A NATALE PUOI MA NON VUOI

Riassumendo:

il Primate mi ha fatto il regalo di compleanno della vita tipo che nessuno ha mai avuto né mai avrà un regalo così bello. Descrizione: cena nel ristorante preferito + dozzina di rose preferite + 100 ml del profumo preferito. Giorno dopo: sveglia a sorpresa di amici a sorpresa da tutta Italia + paste a sorpresa di cui una al Traminer + busta a sorpresa con dentro buoni a sorpresa per giornata di terme e massaggi a sorpresa per me medesima con le mie amiche medesime + rientro dalle terme con pelle giovanissima e sguardo distesissimo + cena a sorpresa con ulteriori amiche universitarie e non a sorpresa con un menù che mancotelosogni.
Quindi il giorno dopo mi si è rotto il Chindol, rotto l’emmeppitrè, rotti gli stivali diventati quindi scarpe che abbaiano, magneno, parlano, giunta una bolletta romana da millettrecento neuri. Karma Karmilion.
Tutti questi avvenimenti avvenuti meritavano di certo un approfondimento a dovere, una descrizione particolareggiata, ad esempio, di come ho sbavato su un materasso ad acqua vibrante, o di come ho sbavato dormendo nella buca per la testa del lettino dei massaggi. E poi comunque volevo scrivere le recempsioni di una decina dozzina di libri che avevo letto nel frattaim ma Chindol mi ha lasciata, maledetto.
Poi, damblé, oggi succede qualcosa che ha veramente del fastidioso: ho dovuto fare l’albero di natale in ufficio perché The President è patito di addobbi natalizi. E quindi non poteva farselo da solo? No, chiaramente. Conseguentemente sono scesa in cantina col portiere e Perfetto Coglione che mi aiutava coi pacchetti. Dopo aver chiarito la mia posizione netta a favore dell’aracnofobia il portinaio non ha fatto altro che dire che lì è pieno di scorpioni vivi.
Quindi giungo all’ingresso dell’ufficio Brum Brum con tutti i pacchetti di palle varie. Comincio a montare sto albero e mi sento una predica da LaNonRaccomandata (figlia di The President)su quanto è brutto non addobbare casa (non faccio l’albero dalle medie, n.d.a.). Poi riesco a montare sti rami, mi danno una mano a mettere la punta ché non ci arrivo. L’albero è bianco. Ma quant’è brutto? Tanto. Che senso ha? Nessuno.
Vabbè, pace, ci metto le lucine e mi faccio dare una mano, sembriamo tre scemi in ordine decrescente di altezza che girano intorno a un albero di plastica bianca nell’ingresso di un ufficio di desain.
Vabbè, lucette messe.
Apro le scatole delle palline, sono grosse come arance grosse. Solo che bianche. Palle bianche su albero bianco. Bello sì, parecchio natalizio anche. Vabbè, dice quello, le luci saranno colorate, no? Come no, colorate di bianco.
Praticamente una mega-ricotta a intermittenza.
Quindi arrivano dall’altra stanza quei due dicendo “è pronto l’albero???” e si avvicinano dicendo “aspè che metto meglio due palline”.
Così, lasciando intendere che potevo decorare meglio, rompono una pallina per uno.

 

15 thoughts on “A NATALE PUOI MA NON VUOI

  1. Questa mattina abbiamo addobbato lo studio. E la collaboratrice che mi ha dato una mano, guarda caso è bionda. Per un attimo solo, leggendo, ho pensato avessi una sorella padana.
    Qui l’albero ce l’abbiamo vero, ed alto una quindicina di metri. L’abbiamo studiato a lungo, da sotto in su. Poi abbiamo addobbato la scala di ingresso, con le lucine.
    Non fai l’albero dalle medie? Ma se è così… natalizio!!

  2. @SirBabylon: e manco un sugo pronto? che amarezza.

    @povna: mi hai fatto tornare alla mente l’albero dello scorso anno alla stazione Termini di Roma, c’erano i bigliettini di tutti i passanti, era davvero commovente. Brava scuola!

    @D&R: il problema è che mia madre è, se possibile, più disordinata di me. Abbiamo deciso di smettere durante un aprile in cui accanto al divano troneggiava ancora l’albero. Ora mamma ha un alberello fatto con la frutta secca molto carino, alto 15 cm, poco natalizio e quindi adatto a stare sulla mensola per ben 4 stagioni l’anno.

    @pellona: puccioppo solo una sorella. Pensa, quando già l’amavo ma ancora non ci eravamo accoppiati mi dicevo “è troppo perfetto, vedrai che ce l’ha minuscolo”…e invece no! che botta de culo!

    @grigio: ieri ho sfidato ogni diritto del lavoro andando a comprare palline rosse e oro e puntale oro di mia iniziativa, l’albero è proprio davanti al mio ufficio, lo vedo più di tutti e ho il dovere morale di renderlo guardabile!

    @GattaGennara: il mio preferito del momento è il nuovo Addict (Dior), quello lilla, che non c’entra niente col vecchio Addict. Quando non uso questo i miei due altri classiconi sono Coco Mm.lle e Flowerbomb. Sì, mi piace lo zucchero, lo ammetto.

    @venti: sareste una bellissima coppia malvestita!

  3. “Sveglia a sorpresa di amici a sorpresa da tutta Italia”: se qualcuno me lo fa il giorno del mio compleanno è molto probabile che uno di noi due muoia seduta stante. Di morte violenta.

  4. Rotte due palle, se non te la sei inventata per esigenze narrative è una perfetta parabbola (sì, se scive co’ ddù bbì) dei tempi moderni.

    Spero che il piatto della bilancia delle sorprese pesi ancora dal lato termeprofumorosecenapastemassaggiricena
    piuttosto che dalla parte
    bollettakindleemmepitrestivaliscatafragnati

    Ore 21.38, sono in ufficio e di addobbi neanche l’ombra, domani provvediamo!

  5. @simcek: quando gli amici a sorpresa recano doni in stile paletcinquecoloridiDior te se passano tutte le madonne, te lo assicuro.
    @SorUndici: come ben sai, la mia realtà fantastica supera di gran lunga la mia fantasia nella norma, ergo: la storia delle palle è -ahimé- molto vera.
    Il piatto della mia bilancia pesa sempre dalla parte cuore&amore ultimamente, almeno finchè non mi arriva la fattura di Amazzon (sì, se scrive co du’ zzeta)

  6. Anche secondo me e’ brutto non addobbare per il Natale. Io spendo in media almeno 50 eurI ogni anno per comprarmi un paio di palle di vetre fatte a mano. Cosi’ invecchiando ne ho sempre di piu’. E’ una cosa che mi da’ molta soddisfazione, soprattutto quando mio figlio prende la palla a forma di cupcake e la butta per terra rompendola in mille pezzi.

    E’ in quei momenti che uno riscopre la mai troppo decantata importanza della bestemmia in periodo natalizio.

    Ma che gli hai fatto al Kindle? Io il mio ce l’ho da 3 anni e mezzo e funge ancora. Voi giovani non sapete tenere la roba da conto.

  7. Rotto il Kindle? Non farmi spaventare, credevo che il Kindle fosse eterno e indistruttibile. Non lo è?
    (comunque, avevo un buona di 20 euro guadagnato coi sondaggi, a saperlo te lo mandavo…)

    Io non faccio l’albero. Io faccio il presempio (ssì, se scrive con la me). E che cos’hai contro quelli che aspettano un po’ a togliere gli addobbi natalizi? Il mio presempio lo togliamo a Pasqua e siamo tutti contenti. Quasi.

    Non pensavo che avresti parlato così pubblicamente della tua botta di culo…

  8. @undici: e c’hai ragggione
    @caapranzo&LaProf: il mio chindol attualmente se lo scuoti suona tipo maracas. Non so, credo di averlo fatto cadere un numero di volte che va da 200 a più infinito.

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