PIU’ BLABLABLA DI UNA PUBBLICITA’ DELLA VODAFON

Insomma come avevo accennato Lui si è rifidanzato. Lo attestano fonti certissime quali gli status di messenger. Gli ultimi lo danno per "arrapato e pericolosissimo, non fate i braviiiii". Mio dio, a trentun’anni. Ma insomma pare che abbia una relazione. E che la prescelta sia quella la cui immagine campeggia come di lui fotina a giorni alterni: capelli boccolosi fino all’ombelico neri, pelle scura abbronzatissima, occhi scuri e bichini nero da cui fanno capolino due…pocce rifatte. Cioè, le pocce rifatte no. No. No. No.

E allora perchè mi è presa così male? La risposta nasce spontanea da un episodio della bibbia filmata (SATC, n.d.a.) in cui Amanda dice che, dopo che ci si lascia da una relazione seria, scatta in automatico il giochino "chi di noi due morirà disperato?". Ed è evidente che tra me e Lui quella che morirà disperata sono io. E non è che lo accetti così di buon grado.

Insomma: me lo sono preso ciccione e con una fiat uno scassata che mi regalava ritratti a matita e lo consegno a TettaDisonesta abbigliato Etro dalla testa ai piedi, palestrato, con un attico in centro e un lavoro a molti zeri mensili. Ecchemmazzo.Me lo sono preso sfiduciato, sognatore avvilito, diggei, vraiter e glielo mollo tronfio, tracotante, sparone e con uno studio a suo nome.

Me lo sono preso che veniva a trovarmi in Francia in autobus e lo mollo che "le vacanze solo al Forte e le cene solo in centro".

E sì, forse io mi sono presa il lato migliore della persona. Lei si sta prendendo il lato migliore dell’ingegnere.

In tutto questo, però, la vita mi riserva sempre qualche simpatico dialoghetto surreale.

Il primo che riporto è datato una ventina di giorni fa ed è intercorso tra me e LoSmessaggiatore:

– Smessy, vedi, ormai è qualche mese che va avanti così…

– Eh, lo so…mi manchi infatti…

– Smessy ma io, lo sai, mi sono invaghita di un altro…

– Lo so, ma poi eccoti…

– No, Smessy, cioè…tentiamo di essere più lungimiranti, se la cosa tra noi non cresce un motivo ci sarà, no?

– Mah, le circostanze…

– No, Smessy, dai. Cioè, se doveva succedere qualcosa a quest’ora…

– Mi manchi, ti penso, che ci posso fare? Io sto bene quando sto con te.

– Ma io mica dico che ci sto male, dico solo che forse dopo alcuni mesi una pianta o cresce o crepa.

– E vediamo se cresce.

– Ma non cresce…Smessy, vedi, io sento la necessità di poter guardare oltre le contingenze quando sto con qualcuno. Va bene viversi il momento, va bene non progettare, ma io non posso pensare tra me e me che se rimanessi incinta sarebbe la peggior cosa che mi possa capitare, capisci?

– Eh, mo’ un figlio…dai.

– Ma lo so, è per dire, è solo che io un figlio con te non lo farei mai.

– Io con te sì che lo farei.

– Oddio, davvero?

– Sì.

– E perchè?

– Beh, sei giovane, bionda, hai gli occhi azzurri…in fin dei conti hai dei buoni geni.

Cioè, mi ha detto hai dei buoni geni. Devo commentare?

Di tutt’altra pasta sono invece i dialoghi con BancarioJones. Vi avevo detto che mi aveva preso la mano a Villa Pamphili, occhei. Che avevamo cenato insieme in una pizzeria di quartiere, che ci eravamo abbracciati fraternamente alla fermata della metro. Succede poi, però, che mi trovi l’ultimo giorno a Roma, tra uno scatolone di scarpe da una parte e uno di borse dall’altra, a catapultarmi in centro. Moooolto vicino al suo ufficio. E che mi sia abbigliata forzatamente in maniera molto c’ho-trent’anni-sono-singol-e-cattiva. Gli mando dunque un essemmesse per domandargli se gli va di passarmi a salutare. Scende ingiacchettato e mi conduce, col mio passo spedito su un paio di novecentimetri di vernice rossa e raso maculato, in una sala da the in Piazza di Spagna. Sì, sì, donne: sala da the – Piazza di Spagna, avete capito bene. IO prendo un the freddo tropicale, lui prende un the freddo e la mia mano tra le sue. E ci portano lo zucchero liquido su cui galleggia un puntino nero. Bancario chiede alla cameriera di cambiarcelo "ci dev’essere inavvertitamente finito un moscerino". La cameriera risponde che sì, l’avrebbe cambiato, ma che era un pezzettino di the. "Un pezzetto di the con le ali" rispondo io alla donna in scarpe bianche.

Insomma passeggiamo fino a Piazza Barberini e mi dice che la mattina dopo sarebbe passato per Termini per una questione di lavoro. Alle otto e mezzo. Il mio treno è alle nove e a me non va proprio di alzarmi un’ora prima per far colazione con lui. Scherzando faccio "a meno che qualcuno non venga a portarmi le valigie". Quel qualcuno era Bancario, alle sette del mattino dopo, sotto casa mia, in giacca e cravatta da lavoro. Io in ginz e golfino e coda che sembravo sua figlia.

E la sera, mentre finivo di inscatolare tutto, dopo il tiramisù con MarchigianaSimpatica, lo stesso Bancario mi aveva tenuto compagnia al telefono, evitando che mi scoraggiassi. Fino alle tre del mattino.

– Bancario, allora sei proprio sicuro di volerti alzare alle cinque e mezza per venire da me?

– Sì, certo.

– Ma io poi vado a casa mentre tu al lavoro, e sono già le due e mezza.

– Lo so ma voglio esserci quando lascerai Roma.

– Bancario vado a cento chilometri, tornerò spesso.

– Vabbè, alle sette da te.

– Senti, mi svegli?

– Va bene, ti chiamo prima di entrare in metro.

– Anzi no, è troppo da fidanzatini.

– Hai ragione.

– Lo so.

– Ma ti ho svegliato anche la prima volta che siamo usciti, ricordi?

– Ah, giusto. Non ci pensavo.

– Beh, te pare più sensato?

– No, era da matti, lo so.

– Eh.

– Ma da matti mi sembra meno grave che da fidanzatini.

– Giusto.

Cosa voglio di più visto che ne ho due per le mani?Quello che mi manca più di tutti, tra i piedi.

14 thoughts on “PIU’ BLABLABLA DI UNA PUBBLICITA’ DELLA VODAFON

  1. Avrei alcune domande: perche’ uno a 31 anni non puo’ essere arrapato e pericoloso? E perche’ la versione piu’ ricca e di successo dev’essere per forza meglio di quella scalcagnata e senza speranze?

    Io sono meglio ora di quando ero povero e senza speranze. Senza dubbi. (me la suono e me la canto).

    Cmq continuo a puntare su Bancario. Mi piace.

    dp

  2. @dp: chiariamoci, che lui a 31 anni sia “arrapato e pericoloso” mi sta benissimo. Mi pare anche normale. La cosa che però mi perplime è che senta la necessità (o il desiderio) di scriverlo sullo status di messenger. Non ti pare un pochinino triste? A me sì.
    E poi, se permetti, visto che ci sono stata io mentre preparava polimeri2 e analisi2, chemmazzo, mo le borsette e i brillocchi spettano a me.
    Tu sei sempre stato meglio, dippì…
    @giuseppe: io ve la racconto giustissima, ve la monitoro minuto per minuto!

  3. Fammi capire: questo tizio si fa due ore di sonno e poi viene a incollarsi la tua valigia prima di andare al lavoro e non vuole fare sesso con te?

    Mi sa che hai incontrato padre Tereso di Calcutta, o qualcosa del genere.

  4. @lanoise: non vorrei scoraggiarti, ma forse ste dieci eure è meglio che le metti a parte per le fotocopie.
    @a.i.: e allora nnamo n giro a buttà li sòrdi…
    @tomada: vedi, io da anni vivo in una realtà parallela in cui succedono cose così, è come un dogma: devi accettare senza cercare di capire.

  5. rispondo all’ultima domanda: perchè siamo donne, siamo fatte così. E capisco l’idea orribile che dei due ex tu sia quella che sia rimasta sola. Ci penso spesso anch’io. Però ti dico che è solo questione di gg e una mattina ti sveglierai e dirai “ma che me frega di lui?”….
    anche io mi sono presa il bulimico dolce sensibile e insicuro e secchione e ho mollato il figo palestrato ingegnere a una gran z*******a.
    Ma si deve guardare AVANTI!AVANTIIIIIIIIIIII

  6. io sto attualmente con un dolce secchione poco palestrato e molto insicuro. e ho appena deciso che non lo mollerò mai.
    giulia (un pochino scossa)

  7. @pallina: è cristallino che il problema risieda nell’ingegneria.
    @consce: mi vergogno di me. Attenuante: stavo scegliendo cosa indossare per andare in una discoteca della provincia laziale. (non è comunque giustificabile, lo so)
    @giulia: fai bene. Tanto ti lascia lui appena si palestra un po’ di più e dà la tesi. (Oddio, scusa, sono una cinica di merda: vi amerete per sempre, o fino a quando non ne troverai uno migliore, almeno)

  8. Non esiste cosa più fescion che avere un amico milanese che va in vacanza in Giappone con una sconosciuta e ti lascia un commento sul blog.

    Potrei amarti solo per sto gran tocco di stile che mi hai regalato.

    Ti prego fatti una giapponese che poi devo chiederti delle cose.

    Tanti surimi a te e famiglia, caro il mio Big.

    “je faccio un culo così. un culo così.”[cit.]

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