SOLUZIONI SEMPLICI A PROBLEMI DIFFICILI

Il 40 è l’autobus che va dalla stazione Termini a Castel Sant’Angelo. Io lo prendo avanti e ndré due volte al giorno. Copre una delle linee più borseggiate della capitale e alcuni tra i posti più meravigliosi del globo: Piazza della Repubblica, Piazza Venezia, Largo di Torre Argentina e passa anche sopra al Tevere.

Insomma stamattina ero seduta sul posto per ciccioni perchè avevo dietro il pc. Quando ti siedi lì ti odiano tutti perchè se stringessi poco poco le chiappe potresti fare un po’ di posto a quei poracci che si ammassano in piedi tra tre suore, mezzo prete, un rasta e due zingare. Perchè questo è il tim fisso che sta su tutti i 40. Secondo me li pagano, fanno colore per i turisti.

Insomma quando uno passa per queste vie e sente i peso della storia, vede il cielo di Roma, i pini di Roma, si distrae dal traffico di Roma, non respira l’aria di Roma, beh, uno si dimentica che sta andando a lavorare a gratis, che ha dormito poco e che deve pagare l’affitto. Uno si sente parte della bellezza del mondo col culo su un autobus di linea pidocchioso.

Insomma davanti c’era un altro autobus che recava la pubblicità progresso di un qualche ministero (pari opportunità?) contro la violenza sulle donne, una roba con una rosa bianca e qualche scritta a effetto.

Io che stavo sola soletta, con le mie cuffiette e il mio tramezzino da fame chimica post sbornia dopo due giorni,  mi sono messa a pensarci.

Mi chiedo: ma serve a qualcuno sta pubblicità? Cioè, a me personalmente m’è presa male. Se fossi una donna vittima di un qualche criminale, mi rincuorerebbe vederlo? E se fossi un criminale, mi farebbe redimere? Non lo so.

Beh, se l’obbiettivo era invitare la gente a riflettere, comunque, è stato raggiunto.

Io ho riflettuto su sta cosa: uno che mena la moglie, la figlia, la ragazza è prima di tutto uno stronzo. Anzi no, prima un criminale e poi uno stronzo. Un criminale stronzo. Spesso un impotente, frequentemente un frustrato. Ma queste sono tutte ovvietà. Io credo che ci siano uomini a cui non piace sentirsi messi in discussione, manco con uno sguardo. Che ci siano maschi che, a qualunque prezzo,  devono ritagliarsi il loro angolino di potere. Costi quel che costi. Che esistano persone a cui, semplicemente, piace menare le mani.

A tutti questi io vorrei dire tutta una serie di cose in linguaggio morse prodotto a suon di calci nei coglioni.

Ma soprattutto vorrei dire: se vi dà tanto gusto, ma perchè non vi menate tra di voi?

E – così, estemporanea- vorrei anche dire: MORATTI MALEDETTA STRONZA.

violenzasulledonne

18 thoughts on “SOLUZIONI SEMPLICI A PROBLEMI DIFFICILI

  1. La pubblicità che hai visto, cara Frangia, era quella del G8 delle donne. Una stronzata colossale inventata dal governo per tentare di dare uno spessore internazionale a Mara Carfagna, ex calendarista e showgirl, e oggi ministressa delle Pari Opportunità. Cioè, una che per anni ha venduto l’immagine del corpo femminile (e non solo quella, pare) e che oggi dovrebbe difendere le donne dalla violenza. State proprio in ottime mani, state.

  2. Mi hai fatto sognare pensando a Roma vista da un autobus.
    Per quanto riguarda la violenza sulle donne, scriverò un post tragicomico. Su questa estate. Che le cose ridicole non le ho ancora raccontate.

  3. aggiungici il fatto che il ddl carfagna sulla prostituzione, che puniva anche i clienti e non solo gli sfruttatori, è sparito magicamente dall’agenda dei lavori parlamentari nonappena sono uscite prove su festini ed escort che sollazzavano “l’utilizzatore finale”… dei vaffanculo sparsi in molte direzioni sono d’obbligo!

    ScimmiaColVestito

  4. @tomada: ho visto stamane sul fripres di questa storia del G8. Il problema di Mara Carfagna è che è Mara Carfagna. Se Rita Levi Montalcini avesse fatto i calendari, da giovane, mi piacerebbe lo stesso.
    Invece la foto che ho messo io, come saprai, è della campagna censurata da quella simpaticona della Moratti a Milano. Fosse mai che si lanci un messaggio forte con una campagna creativa pazzesca e geniale.
    @pallina: Roma è bella. E basta.
    @Scimmia: in molte direzioni, avanti e ndré più volte al giorno, direi.

  5. Ma sarà un caso che Rita Levi Montalcini invece di fare calendari era impegnata a vincere premi Nobel?
    Non sapevo della campagna censurata dalla Moratti (e infatti mi chiedevo il perché dell’epiteto). Bellissima.

  6. Non è stata la Leti a censurarla,
    mi dispiace che lei non abbia preso una posizione chiara su questo..ma la politica a volte è compromesso.
    Questa campagna mi piace però ritengo che si potesse provocare senza toccare l’immagine cristiana.Parlo da persona sbatezzata e che ha zero stima per la santa romana chiesa.

  7. @tomada: guarda che Maretta nazionala sa pure suonare il pianoforte. E non facciamo del facile umorismo su flauti e trombe, plis.
    @consce: io sapevo di sì e comunque “la Leti” non sarebbe nuova di sta roba, vedi la campagna contro l’anoressia durante la settimana della moda o la mostra fotografica a tema omosessuale.
    Per quanto riguarda la campagna pubblicitaria: io credo che si possano vendere bibite gassate senza metterci tette e culi. Non serve.
    Scioccare quando invece di deve mandare un segnale forte su un problema forte, serve.
    Altrimenti basta mettere una rosellina bianca su un fondo bianco e una scrittarella banale e l’unica scema che si ferma a guardarla è una stagista su un autobus di linea.

  8. Sapevi male.Non la difendo a priori però su certe cose credo si debba un attimo approfondire,visto che le ragioni della censura, che non condivido, sono ben diverse e vanno valutate caso per caso.
    Ribadisco che non sono contro la provocazione,credo si potesse fare a meno di toccare certi simboli proprio perchè,si sa,che quando tocchi certe cose la polemica è facile e rischi di non raggiungere l’obiettivo.Poi ci sarebbero da fare discorsi infiniti anche sul mezzo di comunicazione scelto e sul fatto che bisogna andare oltre la riflessione,bisogna educare,con le buone e con le cattive, gli uomini, italiani e stranieri.

  9. @consce: per carità, la censura va valutata ecc ecc. Hai ragione.
    Però questa era una campaga di sensibilizzazione, non di educazione. E la campagna di sensibilizzazione ha necessità di farsi ascoltare col tono più forte che può: non vende niente, devi solo recepire il messaggio. In più non ci vedo nulla di oltraggioso: una donna sofferente che paga sulla propria pelle gli errori di altri. Come il figlio dell’altissimo.
    Certe personesi scandalizzano proprio per niente.

  10. @tomada: ccciusto.
    (converrai con me che conversazioni coì sul blog della Frangia sono a dir poco inusuali, io -tipo- a gesù avrei messo dei mocassini)
    @pallina: cuor mio, se mi diventa sacrilega pure l’ombra non me resta proprio più niente.

  11. No, ti prego, i gladietorz nun ze ponno vedè. Cioè: non vorrai mica far passare il figlio dell’altissimo come uno con le caviglie grosse? Ennònnò. Mocassini in pelle d’alce [cit.]

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...