BELLA ITALIANA ATTACCHETE A STA BANANA – resoconti dalla patria di Nefertiti

Post molto lungo, ma dopo venti giorni vi potete pure sforzare

Lo dicono tutti  che dopo un po' i blog vengono abbandonati, è statistica. E invece no. Nel mio caso è l'esatto contrario, è il blog che ha abbandonato me. O meglio, diciamo che casa della mia genitrice si colloca in un quadro sinottico mancante di connessione, piccì e mezzi per procurarseli. Tipo che sarei dovuta andare a postare all'unico internet point del paese: la Coop. Cioè. Vabbè che ormai ho la dignità di un paio di espadrillas, però tutto ha un limite.
Ma nzomma, ce stamo, ballamo. Sono andata in vacanza. No, cioè, non so se ci si rende conto della rarità dell'evento. Ben una settimana a cinque stelle per un cifra molto molto molto modica. E sì, sì, il lassminit è una cafonata, lo so, è da turisti e non da viaggiatori, lo so. Fatto sta che mi sono traslata in un Hilton egiziano (il posto in cui mangiare peggio al mondo, n.d.a. e calcolate che l'a. ha vissuto in Francia e lavorato in Austria quindi di mangiar male se ne straintende). Accompagnata dalla frizzantissima MAU, reduce dal suo primo anno di insegnamento di spagnolo nella ex scuola di Balotelli con una necessità di riposo pari al fabbisogno giornaliero di latte detergente del Berlu. Ha funzionato così: io ho prenotato un viaggio con partenza da Ancona, MAU ha preso la Micra bianca ed è scesa dalla bassa padana all'Umbria e poi insieme abbiamo intrapreso l'avventura.
Arriva bella sudata, ci facciamo una doccia e usciamo a mangiare una pizza. Finito il frugale pasto MAU mi informa che il suo piede destro è gonfio come un pallone e non riesce a deambulare. Ed eravamo a piedi in fondo alla discesa più ripida del mio medievale rio borgo selvaggio. Zoppichiamo a braccetto sino all'ospedale, le fanno un punturone e la mandano a casa mente, festantissimi, si aggiravano uomini di mezz'età vestiti da paggetti in occasione del palio paesano. Un paio d'ore dopo partiamo. Impostiamo il navigatore e lo ignoriamo per ben 200 chilometri, finendo dall'altra parte dell'Italia. Due terribili autisti baresi incontrati all'Autogrill ci ragguagliano e noi, in religioso silenzio e rigoroso occhio appanicato, ci lanciamo nella notte coi 140 fissi, in barba alla patente a punti…siamo un proiettile bianco nella notte e nessuno fermerà la nostra meritatissima vacanza. Arriviamo in aeroporto con un anticipo che definire largo è decisamente un eufemismo. Mangiamo un cornetto schifido e ci imbarchiamo. Io mangio anche una piadina. Poi, come da prassi, svengo dal sonno. Non so perchè, ma in aereo mi addormento sempre prima del decollo. Penso sempre che se mai dovessimo incendiarci, la mia salma verrebbe ritrovata a testa indietro e bocca aperta. Pare che ci sia stata una sosta tecnica di due ore. Io in quel momento ero nel magico mondo dei teletabbis.
Giungiamo e ci danno una camera fantastica nella zona residenziale dell'hotel, una specie di sezione vippissima piena di ricconi russi e medici israeliani che parlavano italiano.

Il piede di MAU continuava a essere gonfio come un cocomero e quindi lei ci ha legato intorno il sopra del costume: il giorno dopo era guarita. Scendiamo in spiaggia coi nostri costumini e le nostre panze spalmate di Collistar protezione 50+. Facciamo un bagnetto, vediamo tre pescetti tropicali e ci posizioniamo sotto l'ombrellone di lino bianco. Mangiamo male e andiamo a dormire. Facciamo un altro bagnetto e usciamo con le cosce coperte di pustole bianche: abbiamo strusciato contro il corallo del fuoco. Molto bene. Pensiamo bene di consolarci con un paio di ore di sauna-fanghi-massaggi e via. In questa occasione conosciamo anche l'istruttore di immersione, un egiziano dagli occhi molto neri. Ci strofina di tintura di iodio e, magicamente, guariamo. Tale tizio, presentatosi come Taha e immediatamente ribattezzato Fava, copre MAU di complimenti e si dimostra tutto disponibile e cortese, ci sputa anche nella maschera. Ciò-è. Andiamo a largo, snorcheliamo allegramente tutti e tre insieme poi penso bene di fare un giretto da sola, torno immersa da loro e vedo MAU che sgambetta come una matta. La sta aiutando a rimettersi la maschera. E tra un pesce farfalla, un pesce pagliaccio, una murena, una razza, un corallo e un pesce palla…vedo pure il pesce arrazzino. Insomma: Fava di nome e di fatto. Comincio a ridere e mi entra l'acqua nella maschera. Quasi mi affogo. MAU, risentita come non mai, torna a riva. Io, forte della mia crema impenetrabile e convinta dell'amore di Fava per MAU, continuo verso un altro corallo. Non l'avessi mai fatto. Chiedo "ma quanto è profonda l'acqua qui?" e lui mi risponde appizzandomelo. Che eleganza. Io rido per non piangere e gli dico che mi devo sposare. A quel punto ride lui. Tiro fuori la mia noscialanza delle grandi occasioni e nuoto fino a riva. Quindi mi becco un'ustione di cui solo le immagini possono parlare.

roscia

Intanto, senza che ce ne fossimo accorte, MAU aveva passato il dorso della mano su non so che altra fiera marina per cui aveva delle bozze rosse abbastanza rivoltanti. Va in camera, ci mette della gentamaisin (come verrà chiamata poi) e torna in spiaggia impomatata. La decomposizione pare arrestarsi con il tramonto. E invece no [cit.]. La mattina è più gonfia di prima. Na roba tipo erpes, bleah. Intanto stiamo in spiaggia, io addobbata come Lorenz D'Arabia tra parei e magliette e MAU spaparanzatissima e chiacchieriamo. Le dico che, in fondo, se vuole, due botte a Fava può anche darle, non è impegnata, lui è carino e poi non rompe, no? Lei mi dice che sì, non c'è niente di male, ma che probabilmente queste cose si fanno giusto se uno proprio ti colpisce e Fava, invece, non l'aveva colpita. Tamponata tutt'al più. Io ne convengo seriamente e andiamo a pranzo. La sua mano continua ad arrossarsi e decidiamo che è il caso di andare dal medico dell'hotel. Ecco. Il medico dell'hotel, colui il quale meriterebbe un post tutto per sé. Sarò breve: due metri d'uomo con la pelle olivastra (sul verdino proprio), gli occhi gialli come un gatto e delle manone enormi vagamente pelose. Una roba da sentirsi male. Un sorriso pazzesco e un inglese discutibile quanto la sua laurea in medicina trovata nelle patatite Pai. Quando MAU parlava delle persone che colpiscono e alle quali non si negherebbero tre orette della propria vacanza, beh, probabilmente parlava di questo. Passa il tempo e ci prepariamo per la cena. Io, ovviamente, non avevo indossato nessuno dei miei abitini gnégnégné e tacchi alti, avevo riciclato i soliti pantaloncini con le infradito, tanto si sa che in vacanza è così. Quella sera no, si sa mai che si possa incontrare il Doctor. Allora metto un vestitino di maglia grigio, mi trucco a dovere e mi faccio la superonda ai capelli. Col mio fare ollivudiano entro nel terribile ristorante, accumulo il solito pessimo riso in bianco sul piatto e…cosa scorgo all'orizzonte? Una bella peperonata di friggitelli! Ommioddio, basta Fonzi e basta avanzi, finalmente un po' di nettare degli dei! I peperoni! Rossi e verdi, cotti interi. Gaudente mi avvio al tavolo, azzanno un pezzo di pane e mi infilo in bocca un pezzo di peperone rosso. MAU quasi sviene a guardarmi, un cameriere accorre con cinque-bicchieri-cinque d'acqua e non me li mette nemmeno sul conto. Io assumo tutti i colori dell'arcobaleno soffermandomi sull'indaco. Vedo la morte in faccia, mi vede pure lei e sviene. Superata questa grande prova della vita, torno in camera e mi dedico alla cacarella per i due giorni seguenti.
Ci accorgiamo che l'unico guasto della camera è la cassaforte: non si apre. Allora arriva Sechiuriti: un pazzo scatenato con la trippa che, da quel momento, ci ha iniziato a fare le poste. Una volta per regalarmi un pacco di biscotti aperto. Un'altra volta per un succo di frutta. Un'altra ancora per regalare a MAU quella che lui stesso ha definito una "spescial crim" per la mano: l'idratante dell'Hilton in dotazione al bagno.
Per sfuggire a Sechiuriti ensiamo bene di fare 900 chilometri per vedere tre piramidi e, credetemi, sono esattamente identiche alla foto del sussidiario che, però, faceva sudare molto meno. Mangio, come fosse ambrosia, delle patatine da una busta con scritte in arabo, tanto la cacarella ormai è la mia migliore amica, perlomeno sono grassi saturi e io li amo.
In occasione di questa trasfertina abbiamo anche fatto amicizia con una bolognesissima coppia ghei di mezz'età. Gli unici altri due accoppiati dello stesso sesso oltre me e MAU.
Facciamo il bagno al tramonto, vediamo tutti i rossi possibili scendere sulle rocce e sul mare, la preghiera dei radamesi passa da un grandissimo altoparlante e in spiaggia non c'è più nessuno. Io sento di essere tornata una persona.

fianco
Catturo un piccolo geco perchè MAU non ne ha mai visti prima, lo porto in camera con me, gli regalo un'identità chiamandolo Gechi Chennedi.
In lontananza scorgiamo il signorino addetto alle stanze a culo puzzone che prega e Fava arriva a chiedermi scusa per aver fatto "di octopus", ci regala un rametto di gelsomino e ci lascia l'indirizzo imeil. Io penso a CalorMediOrientale che parla la stessa lingua e ha lo stesso accento nell'inglese. Rispondo ad altri trecento camerieri che no, non sono inglese, rilli, aim italian, ies italiano veri nais, bello pizza, bello Italia e tutti i convenevoli di sorta. Compro un numero indefinito di tubetti di idratante ai sali del mar morto e mi preparo al ritorno in patria. MAU, cassiera del viaggio, mi accompagna alla ricezione per saldare i conti e lì si assiste alla scena che fa di ogni viaggio una vacanza da italiani: la sceneggiata dei pugliesi. In pratica una famiglia di 10 persone che urlava, alle tre del mattino, contro il povero egiziano. In italiano, of corz. Il tutto perchè non volevano pagare un conto di ben sette euri per due birre prese fuori dall'orario dell'olinclusiv. Noi ci siamo vergognate così tanto, sia per le urla dei connazionali sia per le loro magliette viola con brillantinati loghi cafoni, da lasciare una cospicua mancia.
Lasciamo la patria di Ramses con un'immensa voglia di pasta e pizza. Pensiamo, con un po' di amarezza, che questi da Chefren, Cheope e Micerino non hanno veramente imparato niente. Del viaggio in aereo chiaramente non ricordo nulla perchè ero caduta nel mio sonno delle Marianne.
Al mio risveglio c'erano solo dei gran ravioli fumanti e il ricordo di un tizio che mi ha dato 21 anni. La vita è, quasi sempre, bella.

19 thoughts on “BELLA ITALIANA ATTACCHETE A STA BANANA – resoconti dalla patria di Nefertiti

  1. Tesoro, avevo troppa voglia di sentire come stai cosi' sono passata di qua…Un anno fa a quest'ora eravamo in Piazza Navona a fare le vips!!!Un bacione enorme, Rebs

  2. Grande Octopus, che voleva solo dirti "il mare è profondo come i miei sentimenti per te quando guardo i tuoi occhi" ma stava di schiena e poi, complice la lingua, ha dovuto mimare il concetto….e comunque se quello che ti ha dato 21 anni lo ha fatto mentre guardavi e Teletubbies ti è pure andata male…

  3. @lanoise: e ho anche la foto della fantastica Gechi…solo che non la so pubblicare!@Zeta: bentrovata ma belle!@tomada: tomadino caro, io sono fullopscional.@applaina: e chi sei? benvenuta! No, non mi sposo, cercavo solo di dissuadere Fava!@Laurett: lo so che mi ami ma ti avevo detto di non affezionarti, lo sai che per me è solo sesso.@povna: e mi manca la foto porca miseriaccia!@Rebs: ommioddio! benvenuta, bentornata, ben tutto! in che punto del mondo sei ora? Cosmopolitan a Piazza Navona is the name of game!@Furioo: con la presente ti comunico che mi sono stati 21 anni in costume. Cioè. Mica per tirarmela. E calcola che quello era pure musulmano quindi non ubriaco. Tiè.

  4. il costume di calzedonia andrebbe brevettato come cura per la tendinite, fenomenale.dite tutti una preghierina per la povera anima di gèchi.amen.MAU

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...