NESSUNO SI SALVA DA SOLO

Ho già detto che il Pd non mi piace?
Ho già detto che quelli lì non li voto?
Ho già detto che è un partito che ha più contraddizioni che princìpi?
Ecco, quasi tutti i miei amici e molte delle persone che stimo hanno votato Pd. Spinti da motivazioni che, a chiacchiere, sono pure molto valide. E io li capisco benissimo, ché la situazione è vera-veramente tragica e uno a qualche certezza, anche di merda, si deve attaccare.
I temi di queste elezioni sono stati principalmente due: onestà e svecchiamento. Il Pd ce prova e non ce prova, ce riesce e non ce riesce. Una botta al cerchio con Penati e una alla botte con Vendola, una botta al cerchio con D’Alema e la Bindi e una alla botte con Puppato e Renzi. E poi le primarie, che “è na cosa bbella” [cit.] , da cui se ne esce con un nulla di fatto: Bersani c’era e Bersani c’è. E poi tutti quelli che “…e ma se c’era Renzi” a cui mi viene da rispondere “se c’era Renzi non c’eravate voi, perché avete votato Bersani e mo ve tocca, statece”. Comunque ci provano e sono sempre meno peggio del Pdl, perdono e manco s’arrabbiano, comme d’habitude. E poi lo svecchiamento, in un’Italia vecchia e marcia, può passare per tanti canali, primo fra tutti il ringiovanimento.
In finale, per dirla alla romana, le chiacchiere stanno a zero, quello che conta sono i fatti. Poi certo, ci sono contenuti di comunicazione in appositi spazi di relazione [cit. GRGA] e io ci godo a vedere che cavolo si inventa la gente incompetente. Avendo lavorato per qualche tempo in comunicazione ed eventi penso a quanto lavoro ci sia dietro alle campagne di marchétting, quante proposte, quante idee, quanti tentativi e quante previsioni! Ma nella politica italiana i risultati sono, in ordine casuale: Berlusca e la finta lettera per la restituzione dell’Imu,  “Sconfiggeremo il cancro in tre anni” a cui si poteva rispondere solo con “se mi nonno c’ea tre rote era n carretto”, “si può fare”, “adesso!” e altri scopiazzamenti più o meno ridicoli di campagne meglio riuscite e meglio studiate negli Steitz.
Poi mi è venuto in mente che ogni volta che  vedo in giro una roba assurda con un prezzo più assurdo (tipo aifon5) e dico qualcosa, il Primate mi risponde saggio “questo è un  bene, perché bisogna separare i soldi dai cretini”.
E quindi io vi faccio vedere come si separano i due euro dai Piddini:

Guarda un po’ chi si rivede…quanto tempo!

Insomma mentre tutti erano lì a dire che Grillo è cattivo, Grillo ruba i voti alla sinistra (che però non fa nulla per cercare di meritarseli), mentre Giannino ripassava Il valzer del moscerino, mentre Vendola andava dal logopedista senza risultati, mentre Di Pietro seguiva le orme di Ingroia che però in quel momento stava andando a una fungata organizzata da Fini, mentre io riflettevo sull’effettiva efficacia dello sciampo a secco…Berlusconi rimontava alla grandissima.
Parafrasando Er Costa “Berlusconi non è invincibile, è solo che non perde”. Quindi, a mio modestissimo parere, tre sono le grandi verità di questa elezione: Grillo ormai non lo schioda nessuno (e, preghiamiddio, non diventi partito di maggioranza sennò veramente veramente…), Berlu c’ha sempre una mazzetta nella manica e Bersani riuscirebbe a perdere anche al posto di Putin.
In questo clima da disastro imminente, quindi, ecco le dieci cose che Berlusconi avrebbe potuto fare per perdere le elezioni:

1. essere colluso con la mafia

2. andare a mignotte

3. evadere le tasse

4. scandalo sessuale con minorenne

5. riuscire a inimicarsi anche il clero corrottissimo

6. governare malissimo per 20 anni

7. distruggere il sistema scolastico e sanitario

8. pulirsi il culo col uelfar

9. promettere rimoborsi di tasse mentre le aumenta

10. sputtanarci internazionalmente

11. fare le corna nelle foto ufficiali

12. truccarsi

13. fidanzarsi con una che ciuccia calippi di lavoro

14. insultare gente rispettabile a caso

15. mi è sembrato di sentire “Dell’Utri”

16. speculare sui morti dell’Aquila

17. stuprarci la nonna

18. aggiungerci di nascosto il sale all’acqua della pasta già salata

19. dirci “ma come stai bene!” quando ci proviamo dei pantaloni che ci fanno il culo grosso

20. rubarci il ragazzo

21. dare polpette avvelenate al gatto

22. nascondere le chiavi di casa mentre uno sta uscendo

23. cambiare la stazione radio mentre passala nostra canzone preferita

24. rimuovere la chiavetta uessebi senza l’apposita procedura

25. votare Mengoni a Sanremo 

26. rubarci l’appuntamento dall’estetista prima delle vacanze

27. morire

LE ULTIME PAROLE FAMOSE…

…e comunque dopo aver sostenuto di essere sempre e comunque una persona della destra laica e liberale (rappresentata in questa nazione da mi nonno in cariola), di odiare e schifare i comunisti all’italiana (Bevtinotti me siente? sientem’ammè!), dopo aver gradito l’entusiasmo dei grillini ché comunque sempre meglio i 5Stellle di Alba Merdata, dopo aver ammirato colui il quale ha fotoscioppato Ingroia sui manifesti donandogli lo sguardo di quel bonazzo di De Magistis (t’amo!), dopo aver sostenuto per anni e anni e anni che le persone intelligenti non possono in alcun modo votare Lega, dopo le innumerevoli litigate in cui ho tentato di spiegare ai sedicenti “gente di sinistra” che essere di destra e essere berlusconiano sono due cose simili come il burro e la ferrovia, dopo infinite discussioni in cui ho sostenuto strenuamente che il mio primo obiettivo politico è l’assoluta laicità dello stato e quindi Monti ammazzati, ho fatto il test di Openpolis.
E questi sono i risultati: 

Schermata 02-2456337 alle 11.27.08

PARLARE ADESSO NON HA PIU’ SENSO O FORSE Sì? [cit.]

Una serie di notizie altalenanti si sta riflettendo sul quadro impressionista e impressionante della mia vita: le ovaie ballano la socadance e poi vanno in letargo, regalandomi dei capelli oleosi come non mai, il Primate che attraversa un periodo di ansia da mutuo e simili che dura da circa 3 mesi e pare che altri 3 mesi durerà, il lavoro che comincia a stancarmi (leggi anche: non me paghi, famme bestemmià [cit.], le spese dello sponsale che hanno deciso di autogestirsi e sono prese da un attacco di gigantismo, la fattoria degli animali dei miei parenti che viaggia sull’imbizzarrito andante. Insomma, è un po’ un casino.
Nonostante ciò ho di che allietarmi: ho scoperto che mi piacciono le scarpe col tacco grosso e ne ho prese due paia di cui una color tangerin (alla faccia dell’arancione). Credo mi piaceranno ancora un mese per poi passare a farmi schifo.
Poi ho scoperto anche che mi piacciono le pubblicità a scelta su google, tipo quella del prodotto per stirare i capelli delle donne di colore, rimango imbambolata come un treenne davanti ai teletabbis.
Inoltre accadono cose interessantissime, tipo ieri mi squilla l’interno in ufficio, leggo lo schermino “The President”, metto il tono da centralinista del genere che scappa con Gerri Megguaier e faccio “Sììì?”,  “Frangia, può venire un attimo?” – tono serissimo- quindi mi alzo e vado a passo svelto alla porta del superboss.
Toc-toc, prego, apro, mi dica, e mi appare la seguente immagine: un sessantenne molto prestante fisicamente, dell’altezza di circa centonovanta centimetri e di almeno un centinaio di chili con una matita nella mano destra e un temperino nella sinistra. Sul volto la maschera della sconfitta mista alla maschera dell’incomprensione. Da circa dieci minuti non riusciva a temperare una matita, “menomale che c’è lei, Frangia”.
Io seriamente mi chiedo a cosa sia valso fare un master, ma ancor più mi chiedo a cosa mi servirà mai sapere le regole del congiuntivo futuro in portoghese quando per portare a casa la pagnotta devo temperare matite per sessantenni miliardari.
Poi oggi, mentre la figlia del di cui sopra mi raccontava di come se la sia depilata col laser tanti anni fa e che questa è una storia che vale [cit.], entra The President e mi fa:
“Frangia ma lei ha qualcosa di diverso…”

e io mi giustifico prontamente “eh, sa, dottore, da me c’è mezzo metro di neve, allora sono un po’ in tenuta boscaiola” (c’ho le Timberlademmerda, n.d.a.)
” ma dice? so tanto carucce, c’ha sti piedini in miniatura”
“eh, ho il trentasei…” [cosa mazzo vuoi che ti dica?]
“senta, se le mangia du’ frappe?” [ecco, uno che dice “frappe” a Milano, io lo posso amare]
“eh, dottore, ultimamente sto un po’ attenta alla linea” [mento, perché tanto lui a cena non me vede]
“aaaah, ecco che è! s’è dimagrita!”
“mah, giusto un pochino, sempre cinquanta peso…”
“no, no! è meno PALLOCCHETTA!”
Quindi ero pallocchetta, non so se  you reand count.
Cosa volete che dica una “pallocchetta” delle dimissioni di BennySixtin? Si sarà innamorato, capita.
O del mezzo metro di neve a Milano?
O dell’arresto del capo dei Signori della Guerra? (pezzo dimmerda, la prossima volta che ti stampo un begg ringrazia…opps, mi sa che il begg ar gabbio nun te serve!)
Stasera inizia Sanremo quindi non ce n’è per nessuno, ci sono pochi avventi epocali che attirano la mia attenzione: le prove del mio abito da sposa e Sanremo, tutta roba che s’abbina ai fiori quindi.
MARIA NAZIONALE IO TI STIMO E TI SOSTENGO.

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QUESTO è UN MONDO SCATTANTE

Ho due o tre post in testa da scrivere prima possibile ma, il solito grande e grosso ma, non trovo il tempo.
Non capisco se in realtà non ce l’ho o semplicemente non sono capace di trovarlo, comunque questo è il momento per un post di forte denuncia sociale: le reflecs hanno rotto i coglioni.
L’avvento dei finanziamenti nei negozi di elettronica unito a questa incomprensibile moda della fotografia ha portato a due grandi drammi del nostro tempo: la scomparsa dei fotografi veri e propri e la comparsa delle foto profilo di feisbuc con gente che si autoscatta allo specchio.
Caro amico con una reflecs regalatati dalla tua ragazza con tanti sacrifici, caro amico che pretendi di fare una foto al tuo bicchiere di latte con accanto un maffin dell’autogrill e la chiami “lovin breakfast”, caro amico che ti autoscatti allo specchio, caro amico che porti le converse perché sei alternativo, caro amico che quando diventi esperto sai anche fare le foto alle gocce di pioggia sul vetro, caro amico che fotografi la tua amica di profilo mentre con la sigaretta pendula guarda il nulla come i gatti quando cagano, caro amico: non sei Elmuniuton e non lo sarai mai. Le tue foto sono uguali a altre centoventisette mila di altri mille contatti feisbuc miei. Lo so che ti sei comprato il corso di foto su gruppon, che hai anche comprato il manuale sulla reflecs, che dici che ti piacciono i siti industriali e compri i maffin solo per fotografarli perché – in verità- fanno mappazza in gola anche a te. E dimmi, fratello, ti piacciono magari gli effetti anticati anni 50 e le donne con la frangettona magari tinte di color rame?

Io ti domando e dico: ma chi te lo fa fare? Ma non lo capisci che questa tua è una moda passeggera che mette in ridicolo te e molesta visivamente me?
Ma perché? Ma che ha la tua colazione di tanto speciale da dover passare alla storia in immagini e soprattutto da essere condivisa in tutti i luoghi e in tutti i laghi?
Io non ti sopporto perché ora non esistono più i fotografi di una volta, la concorrenza nel ramo tradizionale si è pressoché azzerata e farmi le foto al matrimonio mi costa come un figlio scemo. Non ti sopporto perché sei uno, nessuno ma soprattutto centomila e mi infesti la bacheca con le tue foto originali esattamente uguali a quelle degli altri. Non ti sopporto perché quando la smetti con sta maledetta macchinetta a riflessi, attacchi col tuo aifon di merda e mi martelli con Istagram.

Dior, ti prego, se ci sei batti un colpo su tutti questi obiettivi e questi smartfon, ridammi il mio fotografo di paese, i miei rullini mai sviluppati per mesi e mesi, le mie macchinette digitali compatte per fare le foto in gita o ai compleanni. Liberaci da tutti gli specchi che riflettono una reflecs, riportaci a un mondo meno immaginifico, in cui a colazione si mangiano latte e biscotti e  in cui la sera ci si mette un buon antirughe invece di cancellarcele in foto con l’effetto anticato come se fosse dei tempi in cui io manco ero stata pensata.

OGNUNO C’HA LO SPIONAGGIO CHE SI MERITA

Siccome siamo una coppia equilibrata, dopo quattro mesi che non andavamo al cinema ci siamo stati sia sabato che domenica. E ci siamo dati allo spionaggio.

Sabato sera dopo una pizza napoletana nell’hinterland con Altissimo e AmicaUmbra (la loro lovstori procede e secondo i miei calcoli dura altri quattro/cinque anni sicuro), siamo andati a vedere Argo al cinema. E’ un film con Benafflec, di Benafflec, prodotto da Gioggcluni e Benafflec.
Narra di una storica operazione della CIA che riuscì a esfiltrare sei persone dell’ambasciata americana sfuggite all’attacco dei ribelli in Iran nei primi anni ‘8o tramite uno stratagemma allucinante. Ora, io della storia vera e propria sapevo poco, nozioni in nebulosa, però il film mi è piaciuto un sacco. Mi sono cacata sotto tutto il tempo, vedevo AmicaUmbra che tra un po’ scarnificava la spalla di Altissimo a forza di pigiarci dentro la faccia. Il Primate che continuava a dirmi “amore, tranquilla, tanto va a finire bene”. Insomma, per dire che la saspenz è riuscitissima. Ricostruzioni sceniche perfette, attori credibilissimi, costumi e interni riprodotti divinamente bene.
E poi Benafflec. Lui, che normalmente ha quest’aria da sallocchione, belloccio ma proprio sedano. Lui che beve un uischi torbato ma pensa  a GenniferGarniè (la donna senza sopracciglia). Insomma, di solito è bello ma non è che mi entusiasmi.
Invece in Argo è un sorcone strappamuntande che manco ci posso ripensare. E’ bono come’r pane anche con il suo collo corto. Perché ha la barba, con un accenno di sale e pepe. Ma è una roba da sturbo.
Poi, come in Evilenko, durante i titoli di coda scorrono le immagini vere affiancate a quelle riprodotte nel film. Tutti stupiti dalla somiglianza tra la giovane segretaria dell’attascé militer e l’attrice che la impersonava, tutti sorpresi davanti alla foto dell’addetto alle pratiche militari e l’attore che lo impersonava, e cosa dire dell’altro coi baffoni, quel funzionario? identico all’attore! E poi, alla fine, la foto del protagonista, tale Tony Mendez, l’eroe protagonista: un agente della CIA specializzato in esfiltrazioni che assomiglia paro paro al Cabellero de Carmensita. E quindi giustamente lo fa Benafflec.

E invece domenica ci siamo sorbettati un bel pranzo col parentame del Primate. Quindi pur di sfuggire ho accettato di andare a vedere 007 Scaifol.
Sapevo che non era il mio genere però Primate ci teneva e poi mi avevano anche detto “non è il solito zerozerosette”. E infatti è molto peggio. Non saprei bene come rendere l’idea di quanto riesca a essere un marchettone di due ore e mezza. Innanzitutto, la sigla (bella) la canta Adele. E, diciamocelo, Adele: musica europea=Favino: cinema italiano. Poi c’è Denielcreig, sta specie de sallocchione de mezza età con la bocca da cernia e l’occhio vuoto alla Putin. Tutto bigghegimme, cammina a braccia larghe a dimostrazione che si può fare palestra anche dopo i cinquanta. Poi c’è OlgaCulosbilenco, col suo viso bellissimo e i suoi polpacci incacabilissimi. Poi c’è uno dei Uandairecscion che fa l’addetto al settore Q. Una nera palestrata senza tette fa la signorina Monipenni e la mitica Emme è interpretata da Giudidenc che, sarà l’età, j’è rimasta solo l’espressione col cappello e l’espressione da morta.
Comunque so tutto sui nuovi modelli Rengrover.

 

Gente infame che non sa cos’è il pudore [cit.]

Gli anziani che fanno i giovani (o anche i giovanilisti) in un certo modo li apprezzo.
Per dire, quando la ex suocera ultranovantenne di mia madre mi disse che amava ascoltare Gigi D’Alessio, io comunque lo apprezzai perché per lei era avanguardia pura.
Quindi quando quella rincoglionita della Fornero ha detto “ciusi”, io comunque ho gradito questo anglicismo. M’è sembrato scic, particolare, degno di nota, snobbetto al punto giusto per una faccia da stronza come quella.
“Ciusi” sta divinamente bene coi suoi fularini, col suo caschetto moscio, con la sua voce da beghina de paese.
Solo che poi ho pensato a una serie di cose, tipo a quanto ci ho sudato su quei dizionari, alla scuola per interpreti, per fare delle scelte lessicali appropriate. O tipo a quella volta che mi sono incrinata una vertebra in un incidente sul lavoro in nero, a 24 anni. O quella volta che ho visto morire una persona, la prima volta in vita mia, sempre sul lavoro, sempre in nero. O anche a tutte quelle volte che ho chiesto cento euri a genitrice per arrivare a fine mese. O quell’altra volta in cui ho aiutato una signora a mettersi una sciarpa nelle mutande per non cacarsi sotto, sempre durante quel lavoro in nero. E ci scordiamo i quattro mesi di lavoro gratis per il Vampiro? O di quando mi ha detto “sei bravissima, resta, però non posso pagarti”? O al giorno in cui sono arrivata allo Zoo di Testaccio, ormai promossa a responsabile da qualche mese, con il sorriso stampato in faccia di chi sta per firmare un contratto di addirittura un anno e invece era un progetto di tre mesi.
Mi basta anche solo pensare che quando il mio attuale datore di lavoro  mi ha detto che a gennaio 2013 avrò un contratto a tempo indeterminato, io in fondo in fondo non sono stata manco capace di essere felice, perché finchè non vedo non credo.

E quindi penso che ho quasi 29 anni, le tette grosse e i capelli biondi, un fidanzato con un gran bel culo, un abito da sposa “fottutamente impalpabile” [cit. AGB] e comunque sotto sotto ho l’ansia, e risiede tutta nel mutuo. Non credo che sia molto giusto rovinarsi l’esistenza per quattro spicci. Non credo che sia giusto che lo facciano AGB nel laboratorio in cui studia come salvarci dal parkinson, che lo faccia Mun che tenta di essere magistrato a soli 29 anni, che lo faccia PrimoAmicoMilanese che è professore di svedese a 28 anni, che lo faccia CugginoBoro che sarà anche uno spaccalegna ma è un bravo ragazzo, non penso che il lavoro di MAU (insegnante di liceo privato) valga 400 euro al mese, né che il Primate sia un privilegiato perché lavora da praticante avvocato 9 ore al giorno per 500 euro al mese e non aggratisse. E così via andare con tutti quelli che conosco, o quasi tutti.
E io sono una bionda svampita, però sono circondata da persone che – gravitando intorno alla mia puatrìn – hanno un certo spessore, stiamo tutti nella stessa barca che però naviga in un mare di guano [cit.]
Non me ne frega niente se la figlia della Fornero sta a casa con mamma e papà e l’hanno sistemata loro su un cuscino pieno di banconote. Davvero, a me di lei non importa. Mi importa parecchio di me e di noi, di quelli che comunque in piazza non ci vanno perché sennò rischiano il posto, di quelli che fanno gratis il lavoro che sanno fare e a pagamento un qualche cosa di raffazzonato. Mi importa che non mi cureranno i medici più bravi ma solo quelli che hanno avuto abbastanza soldi per stare fuorisede e fare i tirocini, che gli insegnanti non saranno più i più bravi e appassionati, ma solo quelli così disperati da non aver trovato un lavoro più gratificante socialmente ed economicamente. Mi importa pure che le commesse dei negozi di scarpe non saranno più donne interessate ai pellami e ai trend, ma studentesse di antropologia disperate a cui non frega nulla dei tacchi a cono e di quelli a stiletto e quindi non mi sappiano consigliare.
Una società fatta di persone che scelgono è una società che può scegliere di essere migliore. Una società di gente che non ha scelta, perché comunque la sera un piatto lo devi anche mangiare, è una società che va dove il vento la porta, che non prende una direzione propria, che non ha né il potere né la libertà di scegliere di cambiare.

Alla fine della fiera, nzomma, a me la scelta lessicale anglofona e un po’ sofistiché della Fornero m’è piaciuta, lei e il suo “ciusi”… però comunque ciusi un par de coioni.

 

FORME E FORMATI: della Minetti e delle Pipe rigate

Sento l’impellente necessità di far sapere al mondo due mie opinioni circa altrettanti argomenti molto significativi per l’attualità del Paese Italia.

LA SFILATA DELLA MINETTI PER PARAH: lo so che tutti avete già detto la vostra su feisbuc, l’ho già fatto anche io! Comunque vorrei ribadire che secondo me è stata una roba veramente poco opportuna, per più e più motivi. Ora, che nessuno mi tacci di essere una bacchettona moralista perché, santiddior, basta rileggersi qualche mio post a caso degli anni passati per capire che – veraveramente – sono liberale e liberista però quando è troppo è troppo.
Innanzitutto sono profondamente convinta che le cariche pubbliche, se te le prendi, te le carichi. Ovvero: te prendi il cane da 15mila neuro al mese? Allora te toccano anche le pulci dei giornalisti sempre intorno. Eh, no, non puoi avere una vita comune visto che hai scelto un mestiere pubblico. C’erano concorsi per diventare impiegata della posta ma tu, cara la mia Nicole, hai preferito fare i servizietti agli anziani e quindi ora sopporti tutto sto circo. Come se ti dispiacesse. Quindi siccome  gli incarichi pubblici si devono ricoprire con onore, direi che la consigliera avrebbe potuto cominciare anche solo col “ricoprirsi”. “Fare l’indossatrice non è un mestiere sconveniente” ha detto ai microfoni del corriere.it, e io sono pienamente d’accordo. Il problema sono i pompini.
Inoltre trovo che Parah abbia preso una grossissima cantonata a livello di marcheting. Se è vero, com’è vero, che la notizia è stata spiattellata in ogni dove, è anche noto che è stata commentata nei peggiori modi possibili. In questo caso l’importante non è che se ne parli, bensì che se ne venda. E penso che la voglia di comprare Parah sia passata a un sacco di gente . Una testimonial innanzitutto non deve offuscare il marchio che è pagata per rappresentare, in secondo luogo dovrebbe farsi portatrice di valori fondanti dell’azienda di cui porta la striminzita bandiera. Ora, Parah è un marchio noto, serio, di prestigio e che vende prodotti tutt’altro che a buon mercato, è uno di quei nomi che ha sempre rappresentato una certa classe sul bagnasciuga, un prestigio estetico e una raffinatezza a botte de ducento euro a bichini. C’è chi ha ipotizzato che l’azienda abbia tentato di cambiare targhet rivolgendosi alle ragazzine mignottelle che vedono nella di cui sopra un modello edificante. Ecco, a chi ipotizza sta teoria fantascientifica dico: bastava mettere i prezzi di Yamamay.
Infine, trovo che la Minetti non vada proprio bene come modella in generale: sembra un travone. Ora, con tutta la simpatia che posso avere per i generi sessuali alternativi, io comunque non voglio sembrare un transgender. Tantomeno a botte de ducento euro a bichini. La tizia in questione è stata rifatta da un chirurgo con seri problemi di vista che l’ha oggettivamente sfigurata, nell’insieme certo è una ragazzona tutta tette (plasticose) e culo (poco sodo) ma ha i coscioni a jamòn iberico, la falcata da corazziere e l’espressione da CinquantaDeBoca.
Sono certa che con questo post c’avrò un picco de visite che manco avessi scritto: Anna Dello Russo, Intercettazioni Berlusconi, VFNO, color borgogna, Rivelazioni LaRussa.
Nota di merito al marchio di costumi Domani che ha avuto come testimonial l’altra Minetti, quella di “Senza te o con te” e vincitrice di un bronzo alle paralimpiadi. A me come cantante non piace e come atleta non la seguo, non è che sia particolarmente mossa a compassione dal suo handicap visto che comunque è una persona felice e realizzata più di altre. Lei mi piace molto perché nonostante potrebbe televisivamente bearsi della sua sola cecità, oppure potrebbe fare la Pellegrini della corsa o semplicemente l’ospite opinionista a Matricole&Meteore, non smette di essere una bella donna naturale e molto in forma. Nonostante non abbia immagine di sé si cura della sua immagine e la mette a frutto, senza passare per biechi e umilianti mezzucci: ho avuto delle sfortune ma sono una figa, guardatemi solo perché sono figa. E poi è bionda.

L’altro grande argomento di cui vorrei parlare è:

NON E’ VERO CHE LA PASTA HA TUTTA LO STESSO SAPORE: ne discutevo spesso con MAU ai tempi dello studentato, quando le chiedevo che pasta buttare mi rispondeva sempre che tanto è tutta uguale. Non è vero, altrimenti perché ne farebbero mille tipi? Ecco, io credo che ci siano alcuni formati che sono veramente il frutto della disperazione di certi uffici di ricerca e sviluppo. La pasta è buona, lo sarà sempre, i formati famosi che la gente ama ormai sono quelli della tradizione, è inutile andare tanto in giro. Ma capisco pure che un ricercatore e sviluppatore alla Barilla dovrà pure portare qualche relazione scritta ogni tanto. Ecco, è nel momento della disperata ricerca dello stipendio che lui, probabilmente biotecnologo alimentare con cinque master in desain del bucatino e marcheting della gricia, sforna quelle grandissime boiate culinarie come: le pipe rigate e le stramaledettissime ruote. Ma chi le mangia? Fanno pena. Per avvalorare la mia tesi porterò alcuni esempi pratici: ruote al pesto, pipe rigate alla carbonara, ruote alla gricia, pipe rigate cacio e pepe, ruote all’arrabbiata, pipe rigate ‘eppatate, ruote al ragù, pipe rigate ai porcini. Non suona semplicemente una merda? Ammettetelo. Per quanto mi riguarda, paccheri esclusi, smetterei di produrre tutta la pasta liscia, le farfalle e anche i fusilli e gli spaghettini. Al contrario darei la stura a una massiccia produzione della mitica pasta a forma di puffi bianchi e verdi che fa tanto anni Ottanta. In produzione moderata anche la pasta a forma di piccoli membrelli, un toccasana per ogni addio al nubilato che si rispetti.
Detto questo, io sto a dieta e oggi ho mangiato cuscus.

L’ISOLA DEL TESORO

Ormai internet è un po’ troppo alla portata di tutti. Daje de Grillo con la banda larga e la copertura totale del territorio…ma Grillo lo sa quanti pazzi ci sono in giro che non aspettano altro che fare una ricerca su Gògòl e arrivare sul moi blog ?
Ecco, io il post sulle chiavi di ricerca non l’avevo mai fatto, mi è sempre parso divertente ma facile, banale.
Poi l’altro giorno per curiosità mi sono messa a leggere le statistiche dell’ultimo mese del presente blogghe e ho capito che coloro i quali hanno tempo libero da passare ollain si possono suddividere in varie categorie :
(mi premurerò di dare loro la risposta o il consiglio della guru che più meritano)

DONNE ALLA RICERCA DELLO STILE PERDUTO:

sciatusc andrebbe punito con la reclusione da Jean Louis David
borse orribili colore dentifricio-evidenziatore guarda, un dramma.
moda mare 2012 capelli guardati intorno, santiddior
frangia guendalina devo forse offendermi?
estate 2012 moda mare se hai il culo grosso non mettere la brasiliana
ricostruzione unghie le tendenze dell’estate le burine non andranno mai di moda, rassegnati
tinta todis offerta perché lo fai, disperata ragazza mia?
cose la frangia ordinata cose cosa?
tendenze dell’estate bere tanta acqua e non uscire nelle ore calde
foto tendenza ombretto a a col color oro non si sbaglia mai
a luglio 2012 meglio la cheratina o la stiratura? ormai è agosto, non ti crucciare
fluorescente modas estate ma sembrano quelli dell’anas c’hai veramente ragionas
pellicciona volpe ciccia, abbassa il condizionatore che è agosto.

I RICERCATORI PASSEGGERI, ARRIVANO QUI SEGUENDO LA SCIA DELL’ULTIMO POST

dildo testimoni di geova e questa l’ha cercata Professò
professò credente testimoni e pure questa l’ha cercata Professò
laura pausini era una testimone di geova ma quando mai?
dildo forbice!
ma i testimoni di geova ti trovano il lavoro? amico che fai questa ricerca, tu sei l’emblema della disperazione dei giovani italiani. Comunque sia, aiutati che dio t’aiuta.

 

QUELLI A CUI è MORTA LA MAESTRA DA PICCOLI:

macsmara volevi forse dire mascara? O forse intendevi “basso livello di scolarizzazione unito a  poca attenzione alle vetrine?”
giastis tu seriamente lo scrivi così? O mi sfotti e basta?
leggi il petalo cremisi e il bianco stralcio ti vedo, tu sei uno di quelli che parla a citazioni provenienti soprattutto da libri che non ha letto, ma non te vergogni regazzì?
cosa e’ la scimmerica è una sparanata di gironfinzio
come ci si sente dopo aver assunto pulsatilla annoiati (cattiveria)
giochi uinnidepù torna quando saprai come si scrive
immagine di un buffè per matrimonio è un tavolo lungo  con sopra dei vassoi pieni di cibo
appromare are you Umbro my dear?
fetisc ti cercavi le zozzonate e le avresti anche trovate, se a lezione d’inglese fossi stato attento
stain elaiv riprova con le zeppe, sarai più fortunato

QUELLI CHE NON HANNO UNA RISPOSTA IN Sé:

canalis come fa a essere magra segue la grande e unica regola: se vuoi dimagrire non devi mangiare. Tutto il resto è adipe.
guarire con i carboidrati sei una povera illusa
forte dei marmi che gente ci va? Briatore e quelli che mangiano pane e cipolla da giugno a dicembre
mutanda gialla reggiseno ? mutanda gialla è davvero ora di cambiarla
magrezza e ricchezza non ce n’è mai abbastanza il concetto c’è ma la citazione è sbagliata, cara la mia Cocò da tressordi.
frasi ottimistiche: quello giusto arriverà sì cara, e poi lo sai anche tu che Gesù è morto di freddo
ci ripensano i cornuti sempre, sempre, sempre. Senza eccezioni.
cantanti da taglio delle vene uno su tutti: Massimo di Cataldo!

GLI IMMANCABILI ZOZZONI:

casalinga grassa in mutande sex se ti piace veramente il genere, ragazzo mio, ho 46237846329569 persone da presentarti
trama di un film dove una ragazza viene portata in un capannone e li si prostituisce con tutti gli operai Gògòl, ma perché li mandi da me ?
belle bionde fanno vedere il culo a panaro who’s panaro?
annunci di donne brutte che cercano a roma ragazzo La bruttezza sta negli occhi di chi guarda, l’infermità mentale in quelli di chi digita
microfallismo uuuuhhh, ragazzo mio, è un dramma
fotto con gli sposi gli fai la festa di matrimonio!
donne testimone di geova voglia di cazzi questa effettivamente poteva andare anche nell’altra categoria, ma il triviale l’ho “ammucchiato” qui
foto di uomini fetisc uomini vestiti in gommina? Sai che odore di ascella mannara?
lasciato dopo due anni e rifamo sesso quand’è così è sempre un casino
donne in carriera eleganti porno portogallo spagna no?
l’operaio in casa fa i lavori e si fotte la signora video porno dai questa è più banale di “sono Sara Tommasi e mi piace succhiare i vasi”
yuporno cacate di nascoste amico, IMODIUM è la soluzione
porno mamma mette un vibatore nella fighetta alla figlia tu sei un malato di mente e non c’è battuta divertente che io possa fare. Ma posso sempre consigliarti di guardare Nip&Tuck.

DULCIS IN FUNDO, I MIEI PREFERITI: GLI INCOMPRENSIBILI:

edit piaf porta sfiga ma perché poraccia?
che bello far ginnastica a tempo di musica c’è a chi piace farsi pestare le balle, quindi per carità.
follando con la resepcionist sbirifando con il facchino

E poi vorrei dire a quella ragazza che ha cercato “lui mi chiama sirenotta” che probabilmente il tuo tipo legge il mio blog. Si direbbe “ah, un figo”, eh no! E’ uno che si rivende le battute. E uno che si rivede le battute oggi, non sai mai cosa ti rifila domani. Mollalo e mettiti con un bloggher.

MODAMARE A GRANBURINO – Le tendenze dell’estate 2012

E’ tanto che non scrivo un post sulle tendenze femminili del momento…se ne sente l’esigenza.

Mi sento ferrata in materia e decisamente competente, perché io credo a tutto e le provo tutte. Poi ne boccio molte, ma considerando che a Milano esce una tendenza ogni cinque minuti, fai in tempo a bere il caffè che già sei un “matusa”, beh, scremare è d’obbligo.

Tendenze capelli: il tempo delle mesc, cari miei, è purtroppo finito. Quella rassicurante ricrescitina scura e quelle tanto amate lunghezze sfibrate sono ormai acqua passata da un pezzo sotto ai ponti del fescion. Adesso va lo SCIATUSC. Che è? Semplice: i capellimmerda alla Belèn Si tratta di avere i capelli lunghi, farseli cotonare tipo nuvola e poi farsi dare delle spatolate di decolorante alla cassius su questa nuvola: il risultato è un’attaccatura nera come la pece e dei capelli giallo uovo/sbianchicci sulle lunghezze. Ora, una moda portata in auge da Belen e dalla Canalis come fa a essere fine? Lo dice la parola stessa, “Belen”, è una cafonata da murtarielle de fame brasileire che hanno fatto i sordi.

Ci leggete qualcosa di razzista? Vi sbagliate. Ma pensateci un attimo, Eva Longoria esclusa, non è che queste mamasite ripulite brilino per finezza. Gennifer Lopez, Aida Yespica, Sciachira…belle sono belle, scic un po’ meno.

Altra grandissima tendenza capelli ormai da un paio di anni è la stiratura alla cheratina. Sapete quella che due anni fa costava 300 euro e ora cercano di appiopparvela con mille cupon a 15 euro cena compresa? Ecco, quella. Sì, sì, quella cancerogena. Eh, sì, sai com’è, una roba che prende i vostri capelli ricci riccetti crespi secchi sfibrati e li fa diventare setosi o è fatta con l’acqua di Lurd, o è meglio che t’incammini per Lurd perché di buono ci vedo poco.

Tendenze unghie: che bello che bello, è finito il tempo della ricostruzione di plasticaccia! Ah, no, scusate, dell’onicotecnica. Sono sempre stata contraria a quegli artigli da cafona soprattutto con sopra un merlettino, un pizzettino, un brillantino, un arcobalenino, un delfino sopra. Adesso, salvo qualche caso di dipendenza da artigli, finalmente se ne vedono meno in giro.

In compenso è uscita fuori un’altra bella moda: lo smalto semipermanente. Ora: una cosa permanente vuol dire che te la metti e ti resta forevaeneva. Una cosa semipermanente – lo dice la parola – non ti resta proprio forevaeneva ma nzomma un bel po’ sì!

Ecco, non è vero.

Mi sono fatta mettere questo smalto sabato mattina, sabato sera, dopo aver fatto dei lavori pesantissimi tipo farmi fare un massaggio alla testa e una piega con la piastra reidratante, avevo un’unghia sbeccata. Il procedimento consiste nell’andare da un’estetista muta che ascolta un programma radio sulle denunce sociali (io ho beccato quello a cui invece che l’ernia inguinale avevano tolto una palla), passare 40 minuti in assoluto silenzio ascoltando storie tristi, farvi dare 4 mani di smalto intervallate dalla cottura delle unghie (trasparente- fornetto- colorato – fornetto – coloratobis – fornetto- trasparente e daje ancora de fornetto).

Il martedì avevo 4 unghie sbeccate, il giovedì non avevo più smalto perché andare in giro con le unghie smozzicate dal cane tipo parrucchiera Marisa – onestamente – non è per me.

Tendenze abbigliamento: nel campo dell’abbigliamento e accessori i due grandi lanci della stagione sono: borchie e fluo. Io amo le borchie, le olstar borchiate sono semplicemente stupende, e poi quei braccialettini di pelle tutti punzonati, le giacchettine bonton con la spallina da fintarocher di sta fava comprate da zara…io amo questo mondo borchiettato! Le borchie permettono a qualunque fan di Laura Pausini di sembrare una veterana dei Sex Pistols come niente, sono stupende!

Il fluo? Il fluo è una merda. Sta male a chiunque, non si salva con nulla. A meno che non siate delle operatrici anas di origine brasiliana con un colorito di pelle non più chiaro del cappuccino, beh, non c’è motivo che giustifichi questi orribili colori buoni solo agli evidenziatori.

Portate un 39 di piede e avete la carnagione pallidina? Cosa vi fa pensare che avere degli Stabilo ai piedi vi faccia sembrare carine? E vogliamo parlare delle magliette arancione fluo? Belle, sì sì, sbattono il colorito anche a Eca Mendes.

No davvero, dai, cavolo, il fluo fa schifo, è una cafonata.

Però magari con su delle borchiette…NO.