UNA FRANGIA è PER SEMPRE (parte terza e ultima del post gheim)

E dunque, dopo essere passata a uorpress è il caso di svelare la misteriosa soluzione dell’incomprensibile quesito del post precedente.

Fornirovvi pertanto alcuni indizi sottoforma di emmemmesse da parte delle mie più care amiche:

“AAAAAGH!WOOOOOOOOW!DATA!DATA!DATA! Cioè, ci ho la lacrima al ciglio” lanoisette

“non si vede un mazzo ma wow!” MAU

“Nn posso vedere gli mms…che m’hai inviato?cm è andata oggi? baci!” e poi “Oddio oddio oddio…mandamelo a qst num subito 338 (numero di Miss Umbria – non scherzo), nn tra 3 min subitoooooooo…che belloooo, sn troppo emozionata!” e poi anche “Wowowowwowowowowow! che emozzzzzione! sono molto molto felice per voi!…nn vedo l’ora d conoscere il brillocco d persona …:) e ora daje di wedding plan!!” AmicaUmbrA

“Mi sono segnata sul calendario 22.10.11 come data di nascita del tuo anello” AGB

Impossibile, poi, riportare le urla in stile perfettamente americano al telefono con Mun, la preoccupazione di mia madre che mi chiede se ho fatto un incidente sentendomi piangere al telefono e le risate isteriche di AGB. Il dialogo con quest’ultima, però, ha riservato momenti degni di nota:

F: oddio, no, cioè, non sai, mi sta enorme ma è bellissimo…oddio…oddio…

AGB: ti rendi conto? non solo sei Fidanzata, tu sei anche Fidanzata con amore!

F: o madonna, non ci si crede…che poi però..

AGB: però cosa????

F: no dai cioè, faccio schifo, sono vestita malissimo, mi ha chiesto in moglie e io avevo delle scarpe di merda…

AGB: perchè che scarpe avevi?

F: delle geocs traforate da ginnastica…cioè, le geocs…dai, le geocs, renditi conto!

AGB: oddio, sei la sposa che respira!

Insomma, la risposta esatta era la C.

POST FRESCO, SENZA CONSERVANTI

Ci sono tanti motivi per cui si interrompe di scrivere un blog, quasi tutti molto poco validi. I miei sono: mancanza di tempo all'inzio, mancanza di connessione poi, mancanza di ispirazione e, lasbatnotlist, ansia da prestazione letteraria.

Riassumendo un po' di vita, a grandi linee è successo che: ho litigato col Primate di bruttobbruttobbrutto. Poi, dopo un periodo in cui io sbraitavo e lui a capoccia bassa, abbiamo fatto pace e tutto è tornato bello e abbastanza normale. Poi ci si è messo il mio posto di schiavitù, trasferte all'estero praticamente non pagate, orari ai limiti della sopravvivenza ma sopratutto la stesura mentale dell'opera del secolo "Il contratto, questo sconosciuto".

Di mezzo, va detto, ci si sono inseriti dei momenti molto belli: leggasi il concerto del Fibra e il compleanno del Primate con tanto di trasfertona dal Norde dei suoi amici per andare a vedere Caparezza.

Vorrei anche descrivere dettagliatamente questo concertone bello bello bello, ma non posso. Due ore prima dell'inizio, infatti, avevamo aperto la grande stagione della caipirosca scè Maison Dourange. Sono arrivata all'Ippodromo di Capannelle senza ricordarmi il mio cognome e ho ballato come una disperata ore e ore, mi sono sudata l'anima de li mejo e poi chissà.  Tra gli amici del Primatedellamor va notato Altissimo: troppo alto, coi capelli troppo lunghi, con una bellissima voce e dei piedi giganti.

Insomma poi il mio ominide se n'è partito con Altissimo per un mese in Perù e io volevo tipo essere risucchiata nelle viscere della terra come quella scena terribile di Indianagionz in cui lo vogliono calare nella lava con una megagriglia.

Quindi sono andata a The Ondon a trovare Amico Gaio Londinese. Strano a dirsi ma era la mia prima volta a The Ondon e l’ho trovata umida, zozza e piena di sorci. Nonostante ciò mi sono divertita, sono andata al Q Club dove orde di uomini si univano a orde di uomini, ho conosciuto un sacco di brasiliani di cui uno, a sua volta, conosceva il barista del locale gaio romano Coming Out.

Amico Gaio Londinese sta leggendo la bibbia, va a feste con produttori cinematografici tentando di ammollare loro le sue sceneggiature e fa lo yogurt in casa. Vive con uno carino ma depresso che cucina zuppa di cipolla e con uno bruttino e pazzo che pulisce la cucina con gli occhialetti da piscina (giuro che è vero).

A seguire sono andata a Chiavari (paese e non verbo ma volendo anche verbo) tre giorni a mangiare lasagne al pesto a tutte le ore e poi tutti a Nizza a comprare formaggio puzzone.

Dopodichè Romaromaroma mi ha rivoluta a sé per questioni lavorative, torno in ufficio a fine agosto: tutti abbronzati tranne me, una in piena organizzazione del matrimonio dell’anno, l’altra lamentosa da competizione. Insomma, niente di nuovo sotto il sole cafonissimo daa capitale. Beh, è proprio il caso di dire “niente di nuovo” perché al posto del mio nuovo fiammantissimo quanto millantato contratto di lavoro (finalmente a tempo determinato e con aumento) mi viene propinato un trimestrale progettino a 30 denari al mese. Ora, dico io, mi pare evidente che non è questo il periodo buono per far carriera, c’è già una fila che la metà basta per farsi mettere crocifissi in ogniddove, lo so che io la croce in questo ufficio la devo portare sulle spalle e mi manda anche le mutande in mezzo al sedere, va bene tutto, però perché per sti due soldacci devo avere uno stramaledettissimo blecberri che mi trilla a tutte l’ore? La reperibilità è una cosa da medici, non da organizzatrici.

In tutto ciò, due grandi avvenimenti si stagliano sul piatto sfondo della mia vita: mi sono fatta la permanente e ora sono riccissima e Amica Umbra s’è invaghita di Altissimo.

Della prima questione c’è poco da dire, esaltazione iniziale e dramma attuale: ho i capelli liscissimi quindi, con la crescita, sembro un fungo atomico scasinato.

Della seconda, invece, potrei scrivere per ore. Ma mi sento riassuntiva, pertanto: Amica Umbra va a Dublino 15 giorni e Altissimo mi frega il Primate per un mese in Perù, si scrivono a distanza lunghissime lettere elettroniche per non dirsi nulla, poi tornano e si senticchiano. Le occasioni per vedersi si possono creare seppur con difficoltà (lui vive nella patria dell’inter, l’interland milanese). Amica Umbra propone e lui scuseggia e vagheggia.  Lei attende con una calma del surfista che manco in fila alle poste e poi decide di lumeggiare la situazione. Dice chiaro e tondo “oh, coso, mi piaci, usciamo e ceniamo” e lui prima dice “volentieri” poi dice “sei carina, simpatica, divertente, solare gné gné gné siamo amici”. E qui ci vuole un grandissimo LALLERO (per i non romani: espressione sonora a significare “ok, stai cercando di convincermi che Gesù è morto di freddo”).

Ora…ce ne sarebbero anche da dire su GRGA che s’è fatto crescere la barba in attesa della nascita del suo figliuolo, su La Sirenotta che s’è rimediata un marinaio ad Amsterdà, su mia madre che s’è iscritta al faccialibro e non fa che scrivermi commenti su ogni foto tipo “amore di mamma quanto sei bella”, sul fatto che il mio cv è più distribuito del catalogo dell’ichea, MA ora non c’ho voglia. Contentatevi di questo parto.

 

A presto.  

DEFIBRILLATORE!

Il mio blog non è morto. E’ in coma reversibile.

Ne uscirà non appena imparerò a gestire i cambiamenti avvenuti nella mia esistenza terrena attuale: l’avvento del blecberri, il cambio di scrivania, la passata finta crisi col Primate.

Se avessi avuto tempo e modo, ecco i post che avrei scritto in questo mese passato:

Frangianaizer: tempi, modi e parole della mia promozione al lavoro. Istruzioni su come incasinare anche una scrivania grande il doppio, come essere messi a parte dei segreti aziendali senza fare la faccia scarfagnata

Ischia col bene che ti voglio: uichend alle terme ischitane con tutta la famiglia Liscia. Nota di merito a mia nonna che si compra un costume leopardato e Cugino Boro che commenta “a no’, te fa ‘n ber culo sto costume!”

Perizoma in carta mon amour: portare il Primate alla scoperta delle gioie dell’hammam. Sentirlo guaire come un’aragosta nell’acqua bollente. Vederlo resistere nel bagno turco dai 7 ai 10 secondi massimo, il tutto con pantaloncini fiorati. Scorgere l’assistente che ci porge gentilmente dei perizomi in carta (bianco e rosa per lei, nero per lui) e vedere Primate perplesso, schifato, vergognoso e molto imbarazzato (“Amore cos’è sta ricchionata?” “E’ per andare a fare il massaggio” “NON ESISTE!”)

GRGA non si smentisce mai: quando qualcuno ti conferma che il matrimonio è la tomba della passione. E tu smetti convinta di guardare i cataloghi di Atelier Aimée.

Cronache dal fronte dei cuori infranti e riappiccicati su con l’attac: la Sirenotta e la neverendistori con Avvocatucci, Amica Umbra e Enigma che programmano pomiciate a pagamento, Coinquilina Altissima e Tacsidraiver il Nano che non s’è capito perché non copulano. Ovvero: se vogliamo che tutto resti com’è, tutto resta com’è.

Aria di Primavera a Maison Dourange: dopo il Primate non s’erano avvistasti altri uomini trombanti a casa nostra. Eccisisbagliava, cissi. Infatti ad allietare le nottate di Marchigiana Montante è giunto Mascalzone Latino, guaglione guascone fedifrago e con mutanda rossa che ha rapito l’inespugnabile cuoricino di Marchigiana.

Aggiungi un posto a tavola: o anche “Dei tentativi disperati di accoppiare amici del Primate e amiche mie” tipo il Sensibilone e la Scoppiata, il Doppiuccello e la Sirenotta.

La favola di Frangia e Primate: la mia vita di coppia corre a briglie sciolte nei prati sterminati della felicità, da oggi con più uichend nei boschi, con più coccole al mio gatto senza denti, con più spettacoli dei Momix, con più drink stordenti di Trastevere e anche di Piazza Castello, con più pizza ai porcini e peperoni a colazione, con più proposte di viaggi a sospresa tramite .pdf, con più lacrimucce di litigio e di gioia, con più orchidee, più cinema di corsa per non perdere l’aereo, con più visita notturna alla Camera dei Deputati, più osservazione ammirata dei pargoli altrui, molti ma molti più baci e anche con molta più stitichezza.

Questioni di primaria importanza: amiche che, per motivi molto diversi, mi comunicano il loro saccheggio di Intimissimi. Colei che vuole sedurre l’ammeregano e colei che vuole intortare uno che l’ha intortata da un pezzo. Il tutto tramite il gran potere della mutanda.

Le poulet est arrivé: e anche lo Zoo di Testaccio finalmente vede l’arrivo di tre figure mitologiche in una: stagista/maschio/omosessuale. Ora sì che quest’agenzia di comunicazione si può dire al completo.

 

Insomma, questo e un po’ d’altro nei miei ultimi tempi. Sicuramente qualcosa mi è sfuggito ma nessuno lo saprà mai. Se Splinder me lo permettesse, poi, metterei anche delle foto ma la tecnologia ha deciso, a differenza del grasso superfluo, di non essermi vicina.

 In attesa di tempi (e basta) ve saludos.

IL FATTORE VERGINELLO

Questo è un post-dossier. Di quelle robe drammatiche che passano dopo pranzo su canale 5 ad agosto in alternativa a Rosamund Pilcher.

No, non parlerò di un ragazzo morto per brutti scherzi di una confraternita americana né della madre con un furgoncino che fa volantinaggio in nome della verità, né del ragazzo-padre interpretato da Devid di Beverly Hills 90210 o della brava studentessa prostituentesi nella magistrale interpretazione di Donna di Beverli Hills 90210 (no, no, non la Minetti, eddaje).

Ebbene, dopo sto preambolo, parlerò del Fattore Verginello.

 

(se siete uomini, avete almeno 25 anni e non avete mai approcciato una donna, cambiate immediatamente pagina perché certe cose non le volete sapere)

 

E’ un dramma che tocca, prima o poi, qualsiasi giovane donna.

Il Fattore Verginello (FV) si presenta sotto molteplici forme e per varissime ragioni.

Se vi capita prima dei 20 anni, oh donne, non è un problema. Probabilmente l’ometto in questione è giovine quanto voi e semplicemente un po’ senza esperienza: succede e non è grave. Potrete avere una storia e poi, siccome siete ancora in tempo, vi mollerete senza troppi drammi.

Se vi capita intorno ai 24 anni e lui è coetaneo, vi amerà. Ma tanto. Perché ha aspettato sin troppo e quindi ora qualsiasi donna lo metta sulla strada della maturità sessuale, sarà per lui una Madonna-non-cantante da venerare. Almeno fino a quella dopo.

Dai 25 in poi, oh donne, è un dramma. Ha aspettato troppo. Troppissimo. E quindi adesso è un problema che lo handicappa [cit.]. Non vi capiterà mai di strofirnarvici tra le lenzuola a caso. Perché se ha aspettato 25 anni, di certo non si butta a cuor leggero per un drink in più o per “fare serata”. E’ terrorizzato, si vergogna a morte, ha l’ansia solo a pensarci, ha cominciato a pensare che si può serenamente vivere senza mai sperimentare questa cosa e, inoltre, ha il gomito del tennista.

Però, non si sa come, si è innamorato di Voi. Che culo. E vi fa una corte impacciatissima, ovvio. E’ che vorrebbe non corteggiarvi perché ha paura di avervi, però gli piacete così tanto ma così tanto che proprio non vi può stare lontano.

Qui voi vi ponete in due modi: “sto sfigato chi se lo caga” (nel caso in cui abbiate molte altre proposte e siate delle stronze), “sì vabbè  però guarda che per me siamo e saremo solo amici, sei un fratello per me” (nel caso in cui vi piaccia un altro o siate nella fase che proprio non volete sentire manco l’odore di maschio) o, fatalità, “come sei dolce e tenero” (e qui voi siete appena uscite da una storia con uno SdAT o vi sentite grasse e avete bisogno di essere rassicurate). Poi c’è anche il caso in cui uno possa davvero piacervi a priori, ma è davvero un caso su un billion.

Comincerete a frequentarvi e lui avrà delle attenzioni così tenere, così infantili e dolci che vi sembrerà perfetto. E poi vuoi mettere con quello stronzo di prima?

Aspetterete, lui non ci proverà, voi temporeggerete perché è altro che state cercando da questa storia. Organizzerete mille uscite, mille cene, mille incontri con amici, concerti, teatri, cinemini, pizze e grigliate. Vi sentirete così contenti! Ogni occasione sarà buona per confermarvi quanto state bene insieme. E, gira che ti rigira, tocca il uichend fuori. E lì casca l’asino. Perché, al calar del buio, le chiacchiere stanno a zero. E lui sarà preso male il FV verrà fuori a bomba.

Quindi siamo a una biforcazione: nella strada diretta a Meno Peggio, lui confesserà il FV, voi sarete comprensive, vi applicherete invano per 7/10 nanosecondi di euforia e via così. Nella strada diretta a Real Drama senza Mary J Blidge, invece, lui non dirà nulla del FV, non ne vorrà parlare, voi dovete capire et risolvere et fare finta di niente et rassicurare et sorridere. Sempre invano.

Passerete ore a chiedervi come sia possibile e la risposta non la troverete mai, probabilmente risiede sempre in qualche forma patologica di timidezza.

In seguito, se vi va parecchio di culo, lui si rassicura, impara e state bene. Nella maggior parte dei casi questo non succederà e avrete una bella storia seppur sessualmente frustrante. Penserete di amarvi e durerete anche un bel pezzo.

Poi finirà e starete male in ogni caso. Piangerete tutti e due: lui non vi dimenticherà mai e voi non scorderete mai questa storia così intensa e strampalata.

Ma tutta sta manfrina a che serve, in fondo?

 

Beh, questo è un blog di informazione sociale e scientifica, pertanto serve eccome. Perché bisogna che il mondo femminile sappia (AmicaUmbra, parlo con te, sallo!): uno che ha il FV non vi sposerà. Mai. Non ci sono eccezioni. Non c’è via d’uscita.

Voi avete saputo capire e aspettare, spiegare, insegnare e non vi è manco pesato, avete giustamente pensato che non c’è niente di male nel FV e che, quando eliminato, la vostra vita di coppia sarà bella e –soprattutto – eterna. E invece mammancopegnente.

Dimenticate steccati bianchi, torte fatte in casa a colazione, bambini coi vostri occhi e la sue orecchie, dipingere la casa insieme e baciarvi sulla scala col rullo in mano. Adios sogni di gloria.

E, col tempo, capirete anche che non potrete mai fargliene una colpa.

Vi basterà pensare al vostro primo:  nonostante secoli e secoli di maschilismo ci abbiano fatto creare che “il primo è quello giusto” (e Cristo è morto de freddo e la Minetti è madrelingua inglese) non lo riscegliereste mai.

 

PICCOLE DONNE CRESCONO

Mi sa che stavolta mi esce un post serio. Pazienza.

Si sa che per me le amiche sono fondamentali, le ho conosciute dove ho vissuto ed ognuna ha il suo spazio, nonostante gli abissi ci dividano. Ci vediamo raramente e singolarmente perchè, spesse volte, loro hanno come unico punto comune me. Sono tutte donne fantastiche, piene di vita e di energia e di idee e anche molto fighe. Insomma, senza di loro non sarei la stessa, i miei problemi sarebbero irrisolvibili e le mie gioie dei semplici sorrisi. E quando stanno male un po' sto male anch'io. E quando sono felici loro, io sto a palla. Pertanto, poichè questo blog è scientifico, documentato e documentabile, riporto di seguito la missiva giuntami in data odierna con mittente AGB:

amiche mie,

io sono fuori di me.

Luca Siracusa si lamenta da mesi in mensa con gli amici perche' AGB lo perseguita mediante lettere, mail e messaggi.

La voce e' arrivata persino qui in Laboratorio, mentre beata stavo affettando midolli. Cioè SUL POSTO DI LAVORO hanno saputo che AGB perseguita Luca Siracusa mediante lettere.

Io non ho semplicemente piu' parole.

il caro Luca Siracusa trova un modo al mese per rovinarmi la serenità e io non ce la faccio PIù.

a natale, 25 dicembre ore 13 e 30, mi arriva un sms: "dottoressa tanti tanti auguri di buon Natale!" messaggio che mi ha fatto una pena infinita e al quale non ho risposto ma manco per il cazzo.

Pare che nessuno si debba permettere di ignorare Luca Siracusa.

La sottoscritta invece lo fa da mesi.

Cosa devo fare?

Non lo contatto manco morta, capace di prenderla come prova che gli scrivo.

Su non passo per lo stesso motivo.

Mi diffama e non ne capisco il fottuto motivo.

Sono fuori di me, l'ho già detto?

ma piu fuori di me è Cervellovale..

splendido Cervellovale.

Cervellovale mi adora e mi vuole bene. Cervellovale è onesto e mi fa sentire importante ogni singolo minuto che mi sta vicino.

Sostiene che non sa cosa ha fatto per meritarsi me ma ha intenzione di cercare di meritarmi al meglio ogni giorno.

Siamo stati insieme tutta la prima settimana che son tornata qui ed è satato bello persino lavare i piatti insieme.

La paura ogni tanto arriva e mi pietrifica ma lui dice che ha tanto tempo e pazienza per aspettarmi.

Detto questo so che aspettate il dettaglio più importante: non ce l'ha grosso nè piccolo. ce l'ha NORMALE. iddio benedica i piselli normali che mi trombano per 12 ore di fila (ora pro nobis)

ho parlatoa AmicaOspitecheamaCervellovale la prima sera che è arrivata. Non mi sembrava il caso di parlare di cose fisiche visto che sta scrivendo la tesi in 20 giorni e non vorrei che si sentisse in imbarazzo.

dice che non c'è problema e che ci vuole bene quindi se ci mettessimo insieme sarebbe solo contenta. La badilata che le ho dato era però visibile.

Al lavoro non vi potevo scrivere perche la mia collega che guarda sullo schermo mio 9 ore al giorno è la migliore amica dell'altra mia collega, la ex di Cervellovale. Nonchè colei da cui deriva tutta la parte elettrofisiologica del mio lavoro senza la quale sarei FOTTUTA. Credo aspetterò a dirglielo. addio.

voi?

Frangia e MAU: AGB al giorno 19 gennaio 2011 è felice.  

MA CHE DISASTRO IO MI MALEDICO [cit.]

Nel periodo in cui la mia vita sentimentale conosce, per la sua prima volta, la perfezione dei romanzi rosa, quella delle mie amiche sfiora il catastrofico.

Oddio, non del tutto.

Segue accurata disamina:

MAU E PASO ADELANTE:finalmente sono riuscita a conoscere l’ominide che ha rubato l’inaccessibile e inespugnabile cuoricino di MAU. Di Paso Adelante va detto che porta gli occhiali e che, quando non se li mette, è diversissimo.

Paso è un vecchio amico di MAU e, come ormai appare evidente, mettersi con gli amici sto periodo va un casino.

Insomma adesso sono tipo tre mesi che si sentono mezz’ora tutte le sere e si vedono il finesettimana e una sera tipo il mercoledì. Sono abitudinari e felici.

Per dare un’idea del romanticismo del fantastico Paso Adelante basta narrare di quando, a caccia della passione di MAU, ha creato un letto usando per zampe della rete l’Enciclopedia degli Animali. Tutto questo allestimento creato presso La Casa Abbandonata dove, con meno cinque gradi centrigradi, dava prova di un’incrollabile virilità.

AGB E IL CERVELLOVALE: ebbene, come tutti sanno, AGB è bella+intelligente+simpatica+elegante e non trova un uomo decente manco a pagamento paypal. Fatto sta che circa un anno fa ha deciso di buttarsi in maniera definitiva sul lavoro e quindi ha dato il via al massacro dei ratti presso il laboratorio in cui lavora. E’ una che coniuga stivali di camoscio e cervelli di sorcio come fosse normalissimo.

nsomma, siccome è bonazza ma anche molto compagnona, è andata a vivere con un suo collega che chiameremo Cervellovale in quanto fa il regbista – minuto di silenzio e adorazione – sed etiam usa microscopi, microcip e un sacco di altre cose micro per migliorare il futuro della nostra stirpe passando per la scienza.

Pe falla corta e pe falla breve una sera, causa ospitalità, hanno dormito nella stessa stanza ed è successo il fattaccio. Hanno pomiciato.

Ommioddio. Cioè…già convivono. E si baciano pure. Ci si rende conto del possibile disastro nel caso in cui la copulazzzzio fosse nefasta?

Ebbene, Cervellovale ha praticamente confessato di essere da sempre innamorato di lei. Tipo lui la amava quando lei piangeva per quello coi CapelliallaFrancescoRenga, la amava quando lei copulava e poi piangeva per Luca Siracusa e tutte queste belle cose qui. La amava in pigiama, la amava coi tubini indossati per uscire con altri, la amava sempre e comunque nella buona e nella cattiva sorte. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua calma del serfista.

Insomma, per fugare ogni ansia, lunedì mi arriva un messaggio privato su feisbuc in cui AGB dice chiaro e tondo “sabato ho fatto sesso per 12 ore. Addio”. E per questo tutti noi amiamo Cervellovale e la sua resistenza da fondista. Adesso sono innamorati, felici e conviventi e pure dotati di una piantina fuzzia di cui lui l’ha omaggiata.

Cosa si deduce dalle due storie appena raccontate? Che tutte le donne tendono a sottovalutare il potenziale tanto sentimentale, quanto sessuale e per di più botanico dei loro cari amici.

Ma veniamo ai dolori.

AMICA UMBRA E ENIGMA:uggesù che tragedia. Praticamente lei lo ha sempre amato sin dal primo giorno di lavoro. Lui dapprima schivo si è poi fatto amichevole. In seguito a problemi di varia natura hanno pomiciato ma lei, in evidente stato di ebbrezza, ha rimosso. Lui si è pertanto risentito e ha continuato con un atteggiamento un po’ ambiguo ma che, strignistrigni, non portava a nessun fatto compiuto. Lei ha quindi provato ad accennare discorsi ma lui l’ha gambizzata sul nascere dicendole di non essere interessato. Salvo poi continuare a toccarle il culo, poi le tette, poi strusciarsi, poi farle battute, cantarle canzoni et similia. Tutti i loro colleghi parlano chiaramente di innamoramento cocente del povero Enigma che, causa timidezza, non si espone.

Le teorie che continuano a trascinare i nostri discorsi sono riducibili principalmente a due grandi tesi generale:

– è gay

– è vergine

Insomma due drammi esistenziali per la povera Amica Umbra. A supportare la prima teoria c’è il fatto che non è mai stato avvistato con una donna in due anni (che, a ben vedere, supporta anche la seconda) e che dai suoi amici (tutti maschi, n.d.a.) viene chiamato Er Vasella. Adesso…ha molti tatuaggi….però, comunque…

A supportare l’altra teoria c’è il fatto che rifugge contatti che vadano oltre la palpata di culo di Amica Umbra, che si sia rifiutato di andare a passeggiatrici in quel di Amsterdam e anche che non commenta mai volgarmente la banda di strappone che frequentano il suo ufficio. Ma, riflettendoci, questo potrebbe anche significare che, tipo, è un uomo educato. Ma secondo me è vergine e, forse, anche gay.

La terapia che io ho consigliato è stata: scolati un montenegro e appiccicalo al muro.

Ma le più grosse soddisfazioni in fatto di avventure infelici con l’altro sesso, ce le regala sempre la grande Sirenotta.

SIRENOTTA E IL TROPPO ALLEGRO CHIRURGO: mentre la storia tra Sirenotta e Avvocatucci non cessa e non cessa di essere problematica, Sirenotta ha conosciuto in Piazza Navona il Troppo Allegro Chirurgo. Si presenta tronfio coi suoi 34 anni, comincia a fare l’elenco delle sue specializzazioni (chirurgo plastico, n.d.a.) e delle iacuzzi installate nel suo attico di Piazza Navona. Insomma, se la tira troppo ma in previsione delle rughe, merita una scianza. E Sirenotta gli dà la scianza. Si vedono e lei sale in macchina di lui. Una Yaris. Ora, io non ho nulla contro le Yaris, anzi. Però mi aspettavo tipo uno scioffer guidante una Caien a cui era legata con una catena d’oro e diamanti una Ferrari coi sedili raffiguranti Sirenotte serigrafate in cui i due, al primo appuntamento, avrebbero chiacchierato senza doversi preoccupare della strada. No? Insomma lui guida la sua monovolume e si dirige sul GRA, direzione fratte. Lei si intimorisce e giungono nel mezzo del cammin di una boscaglia. Lei si caga sotto. Lui prende una ventiquattrore. Io già mi vedo la Sirenotta fatta a salsicce, salami e lombetti con strumenti ospedalieri. E invece no, tira fuori due bicchieri e uno sciampagnino. Dalla ventiquattrore: sparati. Ma il bello deve ancora venire. Ci tiene a dire che lo sciampagnino è gentile omaggio di un paziente. Pure pidocchio. Ma il dialogo si fa più brillante, l’atmosfera si rilassa e i due finiscono a baciarsi. Nel mezzo della pomiciata, poi, per lui arriva il momento più bello. Quel momento più bello. Lì, al calduccio delle sue mutande. Spluff. Aaaah. Senza scomodare nessuno, ha fatto tutto da solo, rapido e indolore. Allora, dico io, caro il mio Troppo (davvero Troppo) Allegro Chirurgo…te la tiri e ti do una scianza, mi porti a fratte e ti do una scianza, sei pidocchio e ti do ancora una scianza. Ma come vuoi che ti giustifichi la tua pre-venuta manifestazione di piacere?  

Quanto a me, beh, starei qui a parlare di quanto sia meraviglioso il Primate e di quanto mi renda felice come non mai e di quanto faccia apparire erroneo tutto quello che non è lui. Ma purtroppo devo andare a fare 150 uova di zabaione che venerdì sera sbarca da me e abbiamo un sacco di cose di cui parlare. Adios. 

E’ PIU’ VOGLIA DI QUALCOSA DI BUONO

La premessa è che ho nuovamente e radicalmente cambiato di capelli.

Ci sono degli avvenimenti che non si possono bene spiegare, sono delle epifanie. Vanno presi tipo dogma, senza discutere.

A tale proposito sono stata avvertita che una di queste manifestazioni avverrà martedì prossimo verso le ventiettrenta in zona casa mia. Giuro che presto smetterò di elencare, promessissimo. Forse.

Lafrangia scrive l’angoscioso elenco di cose da fare da qui a Sant’Ambrogio.

  • prenotare la ceretta
  • scoprire di cosa si nutrono le epifanie a colazione
  • acquistare vettovaglie gradite alle epifanie a colazione
  • prenotare una cena
  • richiamare per sentire se hanno davvero segnato l’appuntamento per la ceretta
  • assillare AmicaUmbra in casa
  • assillare LaSirenotta al telefono
  • assillare MAU e AGB tramite feisbuc
  • passare davanti all’estetista e chiedere casualmente notizie relative alla ceretta
  • decidere cosa indossare almeno per 3 giorni su 5
  • assillare AmicaUmbra in casa su cosa indossare e sentirsi dire “na cosa semplice”
  • assillare LaSirenotta al telefono su cosa indossare e sentirsi dire “na cosa strappona”
  • assillare MAU e AGB tramite feisbuc su cosa indossare e sentirsi rispondere “due gocce di scianel”
  • mangiare dolci e sentirsi in colpissima, poi grasse e infine pinap
  • specchiarsi milioni di volte
  • controllare quanti quintali di ceretta serviranno per distinguervi da un primate
  • dare fuoco alla camera e ricostruirla perché  ci si mette meno che a metterla in ordine
  • trovare delle lenzuola appaiate, lavarle e metterle su
  • pensare “oddio e se me annullano la ceretta che faccio?”
  • andare a ricomprare le vettovaglie della colazione appena divorate per i nervi
  • dare aria alle stanze
  • rifare un giro di chiamate di assillo vario alle amiche
  • ridere felicemente e/o istericamente
  • prendersi male ogni tre per due e, comunque, pensare alla ceretta
  • stabilire se è meglio: calzino o niente, pigiama o niente, pigiama o camicia da notte, quale pigiama o quale camicia da notte
  • chiedere a AmicaUmbra se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi dire “metti una tuta”
  • chiedere a LaSirenotta se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi dire “una ghepier”
  • chiedere a MAU e AGB se è meglio niente, calzino o pigiama e sentirsi prendere per culo
  • rendersi conto che tutto questo è quantomeno ridicolo e quindi ricominciare da capo. 

FAI 45 GIRAVOLTE, FALLE ANCHE ALTRE VOLTE

La storia di come sono finita alle sei di mattina scalza in via Ostiense, è lunga. Comincia con la grande delusione d'amore di AmicaUmbra che, da troppo tempo ormai, ha il cuore a pezzetti piccini picciò. Quindi chiama in aiuto me e Tezenis, la sua amica col cappotto bellissimo, e ci chiede di accompagnarla alla festa di compleanno di un suo collega che, per l'occasione, avrebbe presentato in pubblico la sua gallinaccissima nuova metà. Conscie della presenza di molti corpi femminili corrispondenti alle attuali tendenze della moda, decidiamo di applicare la grande (e sempre vincente) regola del "PiùFi": se non puoi essere più figa, sii più fine. Non acchiappi molto ma acchiappi bene. Usciamo a fare compere, AmicaUmbra sceglie un vestito in raso grigio matita, Tezenis uno in raso e perline color tortora, io indosso una tunichina rosa cipria con cintina nera. Checchissimo, il quinto coinquilino d'adozione, mi fa "molto Eva!" (ErZigova, n.d.a). Ebbene sì, sembro proprio Eva, piegata in 4. Arrampicate sulle nostre scarpe andiamo a cena. Facciamo un aperitivo bello ignorante e, conscie anche della presenza di Enigma, decidiamo di sfasciarci alla maniera di 3 quindicenni. Enigma è un altro collega di AmicaUmbra, non bello ma figo, alternativo, supertimido e pure strabico. Insomma: affascinantissimo. AmicaUmbra l'ha amato dal primo momento e lui, dapprima indifferente, poi si è dimostrato molto molto molto amichevole. Amichevole del genere che prova a baciarti, poi non ti bacia e ti dice che scherzava. Simpatuiciusssimo proprio. Burlone. Birbantello. Nzomma, na faccia de mazzo. La cena procede serena tra un cacio e pepe e un bicchiere di vino. Il caffè non lo prendiamo, ma lo ammazziamo con la techila. AmicaUmbra fa una di quelle cose che io non credevo di poter vedere: in due bicchierini, in guisa di rhum e pera, si fa versare techila e montenegro. Il resto della resata è in discesa. Arriviamo al 45Giri, arriva un fiume di sciampagnino, 4 o 5 affluenti di gin. Mi ritovo una vitalità ai limiti della legalita [cit.] e poi ho un attimo di vuoto, so solo che mi sono ritrovata in bagno con Tezenis, flut alla mano, che asciugavamo il volto rigato di lacrime di AmicaUmbra che singhiozzava. Io, seguendo un antico precetto di Lanoisette, le ho detto "vuoi un consiglio? Bevi!" allungandole lo sciampagnino. Fatto sta che poi balliamo e balliamo e balliamo. Io salgo su un divano con le scarpe in mano, incurante del mondo e del fatto che senza tacchi sembro un tappetto foderato di rosa. Dietro di me AmicaUmbra che parlotta con Enigma, visibilmente meno ubriaco di noi e di lei. Spariscono per un po' ma io non me ne accorgo, parlo con Tezenis, beviamo, balliamo, il tempo non esiste. Finchè non si alzano le luci e scopriamo che sono le cinque di mattina e che ho ottime probabilità di dover subire l'amputazione dei piedi. 10 ore di tacco 12 non le può reggere davvero nessuno. Usciamo e  non ci sono tacsi, quindi bisogna farsi accompagnare da una nostra conoscente. AmicaUmbra delira, dorme, spara cazzate, se la prende con me per il solo fatto che io esista, ma io la amo lo stesso. Arriviamo a casa e le metto il pigiamino. La mattina dopo si alza e mi fa, con voce oltretombale "A Frà, ho fatto qualche cazzata?" e io, con una sicumera senza pari, "Boh!". Dopodichè cominciamo a spremerci le meningi su quel che potrebbe essere accaduto tra lei ed Enigma.

Passa qualche giorno e lei esce con SuaFrocità che dice di averla vista baciarsi con Enigma. Corre in camera mia, svegliandomi, per annunciarmi il lieto evento. Adesso, dico io, tu passi due anni a venerare questo tuo collega di scrivania, mi parli di lui notteggiorno, lo desideri come nessun altro al mondo, passi sopra a qualunque altro interesse per il mondo maschile per lui, ponderi e soppesi ogni sua sfumatura di saluto e poi…poi pomiciate e non te lo ricordi? No, vabbè, cioè. Io passo mezz'ora a ridere e prenderla per culo. Lui fa lo sciocchetto ma non si espone. E adesso staremo proprio a vedere. Lei, ovviamente, attualmente vive per smaniare.

Nel frattempo io ho fatto una litigata furente col fu Bancario e, onestamente, ci ho rimesso un cd originale degli SmescimPanchinz. Tutto il resto è noia.

Il mio fiammante cellulare mi annuncia che Mau s'è fidanzata col suo amico di vecchia data PasoAdelante che, sì bacia bene, ma sul resto ha da prendere qualche lezioncina di preliminari. "Però è tanto dolce, carino, tenero e mi prende la mano e bla bla bla…"

Tranguginado susci, Sirenotta mi racconta di portare avanti la sua liesondansgeres con Avvocatucci e di quando ha lasciato lo stampo delle sue tette sul tavolo di marmo delle riunioni del prestigioso studio pariolino. In seguito, dice, ha conosciuto Misurato. "Sai Frangia, mi guarda con tutto questo desiderio, è attento a tutto, mi dà tante attenzioni, mi chiede sempre di me, è galante….ma è basso, cioè, è un nano. M'arriva alla spalla, io so la custodia sua, me c'appoggio". Assaporando il gusto di essere un metro e mezzo, cerco di far ragionare Sirenotta sul fatto che è bravo ragazzo, che la tratta con garbo, la rispetta, l'aspetto non è tutto e tutta sta serie di panzane. Lei, con la femminilità che la contraddistingue continua "Mi ha portata a cena lì e poi mi ha detto così e poi gné gné e poi…sai, Frangia…è un uomo molto misurato…ecco, sì, misurato, pure troppo misurato!". E oltretutto, aggiungo, ha un nome con la cappa.

Quanto a me, dalla settimana scorsa ho i lividi su entrambi i colli dei piedi per colpa di quelle decoltè assassine e mi giro e rigiro nella mia nuvoletta rosa facendo conti alla rovescia sul calendario del mio cuore. Ovvero: evito di parlare di me perchè, sdolcinata come non mai, potrei causare vomito e/o carie.

DONNE IN RINASCITA

Una parola di conforto per ogni tuo discorso

sarà la cura ad ogni tuo rimorso

prendo nota e non dimenticarti questo.

e se t’annoi tieni il resto

Dari – Più di te

Il titolo è quello del brano di Jack Folla su cui abbiamo lacrimucciato tutte, ma tutte proprio. Nemmeno l’odioso quanto stuzzicante Fabio Volo ce l’ha guastato, parla di noi, di noi tutte nelle nostre debolezze tanto evidenti persino all’occhio di un bipede maschio.

Comunque, torniamo a Roma, pianeta casino. Rientra Amica Umbra in casa e le dico che o mi offre la cena o dovrò mangiare tonno e mais. Decidiamo di far coincidere le dispense nel crostone Galbanino e funghi molliccio sotto e bruciacchiato sopra. Ironizziamo appresso alle disgrazie giornaliere: io che mi perdo cinquanta euri nel nulla, io che pago l’affitto con gli ultimi soldi di tutta la casa, lei che per sbaglio scrive su messenger al suo capo che potrebbe anche sbrigarsi a pagarla e un sacco di altri drammi monetari che è meglio prendere a ridere.

Insomma le chiedo del tizio che forse “le batte i pezzi”, lei mi chiede del tizio che forse “mi batte i pezzi”, parliamo dell’assurdità del nostro lavoro, di cosa fare nel finesettimana, del capodanno naa capitale o in una capitale. In tutto questo c’è una costante: la faccia aggiapponata.

La faccia aggiapponata è tipica di chi, nonostante tutto, ha l’espressione felice di un giapponese ritratto in foto davanti al Colosseo: occhi stretti all’insù, sorrisone a bocca aperta, luminosità diffusa nel volto. E’ giovedì sera, noi siamo sotto la soglia di povertà, mangiamo Galbanino con un livello di singletudine che ci permette di metterla sotto sale [cit.] e nonostante questo ci pare che niente ci possa uccidere.

  • Alla fine è venuto bene sto crostone!
  • Co sta fame!
  • Senti…accendo il pc. Vediamo se c’è quello ollain…
  • Molto bene…metti una musichina.
  • Sentiamo “Anima Fragile”?
  • Eh? E perché?
  • Beh…non siamo un po’ troppo felici oggi? 

 

  

    CORRI FORREST CORRI. GIURO CHE TI RAGGIUNGO IN TACSI.

    E' sconvolgente la quantità di speranze che la gente giovane ripone nel sesso. Un'idea mal ripagata di panacea per tutti i malesseri, ma è solo adrenalina che pompa a tremila per sette minuti e ti accantona pure il raffreddore per quegli istanti, poi tutto riprecipita nel prima, un po' peggio di prima, visto che non hai l'autonomia necessaria per ricominciare immediatamente con la giostra.

    Hanno tutti ragione – Paolo Sorrentino

    L'ho sempre usata come scusa, invece mi sa che è vero. Ho sempre detto, per giustificare un casino senza pari "disordine esteriore, ordine interiore". Fatto sta che, complice il maledetto giorno dei morti o dei santi (impossibile distinguerli e ordinarli), ho dovuto mettere mano al cambio di stagione. Ho traslocato meno di due mesi fa e già mi ritrovo a cambiare tutto, che palle. E' venuta qui anche la mia genitrice pur di darmi una mano tra orde di gonne, orgie di magliette e maglioni, cappotti, cappottini, giacche, stivali di ogni foggia e tutte le bestemmie che ne conseguono.

    Faccio il grosso: cambio coperte, lenzuola, ordine dei pigiami, tre o quattro lavatrici, sciarpette di mezza stagione e addio ai vestitini di cotone.

    Genitrice prende il treno e ritorna in terra umbra. Mi resta da spolverare, attaccare gli orecchini al muro, dare un senso a qualche scartoffia gironzolantee i libri.Lo scaffale in alto per quelli già letti, quello in basso per quelli da leggere. Ci aggiungo l'ultimo arrivato: Nessun dove di Gaiman, usato con dedica scema e carina.

    Torna anche AmicaUmbra da una vacanza di lavoro ad Amsterdam, me la aspettavo più distrutta invece no, qualche novità esilarante e un monte di risate. Amare ma risate. Ci mettiamo sul suo letto sdraiate come in un film americano, ci raccontiamo la settimana, le dico di me, del uichend milanese, delle discussioni fastidiose, del lavoro. Ci connettiamo a internet per dare una doverosa spulciata a tutti i profili feisbuc che subiscono il nostro monitoraggio quotidiano, mettiamo su qualche canzone di Davide de Marinis, stendiamo panni.

    Le racconto della discussioncina con un tizio e poi capito su un blog di genere in cui si sproloquia sulle donne isteriche causa mestruazioni o causa mancata copulatio. Prima sorrido, poi m'indigno. Sarà che ho il ciclo, sarà che piove, qualche cosa sarà [cit.].

    Chissà se c'è gente che sta stronzata la pensa davvero o se è solo gente che, veramente, quando non tromba è isterica. A pensarci siamo più vicini alle bestie di quanto non ci illudiamo di distare.

    Torno in camera mia, mi restano un paio di cassetti del comodino in stile Nagasaki e le candele profumate (che profumano solo da spente, tra l'altro) a cui dare un posto nel mondo. Cerco dei sacchetti per buttare spazzatura e ci trovo dentro, sfuggitomi, il biglietto dell'ultimo regalo di Bancario quando stavamo insieme. Finiva con un "ti voglio bene…", decisamente profetico. Sul ripiano accanto al letto il diploma del master spiegazzato, un cerchietto di vernice rossa, tre paia di occhiali da vista, un libro (Hanno tutti ragione, di Sorrentino, n.d.a.) e quattro segnalibri, una lampada dell'Ichea e una bottiglietta di acqua finita, c'era dentro acqua che sa di rane. Mi viene in mente pure Pinot, amico neoparigino che, alla mia dipartita dall'università, congelò il mango che gli avevo regalato come ricordo. Sorrido ma cacchio, me ne rendo conto solo ora, io odio fare le pulizie perchè attesto che la mia è una camera matrimoniale piena di una sola persona. Ho due comodini e quattro cuscini, un piumone enorme pieno di righe e questo spazio parla solo di me senza che a me manchi nessuno, come se poi fosse un traguardo. E' quando si smette di necessitare delle cose e delle persone che ci si sente dapprima un po' forti e, in un secondo tempo, un po' inutili. Chiamo MAU, mi dice che è felice per me, che sente che qualcosa sta andando per il verso giusto, io rido e le dico che "ormai sono diventata un ometto", lei ride ancora e mi dice che sta intrallazzando con un suo amico storico molto carino. Le chiedo di organizzare un capodanno romano, ci chiediamo a vicenda se stiamo diventando due trentenni isteriche e zitelle acide. Ci rassicuriamo una alla volta. Le racconto di essermi sentita sospirare sulla nuca, lei si elettrizza. Io smadonno, come sempre. Ma smadonno ridendo. Decido che io, donna tutta d'un pezzo che non sviluppa necessità e dipendenze che non siano da roba con etichetta Clinique o Kerastase, stasera mi affaccio al mondo della ggggioga.

    Tentativi fallimentari ce ne furono, principalmente all'università: finii mangiando tre pizze, inseguendo il professore di francese sul Molo Audace, bruciandomi la lingua e sproloquiando sul tasso di pizzetta basso nel sangue.  Insomma: io e le ggggioghe da fricchettoni non ci capiamo. Io solo col saccarosio mi posso gggiogare.

    Nfatti giunge profetica AmicaUmbra con un bel leccalecca marrone all'ascisc che adesso, prontamente, mi ciuccio.

    Sa di sapone e resina, mi sembra di succhiare il tappo del Palmolive. Se mi viene la fame chimica giuro che mi mangio le unghie dei piedi.

    Che poi sicuro mi arriva la botta negativa perchè se c'è una cosa che fa più schifo del lunedì e della domenica, è un lunedì che sembra domenica.

    Insomma in tutto sto marasma inconcludente ho deciso una cosa: per il mio ventisettesimo mi regalo un biglietto aereo e, soprattutto, un tatuaggetto. Il secondo.

    Ho due o tre idee ma si accettano consigli.

    Intanto ne disperdo uno io: la canzone più bella di novembre.