SHOSTAKOVICH E COMPAGNIA BELLA

Tutte le storie che iniziano con un impermeabile besg sono belle storie. E questa è la premessa da non dimenticare.

Insomma io eri avevo avuto una giornata lavorativa terribile, cielo grigio su, cielo grigio giù, cielo grigio dentro. Tra l’altro si prospettava un’uscita dall’ufficio molto tardiva. Invece no. Alle quattro e mezza ero fuori. Allora scrivo a BancarioJones, gli chiedo di raggiungermi alla Feltrinelli per il concertino di Ludovico Einaudi che presenta l’ultimo disco. Bellissimo, tra l’altro. Bancario mi risponde che viene ma che, per l’appunto, è conciato da Bancario, con tanto di cravatta, e che quindi sa che lo prenderò per culo. Va detto, per intendersi, che la sera prima BancarioJones mi era venuto a prendere per andare al cinema in calzoni militari e scarpe da tennis che manco Fiftisent, una maglietta alla OliverAtton da quindicenne. BancarioJones non è un ragazzino, anzi, c’ha anche qualche capello bianco.

Insomma io esco dall’ufficio, passo dieci minuti a casa e mi cambio le scarpe, metto un paio di ballerine leopardate che ti insegnano lo stile solo a guardarle. E ti insegnano anche quanto possono fare male un paio di scarpe senza tacco. Ma insomma, fa niente, associate al mio luc totalblec e all’impermeabilino da maniaco fanno di me una giovane donna elegante.

E andiamo al concerto, io attacco bottone con quello dell’ufficio stampa. Ghei, ovviamente. E milanese, ovviamente. Non so se nessuno ci ha mai fatto caso, ma tutti quelli che curano l’ufficio stampa di qualche evento pseudomondano, sono vestiti identici. E nello specifico: maglietta bianca girocollo con maglioncino a V blu (al massimo nero) e sopra giacca nera. Sotto immancabili jeans né scuri né chiari e, se si tratta di soggetto particolamente alternativo e/o giovane, le olstar, altrimenti delle scarpette scichers insensate. Tutti così: banchi di addetti stampa in divisa da addetto stampa.

Insomma, prendiamo posto in piedi mentre i miei piedi urlano vendetta allo stile. Dietro di noi due ragazzini dotati di brufoli e apparecchio pomiciano e fanno commenti come "non ti senti in pace col mondo?" e robe del genere. Io osservo i libri intorno a me, in linea retta, ad altezza occhi, leggo "SINGLE PER SEMPRE". E allora ditelo. Bancario se la ride.

Inizia la musica, bellissima. Quell’uomo non lo suona il piano, lo massaggia. E poi prende il microfono per parlare di questo album e comincia a vaneggiare. Dice delle cose marzullianissime. In qualunque caso io lo trovo molto bello, rasato con gli occhiali e degli scarponcini da montanaro. Il pubblico vuole fare domande e precisazioni, prende la parola una specie di incrocio tra babbo Natale e un nanetto della Loacher ma con il di più (non necessario) della borgata romana.

"Dottor Einaudi, complimenti, e poi volevo dirle che la sua musica mi ricorda molto Au clair de la lune di Debussy e Chopin che lei sicuramente conoscerà…" e poi anche "Ma lei ha presente Shostakovich e compagnia bella…".

Poi è il turno del capellone aspirante pianista che dice "Io nella sua musica ho scoperto l’importanza del silenzio, lei fa un sacco di pause che, come se dice a Roma so’ na salvata", cioè, ha detto a Ludovico Einaudi che mette le pause per salvarsi. Cioè. Io mi sono quasi strozzata tra la tosse e le risate.

In tutto questo c’era lì BancarioJones che, rispetto a me, è un mezzo armadio a sei ante. Ovvero un armadio a tre ante. In giacca e cravatta blu. Gli consiglio di togliersi la cravatta ma mi dice che gli si rovina l’insieme e mi smolla i due cellulari in borsa. Mentre andiamo in metro decide, però, di togliersi la cravatta e me la infila in borsa. Sentiamo arrivare il treno e corriamo. Lì si produce una scena alla Slaidin Dorz, lui sale e io vedo le porte chiudermisi in faccia. Sa a che fermata abito quindi immagino che scenderà lì. Prendo il treno successivo ma poi non lo trovo alla fermata. E ho i suoi due cellulari. Decido, però, che cambiarmi le scarpe è il neim del gheim che mi porterà a ritrovare in giro perroma il mio amico BancarioJones.

Con le ballerine di camoscio testa di moro comincio la mia ricerca che finisce col reperimento del Bancario smarrito davanti a una nota pasticceria. Allora andiamo a piedi a prendere un aperitivo, parliamo, camminiamo, parliamo. Andiamo al Colosseo, ai Fori, al Vittoriano, a Largo Argentina, a Castel Sant’Angelo. A piedi, tutto a piedi. Ci raccontiamo un sacco di cose. Bancario sembrava il padre di quello che la sera prima aveva portato mia figlia al cinema. Ogni tanto mi fissa negli occhi. Ma è normale. E non mi fissa le tette. Questo non è normale. Insomma mi dice che lo mette a disagio il fatto di sentirsi tanto a suo agio con me. E poi sono io quella paranoica. Mah. In tutto questo io mi dimentico di avere appuntamento per uscire con AmicaUmbra, ma sono ormai le dieci e mezzo e quindi niente. Le dico che ho da fare.

Insomma arriviamo alla metro per tornare indietro, ormai a Lepanto (ahah). Mi accompagna al mio tunnel e ci salutiamo. Dai dai, ci sentiamo, se si può ci si vede, ciao ciao.

Salgo in treno, un po’ stanca e un po’ affamata, cerco un fazzoletto e il lettore emmepitrè in borsa. I due tipi davanti mi osservano. Ho un’aria strana, da donna più grande della mia età. Insomma ravano nella borsa, tiro il lettore per il filo e faccio uscire… la cravatta.

Morale della storia: qualsiasi storia inizi con un impermeabile besg e finisca con una cravatta regimental blu, è una storia di gran classe.

Morale bis della storia: cosa non farebbe un uomo per invitarmi a cena? 


AGGIORNAMENTO AL 24 SETTEMBRE DUMILAENNOVE ORE DUE E TREQQUARTI:

Insomma ieri mi chiama BancarioJones con la scusa della cravatta, c.v.d. Facciamo due conti e – ma va?- esce fuori che ci si può vedere solo dopo una mezz’ora. Per un aperitivo. Arrivo, arriva (anzi, al contrario) e prendiamo un prosecco. All’improvviso mi fa

– senti, sbrighiamoci così ce ne andiamo a cena, ti va?

– ah, ma così, vestita da ufficio?

– ecchettefrega?

– vabbè dai, andiamo!

E mi porta al vegetariano macrobiotico. In via della Vite. 

Il cameriere è un roscio torinese con grossi problemi di insicurezza/autostima/tartagliamento che, alla mia domanda "ma com’è fatto lo zuccotto pesca e amaretto?" quasi non gli viene un attacco di panico.

Beviamo del prosecco bio che scopro sapere di lieviti. Mah. Rischio la morte strozzandomi con una foglia d’insalata nissuas.

Io avevo la camicia dell’ufficio blu, casta seria e monacale ma fino a un certo punto. E lui niente, imperterrito, non mi fissa le tette manco morto. Mi vuoi sfidare, ragazzo? eh? eh? 

Mi racconta un sacco di fatti suoi del lavoro, delle tipe, della casa e bla bla bla. Io idem. 

Andiamo alla metro insieme, quasi si picchia con un pazzo marrone anziano che continuava a ripetere di lavorare alla FAO. Bancario se ne esce con "e te credo che se morono de fame se ce sta sta gente". 

Torniamo a casa, mi manda un sms dicendomi che era stata una bellissima serata e che sono bella. Proprio così "sei bella". Io capisco i complimenti diretti, ma anche tipo lavorarci un po’ su, elaborare il concetto…io mica mi offendo.

Tempo di struccarmi e impigiamarmi lo becco anche ollain. Parliamo e poi mi chiama per darmi la buonanotte.

Mi sa proprio che diventeremo buoni amici.

 

38 thoughts on “SHOSTAKOVICH E COMPAGNIA BELLA

  1. Cioè sei passata a casa a metterti le scarpe che ti facevano soffrire…ci sei andata APPOSTA! E per andare da Feltrinelli, luogo di ritrovo di tutto l’alternativame possibile immaginabile.

    Niente, mi rassegno, il biondismo sarà sempre una scatola nera per me.

  2. o bionda, un uomo ch et’infila il cellulare in borsa senza averti mai pagato nemmeno una cena e infilato ‘sto mezzo metro di lingua in bocca… mah… non è che si sta allargando un po’ troppo?

  3. […]della Loacher ma con il di più (non necessario) della[…]

    al di là dell’ottimo post, e delle ottime notizie che dai (memento mantra), giàssai che ho particolarmente apprezzato questo passaggio!

    ScimmiaColVestito

  4. @consorte: io non lo so, guarda, che modi. A un certo punto pensavo mi fossero cascate tanto mi guardava in faccia.
    @Furioo: mi spiace, tu proprio non puoi capire. E comunque sì, il biondismo è una scatola di scarpe nera.
    @lanoise: lanuà, non sai quanto vorrei anch’io potermi stupire di una cosa del genere.
    @Scimmia: maccerto, ti devo un tributo!
    @pallina: sinceramente non mi sono mai dovuta porre il problema, se n’è uscito prima lui con “sì, sei carina, ma non mi piaci in quel senso”. Ho detto tutto, mi pare.

  5. è il famoso “no luc”..come il passaggio che faceva megic gionson a pallacanestro..non c’è bisogno di guardarle le tette si “avvertono”
    a.i.

  6. IMHO: “sì, sei carina, ma non mi piaci in quel senso” = “se proprio insisti due, forse tre botte, te le posso anche dare….ma senza impegno…”

    uscire con una bionda e non guardarle le tette che senso ha???
    si può mai sprecare una bionda in questo modo assurdo????

    unica conclusione di entrambi i pensieri: chi non mi ama non mi merita….

    giuseppe

  7. @a.i.: sei troppo fiducioso, tu basi tutto sulla tua enorme sensibilità (molto apprezzata, sia chiaro) verso il biondismo. Purtroppo non possiamo pretendere che tutti siano come noi. Governo ladro.
    @giuseppe: il ragazzo è proprio poco ferrato in materia di bionde. Considera che, dopo avermi detto che gli fanno schifo le ballerine mentre indossavo le ballerine, mi ha detto che lui, alle scarpe col tacco, manco ci fa caso. Cioè, se porto le ballerine fanno schifo, se porto i tacchi non sono belli. E direi che non ci siamo proprio. Detto questo, posso affermare con una certa sicumera che se avessi avuto mezza mira espansionistica due botte me le avrebbe già date, leggi Le cronache del nochia.

  8. Mah… mi pare di capire che il ragazzo è un po’ in là con gli anni. E quelli un po’ in là con gli anni difficilmente hanno voglia di passeggiare con delle donne, andare ai concerti E BASTA.

    Mi perplimo.

  9. @frangia & pallina: allora siete voi che siete proprio recidive o semplicemente sfigate…..
    e io che credevo di avere una vita sentimentale complicata….. 😀

    giuseppe

  10. @tomada: BancarioJones è coetaneo del demonio. E mi perplimo pure io ma tant’è.
    @dp: ahia, qui viene il bello, né sposato né separato. Piucchessingol.
    @tomada e dp: mi spaventate quando siete in sintonia.
    @pallina: io non sarei così rigida. Cioè, che uno sia interessato a me nella mia interezza – beh- mi pare più che normale. Mi preoccupa di più uno a cui piaccio tanto, sono tanto simpatica, si trova bene con me e poi non mi vuole “coprire”. E comunque non è il caso di BancarioJones. E comunque l’ultima volta che ho ricevuto fiori era pro copulatio, ma vabbè, sempre fiori erano, e pure belli.
    @giuseppe: ti informo che all’anagrafe sono registrata come Lafrangia Sfigamondiale Liscia. Qualcosa vorrà dire.

  11. Che parole volgari che usi… panza! La mia è piuttosto un’appena accennata pienezza maschile che altro non fa che conferire un tocco caratteristico al mio strabordante sex appeal.

    Ecco.

  12. Per me Bancario è criptogay represso.
    primo perchè non ti guarda le tette quando viene a cena con te (che da quello che ho capito è come guardare Ombre Rosse saltando la scena dell’assalto alla diligenza) e secondo perchè se davvero pensa che sei bella dovrebbe anche provarci anzichè stare li a crogiolarsi all’idea!
    E terzo perchè i bancari mi stanno sulle scatole.

    Bel blog, passerò ancora a leggere!

  13. @tomada: sì sì, come no, e i miei so’ rotoli de magro.
    @ilgattosilver: ecchè vuol dire, scusa? a me pare proprio Escusazzzio non petita.
    @motorumorista: sì, ho considerato che è bancario e devo dire che in ambito “commercialisti” ho la mia esperienza e anche un certo seguito. Detto questo, non posso non considerare che tu non sei più bionda. Cioè.
    @Paola: dici? io ho sempre temuto la maledetta generazione del ’77. Ma se tu mi dici che pure quella del ’73 è bacata, mi fido.
    @Propenso: benvenuto! sono propensa ad accreditare la tua tesi…
    @laDurli: senti, per 15 euro di eiccenem, anche io mi sarei guardata le tette. Una camicia davvero mediocre.
    @dp: e se non la vuole? ciò-è.
    @Scimmia: nel caso preferirei che mi portasse a casa lui, sai com’è, io sono in piena traslocazzzio non petita (scoglionazzio manifesta).

  14. @pallina: sono discorsi che affronterò, forse, tra un po’.
    @consorte: tu sei un VeroMasculo, perciò t’ho sposato con l’abito da sposa scollatissimo.
    @tomada: e massimo rispetto per i rotoli de magro.

  15. @pallina: io vorrei sapere quale si salva, di generazione…
    @ilgattosilver: effettivamente c’ho certi peli oggi che posso tranquillamente passare per una micia.
    @lanoise: eh…lanoise mia, dobbiamo proprio parlare…

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