LA SINDROME DI STOARROMA

C'era una volta una giovane e procace bionda che lavorava nel pessimo mondo degli eventi istituzionali. E oggi non c'è più. O meglio, c'è una specie di reliquia di quella bionda giovane e procace. Reliquia è sempre bionda ma ha la ricrescita, a luglio è pallida come un cencio e ha una cacarella epica. Una di quelle cacarelle di cui non si ha memoria nella storia dell'uomo. Una cacarella che è talmente forte ma talmente forte che ormai Reliquia defeca acqua Lete. Ma prima che la sciagura facesse di me stessa Lafrangia, me stessa Reliquia, beh, prima sono accaduti dei fatti degni di nota per gente che degna di nota i fatti miei.
Diciamone uno: ho portato Bancario a pranzo a casa mia di domenica coi parenti. Ma siccome c'era una parente sarda simpatica, Bancario non se l'è filato nessuno. Cioè, non è che l'abbiano ignorato, ma hanno appena fatto in tempo ad etichettarlo come "ok-va-bene-può-andare" e si sono fiondati sulle ventotto portate di cibo. Bancario si è trovato bene, si è spiegato molte cose di me, s'è appanzato, s'è abbioccato a tavola e via andare, senza smuovere una paglia.
Diciamone un altro: è venuto a Roma da me AmicoGaioLondinese (AGL). Non so se ne ho mai parlato, lo conobbi a Trieste in uno dei pochi luoghi sociali che frequentavo: la mensa universitaria. Notammo da subito delle affinità elettive quali la passione per Madonna. In  più lui è stato il primo ad istradarmi sulla via della mia vera natura: la GheiAicon.
Fatto sta che lui sogna di fare lo sceneggiatore e infatti lo fa. Però deve pure mangiare e quindi fa il commesso in un negozio di valige a Londra, a Piccadillisircus.
Siccome sta vivendo una crisi amorosa col suo IndianoBello, tutto occhi neri e bicipiti, è fuggito una settimanella in Italì.
Arriva il giovedì della fantastica inaugurazione del mio altrettanto fantastico ufficio. Unica cosa degna di nota lo sciampagnino con l'etichetta arancione, le tartine mela e salmone e le mie calze. Roba da infarto. Noi che amiamo FilipMatignon.
Insomma AGL mi chiede di andare con lui a una cena in zona Gianicolo, a casa del fidanzato di una sua amica che sta a Roma. La PleiboiMenscion? Na catapecchia a confronto. Arrivo, in camicia bianca e ginz, stacchetto per le scale e vedo: 2 bonazzi, 1 vecchiotto, 1 simpatica, 1 sfattona e 3 attempate. Tutti cordiali e simpatici: l'attore in cerca di occasioni, l'avvocata di mezz'età zitella foreva, il riservato menager brizzolato bono per tre con un trencino tutto sessi, il padone di casa borghese ricchissimo e cordiale e la sua ragazza normale, la signorotta zitellissima e a capo di una grande industria, la sfattona creativa mezza brilla… Insomma, una roba che nemmeno in una commedia francese. Condite tutto con una ventina d'anni più di me e abbondante formaggio. Alla fine della serata, tutti mi chiedono il bis dei racconti in stile blog. Una delle attempate mi propone un corso di recitazione, gli altri mi chiedono di tornare. Come no, pare vero. E tutto questo perchè il mitico AGL doveva trovare un aggancio per uno stasg nel cinema amerregano.
Diciamone un terzo: il 29 giugno a Roma è festa, i santi patroni. Quindi ho fatto ponte e il lunedì sera accolgo calorosa la proposta di AGL: "andiamo in un locale frocio?" Manco a chiederlo! .
Organizzo una mini truppa composta da me, AGL, Ciminiera e Spilungona. Ciminiera, come ricordano gli annali, è una mia ex coinquilina coi capelli rossi molto bella e molto sarda, acconciata a trans per l'occasione. Spilungona è una frequentatrice assidua della mia ex casa molto bella, molto alta e molto secca. Da quando si tagliò i capelli venne soprannominata La Lesbica Anni '80, e se vai in un locale gaio non è un piccolo particolare.
Speranzosi che accoltellassero AGL in un raptus omofobo, ci trucchiamo a dovere come tre passeggiatrici, si sa mai che arrivino le telecamere di StudioAperto.
Insomma andiamo, beviamo un drinc (io una caipirosca alla fragola), e ci sediamo ad osservare la fauna: donne camioniste, uomini donne, uomini molto bonazzi. Ciminiera rimorchia un nero bellissimo e un po' troppo maiale. Tutta la mia stima alle donne che rimorchiano uomini nei locali ghei. Dopo un po' AGL ci presenta un paio di ragazze conosciute nella fila del bagno. Familiarizziamo e beviamo un altro paio di drinc. Morale della favola: finiamo tutti in pista con una di queste due donnesessuali che mi palpeggia e mi dice che noi tre non sembriamo camioniste e siamo belle. Ma va? Poi prende una matita per gli occhi e scrive I W UR LOVE sul braccio di Spilungona. Mettono una canzone di LediGaga e noi partiamo in coro e ci dimeniamo come matti, come se BedRomenz fosse
il  nostro manifesto esistenziale.
Sul finire della serata io trovo il coraggio di dichiararmi a quella splendida creatura del barista. Uno che finchè non lo si vede non ci si crede. Una specie di JoscArtnett tutto muscoli (indovina-indovinello). Scopro che è brasileiro e gli dico "apascioneime!" e lui "bela, a me me piasce u paccu!". Giuro, su ste cose non si scherza. Faccio raggiante "anche a me! quante cose in comune!". Niente, torniamo a casa, mangiamo torta di zucchine e melanzane all'aglio e andiamo a dormire.
Tra le altre cose degne di nota c'è di certo il concerto di Elio e le Storie Tese a Roma. Il biglietto costava troppo e quindi ho chiesto a AmicaUmbra di sguinzagliare qualche conoscenza. Entriamo in lista vip, aggratiss, e ci mettono in prima fila centrale. Momento di puro godimento. Inutile dire che è uno dei migliori concerti della storia della mia giovane vita, voglio regalare una perla:

– non starai mica piangendo??!!??
– no, è che mi è entrata una statuetta del duomo in bocca!


(Ovviamente questo video non l'ho girato io che ero mooooolto più vicina)

Poi sono stata alla manifestazione contro la legge bavaglio, ho avuto così culo da beccarmi l'intervento di Saviano. Poco dopo, per mettere in pari tutta sta botta di coscienza sociale, sono andata a cena in una trattoria lorda romana: Qui se magna! Adesso, tra i tanti motivi per cui si può giudicare Roma una città veramente infernale, emerge qualche ragione che fa di questo agglomerato urbano la città eterna. Una di queste è trovare una trattoria con la tovaglia a quadri, in cui spendere meno di venti euri a testa, mangiare come a casa di nonna e avere il conto con l'intestazione Qui se magna!
In tutto questo passa una settimana e arriva in uichend scorso. Bancario organizza una visita ai musei vaticani di sabato mattina. Io comincio a dare segni di cedimento: mi so gonfiano le gambe e sono inappetente. Poi inizia lo scacaccio (se per caso mi sono persa qualche A con l'acca, sappiatelo, quell'acca è andata giù per lo sciacquone di casa mia). Per il sabato sera, ancora a digiuno, cerco di riprendermi e mi infilo le scarpe da tennis su quelle due pagnotte da mezzo chilo che sono i miei piedi.
Ho già preso i biglietti, voglio andare al concerto. Della Bandabardò-bardò. E che non si cominci ad additarmi come gumunista, semplicemente mi piace quella musica. Punto. Non ammetto polemiche. Ma io dico, andare a un concerto dei (o della? io preferisco "dei") Bandabardò e non poter saltare per paura di vedersi uscire l'intestino, è come pensare a LediGaga senza occhiali da sole: no se puede. Mi godo la musica, canto quelle che so, mi viene un po' di fame chimica per tutte le canne che si sta facendo la gente intorno a me e torno a casa.
Insomma, adesso che forse sarò costretta a lasciare la capitale, so che un po' mi mancherà.

18 thoughts on “LA SINDROME DI STOARROMA

  1. E infatti: perchè te ne vai da Roma? Procasticazz'.Ps: che nostalgia la serata nel locale frocio! Pur'io pur'ioooo!Paola

  2. @Scimmia: scimmietta bella, non appena mi riprendo dal cagotto e sono in grado di emettere suoni che non siano solo PRRRR PPPPRRR, videochiamerotti! promesso.@Paola: mi scade er contratto, quindi mi sa che me ne devo da annà. Per quanto riguarda il locale frocio, beh, non ti resta che crescere il pupo a pane e Scer, vedrai che poi ce lo devi accompagnare.

  3. Hai ragione, mai sopravvalutare una bionda! Intendevo dire che a me l'accorstamento Bandabardò-Cacarella sembra quantromeno sacrilego, ecco. Per non parlare di quello precedente (Cacarella-Musei Vaticani).

  4. Tu spari parole a raffica come me.Io ti amo.Scartiamo il conseguente sillogismo aristotelico secondo il quale se tu parli come me e io ti amo allora io mi amo.Volevo farti un complimento perché ho trovato in te una caratteristica mia.Che mi piace.Mmm…Sì, ok, mi piaccio, mi amo.Sono una donnasessuale implosa.Arrivederci XD

  5. @Laurett: questo fantasmagorico commento ti è valso un invito a bere nella vip laung di Maison Dourange alla festa d'inaugurazione…ovvero un gin lemon in camera mia. Mi-tti-ca! (non me ne voglia Severgnini).

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