DUE RECEMPSIONI: NINNA NANNA E CASTELLI DI RABBIA

 

Finalmente mi sono decisa a recempsirli, anche se li ho finiti da un pezzo. O meglio, il primo l’ho letto da un sacco, il secondo l’ho iniziato con slancio,interroto con impeto e ripreso a forza per finirlo in cinque secondi netti.

Entrambi i tomi mi sono stati regalati da uomini. Tra l’altro, approfondiamolo sto argomento: perchè gli uomini mi regalano sempre libri? Solo quest’estate tra amici e spasimanti avrò ricevuto sei o sette libri. Cioè, ma le rose? i cioccolatini? tutti oggetti smarriti. A questo fenomeno io do due risposte possibili (e ugualmente inaccettabili): sembro una cretina, un’illitterata completa che ispira scolarizzazione. Oppure – solo ora capisco che è peggio – passo per possibile intellettuale. E sappiamo tutti che nessuna donna è più antisesso dell’intellettualoide che ti diventa tanto cara amica con cui confrontarsi e bla bla bla.

Oddio: ho appena realizzato che se sommo i peli che mi campeggiano beati sugli stinchi e la mia libreria…beh, oddio, la seconda ipotesi prende piede con una certa decisione.

Ma insomma, stavolta sarò breve (no, non farò la battuta banale che più banale non si può "sarò breve e circoncisa", no) e riporterò qualche frase che ho sottolineato, giusto per dare l’idea (e per farvi dire, quando li leggerete "ah, questa è la frase che diceva Lafrangia – in preda a manie di protagonismo).

NINNA NANNA di Chuck Palaniuk

 

Un giornalista con l’aspetto di un assicuratore, una tipa coi rasta rossi e neri, fotomodelle morte, un fricchettone ambientalista fumatore, un infermiere necrofilo, una tizia coi capelli rosa e molto rossetto, tanti diamanti, bambini morti, l’amore ai tempi delle disgrazie personali: tutto dentro un romanzo della lunghezza perfetta. Di pochi libri si può dire che non durino né una pagina in più né una in meno di quanto si sarebbe voluto, è un libro dall’architettura perfetta. Interessante e scorrevole, non banale e non palloso, divertente, macabro, triste e fantasioso in parti uguali. Da leggere senza se e senza ma.

"Gli esperti che studiano l’antica Grecia dicono che all’epoca la gente non si considerava padrona dei propri pensieri. Quando gli antichi greci formulavano un pensiero, era perchè una divinità aveva deciso di dargli un ordine. Apollo gli diceva di essere coraggiosi. Atena di innamorarsi. Oggi la gente vede la pubblicità delle patatine al formaggio e si fionda fuori a comprarle, però lo chiama libero arbitrio. Almeno gli antichi greci erano più onesti."

 

CASTELLI DI RABBIA di Alessandro Baricco

 

Baricco è sempre Baricco, sbaricca in continuazione e fa le bariccate. Lo so. Baricco scrive dialoghi surreali e pianta storie senza spazio e senza tempo. Perde trenta pagine appresso alla descrizione di un viaggio mentale scaturito dallo sguardo di un bambino e poi percula tutti con una fine a sorpresa che gli risolve tutte le questioni in sospeso. In tutti i libri di Baricco (io ne ho letti solo due, ma insomma mi pare che l’andazzo sia quello) ci sono donne abbandonate da uomini poetici,riflessivi, sognatori, innamorati, ma sempre stronzi. Stronzi per qualche ragione profondissima, ma sempre stronzi.

Tutto ciò non mi ha impedito in nessun modo di lasciarmi prendere dalla leggerezza e dalla poesia con cui i personaggi sono costruiti: il piccolo Pert che deve crescere con la giacca del presunto padre, che sarà uomo solo quando la giacca diventerà della sua misura. Pekisch che sente una musica in ogni persona e ha come obiettivo estrinsecare la nota che suona in ognuno di noi. La bella Jun innamorata del marito fedifrago e disposta ad attese interminabili in nome dell’intesa perfetta che hanno quando sono insieme. Hector Hereau, l’architetto innamorato del vetro e di una donna che riduce in frantumi quel poco di senno che gli resta.

Potrei andare avanti per ore a descrivere, ma mi fermo e lascio spazio alle citazioni, che è meglio.

"…noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un nostro desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga. E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante."

 

"Neanche cagare è una delizia. Ma ha i suoi vantaggi."

"…la vita è sostanzialmente incoerente e la prevedibilità dei fatti un’illusoria consolazione."

"C’è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come le medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli."

E poi la più bella, quella che sta sul retro di copertina e che infonde un po’ di sano senso di rivincita:

"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde."

 

 

20 thoughts on “DUE RECEMPSIONI: NINNA NANNA E CASTELLI DI RABBIA

  1. Concordo con Tomada: il problema eventualmente sono i peli, non l’aria da intellettuale.

    mamma mia, comunque, Baricco e’ proprio uno scrittore di merda. E chi regala libri di Baricco e’ un uomo di merda (se lo regala senza averlo letto e’ un uomo di merda E un coglione).

    Senza se e senza ma, come direbbe Elio.

    Demonio Pellegrino

  2. mi pare ormai evidente che il problema non è l’ingegneria ma i libri che leggi…..

    ma in fondo…..
    “Neanche cagare è una delizia. Ma ha i suoi vantaggi.”

    giuseppe

    PS:credo che al 3^ libro ricevuto in regalo avrei cominciato a farne bombe-carta per dimostrare il gradimento….

  3. posto che u nuomo che mi regala il libro giusto guadagna 100.000 punti, sai già cosa penso di Baricco tuttofumonientearrosto. lui e De Carlo se la giocano alla grande.

    Palahniuk potrei anche tenerlo in considerazione, visto che ora mi sto dando ai “dannati” (ho fatto fuori in un giorno la prima metà di Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis. l’unico dubbio è che piace a mio cognato. e mio cognato, per quanto gli voglia bene, è pur sempre un incignere…

  4. E’ vero, regalare Baricco dovrebbe essere illegale.

    E’ il classico libro che ricevo a Natale o al compleanno da gente che non mi conosce ma sa che “mi piace leggere”.

    Come se mi regalassero un cd di Baglioni perché “mi piace la musica”. Bleah.

  5. Ragazzi ma i cd di Baglioni e i libri di Baricco sono perfetti per raddrizzare tavoli e mobilume pencolanti. Non si butta via niente, un pò di spirito ecologico…

  6. @tomada: io sono piena di canottiere di intimissimi, perchè mi piacciono i vestiti. Faccio presente al mondo che mi piacciono anche i diamanti, capito mondo? capito? (anche gli gnocchi e le fettuccine al tartufo devo ammettere che non vengonoaffatto disdegnati dalla mia panciuta persona)
    @Domenico Pellegrini: io, quando sei d’accordo con tomada, mi preoccupo seriusli.
    Comunque sono certa che il libro l’avesse letto e che gli fosse anche piaciuto molto. E non dirò altro.
    @giuseppe: oh mio mastro ecologico, e se leggo “leggi queli sbagliati” e se non leggo “voglio una donna con cui potermi confrontare”…Giuro che la prossima recempsione è di un libro che mi sono comprata da sola, eccheccacchio.
    @lanoise: guarda, secondo me DeCarlo è pure peggio. Gli manca pure la poesia. Però a 14 anni mi piacque un sacco, magari il problema è l’età.
    E comunque a me Palanhiuk me l’ha regalato Scimmia 😉
    @Rizard:”fanno” nel senso che “ispirano” forse, perchè nel senso che “praticano”…
    @PLAS: io c’ho i mobili nuovi e poi all’ikea li fanno dritti dritti. Quindi: in che secchio vanno i ciddì? cassonetto differenziato per il libro del peccato…[cit.]

  7. Regalare libri è sbagliato: poi obblighi chi li riceve a leggerli. O a scaricare il riassunto su wikipedia.
    E la lettura, foss’anche di un riassunto sgrammaticto su internet, non deve essere imposta. Non i questo secolo.

    Io consiglio come regalo per il gentil sesso una t-shirt buffa.

  8. Perchè gli uomini ti regalano libri?
    ti consiglio di valutare una terza ipotesi: i libri non costano quasi nulla…la verità è che ti capitano uomini spilorci, costa meno un libro che pagarti una cena.

  9. @laDurli: ti prego, non disorientiamo le masse…consigliamo tutte di regalare fiori, cioccolatini, diamanti.
    Facile, classico, funzia.
    @Propenso: e te pareva. Le braccine corte lasciamole a Brunetta. E comunque chiedilo a Bancario: mi ha sia comprato un libro che pagato una cena…ah!

  10. Sono d’accordo: non libri ma opere di bene, leggi: cioccolatini, possibilmente quelli che fanno in Umbria con la nocciola n’goppa, che in questo momento me ne mangere una vagonata.
    O se proprio vogliamo, libro&ciocolatini&fiori&-eventualli-una borsa, che non fa mai male.
    Paola

  11. @Paola: ebbrava. E comunque, signori telespettatori, io calzo 36. Per dire, eh.
    @tomada: cin cin, alla faccia de li pidocchi comunque.
    @a.i.: e per la serie”quelli che tirano acqua al proprio mulino”, ecco a voi a.i.! Eh sì, comunque, OceanoMare è un po’ gay ma è bello.
    Baricco non è una palla, Roth è una palla, anzi, due.

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