NOI CHE SIAMO SCICC SCICC SCICC IN MODO ASSURDO

Prendo appuntamento dal parrucchiere per le 13.00. Prendo un autobus e arrivo in questo nuovo salone. Mi fanno un massaggio alla cute, una piega un po’ di merda e il parrucchiere ci prova. L’unico parrucchiere etero del mondo l’ho conosciuto io, ovviamente. Ha tatuaggi in ogni dove e le sopracciglia metà delle mie, quando chiedo – ironicamente – dove abita, ci tiene a rispondere “romano, romanista, romano dentro  e fori, romano de Garbatella”.
 Torno al lavoro con un quarticello di ritardo ed esco cinque minuti prima. Corro al treno, corro al bus, corro a casa.
Chiamo AGB che continua a non rispondere. Mi trucco gli occhi cimurrosi. Mi gonfio i capelli ormai mosci come non mai, fard fucsia, pelle diafana. Entro in quel tubino drappeggiato con pizzo sopra e sotto, salgo sui sandali di ex-fidanzamento e decido che – sì- morirò di freddo, tanti mazzi.
Quindi sayonara fantastico trenc col quadretto viscì, benvenuta stola! [cit.]
Splendida splendente, coi diciotto gradi dell’autunno romano, mi avvio al tacsi. Scopro che il tassista ha vinto un concorso all’Istat, che non ha fatto la specialistica di scienze politiche e altre cose così interessanti che quasi vomito [cit. davvero per intenditori].
Giungo a casa di Elettrica, l’amica romana in carrierissima di AGB, attraverso il patio (un patio! Ho sempre sognato di attraversarne uno!) e giungo all’appartamento pariolino.
Di lì, nuovo tacsi e tutti in un cortiletto nei pressi di Palazzo Madama. Diamo i nostri nomi, le ostes con le unghie di plastica brillantinate ci fanno passare. Saliamo al buffè e scopriamo una manica di vecchi magnoni. Ci mettiamo in fila e, tadà, arriva il solito burino che passa avanti “no, ma la fila non c’è…si fa così..” borbotta il panzone. E chi ti era? Quel simpaticazzo di Giovanardi.
giovanardi
Assaggiamo tutto, piadina, ricotta, stracchino e zuppa inglese compresi. Onestamente, tutta sta ricercatezza e un cibo da appena sufficienza, burini atteggioni. In fondo si scorge il banco dei sommelié. Lì, metto in pratica una delle grandi regole della vita: agli eventi bisogna farsi amici ben 2 categorie di persone, nello specifico i buttafuori e la flotta del catering.
Cominciamo a bere e poi ci dedichiamo ai discorsi dei rampantissimi amici di Elettrica, esilaranti come una sparapunti.
Continuiamo a bere e emerge con evidenza che l’unico simpatico davvero è anche l’unico che non parla di quanto è figo il suo lavoro, l’Espagnolone.
Lì metto in pratica la seconda grande regola della socialità: capita alle volte di stare in mezzo a gente fa finta di divertirsi ridendo immotivatamente a battute noiose e banali. E già è un dramma. Ma il peggio è quando succede che queste genti si divertano veramente ridendo a battute noiose e banali. Ecco, lì entra in atto la Seconda Grande Regola: bere. Senza esagerare ma abbastanza da sembrare svagate e ridanciane. Io e AGB applichiamo questo diktat con stile e noscialanza.
Scendiamo nel cortile dov’era allestito lo spettacolo con tanto di archi, tenore, attore  e raccomandata.
Scorgiamo Gaia De Laurentis che magna e se ne va, senza colpo ferire. Poco più avanti la rossissima Marina Ripa di Meana con dei legghinz. Adesso, a 70 anni i legghinz. Io la amo.
Ormai c’è salita la sbornia quindi ci accomodiamo e non facciamo altro che ridacchiare, sedute appena dietro al simpaticazzo Giovanardi (che sbadiglia). Espagnolone ridendo mi dice che sono troppo cattiva (aehm, Espagnolone, si chiama “ironia”, hai presente quella che tutti qui non hanno?).
Finisce l’esibizione con sommo gaudio di tutta la platea, esclusa la Ripa che ha smammato da un pezzo. Andiamo tutti in centro a piedi a bere al Bar del Fico. E che fai, una bella caipiroska a stomaco praticamente vuoto non la bevi? Essì che la bevi.
Dunque AGB racconta della volta che, a diciannove anni, chiamando disperata un consultorio le rispose la Segheria Consulto.
Torno a casa, il tempo di struccarmi e tonfo a letto. Un po’ di mal di piedi, un po’ di mal di testa, un po’ di nostalgia per AGB che riparte domani e rivedrò chissà quando.

 

14 thoughts on “NOI CHE SIAMO SCICC SCICC SCICC IN MODO ASSURDO

  1. io, invece, spero vivamente che tu abbia strappato le braccia a giovanardi dopo le ennesime recenti stronzate che è riuscito a dire!“Con le adozioni gay esploderebbe il commercio dei bimbi”. Ed è un problema: così i prezzi salgono. [spinoza.it]ScimmiaColVestito

  2. Le hostess, il cortiletto in centro, il buffet, Giovanardi, gli archi, il tenore e soprattutto il bar del Fico.Assomiglia molto, ma molto, alla mia idea di inferno.

  3. @AGB: voglio proprio conoscere il Ministro…ho un paio di nomi in mente. Un paio di centinaia.@tomada: sei sul mio blog che definirei, senza esitazione, un blog-tetta.@Laurett: ti lovvo.

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