In sul calar del sole reco in mano 7 recempsioni

L’estate sta finendo, qui a Milano già piove da un pezzo, se non piove fa afa grigia. Uno spasso. Ed è con questo spirito scoppiettantissimo che vado a recempsire le ultime letture.
Certo, avevo detto che avrei letto solo ed esclusivamente monnezza, invece di mezzo ci ho messo qualcosa che non sembrava monnezza e invece, alla fine…

SURVIVOR – Chuck Palanhiuk
Molto figo, va detto. Non il suo migliore, comunque molto figo. E’ la storia complicata di un membro della chiesa Creedish, la classica setta americana in cui a un certo punto si ammazzano tutti. Tutta la storia gira intorno all’ossessione del sesso e della verginità e al suicidio. Tutti i libri di questo autore sono un po’ così: incentrati sulle manie e sulle psicosi di gente assurda, sarà per questo che mi piacciono tanto, perché ci sono bei colpi di scena e situazioni mai scontate. Inventiva ammirevole, anche se l’inizio è un po’ lento.
Adam dice che le culture che per renderti schiavo non ti castrano fisicamente, ti castrano il cervello. Rendono il sesso una cosa talmente ripugnante e diabolica e pericoloso che anche se sai quanto potrebbe essere bello avere dei rapporti sessuali, neanche ci provi.
VOTO: 7

IL MOMENTO E’ DELICATO – Niccolò Ammaniti
Ammaniti è sempre bravo ma sti raccontini sono proprio né carne né pesce. Ovviamente, come sempre, il finale in caciara è assicurato. Alcuni sono molto divertenti, altri sanno già visto-già sentito. Senza infamia e senza lode.
VOTO: 5

TONY PAGODA E I SUOI AMICI – Paolo Sorrentino
Ecco, a me quando uno come Sorrentino – che ha fatto i soldi – prova a fregarti così banalmente, mi girano fortissimo. Racconti lenti, a tratti mortalmente noiosi che, se all’inizio non convincono, alla fine rompono veramente i coglioni. Se sto libro l’ha scritto Sorrentino mi nonna è Hoara Borselli.
Nonostante tutto, salvo qualche citazione:
“E’ questione di tempo, ma si finirà per sostituire le scritte sulle borse direttamente coi cartellini appesi col prezzo da sopra. Ve lo dico io. Se pensate che la volgarità abbia posto dei limiti a se stessa allora la risposta è: no, non ha posto limiti.”

“Negli anni gli architetti, categoria di una pigrizia pari solo a quella dei camorristi disoccupati dalla Camorra, hanno stancamente consigliato alle signore ricche solo ed esclusivamente una soluzione a tutti i problemi della casa e della vita. Questa soluzione si chiama camino. E le ragioni addotte dall’architetto riguardo l’assoluta necessità del camino, sono sempre state monumentali e inattaccabili. Queste, sono le ragioni: il camino fa calore, il camino fa famiglia, il camino è bello, il camino fa casa elegante, ci puoi invitare gli amici e ci fai la brave, il camino ti fa meditabondo, guardi il fuoco e ti viene un’idea geniale per evadere le tasse, ti ci siedi di fronte, ti prendi il tepore sui piedi e ti leggi un bel libro. Nove su dieci, un libro sui camini.”
VOTO: 3

MIGNOTTOCRAZIA – Paolo Guzzanti
Riassunto: ciao sono Paolo Guzzanti, sicuramente mi conoscerete per aver dato alla luce quel gran figo di mio figlio Corrado, quell’imbecille senza pari di mia figlia Sabina e poi Arianna di Boris. Siccome ho inventato io il termine “mignottocrazia” scrivo un libro intero per ribadire questo concetto, ovvero che sono io che ho inventato il termine “mignottocrazia”, termine che non esisteva prima che io inventassi il suddetto lemma “mignottocrazia”.
Gentilmente, qualcuno mi cava gli occhi? Grazie.
VOTO: 2

REQUIEM PER UNA PORNOSTAR – Deaver Jeffery
E’ un giallo la cui protagonista indossa abiti raffiguranti dinosauri, Rune. Una serie di strane esplosioni  in cinema porno incuriosiscono Rune che decide di dare una svolta alla sua carriera girando un film sulla doppia vita della pornostar Shelly Love. Questa sua idea, però, non va a genio a un misterioso uomo col cappello che cerca di ammazzarla. Poi c’è un’altra esplosione e proprio Shelly Love rimane uccisa. Rune non si arrende e continua ad indagare. Fatto sta che il libro continua senza grosse trovate fino ad oltre la metà, poi ci sono sette miliardi di colpi di scena impensabili, sino al finale. Parte a mazzo e finisce a razzo.
VOTO: 6 e mezzo

CHE COSA TI ASPETTI DA ME – Lorenzo Licalzi
Confessioni di un vecchio fisico ricoverato in un ospizio in seguito all’ictus. Le sue impressioni, la sua vergogna, la sua verità e tanti ricordi. Questo libro mi è piaciuto moltissimo, è dolce, intenso e ironico, apre uno spaccato sulla vita e sui pensieri degli anziani che diverte e commuove. Dopo una vita strana ma dolorosa, il fisico Tommaso Perez si ritrova a sbavare mentre mangia, a non camminare, a non avere speranze nel futuro, si comporta da bisbetico allettato e  viene soprannominato “Mr Vaffanculo”. A un certo punto tutto cambia ma non voglio spoilerare. Ah, da notare: è scritto tutto in prima persona, se siete di quelli che non tollerano il protagonista narratore beh, non fa per voi.
E’ facile vedere Dio nella bellezza della natura o nella perfezione delle dinamiche cosmiche, ma allora lo si dovrebbe vedere anche nelle putride discariche di Calcutta, che sono le case di bambini che si cibano di spazzatura, o in certe camere d’albergo di Bangkok, e nella supplica che il bambino rivolge al pedofilo che lo violenta e che si esalta, si esalta per quella preghiera. Lo si dovrebbe vedere, certo, ma io non lo vedo.
VOTO: 8

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO – Erika Leonard James
Te pare che me lo perdevo? Mammancopegnente. La trama è questa: ci sono due amiche, una bella e ricca e l’altra caruccia e precaria. La caruccia e precaria sostituisce la bella e ricca ad un’intervista per il giornale della scuola (Rory Gilmore de sta fava)e lì conosce Christian Grey, un uomo con gli occhi e la giacca grigia (io l’ho immaginato sempre con la faccia di Christian Bale). Lui ha 27 anni, 40 000 dipendenti, svariate mijardate di dollari e una nerchia notevolissima. Sì, perché -non si capisce come – ma a Grey piace la precariella e le dà la caccia a suon di auto in regalo, computer in regalo, shopping illimitato in regalo. Lei, manco a dirlo, ci sta. Arrivano al dunque, lui sfodera la nota spada de foco e lei dice “Grey, ottimo direi”. Quindi trombano ma lei è precaria, caruccia e vergine. Quindi, momento Memorie di una Gheisha, fa la macchia di imene sul lenzuolo.  Dopodichè lui le dà da firmare un accordo di riservatezza piuttosto lungo in cui c’è anche una clausola sul non cacarsi addosso reciprocamente. Di lì è tutto un “ciao, come va? trombiamo!” con delle descrizioni particolareggiate di sti quattro/cinque amplessi che poi, diggiamoggelo, non sono davvero niente di che. S’accoppiano nella vasca da bagno, s’accoppiano in una  stanza accanto a quella in cui stanno i genitori di lui e cose simili. E capirai che trasgressioni! Alla fine, ma proprio alla fine, esce fuori sta questione del sadomaso, lui vorrebbe corcarla di botte pretendendo che a lei piaccia. Ora, io non me ne intendo, fatto sta che tutto sto sadomaso doloroso da morire si riduce a quattro cinghiate sulle chiappe con tanto di spalmata di crema emolliente dopo. Eccapirai, che scandalo. Ai tempi di mio nonno era il padre di famiglia che diceva “me tolgo la cintura eh..” e i bambini finivano in silenzio il piatto di minestra.
Pare che questo romanzo abbia fatto impazzire le casalinghe disperate e depravate di mezzo mondo, che abbia risvegliato chissà cosa in chissà chi e via discorrendo. Io ho capito che è il classico libro che legge chi non legge: scritto male, inconsistente, con quattro sozzerie che in confronto Armoni era un pornazzone, sto famoso “accordo di riservatezza” (di 4 o 5 pagine) viene ripetuto più e più volte a voler allungare il brodo con l’acqua sciapa, i personaggi hanno lo spessore e l’introspezione di una figurina Panini tarocca, MA sopratutto: cominciano a copulare poco prima della metà, ma che è? Voglio leggere un porno soft, mica solo un soft. Manco a dirlo, il finale è leggermente troncato nel nulla: i due litigano, lei lo lascia per finta, lui lì per lì non la richiama. Fine. Ma che fine è? Quella che dice “comprati gli altri due”. Sì, come no, aspettami seduto amico libraio.
VOTO: cinquanta sfumature di marrone

25 thoughts on “In sul calar del sole reco in mano 7 recempsioni

  1. Ehi, forse ho trovato il nick giusto! ^_^

    Niente più AA cercasi nick! Ora, se gravatar mi mettesse anche l’immagine… :-p

    Voglio leggermi il libro sul fisico: devo essere pronta al peggio!

  2. @povna: ma grazie mille! diciamo che io sono un po’ meno puntuale di te in queste cose…ma rendo comunque l’idea!
    @lanoisette: se nel pomeriggio sono libera comincio a wetransferarti a manetta!
    @LaGiuditta: eh, sai com’è, io voglio stare sempre sul pezzo…stavolta era un pezzo di merda!
    @simcek: beh, però credo che a nessuno verrà in mente di attaccare frustini a Ponte Milvio. Ammaniti, è evidente, ha un mutuo sul groppone.
    @Kabuki: eddaje! festeggerò ballando il Gangngam Stail! Dai che tu hai un gran bel fisico!

  3. Habemus avatar. Allelù allelù, ià.
    Ora che ho nick in tema con il blog, avatar coordinato con la discussione, posso rendere degno omaggio ai tuoi scritti.

    Non c’è niente da fare: questo blog ha come effetti collaterali sui lettori uno smodato sviluppo cerebrale nonché un imbarazzante aumento dell’eleganza e della lisciosità della frangia. 🙂

    Tornando ai libri ho una domanda per te: tu quando leggi in genere?

  4. @Kabuki: è che voi non lo sapete ma la grafica del mio blog è basata sull’emissione di onde di balsamo.
    Rispondendo alla tua domanda posso dirti che io sono mezza pendolare e mezza stitica, di conseguenza leggo nei 45 minuti di mezzi alla mattina (ma non sempre, spesso ho sonno e mai al ritorno perché chiacchiero col Primate) e la sera durante l’eventuale (e mai scontato) miracolo della defecazzio.

  5. Concordo su Licalzi e sulle 50 sfumature, che è oltretutto noioso, ma noioso, malscritto, ma malscritto, e poi vogliamo dire che ‘sta vergine che alla prima trombata è già così disinibita e conscia del proprio corpo e cioè insomma gode ottantadue volte, ci fa pure ridere i polli??

  6. @Kabuki: ma figurati, il balsamo è vita, MAC è gioia!
    @Pellona: ecco, me l’ero scordato…ma te pare che questa come je parlano c’ha 18 orgasmi simultanei? siamo ai limiti della patologia.

  7. Invece pure Li Calzi a me sembrò una boiata. Ora però voglio sapere se sei anobiiata anche tu e non solo dalle afe e dal grigio fumo di milano. Su Sorrentino e i sequel grande plauso ti fo!

  8. @GattaGennara: se hai il chindol ti passo il file di Cinquanta…, se devi spendere 10 euri…beh, dalli a un barbone che è meglio.
    Ebbene, ero anobiiata ma poi lasciai perdere e preferii il blogghe perché non riuscivo a stare appresso a tutto sto socialnetworcume.

  9. Scusa, non mi ricordo che giro ho fatto per arrivare qui da te, ma mi sono sbellicata sulla tua ultima recensione, con tanto di lacrime e gorgheggi… 🙂

    Concordo sul libro di Licalzi: intenso e asciutto, come il suo protagonista. Bellissimo.
    Un saluto, Linda

  10. Che bello. Ai libri che ho letto avrei dato esattamente lo stesso voto 🙂
    (ma Licalzi, quant’è capace di prenderti, in quel libro?)

    (però, per giustizia, devo dire che il pezzo sulle sfumature manco l’ho letto; intendo dire che sono d’accordo sugli altri, anche se non dirò a voce alta che Ammaniti si merita l’insufficienza, perché sennò mi inimico Simcek. Però dirò che Jeffery sa fare di meglio :-))

  11. @LInda: benvenuta, torna quando vuoi! La mia stronzateria in rete (anche detta “il mio blog a carattere scientifico e sociale) è sempre aperta!
    @LaProf: Sono onorata, ho imparato a dare i voti da una prof! E ringraziamo Dior che leggo sul chindol, altrimenti avrei appositamente azzoppato un tavolo per trovare un senso al tomo delle cinquanta sfumature.

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