Non il presepe, non gesubbambino ma lo zenzero [cit.]

Sto rosicando fortissimamente, ho bisogno del mio chindol per scrivere le mie recempsioni. Sta cosa mi manda fuori di testa.
Spendo e spando soldi comprando riviste e, udite udite, lo sapere che a Camerondiaz je piace fa la donna oggetto? Per dirne giusto una.
Ho anche comprato Internazionale che, correggetemi se sbaglio, è la rivista letta dai veri antipatici sapientini demmerda. Sembro Guastardo della Radica bionda, coi miei settimanali.
Oltretutto vado in giro coi mandarini e mi scordo di mangiarli in ufficio, così quando esco e vado in metropolitana e becco il Primate lo costringo a mangiarne qualche spicchio, anche se lui odia la frutta. Mi fa “ma perché vuoi che io lo mangi?” e io ho risposto che non voglio sembrare una di quelle pazze che girano con gli agrumi e allora lui, che è meraviglioso, s’è ingollato due spicchietti di un mandarino cattivo e tiepido.
Tra le cose successe ultimamente possiamo annoverare: ho fatto pace con MAS (forse non tutti sanno che non ci parlavo da 3 anni per un motivo che non ci ricordiamo), ho beccato in profumeria ad Agrate Brianza (sigh!) una del mio borgo natio selvaggio e la cosa mi ha semplicemente sconvolto, ho sgamato sul web un vlog di uno che mi piaceva da giovane e mi sono davvero posta delle serie domande su me medesima(non fossero bastati i ginz Fornarina color oro),  ho scelto i confetti per lo sponsale, mi sono comprata due paia di stivali molto belli, smesso la dieta e ripreso un chilo e mezzo.

Passiamo a un post a tema stagionale: le feste comandate.
Già agli albori di questo blog avevo espresso la mia opinione sul Natale (per chi non se la ricordasse, è qui) e ormai tutti sanno che io detesto gli addobbi; non mi resta dunque che fare degli auguri propiziatori.
Considerate che le sfighe che mando di solito arrivano, vediamo se funziona anche fuor di iattura.

Quindi, cari miei sparuti lettori, vi auguro che il nuovo anno vi porti quelle cose che non vi cambiano la vita ma ve la migliorano un casino. Per dire, non vi auguro di trovare una valigia con un milione di euro di cui nessuno reclama lo smarrimento, né di votare quel premier che poi si rivelerà buono  e giusto perché questa è utopia e, seppermetti, le utopie fanno tanto comunismo e il comunismo fa tanto Germania dell’est, che a sua volta fa tanto tuta acetata e calzini coi sandali, quindi no.
Io spero davvero nel profondo del mio cuore che troviate un blascino perfetto per il vostro incarnato e un contorno occhi che sgonfi davvero le borse, o una di quelle creme che davvero renda il vostro pene più lungo di mezzo centimetro. La meraviglia è nelle piccole cose, ma non è che più so piccole e più meravigliano eh. Spero che la profumeria dietro casa faccia svendite sui profumi di Scianel perché non tiene più la linea, che in palestra mettano sempre quella canzone supercafona che però vi piace tanto ma vi vergognate a tenere nell’emmeppitrè.
Se malauguratamente doveste essere disoccupati, spero almeno che l’insegnante del corso obbligatorio statale sia un bonazzo o abbia le bocce grosse.
Vi auguro le piccole gioie del quotidiano, insomma. E anche un Monclerino che non vi faccia sembrare dei ciccionazzi budrillozzi.

Detto questo, stiamo per assistere al mio ultimo Natale da nubile. Oddiomadonna.

Tiè, non dimenticatemi!

12 thoughts on “Non il presepe, non gesubbambino ma lo zenzero [cit.]

  1. @lanoisette: ho capito, mi porto in Umbria lo scecher professionale fuxia, grazie del consiglio.
    @Economa: dici eh? guarda che ci stanno le elezioni…
    @Silvia: il piumino dimagrante è la grande utopia del secolo attuale, ti capisco.
    @caapranzo: applausi a scena aperta sull’unicorno finale.

  2. Hai demolito in due righr il comunismo meglio di come abbiano tentato di fare per anni presunti ideologi di destra.
    “Compagni coi sandali e le tute acetate, prendete la falce e impugnate il martello”.

    Auguri, Fringe.

  3. Le piccole gioie del quotidiano sono quando scendi dal faro, scopri di avere una inspiegabile voglia di pistacchio e incontri per caso Bertina che prima ti augura Buon Anno. E poi ti dice: Vuoi un pistacchio? Buon 2013, Frange’

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