LODE A TE O DILDO (parte I)

Mi è capitato varie volte nella vita di dire « non avrei mai pensato di vedere una roba del genere ».

Qualche esempio ? Un erpes che mi ha preso mezza faccia, AmicaUmbra che si fa bionda, mia nonna che parla in russo a un’uzbeca, il Primate vestito bene.

Ma quello che mi è successo due sere fa, signori miei, è davvero imbattibile. Ho assistito a una di quelle scene che ma, ma proprio mai, nemmeno nei pensieri più perversi, avrei immaginato.

Tutto inizia con papà Primate che dal soggiorno strilla “Primateeeee, è per te! È Professò al telefonooo!”.

Professò aveva urgentissimo bisogno all’ ora di cena dell’urgentissima presenza del mio amore ma subito subito subito.

Ci mettiamo su calzoncini e maglietta e usciamo al volo, lui è già al nostro cancello che sgasa con la sua Fiat Stilo rombante.

Ma digrediamo nel tempo, arriviamo a un anno fa….Professò conduceva la sua vita tranquilla di professore di un istituto della provincia e appassionato di pallacesta e belle canzoni di una volta. Da tempo girava non accompagnato quando, quatta quatta, una sua ex alunna neo diciottene comincia a fargli delle avanz su feisbuc (sì, sì, lo penso anche io). Lui, blandito dalle procacissime forme di lei, sente crescere l’interesse e comincia a vederla. La ragazzina si dimostra immediatamente molto spigliata in ogni ambito lenzuolifero e, a quel punto, lui ci casca con tutte le scarpe. La cosa va avanti di nascosto per un po’, si vedono il lunedì mattina quando i suoi di lei lavorano e fanno tutto quello che uno può immaginare (e qualcosa in più). Noi amici rimaniamo allibiti da quanto lei si dimostri smaliziata, lo prendiamo in giro e – allo stesso tempo – verifichiamo che legalmente sia tutto fattibile.

Un amplesso tira l’altro fino a quando lei, post coito, se ne esce con:

“ma tu che ne pensi dei testimoni di Genova?”

e lui, senza pensarci due volte: “mi rompono il cazzo”

e lei “ io sono una testimone di Genova”.

Di qui, un intreccio di conferenze, sedute, studi biblici e simili si dipanerà senza soluzione di continuità.

Professò studia tutto: scarica iBible, si documenta sul creazionismo, finisce addirittura ad una riunione alle 9 di mattina del primo dell’anno. Tutto, pur di dimostrarle a ragion veduta che crede in emerite stronzate. Litigando e copulando passano altri mesi e lei alterna frasi come le seguenti:

–       non posso più vederti perché mi sento giudicata dallo sguardo di dio

–       lo specchio sul soffitto è tanta roba

–       i miei genitori mi impediscono di vedere gli infedeli

–       me l’hai fatta diventare tutta rossa (perdonatemi, queste non sono le mie parole)

–       a marzo voglio predicare per le case per diventare pioniera del regno di Genova

–       lo sai che da quando lo facciamo noi, con l’Ale non lo faccio più

E via andare.

Lui dapprima si stufa, dice che è una cretina, che se crede tanto a questa roba allora portasse a dimostrazione una sella per dinosauri così finalmente ci dimostra il fondamento del creazionismo.

Poi lei gli si presenta sulla soglia di casa e gli pratica una fellatio. Professò- fatalità- si ricrede.

No, non è un soft porno, questa è la mia verità.

Episodio degno di nota si svolse ai primi di gennaio, quando Altissimo era ancora il Sensibilone e non stava ancora insieme ad Amica Umbra. Professò chiede loro di passare a prendere la Credente per conto di Fava fingendosi due testimoni. Ora, forse non tutti sanno che i testimoni di Genova non portano barba o capelli lunghi, le donne non hanno pirzing e tendono ad avere un luc abbastanza tradizionale. Mi domando e dico: e ci mandiamo uno alto due metri con mezzo metro di coda e una con mezza capoccia rasata e tinta biondo platino? Mah. Insomma arrivano a questo spiazzo tutti incappucciati e bardati, aprono un centimetro di finestrino e fanno “Ciao Credente! Buonasera signora!”.

A N A T E M A! I Testimoni si danno tutti del tu, quindi quel buonasera, unito al secondo brillantino sull’orecchio di AmicaUmbra fanno crollare la pantomima in meno di dieci secondi.

L’ira funesta della madre di Credente si diffonde in ogni dove ma Professò non demorde e continua a vederla di nascosto. Copulano tra i bancali di pandori del discount, s’ incontrano fortuitamente nei peggiori motel di Caracas.

Insomma ricominciano a vedersi e la mamma di lei decide di incontrare Professò per un colloquio costruttivo.

Lui parte deciso, convinto di poter dimostrare che vuole bene a questa ragazza e ciò basterà a convincere la famiglia che questa accoppiata s’ha da fare.

Infatti dopo aver offerto un cappuccino alla madre di Credente, passano due ore e mezza  a parlare di Bibbia.

Lui prova di tutto, prova a fargli capire che sono quattro o cinque volte che Genova non ce coje sulla data della fine del mondo, ma nada…o intraprende questo cammino di fede o può scordarsi di frequentare la bella.

Ed è qui che finiamo all’altra sera…perché Professò e Credente per conto di Fava continuano a vedersi, sempre più clandestinamente, sempre più con la disapprovazione del resto del pianeta.

Le zozzerie feffuali vanno di pari passo col gusto del proibito e culminano nella visione sui cellulari di youporn e nell’affettuoso omaggio di un dildo viola.

Giuro che non è un soft porno di mia invenzione, davvero.

Sono rimasta molto colpita dal percorso spirituale di Credente che, in qualche maniera, si è evoluto coi lavori di ristrutturazione di casa di Professò.  Vale a dire: quando Professò aveva questo rudere senza tetto, lei desiderava che si convertisse. Sono iniziati i lavori di stabilizzazione e copertura del tetto e lei ha iniziato a tollerare l’ateismo, intensificando i pomeriggi hot. A copertura ultimata Credente si diceva insofferente della sua comunità. All’ordine dei mobili ha scelto di dissociarsi da Genova. Che strane le coincidenze, eh?

Insomma lei ha un impeto di indipendenza, si presenta al gran consiglio degli anziani dice che ha fatto sesso con Professò e che vuole essere libera di frequentarlo.

E loro hanno risposto “ma certo, vivi la tua vita come vuoi”. Seh, me pare.

Pur di non sputtanare del tutto la famiglia di Credente, il gran consiglio decide di darle l’infermità mentale di Genova, mettendo a divedere che la tizia non sta bene di cervello. E loro invece sì.

Questo permette a Credente di vivere in casa coi suoi e uscire alla sera con Professò. Tutto sembra filare liscio fino a quel trillo di telefono in casa Primate Abbigliato…

(se vi interessa vado avanti)

17 thoughts on “LODE A TE O DILDO (parte I)

  1. Se ho capito bene i personaggi, ce ne facesti un accenno al matrimonio dell’anno: ci interessa, ci interessa. Per antropologia applicata questo vale 12 crediti puliti puliti!

  2. @povna: con queste esperienze mi sono presa un bel 30 e lode in psicologia spicciola! (eh…sì, hai capito bene!)
    @bianconeroegrigio: io al massimo lo userei come sfollagente,fai tu!
    @scarlett: grazie mille e benvenuta! la curiosità è femmina…
    @Altissimo: ma tu sai tutto!!!!!

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