STO BENE SOLO CON LE MIE SCARPE NUOVE, IL RESTO NON MI MUOVE [cit.]

Mi sono abbandonata davvero troppe volte alle mie debolezze. Mi pareva dolce, mi pareva intenso, mi pareva che non avrebbe fatto poi così male. Che in fondo non era tanto grave, così fan tutte, non sono la prima e di certo manco l’ultima. Ero convinta che certe situazioni fossero irremovibili dalla mia esistenza, mi crogiolavo nella certezza con superficialità.

Invece erano solo pochi momenti e ho perso una cosa importante per me, in cambio qualche tiepida emozione, qualche fuoco di passione. Insomma, ho goduto ma ho sbagliato.

Sono una donna della perdizione, è vero. Mi sono attaccata alla pizza e ai dolci e m’è venuta la panza. E quindi adesso la pago cara, addio forma fisica, addio “ma dimostri 22 anni!” e compagnia bella. Tra i capelli che si stingono assumendo un color giallo ruggine, il culo impiattito e abbassato, la panza sblusata anche sui ginz a vita alta, ragazzi miei, è un dramma.

E allora ho trovato una simpatica soluzione che per una settantina di euri mensili mi dovrebbe aiutare: l’acquajimmy.

Insomma, conoscendo la mia mancata propensione naturale allo sforzo, ho reperito una piscina palestrata a 50 metri da casa. Sono andata, mi sono imbarazzata parlando con la resepcionist strabica del nord, ho fatto la visita col medico convenzionato, ho effettuato un esborso di denaro e ho vinto la tesserina del mio primo mese acquaginnico.

Munita di un costume intero nero coi profilini fuzzia, le ciabatte di Minni, l’accappatoio tecnico rosa sciocching niente mi può fermare: gimmerò con le vecchie trippone e tornerò ad essere la gnocca che tutti conoscono.

Arrivo in piscina e c’è una puzza di cloro che quasi svengo. I capelli mi si sfibrano da sotto la cuffia di gomma grigia che mi sta sagomando il taglio dello scalpo.

Buone notizie: gli istruttori sono tutti maschi e tutti fighi. Uno, in particolare, seduto come un bagnino ma senza i Carrera, è da sturbo: alto, moro, occhi neri, abbronzato, faccia pulita. Già lo amo e già mi vergogno come una ladra.

Mancano tre minuti all’inizio della lezione e siamo io e una sessantenne (che poi vedrò in costume adamitico nello spogliatoio). Ci buttiamo in acqua mentre dietro di noi orde di giovani in forma frangono i flutti con le loro bracciate decise.

Il nostro istruttore sta a torso nudo, ha i pantaloncini besg e i capelli arancioni, decisamente non mi piace. La musica è, quantomeno, improbabile: Baglionichecoglioni. E io che mi aspettavo una roba molto emtivipusc, un Maic Posner almeno. E invece no, daie de classici italiani. La signora vicino a me è grintosissima, io mi spiaggio a bordovasca e aspetto indicazioni. Dopo tre minuti l’istruttore mi fissa, mi vuole incoraggiare, e dai che ce la fai, e dai così, e dai rilassa le spalle (rilassa le spalle? Devo spingere gommapiuma pari al mio peso sotto un mare di acqua e cloro e mi devo pure rilassare?). Lo avviso che sono circa sei anni che non mi alzo da una seggiola. Mi dice che in un mese vedrò i frutti, io lo informo che il mio obiettivo è sopravvivere e strisciare fino a casa per vedere Izz Fattor. E lui è lì che fa la battuta “petto in fuori, ma non troppo ah-ah”. Grazie, sei molto gentile, non mi metti per niente in imbarazzo. Arriva un’altra che non saluta nemmeno, è della mia generazione, ha la cellulite e spigne un casino come se l’acquajimmy fosse una roba che le viene spontanea, maledetta.

Insomma continuiamo, io mi impegno tantissimo ma a un certo punto prendo un calcio da uno che fa dorso, una manata da uno stileliberista che ci crede tantissimo e intanto faccio i lardominali: Signore pietà, Cristo pietà.

E lui, il mio istruttore che da oggi si chiamerà Roscetto, che fa? Lui mi incoraggia, siori e siore! Si avvicina allo stereo, smanetta, mi guarda orgoglioso e fa “questa ve la dedico!!!”. Parte a palla “Non mollare mai” di Gigi d’Alessio. Lui ride, torna alla piscina e comincia a mimare la chitarrina.

Io sento che il mio giorno si avvicina e penso che avrei voluto spirare con più dignita. Di certo non in costume, in una piscina melmosa di disinfettante, con una cuffia di gomma che mi sta segando la calotta cranica con davanti un palestrato che fa microfono e chitarrina intonando dai-non-mollare-mai-finchè-vita-avrai.

Arriva la fine dei cinquanta minuti più tristi di questo mese, corro nello spogliatoio e vedo che insieme a me è uscito dall’acqua anche il sosia carino ma senza faccia da culo di Nicolas Vaporidis. Non male, direi. Mi tolgo la cuffia per scuotere le doppie punte e Roscetto mi chiede se sono rossa naturale come lui. Mi vesto velocemente senza docciarmi, mi asciugo al volo i capelli e torno a casa soddisfatta.

Insomma l’acquajimmy mi aiuterà, mi farà conoscere gente nuova, aumenterà la salubrità del mio percorso terreno, ridurrà la ritenzione idrica e tante altre belle cose che uno, per settanta euri al mese, non si aspetta. Che bello, ho scoperto questa fonte di salute e bellezza, come sono contenta!

 

Il giorno dopo avevo 38 di febbre.

23 thoughts on “STO BENE SOLO CON LE MIE SCARPE NUOVE, IL RESTO NON MI MUOVE [cit.]

  1. tesoro, il problema dell'acquajimmy è che ti devi scerettà con una certa frequenza. ah, i bei tempi in cui facevo sincro e lavoravamo in carico col doppio costume e il calzamaglione, ben prima dei tempi del supercostumone di Thorpe…(iolintanto mi tengo in forma con  imiei nuovi tre piani di scale senza ascensore e gli scatoloni da portar su)

  2. Dai Frangè, vedrai che ne varrà la pena..dalla febbere a 38 alla taglia 38! il percorso è obbligato!(io so arrivata a sessanta..sessanta va in paradiso..)baci, pallina sloggheta.

  3. Cioè fammi capire: tu paghi 70 euri al mese perché un roscio ti faccia ascoltare Baglioni e Giggidalessio mentre fa battute sulle tue tette?Devi aver sbagliato qualcosa a un certo punto.

  4. @Zeta: la foga di diventare…bella.@sikander: ok, adesso voglio una rima con ibuprofene.@lanoise: ecco vedi, tu entri sempre nel cuore reale del problema: la ceretta. Mi sto impazzendo e slamettando come una matta, ho le ascelle invase da tronchi neri. Io che sono bionda e/o roscia. Cioè. Comunque io ho fatto 5 traslochi nel 2010 e preso almeno 4 chili, però avevo l'ascensore.@dp: in quella conto di fare daiving (o diving, lo sport delle dive), l'acquajimmy non può bastare,@povna: la soddisfazione di…che ne so, vedersi una bella puntatona di Uomini&Donne frammista a una di L'Italia Sul 2? Beh, se parli di questa soddisfazione, con tutta quella febbre, è già giunta.@pallina: la taglia 60? O_o (giuro non farò mai più faccine di merda ma ci stava troppo bene)@tomada: oddio, come la dici tu sembra che faccio una lauta elemosina a un appassionato neomelodico albino.

  5. @sikander: vabbè, sei il menestrello ufficiale di questo blog, sallo.
    @tomada: è sempre un piacere.
    @anonimo: canzone molto bella, per carità. Testo molto bello, per carità. Ma tu chissei?
    @Laurett: ma dimmi ciò che mi interessa di più: adesso hai la panza ma vivi felice lo stesso?

  6. Frangia, non lo dire manco per ISCHERZO!! Il mio povero piccolo cuore h avuto un momento di cedimento..taglia sessanta? madonna madonnina gesù bambino e guseppe….

    60 chili. Chili. Chilogrammo, forza peso, pari a massa per accelereazione di gravità. 60 chili.

    Infarto scampato.
    Pallina sloggy

  7. Io ti ringrazio.
    Mi sentivo in colpa per non avere mai nemmeno tentato, quella cosa lì.
    Continuerò a non tentarla.
    Andrò avanti con una mela al giorno (toglie anche il medico di torno).

  8. @pallina: te stavo a coionààààà!
    @Laurett: e daje de pizza e daje de strutto…
    @LaProf: che dico sempre io? questo è un blog di informazione scientifica, tutto empiricamente provato.
    @sikander: il tuo ruolo istituzionale ti impone, da oggi in poi, di parlare solo ed esclusivamente in rima. Contento?

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