EN RILO-OD! Stuzzicherie per le afose giornate augustine

Ciao mondo della blogosfera che non vai in vacanza manco il due di Agosto sennò che mondo globalizzato e iperconnesso saresti!
Sento proprio di dover raccontare dell’addio al nubilato, del mancato assassinio del sindaco del mio Borgo Natio e, mancaddillo, del mio sposalizio.
E lo farò, però siccome ieri hanno fatto il gomblotto e hanno condannato il Berlu, adesso sono troppo troppo troppo impegnata a raccattare tutti i pop corn disponibili al supermercato, discount, EuroSpin, Bennet, MinchiaWorld e macchinette della stazione per godermi lo spettacolo del PD all’opera.
Poichè sono brava e bella ma soprattutto bella e brava, regalo a voi tutti una perla che non può certo sfuggirvi nella torrida estate duemilaetredici. Berlusconi condannato, io che mi sposo…tutto lasciava presagire il ritorno delle indimenticate Supremes degli anni Duemila in Italia.

 

Le salamelle ve le girate da soli

Ma quanto è bello è poter dire “te l’avevo detto”?


La sinistra m’è sempre stata un po’ sulle balle per vari motivi tra cui si possono annoverare: le giacchette di pannolenci verde marcio, l’eschimo, il fatto che mio nonno paterno devolveva soldi al PC e non mi faceva il regalo di Natale. 

Nonostante ciò, in mancanza di un partito di destra sociale e laica, ho dovuto rivedere un po’ i miei parametri e votare SEL, sbandierando la giustificazione che “solo i piccoli uomini non cambiano mai idea”.
Il PD però non mi è mai sceso (vedi qui), in questa grande coalizione dallo spirito europeo ma anche nazionalista, laico ma anche cattolico, liberale ma con un occhio al comunismo, di sinistra ma anche renziano, di rinnovamento ma anche conservatore, io non ci ho mai creduto. Il mix&match per me non funziona nella moda, figurarsi coi valori morali e politici.
Ste magliette di Che Guevara, ste bandiere falce&martello sventolate dai sedicenni, sto rimando a Togliatti e Gramsci durante il concertone del primo maggio m’hanno veramente sempre lasciata perplessa e annoiata, anche quando sedici anni li avevo io. 
Però è comprensibile, è folklore, sono luoghi comuni, è il nazionalpopolare che si incarna nelle manifestazioni. Tutto giusto, infatti so cent’anni che ci stanno le feste dell’Unità e il lambruscaccio, e i panini dello zozzone, e Guccini in stereofonia, e il gruppo del paese che si esibisce e via andare. 
E su tutto questo il PD ci ha contato, sempre e comunque. Europei sì, ma la salamella fammela ben cotta. Si potrà dire che questi erano momenti di incontro tra el pueblo unito e i piani alti, Franceschì rollame sta canna. 
Insomma, io penso tutte queste cose ma li ho lo stesso sempre preferiti al Berlu nella convinzione – fino a una settimana fa incontrovertibile – che tutto è meglio del Berlu e peggio di lui non c’è nientennessuno. 
Poi, damblé, Napolitano. E più che Napolitano, non-Rodotà. 
Per la serie: se una cosa può andar male lo farà e sarà peggio. Applausi al nonno che avanza, salvatore della patria, anzianotti che giura e rinnega tutto e il contrario di tutto in meno di una settimana. 
Altro che Partito Disastro, ormai PD è la sigla di una bestemmia detta a voce alta in chiesa. 
E quindi, anche se non ci avrei mai sperato, eccomi a scrivere l’elenco delle 10 cose che il PD potrebbe fare per prendere meno di Futuro e Libertà alle prossime elezioni:

  1. vivere di solo antiberlusconismo 
  2. “perché Berlusconi ha le televisioni” e poi non fare la legge sul confilitto di interessi
  3. “perché Berlusconi ha le televisioni” e poi non regolamentare le reti televisive
  4. “perché Berlusconi va a mignotte” e poi Marrazzo
  5. “perché la Lega e le mazzette” e poi Penati
  6. “mai con Berlusconi” e poi cercare un governo di larghe intese con il PdL
  7. “perché il porcellum” e poi sempre quella
  8. “perché Grillo è un buffone” e poi la ricerca disperata dell’alleanza con Grillo
  9. “perché apriamo all’alleanza con il M5S” e poi Rodotà no perché è proposto dal M5S
  10. “perché le primarie sono uno strumento valido” e poi “Se c’era Renzi…”
  11. Una campagna incomprensibile e pure parecchio brutta
  12. Essere laici e allearsi giustamente con Vendola ma anche Rosy Bindi
  13. Opposizione questa sconosciuta
  14. L’IMU è cattiva ma votiamo l’IMU
  15. Franceschini, Fassina, Rutelli e altra gente che come apre bocca serve un antiemetico
  16. Mi è sembrato di sentire “D’Alema”
  17. Tutte le varie mosse del giaguaro
  18. Esiliare all’estero una brava come la Serracchiani
  19. Smettere di copiare le battute a Crozza e copiarle invece a Cirilli
  20. Sbeccarci la manicure
  21. Sbavarsi di olio mentre mangiano il pollo
  22. Finanziare il tour di Emma Marrone
  23. Votare a favore della secessione inneggiando a Garibaldi
  24. Lasciarci sempre l’asse del water tiepida
  25. Fare la polemica guanciale/pancetta mentre prepariamo l’amatriciana
  26. Attaccare la pippa su Dan Brown e i segreti del vaticano
  27. Non dirci che abbiamo i denti macchiati di rossetto
  28. Battersi contro tutti per vincere le primarie e poi dimettersi
  29. La morte di Berlusconi

 

Uno, trino e parecchio quattrino

Dell’amico immaginario che vive nei cieli ho sempre dubitato, non fa proprio per me la religione. Ricordo una volta alle elementari quando ci fecero stilare un elenco di 10 valori fondamentali per noi, c’era una lista di parole “famiglia”, “amicizia”, “dio”, “salute”, “ricchezza” e altro, noi dovevamo metterle in ordine di importanza. Io misi al numero uno “amicizia” perché, a otto anni, pensavo che anche in povertà o in malattia gli amici restano accanto. All’ultimo posto misi “dio” e, davanti alla perplessità sfastidiata della maestra, risposi “se dio è superiore a tutto di certo non se la prende per il mio elenco”. Come darmi torto?
Purtroppo o per fortuna, non riesco ad avere una visione non cinica della religione. Certo: se uno sta bene pregando, piuttosto che prendendo il Prozac, che lo faccia pure, non fa male a nessuno e fa del bene a sé.
Ma quello che è successo ieri, ovvero l’elezione del papa Francesco I, mi lascia abbastanza perplessa. Non questa elezione nello specifico, ma in generale un po’ la situazione. Ecco come l’ho vista io: una folla impressionante di gente che sta per ore e ore e ore in piedi in piazza sotto la pioggia ad attendere che un gruppo di vecchietti mezzi matti vestiti in maniera ridicola decidessero chi doveva passare da semplice essere umano a dio in terra, un apgreid in piena regola,  per poi gioirne come non ci fosse un domani, pure se non si sa di preciso chi sia questo o cosa abbia fatto. Per un brevissimo istante ho creduto nell’uscita di un tizio in stile Scialpi che attaccasse a cappella il ritornello di “Born this way”. Vane e meravigliose speranze.
Poi è arrivato sto Francesco I e sicuramente si presenta meglio di Benny Sixteen, sembra più simpatico, ha il suo calor latino, momenti schiatta dall’emozione…insomma, la partenza non è malvagia. Potrebbe essere un innovatore o almeno meno conservatore, potrebbe riavvicinare i giovani ai valori propri del vangelo, quello chevvepare.
Comunque sia, questa istituzione e un grandissima parte di coloro che ci stanno appresso, non mi convince manco un po’. Il prodotto è anche interessante eh, ma è la dirigenza dell’azienda che è una schifezza, e i clienti spesso non sono meglio.
Fermo restando che “anche all’interno della Chiesa ci sono persone stupende che fanno tanto del bene” (banalità portami via), dico io che “ha fatto anche cose buone” è un ragionamento del mazzo. Occhei, benissimo, sono bravi i missionari come lo sono quelli di Emergenzi, come lo sono quelli di tante Oenneggì che manco conosco, e pure quelli dell’Unicef e pure mi’ madre che dà ripetizioni aggratis. La gente brava e buona è brava e buona e basta, non ce diventa se prega l’amico immaginario.
Quello che mi lascia sempre abbastanza interdetta è l’aver sentito migliaia di volte sono cattolico ma non credo nella chiesa. No non vado a messa, ma sono credente. Ma che c’entra, uno se sta male si può comunque suicidare, che vuol dire. Ma certo, se una è incinta di un figlio handicappato certo che abortisce, almeno non gli dà una vita di sofferenza. Certo che i froci possono stare insieme, però il matrimonio e i figli no, non va bene. Non credo nella chiesa ma mi sposo in chiesa, perché comunque sono credente. Ecco le frasi che ho sentito più spesso cantilenare da tanti ma tanti ma tanti di quelli che mi consideravano un’infedele quando dicevo “non credo né a dio né al fantasma formaggino”.
Ora: ci sono vari modi di vivere la fede ma “me ne ricordo a Natale, al matrimonio o quando capita” non credo sia uno di quelli. Perché la messa è pallosa, concordo, ma se hai due ore per vedere la partita perché non le trovi per pregare questa presenza tanto importante che io non posso capire? Se la chiesa ti fa tanto schifo, perché affidare a un suo schifoso ministro un momento così importante della tua vita come il matrimonio? E tutta una serie di contraddizioni del genere.
Poi ci sono tanti cattolici intelligenti e sensati che questi ragionamenti non li fanno, ma sono circondati, arrendetevi. Purtroppo, volente o nolente, devono rassegnarsi al fatto che i loro rappresentanti e le istituzioni che li rappresentano sono più marce che pulite, che sono spesso razziste e retrograde ma soprattutto mai pronte a cambiare opinione, nemmeno quando ne va della salute dei fedeli. E chi mi viene a dire “e ma perché gli scandali fanno notizia e le cose buone no”,beh, è na cazzata, lo spot dell’ottopermille me lo ciuccio per mesi in tv.
Bisogna essere consapevoli che quando si indossa il peplum di accetta di evidenziare il culone, che quando si vota M5S si sostiene anche il pazzo omofobo sardo, se si mette il rossetto arancione si accetta di avere i denti gialli, quando si ascolta in cabina elettorale il consiglio del vescovo di Roma, si ascolta uno che accetta la copertura della pedofilia, sostiene lo Ior, è amico di quelli che hanno ammazzato Papa Luciani, fa la messa a Cal e non a Welby e via discorrendo.
Io mi sono veramente rotta del ragionare con “ha fatto anche cose buone”, perché questi hanno fatto e continuano a fare anche tante tante cose dimmerda,non si può mettere sempre la testa sotto la sabbia (ché poi il culo resta fuori [cit.]). Resto convinta come non mai che un po’ di laicità dello stato farebbe tanto bene anche alla chiesa, quella vera, quella del vangelo e dell’aiuto e della fratellanza, e dello spirito. Il Papa dovrebbe invocare l’abbandono del potere temporale per potersi dedicare al milleperotto a pascolare le anime, ma qualcosa mi fa pensare che non lo farà. Ultimo, ma non per importanza, mi pare che se siamo tutti uguali davanti alla legge e davanti a dio, chi fa le cosacce per conto di dio perché è esonerato a presentarsi davanti alla legge? Spiegatemelo perché veramente non mi è chiaro. Tanto che ci siete, un chiarimento sul perché il papa del “volemose bene, damose da fa’” non abbia mai pensato di fare la sua parte del “damose da fa’” pagando ICI e imposte varie, non guasterebbe.
Come vogliono fare, sti eccellentissimi vestiti da cappuccetto rosso scemo, a essere credibili e a portare realmente la giuoia del signore nel cuore della società contemporanea malata dei peggiori peccati possibili? Annoverando nelle loro file uno che dice che Erriporter è satanico?
Quindi, sì, io mi auguro che sto Francesco I sia un bravo cristo, ma non mi aspetto miracoli, non mi aspetto niente di  fortemente innovativo in tema di: punizione dei pedofili, aborto, eutanasia, diritti delle coppie ghei, preservativo contro l’aids e simili.
Io la mia religione l’ho scelta tanti anni fa e la mia dea esiste, in carne ossa e silicone.

NESSUNO SI SALVA DA SOLO

Ho già detto che il Pd non mi piace?
Ho già detto che quelli lì non li voto?
Ho già detto che è un partito che ha più contraddizioni che princìpi?
Ecco, quasi tutti i miei amici e molte delle persone che stimo hanno votato Pd. Spinti da motivazioni che, a chiacchiere, sono pure molto valide. E io li capisco benissimo, ché la situazione è vera-veramente tragica e uno a qualche certezza, anche di merda, si deve attaccare.
I temi di queste elezioni sono stati principalmente due: onestà e svecchiamento. Il Pd ce prova e non ce prova, ce riesce e non ce riesce. Una botta al cerchio con Penati e una alla botte con Vendola, una botta al cerchio con D’Alema e la Bindi e una alla botte con Puppato e Renzi. E poi le primarie, che “è na cosa bbella” [cit.] , da cui se ne esce con un nulla di fatto: Bersani c’era e Bersani c’è. E poi tutti quelli che “…e ma se c’era Renzi” a cui mi viene da rispondere “se c’era Renzi non c’eravate voi, perché avete votato Bersani e mo ve tocca, statece”. Comunque ci provano e sono sempre meno peggio del Pdl, perdono e manco s’arrabbiano, comme d’habitude. E poi lo svecchiamento, in un’Italia vecchia e marcia, può passare per tanti canali, primo fra tutti il ringiovanimento.
In finale, per dirla alla romana, le chiacchiere stanno a zero, quello che conta sono i fatti. Poi certo, ci sono contenuti di comunicazione in appositi spazi di relazione [cit. GRGA] e io ci godo a vedere che cavolo si inventa la gente incompetente. Avendo lavorato per qualche tempo in comunicazione ed eventi penso a quanto lavoro ci sia dietro alle campagne di marchétting, quante proposte, quante idee, quanti tentativi e quante previsioni! Ma nella politica italiana i risultati sono, in ordine casuale: Berlusca e la finta lettera per la restituzione dell’Imu,  “Sconfiggeremo il cancro in tre anni” a cui si poteva rispondere solo con “se mi nonno c’ea tre rote era n carretto”, “si può fare”, “adesso!” e altri scopiazzamenti più o meno ridicoli di campagne meglio riuscite e meglio studiate negli Steitz.
Poi mi è venuto in mente che ogni volta che  vedo in giro una roba assurda con un prezzo più assurdo (tipo aifon5) e dico qualcosa, il Primate mi risponde saggio “questo è un  bene, perché bisogna separare i soldi dai cretini”.
E quindi io vi faccio vedere come si separano i due euro dai Piddini:

Guarda un po’ chi si rivede…quanto tempo!

Insomma mentre tutti erano lì a dire che Grillo è cattivo, Grillo ruba i voti alla sinistra (che però non fa nulla per cercare di meritarseli), mentre Giannino ripassava Il valzer del moscerino, mentre Vendola andava dal logopedista senza risultati, mentre Di Pietro seguiva le orme di Ingroia che però in quel momento stava andando a una fungata organizzata da Fini, mentre io riflettevo sull’effettiva efficacia dello sciampo a secco…Berlusconi rimontava alla grandissima.
Parafrasando Er Costa “Berlusconi non è invincibile, è solo che non perde”. Quindi, a mio modestissimo parere, tre sono le grandi verità di questa elezione: Grillo ormai non lo schioda nessuno (e, preghiamiddio, non diventi partito di maggioranza sennò veramente veramente…), Berlu c’ha sempre una mazzetta nella manica e Bersani riuscirebbe a perdere anche al posto di Putin.
In questo clima da disastro imminente, quindi, ecco le dieci cose che Berlusconi avrebbe potuto fare per perdere le elezioni:

1. essere colluso con la mafia

2. andare a mignotte

3. evadere le tasse

4. scandalo sessuale con minorenne

5. riuscire a inimicarsi anche il clero corrottissimo

6. governare malissimo per 20 anni

7. distruggere il sistema scolastico e sanitario

8. pulirsi il culo col uelfar

9. promettere rimoborsi di tasse mentre le aumenta

10. sputtanarci internazionalmente

11. fare le corna nelle foto ufficiali

12. truccarsi

13. fidanzarsi con una che ciuccia calippi di lavoro

14. insultare gente rispettabile a caso

15. mi è sembrato di sentire “Dell’Utri”

16. speculare sui morti dell’Aquila

17. stuprarci la nonna

18. aggiungerci di nascosto il sale all’acqua della pasta già salata

19. dirci “ma come stai bene!” quando ci proviamo dei pantaloni che ci fanno il culo grosso

20. rubarci il ragazzo

21. dare polpette avvelenate al gatto

22. nascondere le chiavi di casa mentre uno sta uscendo

23. cambiare la stazione radio mentre passala nostra canzone preferita

24. rimuovere la chiavetta uessebi senza l’apposita procedura

25. votare Mengoni a Sanremo 

26. rubarci l’appuntamento dall’estetista prima delle vacanze

27. morire

LE ULTIME PAROLE FAMOSE…

…e comunque dopo aver sostenuto di essere sempre e comunque una persona della destra laica e liberale (rappresentata in questa nazione da mi nonno in cariola), di odiare e schifare i comunisti all’italiana (Bevtinotti me siente? sientem’ammè!), dopo aver gradito l’entusiasmo dei grillini ché comunque sempre meglio i 5Stellle di Alba Merdata, dopo aver ammirato colui il quale ha fotoscioppato Ingroia sui manifesti donandogli lo sguardo di quel bonazzo di De Magistis (t’amo!), dopo aver sostenuto per anni e anni e anni che le persone intelligenti non possono in alcun modo votare Lega, dopo le innumerevoli litigate in cui ho tentato di spiegare ai sedicenti “gente di sinistra” che essere di destra e essere berlusconiano sono due cose simili come il burro e la ferrovia, dopo infinite discussioni in cui ho sostenuto strenuamente che il mio primo obiettivo politico è l’assoluta laicità dello stato e quindi Monti ammazzati, ho fatto il test di Openpolis.
E questi sono i risultati: 

Schermata 02-2456337 alle 11.27.08

PARLARE ADESSO NON HA PIU’ SENSO O FORSE Sì? [cit.]

Una serie di notizie altalenanti si sta riflettendo sul quadro impressionista e impressionante della mia vita: le ovaie ballano la socadance e poi vanno in letargo, regalandomi dei capelli oleosi come non mai, il Primate che attraversa un periodo di ansia da mutuo e simili che dura da circa 3 mesi e pare che altri 3 mesi durerà, il lavoro che comincia a stancarmi (leggi anche: non me paghi, famme bestemmià [cit.], le spese dello sponsale che hanno deciso di autogestirsi e sono prese da un attacco di gigantismo, la fattoria degli animali dei miei parenti che viaggia sull’imbizzarrito andante. Insomma, è un po’ un casino.
Nonostante ciò ho di che allietarmi: ho scoperto che mi piacciono le scarpe col tacco grosso e ne ho prese due paia di cui una color tangerin (alla faccia dell’arancione). Credo mi piaceranno ancora un mese per poi passare a farmi schifo.
Poi ho scoperto anche che mi piacciono le pubblicità a scelta su google, tipo quella del prodotto per stirare i capelli delle donne di colore, rimango imbambolata come un treenne davanti ai teletabbis.
Inoltre accadono cose interessantissime, tipo ieri mi squilla l’interno in ufficio, leggo lo schermino “The President”, metto il tono da centralinista del genere che scappa con Gerri Megguaier e faccio “Sììì?”,  “Frangia, può venire un attimo?” – tono serissimo- quindi mi alzo e vado a passo svelto alla porta del superboss.
Toc-toc, prego, apro, mi dica, e mi appare la seguente immagine: un sessantenne molto prestante fisicamente, dell’altezza di circa centonovanta centimetri e di almeno un centinaio di chili con una matita nella mano destra e un temperino nella sinistra. Sul volto la maschera della sconfitta mista alla maschera dell’incomprensione. Da circa dieci minuti non riusciva a temperare una matita, “menomale che c’è lei, Frangia”.
Io seriamente mi chiedo a cosa sia valso fare un master, ma ancor più mi chiedo a cosa mi servirà mai sapere le regole del congiuntivo futuro in portoghese quando per portare a casa la pagnotta devo temperare matite per sessantenni miliardari.
Poi oggi, mentre la figlia del di cui sopra mi raccontava di come se la sia depilata col laser tanti anni fa e che questa è una storia che vale [cit.], entra The President e mi fa:
“Frangia ma lei ha qualcosa di diverso…”

e io mi giustifico prontamente “eh, sa, dottore, da me c’è mezzo metro di neve, allora sono un po’ in tenuta boscaiola” (c’ho le Timberlademmerda, n.d.a.)
” ma dice? so tanto carucce, c’ha sti piedini in miniatura”
“eh, ho il trentasei…” [cosa mazzo vuoi che ti dica?]
“senta, se le mangia du’ frappe?” [ecco, uno che dice “frappe” a Milano, io lo posso amare]
“eh, dottore, ultimamente sto un po’ attenta alla linea” [mento, perché tanto lui a cena non me vede]
“aaaah, ecco che è! s’è dimagrita!”
“mah, giusto un pochino, sempre cinquanta peso…”
“no, no! è meno PALLOCCHETTA!”
Quindi ero pallocchetta, non so se  you reand count.
Cosa volete che dica una “pallocchetta” delle dimissioni di BennySixtin? Si sarà innamorato, capita.
O del mezzo metro di neve a Milano?
O dell’arresto del capo dei Signori della Guerra? (pezzo dimmerda, la prossima volta che ti stampo un begg ringrazia…opps, mi sa che il begg ar gabbio nun te serve!)
Stasera inizia Sanremo quindi non ce n’è per nessuno, ci sono pochi avventi epocali che attirano la mia attenzione: le prove del mio abito da sposa e Sanremo, tutta roba che s’abbina ai fiori quindi.
MARIA NAZIONALE IO TI STIMO E TI SOSTENGO.

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