BLASFEMIA PORTAMI VIA

Embè embè, signoramia, guarda che templeit che mi ritrovo.

Praticamente questo meraviglioso nuovo templeit è il frutto dell’amore cibernautico tra AmicaUmbra e Altissimo. Si esprimono così, sono timidi e nerd e per questo io sarò per sempre grata.

Nzomma, alla fine ieri ho speso 210 euro di maledetta Trenitalia. Ho anche detto una mezza bestemmia, la terza della mia vita.

La storia delle mie bestemmie, fra l’altro, è quantomeno singolare e variegata: la prima la dissi nella palestra dell’oratorio quando un tipo con le mesc mi spacco l’unghia appena riformatasi dell’alluce destro facendomene entrare i frammenti nella carne viva, copioso sangue uscì dalle mie scarpette con gli strass con cui mi allenavo a danza.

La seconda la dissi una volta che stavo magistralmente spiegando come fare il tiramisù a un tizio, proprio mentre sottolineavo l’importanza di non far cadere alcuna goccia di tuorlo nell’albume altrimenti questi non si sarebbe montato a dovere, ecco che si spaccò il tuorlo dentro la terrina degli albumi. Bella figura merdacea.

Ultima e blanda, la bestemmia di ieri sera. Più o meno la giornata si è svolta cosi: spendi 109 euri per un’andata e ritorno in Frecciammerda in giornata Capitale-Capitale della Moda. Vai a fare un colloquio mentre sul sedile accanto cambiano il pannolino a una bella bambina con gli occhi blu che non espelle comunque violette. Parla con la gentile ragazza del colloquio, preparati per tornartene dal Primate che ti attende capitolino, scopri che devi andare a fare un altro colloquio dall’altra parte della Lombardia. Perdi il treno, fatti venire a prendere dal suocero e vai a fare il secondo colloquio. Fai un test di logica incomprensibile, fai un test di autovalutazione della tua personalità, parla per un’ora con sto squalo bionda caschettata secca come la pelle di Carlo Conti. Rispondi quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti, dì i nomi dei tuoi capi, dì che cosa ti piace del tuo lavoro, dì quanto prendi di stipendio, volevo anche dire 33 ma non me l’hanno chiesto. Rimettiti in macchina col suocero, fai conversazione di cortesia, torna alla Madunina, paga altri 91 euri di treno ché il biglietto prima non è variabile né rimborsabile. Vomita due volte in treno con dei sudamericani che berciano. Dormi, leggi, arriva a Termini, non baciare il tuo fidanzato che hai l’alito di vomito, rientra in casa che sono le 11 piem. Poi dici una non è blasfema.

Tutto questo per postare una canzone bellissima che mi ha fatto conoscere il Primate Abbigliato:

12 thoughts on “BLASFEMIA PORTAMI VIA

  1. ah le donne delle risorse umane… dopo numerosi incontri del terzo tipo con loro, inizio a pensare che siano una specie a parte…prima o poi scriverò un post su questa razza :SSSSS
    invece..cambiando discorso..congratuleiscion per le “wedding-news”:))))))))))))))
    (ti leggo spesso ma commento poco..lo sò! pardon)

  2. @tatinapestifera: meni tencs per le congratulescions. Le donne delle risorse umane poi, sono un caso a parte. Secondo me nascono col caschetto, tipo pleimobil e sono delle pettegole istituzionalizzate: pare che per loro sia legittimo farsi tutti i cavolo tuoi. Ti dico solo che alla domanda “Ma lei come si vede tra cinque anni?” ho risposto “Più grassa, sicuramente”.
    @lanoise: se decido di morire camicaze, lo faccio a casa di Moretti.
    @AmicaUmbra: e che non lo so?????

  3. Sinceramente io bestemmio abbastanza spesso, accompagnando l’azione con dell’artigliare le mani e una contrazione del volto a smorfia demoniaca. Digrigno anche i denti, ma quello solo in privato.
    Lo trovo una delle mie caratteristiche comportamentali più squisite, da dosare con cura assieme alla mia pazienza “penelopea”, evitando tra le due vie di mezzo. Ed è anche maggiormente soddisfacente quando incontro con lo sguardo l’espressione sconcertata di qualche mia collega d’università.
    Sono una ragazzaccia.

  4. @noiosetta: questa scoperta non può che aumentare la stima che da sempre provai nei tuoi confronti.
    Una delle mie coinquiline ha la sana abitudine di bestemmiare solo da sbronza, nei nostri favolosi vodca parti c’è sempre un momento in cui ci si chiude in una stanza, si stappa il montenegro, si brinda e lei tira giù un porcone.
    Sono questi i momenti che ricorderemo da anziane, credo.

    @Josè Pascal: benvenuto e grazie! Appena posso butto l’occhio.

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