa 3 mesi e pare che altri 3 mesi durerà, il lavoro che comincia a stancarmi (leggi anche: non me paghi, famme bestemmià [cit.], le spese dello sponsale che hanno deciso di autogestirsi e sono prese da un attacco di gigantismo, la fattoria degli animali dei miei parenti che viaggia sull’imbizzarrito andante. Insomma, è un po’ un casino.
Nonostante ciò ho di che allietarmi: ho scoperto che mi piacciono le scarpe col tacco grosso e ne ho prese due paia di cui una color tangerin (alla faccia dell’arancione). Credo mi piaceranno ancora un mese per poi passare a farmi schifo.
Poi ho scoperto anche che mi piacciono le pubblicità a scelta su google, tipo quella del prodotto per stirare i capelli delle donne di colore, rimango imbambolata come un treenne davanti ai teletabbis.
Inoltre accadono cose interessantissime, tipo ieri mi squilla l’interno in ufficio, leggo lo schermino “The President”, metto il tono da centralinista del genere che scappa con Gerri Megguaier e faccio “Sììì?”,  “Frangia, può venire un attimo?” – tono serissimo- quindi mi alzo e vado a passo svelto alla porta del superboss.
Toc-toc, prego, apro, mi dica, e mi appare la seguente immagine: un sessantenne molto prestante fisicamente, dell’altezza di circa centonovanta centimetri e di almeno un centinaio di chili con una matita nella mano destra e un temperino nella sinistra. Sul volto la maschera della sconfitta mista alla maschera dell’incomprensione. Da circa dieci minuti non riusciva a temperare una matita, “menomale che c’è lei, Frangia”.
Io seriamente mi chiedo a cosa sia valso fare un master, ma ancor più mi chiedo a cosa mi servirà mai sapere le regole del congiuntivo futuro in portoghese quando per portare a casa la pagnotta devo temperare matite per sessantenni miliardari.
Poi oggi, mentre la figlia del di cui sopra mi raccontava di come se la sia depilata col laser tanti anni fa e che questa è una storia che vale [cit.], entra The President e mi fa:
“Frangia ma lei ha qualcosa di diverso…”

e io mi giustifico prontamente “eh, sa, dottore, da me c’è mezzo metro di neve, allora sono un po’ in tenuta boscaiola” (c’ho le Timberlademmerda, n.d.a.)
” ma dice? so tanto carucce, c’ha sti piedini in miniatura”
“eh, ho il trentasei…” [cosa mazzo vuoi che ti dica?]
“senta, se le mangia du’ frappe?” [ecco, uno che dice “frappe” a Milano, io lo posso amare]
“eh, dottore, ultimamente sto un po’ attenta alla linea” [mento, perché tanto lui a cena non me vede]
“aaaah, ecco che è! s’è dimagrita!”
“mah, giusto un pochino, sempre cinquanta peso…”
“no, no! è meno PALLOCCHETTA!”
Quindi ero pallocchetta, non so se  you reand count.
Cosa volete che dica una “pallocchetta” delle dimissioni di BennySixtin? Si sarà innamorato, capita.
O del mezzo metro di neve a Milano?
O dell’arresto del capo dei Signori della Guerra? (pezzo dimmerda, la prossima volta che ti stampo un begg ringrazia…opps, mi sa che il begg ar gabbio nun te serve!)
Stasera inizia Sanremo quindi non ce n’è per nessuno, ci sono pochi avventi epocali che attirano la mia attenzione: le prove del mio abito da sposa e Sanremo, tutta roba che s’abbina ai fiori quindi.
MARIA NAZIONALE IO TI STIMO E TI SOSTENGO.

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L’ISOLA DEL TESORO

Ormai internet è un po’ troppo alla portata di tutti. Daje de Grillo con la banda larga e la copertura totale del territorio…ma Grillo lo sa quanti pazzi ci sono in giro che non aspettano altro che fare una ricerca su Gògòl e arrivare sul moi blog ?
Ecco, io il post sulle chiavi di ricerca non l’avevo mai fatto, mi è sempre parso divertente ma facile, banale.
Poi l’altro giorno per curiosità mi sono messa a leggere le statistiche dell’ultimo mese del presente blogghe e ho capito che coloro i quali hanno tempo libero da passare ollain si possono suddividere in varie categorie :
(mi premurerò di dare loro la risposta o il consiglio della guru che più meritano)

DONNE ALLA RICERCA DELLO STILE PERDUTO:

sciatusc andrebbe punito con la reclusione da Jean Louis David
borse orribili colore dentifricio-evidenziatore guarda, un dramma.
moda mare 2012 capelli guardati intorno, santiddior
frangia guendalina devo forse offendermi?
estate 2012 moda mare se hai il culo grosso non mettere la brasiliana
ricostruzione unghie le tendenze dell’estate le burine non andranno mai di moda, rassegnati
tinta todis offerta perché lo fai, disperata ragazza mia?
cose la frangia ordinata cose cosa?
tendenze dell’estate bere tanta acqua e non uscire nelle ore calde
foto tendenza ombretto a a col color oro non si sbaglia mai
a luglio 2012 meglio la cheratina o la stiratura? ormai è agosto, non ti crucciare
fluorescente modas estate ma sembrano quelli dell’anas c’hai veramente ragionas
pellicciona volpe ciccia, abbassa il condizionatore che è agosto.

I RICERCATORI PASSEGGERI, ARRIVANO QUI SEGUENDO LA SCIA DELL’ULTIMO POST

dildo testimoni di geova e questa l’ha cercata Professò
professò credente testimoni e pure questa l’ha cercata Professò
laura pausini era una testimone di geova ma quando mai?
dildo forbice!
ma i testimoni di geova ti trovano il lavoro? amico che fai questa ricerca, tu sei l’emblema della disperazione dei giovani italiani. Comunque sia, aiutati che dio t’aiuta.

 

QUELLI A CUI è MORTA LA MAESTRA DA PICCOLI:

macsmara volevi forse dire mascara? O forse intendevi “basso livello di scolarizzazione unito a  poca attenzione alle vetrine?”
giastis tu seriamente lo scrivi così? O mi sfotti e basta?
leggi il petalo cremisi e il bianco stralcio ti vedo, tu sei uno di quelli che parla a citazioni provenienti soprattutto da libri che non ha letto, ma non te vergogni regazzì?
cosa e’ la scimmerica è una sparanata di gironfinzio
come ci si sente dopo aver assunto pulsatilla annoiati (cattiveria)
giochi uinnidepù torna quando saprai come si scrive
immagine di un buffè per matrimonio è un tavolo lungo  con sopra dei vassoi pieni di cibo
appromare are you Umbro my dear?
fetisc ti cercavi le zozzonate e le avresti anche trovate, se a lezione d’inglese fossi stato attento
stain elaiv riprova con le zeppe, sarai più fortunato

QUELLI CHE NON HANNO UNA RISPOSTA IN Sé:

canalis come fa a essere magra segue la grande e unica regola: se vuoi dimagrire non devi mangiare. Tutto il resto è adipe.
guarire con i carboidrati sei una povera illusa
forte dei marmi che gente ci va? Briatore e quelli che mangiano pane e cipolla da giugno a dicembre
mutanda gialla reggiseno ? mutanda gialla è davvero ora di cambiarla
magrezza e ricchezza non ce n’è mai abbastanza il concetto c’è ma la citazione è sbagliata, cara la mia Cocò da tressordi.
frasi ottimistiche: quello giusto arriverà sì cara, e poi lo sai anche tu che Gesù è morto di freddo
ci ripensano i cornuti sempre, sempre, sempre. Senza eccezioni.
cantanti da taglio delle vene uno su tutti: Massimo di Cataldo!

GLI IMMANCABILI ZOZZONI:

casalinga grassa in mutande sex se ti piace veramente il genere, ragazzo mio, ho 46237846329569 persone da presentarti
trama di un film dove una ragazza viene portata in un capannone e li si prostituisce con tutti gli operai Gògòl, ma perché li mandi da me ?
belle bionde fanno vedere il culo a panaro who’s panaro?
annunci di donne brutte che cercano a roma ragazzo La bruttezza sta negli occhi di chi guarda, l’infermità mentale in quelli di chi digita
microfallismo uuuuhhh, ragazzo mio, è un dramma
fotto con gli sposi gli fai la festa di matrimonio!
donne testimone di geova voglia di cazzi questa effettivamente poteva andare anche nell’altra categoria, ma il triviale l’ho “ammucchiato” qui
foto di uomini fetisc uomini vestiti in gommina? Sai che odore di ascella mannara?
lasciato dopo due anni e rifamo sesso quand’è così è sempre un casino
donne in carriera eleganti porno portogallo spagna no?
l’operaio in casa fa i lavori e si fotte la signora video porno dai questa è più banale di “sono Sara Tommasi e mi piace succhiare i vasi”
yuporno cacate di nascoste amico, IMODIUM è la soluzione
porno mamma mette un vibatore nella fighetta alla figlia tu sei un malato di mente e non c’è battuta divertente che io possa fare. Ma posso sempre consigliarti di guardare Nip&Tuck.

DULCIS IN FUNDO, I MIEI PREFERITI: GLI INCOMPRENSIBILI:

edit piaf porta sfiga ma perché poraccia?
che bello far ginnastica a tempo di musica c’è a chi piace farsi pestare le balle, quindi per carità.
follando con la resepcionist sbirifando con il facchino

E poi vorrei dire a quella ragazza che ha cercato “lui mi chiama sirenotta” che probabilmente il tuo tipo legge il mio blog. Si direbbe “ah, un figo”, eh no! E’ uno che si rivende le battute. E uno che si rivede le battute oggi, non sai mai cosa ti rifila domani. Mollalo e mettiti con un bloggher.

E’ PIU’ VOGLIA DI QUALCOSA DI BUONO

La premessa è che ho nuovamente e radicalmente cambiato di capelli.

Ci sono degli avvenimenti che non si possono bene spiegare, sono delle epifanie. Vanno presi tipo dogma, senza discutere.

A tale proposito sono stata avvertita che una di queste manifestazioni avverrà martedì prossimo verso le ventiettrenta in zona casa mia. Giuro che presto smetterò di elencare, promessissimo. Forse.

Lafrangia scrive l’angoscioso elenco di cose da fare da qui a Sant’Ambrogio.

  • prenotare la ceretta
  • scoprire di cosa si nutrono le epifanie a colazione
  • acquistare vettovaglie gradite alle epifanie a colazione
  • prenotare una cena
  • richiamare per sentire se hanno davvero segnato l’appuntamento per la ceretta
  • assillare AmicaUmbra in casa
  • assillare LaSirenotta al telefono
  • assillare MAU e AGB tramite feisbuc
  • passare davanti all’estetista e chiedere casualmente notizie relative alla ceretta
  • decidere cosa indossare almeno per 3 giorni su 5
  • assillare AmicaUmbra in casa su cosa indossare e sentirsi dire “na cosa semplice”
  • assillare LaSirenotta al telefono su cosa indossare e sentirsi dire “na cosa strappona”
  • assillare MAU e AGB tramite feisbuc su cosa indossare e sentirsi rispondere “due gocce di scianel”
  • mangiare dolci e sentirsi in colpissima, poi grasse e infine pinap
  • specchiarsi milioni di volte
  • controllare quanti quintali di ceretta serviranno per distinguervi da un primate
  • dare fuoco alla camera e ricostruirla perché  ci si mette meno che a metterla in ordine
  • trovare delle lenzuola appaiate, lavarle e metterle su
  • pensare “oddio e se me annullano la ceretta che faccio?”
  • andare a ricomprare le vettovaglie della colazione appena divorate per i nervi
  • dare aria alle stanze
  • rifare un giro di chiamate di assillo vario alle amiche
  • ridere felicemente e/o istericamente
  • prendersi male ogni tre per due e, comunque, pensare alla ceretta
  • stabilire se è meglio: calzino o niente, pigiama o niente, pigiama o camicia da notte, quale pigiama o quale camicia da notte
  • chiedere a AmicaUmbra se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi dire “metti una tuta”
  • chiedere a LaSirenotta se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi dire “una ghepier”
  • chiedere a MAU e AGB se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi prendere per culo
  • rendersi conto che tutto questo è quantomeno ridicolo e quindi ricominciare da capo. 

STO BENE SOLO CON LE MIE SCARPE NUOVE, IL RESTO NON MI MUOVE [cit.]

Mi sono abbandonata davvero troppe volte alle mie debolezze. Mi pareva dolce, mi pareva intenso, mi pareva che non avrebbe fatto poi così male. Che in fondo non era tanto grave, così fan tutte, non sono la prima e di certo manco l’ultima. Ero convinta che certe situazioni fossero irremovibili dalla mia esistenza, mi crogiolavo nella certezza con superficialità.

Invece erano solo pochi momenti e ho perso una cosa importante per me, in cambio qualche tiepida emozione, qualche fuoco di passione. Insomma, ho goduto ma ho sbagliato.

Sono una donna della perdizione, è vero. Mi sono attaccata alla pizza e ai dolci e m’è venuta la panza. E quindi adesso la pago cara, addio forma fisica, addio “ma dimostri 22 anni!” e compagnia bella. Tra i capelli che si stingono assumendo un color giallo ruggine, il culo impiattito e abbassato, la panza sblusata anche sui ginz a vita alta, ragazzi miei, è un dramma.

E allora ho trovato una simpatica soluzione che per una settantina di euri mensili mi dovrebbe aiutare: l’acquajimmy.

Insomma, conoscendo la mia mancata propensione naturale allo sforzo, ho reperito una piscina palestrata a 50 metri da casa. Sono andata, mi sono imbarazzata parlando con la resepcionist strabica del nord, ho fatto la visita col medico convenzionato, ho effettuato un esborso di denaro e ho vinto la tesserina del mio primo mese acquaginnico.

Munita di un costume intero nero coi profilini fuzzia, le ciabatte di Minni, l’accappatoio tecnico rosa sciocching niente mi può fermare: gimmerò con le vecchie trippone e tornerò ad essere la gnocca che tutti conoscono.

Arrivo in piscina e c’è una puzza di cloro che quasi svengo. I capelli mi si sfibrano da sotto la cuffia di gomma grigia che mi sta sagomando il taglio dello scalpo.

Buone notizie: gli istruttori sono tutti maschi e tutti fighi. Uno, in particolare, seduto come un bagnino ma senza i Carrera, è da sturbo: alto, moro, occhi neri, abbronzato, faccia pulita. Già lo amo e già mi vergogno come una ladra.

Mancano tre minuti all’inizio della lezione e siamo io e una sessantenne (che poi vedrò in costume adamitico nello spogliatoio). Ci buttiamo in acqua mentre dietro di noi orde di giovani in forma frangono i flutti con le loro bracciate decise.

Il nostro istruttore sta a torso nudo, ha i pantaloncini besg e i capelli arancioni, decisamente non mi piace. La musica è, quantomeno, improbabile: Baglionichecoglioni. E io che mi aspettavo una roba molto emtivipusc, un Maic Posner almeno. E invece no, daie de classici italiani. La signora vicino a me è grintosissima, io mi spiaggio a bordovasca e aspetto indicazioni. Dopo tre minuti l’istruttore mi fissa, mi vuole incoraggiare, e dai che ce la fai, e dai così, e dai rilassa le spalle (rilassa le spalle? Devo spingere gommapiuma pari al mio peso sotto un mare di acqua e cloro e mi devo pure rilassare?). Lo avviso che sono circa sei anni che non mi alzo da una seggiola. Mi dice che in un mese vedrò i frutti, io lo informo che il mio obiettivo è sopravvivere e strisciare fino a casa per vedere Izz Fattor. E lui è lì che fa la battuta “petto in fuori, ma non troppo ah-ah”. Grazie, sei molto gentile, non mi metti per niente in imbarazzo. Arriva un’altra che non saluta nemmeno, è della mia generazione, ha la cellulite e spigne un casino come se l’acquajimmy fosse una roba che le viene spontanea, maledetta.

Insomma continuiamo, io mi impegno tantissimo ma a un certo punto prendo un calcio da uno che fa dorso, una manata da uno stileliberista che ci crede tantissimo e intanto faccio i lardominali: Signore pietà, Cristo pietà.

E lui, il mio istruttore che da oggi si chiamerà Roscetto, che fa? Lui mi incoraggia, siori e siore! Si avvicina allo stereo, smanetta, mi guarda orgoglioso e fa “questa ve la dedico!!!”. Parte a palla “Non mollare mai” di Gigi d’Alessio. Lui ride, torna alla piscina e comincia a mimare la chitarrina.

Io sento che il mio giorno si avvicina e penso che avrei voluto spirare con più dignita. Di certo non in costume, in una piscina melmosa di disinfettante, con una cuffia di gomma che mi sta segando la calotta cranica con davanti un palestrato che fa microfono e chitarrina intonando dai-non-mollare-mai-finchè-vita-avrai.

Arriva la fine dei cinquanta minuti più tristi di questo mese, corro nello spogliatoio e vedo che insieme a me è uscito dall’acqua anche il sosia carino ma senza faccia da culo di Nicolas Vaporidis. Non male, direi. Mi tolgo la cuffia per scuotere le doppie punte e Roscetto mi chiede se sono rossa naturale come lui. Mi vesto velocemente senza docciarmi, mi asciugo al volo i capelli e torno a casa soddisfatta.

Insomma l’acquajimmy mi aiuterà, mi farà conoscere gente nuova, aumenterà la salubrità del mio percorso terreno, ridurrà la ritenzione idrica e tante altre belle cose che uno, per settanta euri al mese, non si aspetta. Che bello, ho scoperto questa fonte di salute e bellezza, come sono contenta!

 

Il giorno dopo avevo 38 di febbre.

NOI CHE SIAMO SCICC SCICC SCICC IN MODO ASSURDO

Prendo appuntamento dal parrucchiere per le 13.00. Prendo un autobus e arrivo in questo nuovo salone. Mi fanno un massaggio alla cute, una piega un po’ di merda e il parrucchiere ci prova. L’unico parrucchiere etero del mondo l’ho conosciuto io, ovviamente. Ha tatuaggi in ogni dove e le sopracciglia metà delle mie, quando chiedo – ironicamente – dove abita, ci tiene a rispondere “romano, romanista, romano dentro  e fori, romano de Garbatella”.
 Torno al lavoro con un quarticello di ritardo ed esco cinque minuti prima. Corro al treno, corro al bus, corro a casa.
Chiamo AGB che continua a non rispondere. Mi trucco gli occhi cimurrosi. Mi gonfio i capelli ormai mosci come non mai, fard fucsia, pelle diafana. Entro in quel tubino drappeggiato con pizzo sopra e sotto, salgo sui sandali di ex-fidanzamento e decido che – sì- morirò di freddo, tanti mazzi.
Quindi sayonara fantastico trenc col quadretto viscì, benvenuta stola! [cit.]
Splendida splendente, coi diciotto gradi dell’autunno romano, mi avvio al tacsi. Scopro che il tassista ha vinto un concorso all’Istat, che non ha fatto la specialistica di scienze politiche e altre cose così interessanti che quasi vomito [cit. davvero per intenditori].
Giungo a casa di Elettrica, l’amica romana in carrierissima di AGB, attraverso il patio (un patio! Ho sempre sognato di attraversarne uno!) e giungo all’appartamento pariolino.
Di lì, nuovo tacsi e tutti in un cortiletto nei pressi di Palazzo Madama. Diamo i nostri nomi, le ostes con le unghie di plastica brillantinate ci fanno passare. Saliamo al buffè e scopriamo una manica di vecchi magnoni. Ci mettiamo in fila e, tadà, arriva il solito burino che passa avanti “no, ma la fila non c’è…si fa così..” borbotta il panzone. E chi ti era? Quel simpaticazzo di Giovanardi.
giovanardi
Assaggiamo tutto, piadina, ricotta, stracchino e zuppa inglese compresi. Onestamente, tutta sta ricercatezza e un cibo da appena sufficienza, burini atteggioni. In fondo si scorge il banco dei sommelié. Lì, metto in pratica una delle grandi regole della vita: agli eventi bisogna farsi amici ben 2 categorie di persone, nello specifico i buttafuori e la flotta del catering.
Cominciamo a bere e poi ci dedichiamo ai discorsi dei rampantissimi amici di Elettrica, esilaranti come una sparapunti.
Continuiamo a bere e emerge con evidenza che l’unico simpatico davvero è anche l’unico che non parla di quanto è figo il suo lavoro, l’Espagnolone.
Lì metto in pratica la seconda grande regola della socialità: capita alle volte di stare in mezzo a gente fa finta di divertirsi ridendo immotivatamente a battute noiose e banali. E già è un dramma. Ma il peggio è quando succede che queste genti si divertano veramente ridendo a battute noiose e banali. Ecco, lì entra in atto la Seconda Grande Regola: bere. Senza esagerare ma abbastanza da sembrare svagate e ridanciane. Io e AGB applichiamo questo diktat con stile e noscialanza.
Scendiamo nel cortile dov’era allestito lo spettacolo con tanto di archi, tenore, attore  e raccomandata.
Scorgiamo Gaia De Laurentis che magna e se ne va, senza colpo ferire. Poco più avanti la rossissima Marina Ripa di Meana con dei legghinz. Adesso, a 70 anni i legghinz. Io la amo.
Ormai c’è salita la sbornia quindi ci accomodiamo e non facciamo altro che ridacchiare, sedute appena dietro al simpaticazzo Giovanardi (che sbadiglia). Espagnolone ridendo mi dice che sono troppo cattiva (aehm, Espagnolone, si chiama “ironia”, hai presente quella che tutti qui non hanno?).
Finisce l’esibizione con sommo gaudio di tutta la platea, esclusa la Ripa che ha smammato da un pezzo. Andiamo tutti in centro a piedi a bere al Bar del Fico. E che fai, una bella caipiroska a stomaco praticamente vuoto non la bevi? Essì che la bevi.
Dunque AGB racconta della volta che, a diciannove anni, chiamando disperata un consultorio le rispose la Segheria Consulto.
Torno a casa, il tempo di struccarmi e tonfo a letto. Un po’ di mal di piedi, un po’ di mal di testa, un po’ di nostalgia per AGB che riparte domani e rivedrò chissà quando.