NON ME PAGHI, ALMENO FAMME BESTEMMIA’ [cit.]

Se ho paura dell’altezza? Scusi, ma…ha visto i miei tacchi?

SATC

Quando uno arriva a scrivere il blog alle 8.35 piuttosto che mettere a posto la camera, beh, è tutto dire.

E’ che ultimamente ho faticato un po’ troppo. Ovviamente ha quasi tutto a che fare col Vampiro poichè finalmente, deo gratias e tutti i santi del paradisiaco paradiso, c’è stato L’Evento. L’Evento sull’Enciclica del Santo Padre. Ecco, questo è quello che ho ripetuto al telefono per una settimana, sabato e domenica comprese: "Parlo con la segreteria di Sua Eminenza il Cardinal LaMinchia?, salve buongiorno, la chiamo in merito all’invito che le abbiamo tramesso per il 22 luglio in Vaticano…bla bla bla…molti ossequi e cordialità".

Insomma arriva il 21 sera: esco dall’ufficio alle simpatiche 21.30. Torno a casa, mi faccio la ceretta alle ascelle (degna conclusione di una giornata di merda)mi metto uno smalto chiaro ai piedi (scuro no, altrimenti ci si arrazzano i monsignori) e mi limo quei mozziconi di unghie che mi rimangono attaccati alle mani. Si fa l’una e mezza e rimetto anche la sveglia per il giorno dopo. Alle 7.

Dormo, sudo, mi alzo. Mi doccio. Ci saranno più o meno trenta gradi già alle 7.Caffè. Fon. Caffè. Piastra. Mi ricordo che la mattina dovrò incontrare colui che fu per trent’anni un cerimoniere al vaticano. Bene, molto bene. Non faccio la lavatrice da due settimane. Guardo nell’armadio e di pulito c’è: il tubino senza spalline marrone col fiocco, il tubino di raso nero col fiocco, il tubino di raso turchese con le ruches, il tubino di raso nero con le coppe rosse, il tubino di seta nera e blu col bustino, la tuta di ciniglia verde, la maglia "life is better blonde". Molto bene. Tutto molto adatto.

Opto per un vestitino nero di cotone un po’ scollato con delle infradito eleganti e le perle. E’ la cosa meno da sera che ho pulita. Già sudo.

Preparo la borsa: pantaloni neri, camicia bianca, giacca nera, scarpe col tacco nero. Una margherita al tavolo tre, per cortesia. Tra l’altro il tacco è un buon 10.

Vado in ufficio e mi sparano in via della Conciliazione: stamane LaFrangia farà il cerimoniale. Scopro così che la tipa che su raiuno faceva TIIIIIN col dito dopo aver annunciato Il Commissario Rex, è un’eurodeputata. Mecoioni, aggiungo tra me e me. Procedo all’assegnazione dei posti in sala per il vari onorevoli, commissari, eminenz e ambasciatori. La Costa d’Avorio prima della Germania…mah. Vado a fare le fotocopie, a prendere i portaacqua termici e i calici in vetro. Incontro il responsabile del cerimoniale dell’Onovevole Velatove, mi rendo conto che è un distintissimo uomo del nord che non ha la fede. Dalle cosce non mi pare manco che vada in bici.

Comunque. Torno in ufficio, sbrano una pizzetta unta per strada, rispondo al telefono masticando. Corro in bagno e mi cambio. E siccome è proprio fresco a Roma a luglio mi metto giacca e camicia, mi trucco in maniera professionale (ma pur sempre con un ombretto oro) e metto i tacchi. Sono le tre del pomeriggio. Le mie vene podaliche già sono gonfie come il Tevere a dicembre. Istruisco la mia collega su un lavoro che non ho mai fatto, del quale non sono affatto competente. Tento invano di studiare il facciario dei politici. Io conosco solo Castelli e Bonaiuti. Mah. Cominciano ad arrivare suore e frati. Le suore, come da manuale, si dividono in dolcissime e maledette stronze. Le maledette stronze non vogliono stare in quella che è stata definita dai miei superiori "la stanza delle suorine che le abbiamo invitate perchè fanno colore". Quale colore poi, mi chiedo. Sono tutte vestite in bianco o in nero. Mah. Ho i tacchi. Arrivano dei professori e io li faccio accomodare, coi tacchi. Arriva PersonaggiaFamosaMoglieDi e la faccio accomodare. Coi tacchi. Arriva uno che manda avanti una a dirmi che quello è un medico importante. Gli do per tigna un posto dietro ai fotografi così non se lo caga nessuno, ché lui è importante. Esercito nelle piccolezze il mio micronico potere, coi tacchi. Insomma, sempre coi tacchi, ma tutto sembra andare bene. Le piegoline della mia camicia sono intrise di sudore. Ma vabbè. Arriva l’Onovevole, arriva pure l’altro relatore: il Magnifico Rettore di una famosa Università Cattolica. Ho visto gente ben più magnifica, ma nzomma. Arriva anche Dottorando di questa famosa università. Mi sorride, mi parla, mi dice che è dottorando. E io, oltre ad avere i tacchi, ho anche parecchio da fare. Ma come negarsi un flert con questo tipino alto, giaccato ma non cravattato, con camicia celeste e  denti splendenti? E’ figo. MA. Ma è veneto. Ecchemmazzo. E mi chiede la carta, la penna, la penna del congresso. Spiego che è un convegno, che non abbiamo penne. Mi chiede un posto più avanti. Gli dico che se vuole può sedersi in braccio a Marini, non so. E mente mi aggiro con noscialanza nella sala, piazzando gente a destra e a manca, evitando di avvicinarmi alla zona rossa dei vippese, ecco che il Vampiro fa la genialata: "venite pure tutti avanti, tanto c’è posto". Eccerto, perchè io sono imbecille che metto i frati in ultima fila. Coi tacchi. Così quando arrivano ambasciatori, amministratori e ministri non c’è più posto. E se la prendono con la bionda coi tacchi. Che suda. Molto, suda. Intanto mi manda un essemmesse GRGA dicendo che è troppo incasinato col lavoro e che non ce la fa a passare. E menomale perchè io vestita da pinguino sto di merda.

E mentre i miei piedi attraversavano tutta la gamma cromatica del rosso arrivano due autoblù. E due macchine della scorta. E io porto ancora i tacchi ma scendo e vado alla porta. Vedo scendere una tipa con degli enormi occhiali da sole bianchi e neri, il caschetto, un abito palloncino a righe e delle zeppe di paglia. Tipo "ciao vengo da Freggene". Invece è onorevole pure questa. Mentre osservo questa scena dall’alto dei miei tacchi, indago me stessa sul significato di onore e tento di trovarle una sedia. Mi domanda (ma senza punto interrogativo) "non c’è un posto davanti riservato". Cioè, a me pareva una domanda, ma non lo era. E mentre penso "se brutta bagascia arrivavi prima che quell’idiota del mio capo facesse spostare le suore in seconda fila, magari avresti anche avuto una sedia sotto al culo, adesso sono 10 ore che sto sui tacchi quindi vedi di rompere poco le palle e stai in piedi da una parte, che poi chi ti credi di essere non s’è capito, ché io manco t’ho visto mai. E comunque hai un vestito e delle scarpe di merda", finisco col dire "sono desolata, abbiamo inaspettatamente raggiunto la capienza massima della sala, ma provvedo immediatamente a procurarle una seduta". E bestemmio internamente, un po’ per i tacchi, un po’ perchè c’ho intorno i gendarmi e mi fa tanto blasfemia gratuita. Le porto la sedia, di nascosto dai gendarmi che non ce le facevano spostare e sta stronza, senza manco ringraziarmi, rimane in piedi. Cioè. Resta in piedi. Maledetta stronza maledetta.

Ma vabbè, che importa se non mi pagano? che importa se rimarrò andicappata da questa trottata su queste scarpe del menga? che importa se una frase del Vampiro ha vanificato il lavoro di un’intera mattinata di me e altre due persone? che importa se quella stessa frase ha creato disagi a tutto il resto delle persone che ivi lavoravano? che importa se non sono riuscita a seguire nemmeno una parola del convegno che, in fondo in fondo, mi interessava pure? Questo è il prezzo che devo pagare per fare la disoccupata con un brillante civvì.

E poi vuoi mettere a sentire il Magnifico Rettore dell’Università Cattolica che sbaglia il titolo dell’Enciclica Papale?

16 thoughts on “NON ME PAGHI, ALMENO FAMME BESTEMMIA’ [cit.]

  1. […]ecco che il Vampiro fa la genialata: “venite pure tutti avanti, tanto c’è posto”[…]

    consola sapere che gli imbecilli sono ovunque.

    ho trovato queste, potresti stamparle e appenderle nell’ufficio del Vampiro come forma di ringraziamento!

    ScimmiaColVestito

  2. La tua mi sembra un’attività professionale che ti coinvolge molto.
    Non esiste che la fai gratis. Finchè ci sarà gente che lavora gratis ci sarà gente disposta ad approfittarne. Togliamogli il vizio e ridiamo dignità al lavoro… (“ridiamo” ccome imperativo del verbo “ridare” nnon come presente indicativo del verbo “ridere”, ok? )

  3. Ma cara, ma dobbiamo dirti tutto: sei stata ben pagata dall’errore del rettore magnifico.
    Non dirlo troppo che sennò il vampiro ti chiede i soldi.
    Il dramma è che la minchiona in piedi qualcuno l’ha messa dove sta, le potevi chiedere: scusi, ma lei da quale letto è uscita? Tanto non ti pagavano lo stesso.

    Ma sei hai un CV così buono, ma che ci stai a fare in questo paese di mmmmerda?

  4. Te lo ebbi gia’ a dire: EMIGRA.

    Chi puo’ emigrare e non lo fa perde ipso facto ogni diritto di lamentarsi del proprio lavoro (?) in Italia.

    Detto questo, mi soprende non ci fosse Noemi.

    dp

  5. E pensare che io ho lasciato il lavoro più bello del mondo (in Italia) per emigrare…
    E ricorda, biondissima, che chi semina raccoglie: ci sono stati momenti in cui ho ADDIRITTURA potuto scegliere. Poi fa’ un po’ come credi.
    Bisous
    Paola

  6. @lanoise: ecchemmazzo.
    @laDurli: quando inizieranno a pagarmi, magari.
    @Scimmia: guarderò i linknon appena tornerò al pc del mio pseudolavoro.
    @Furioo: sto facendo uno stasg, prima o poi conterei di essere remunerata. Mica per niente, ma a casa c’ho una scarpiera da sfamare.
    @Motorumorista: attualmente finisco un master, poi conterei di emigrare al nord (non so ancora se al nord del mondo o d’Italia), ovunque ci sia un lavoro ad aspettarmi.
    @dp: emigrerò, mi troverari in riva al lago Miccigan, è una minaccia. E comunque il Vampiro non ce la voleva Noemi…
    @Zero infinito: non sai che gusto guarda…
    @Paola: speriamo, speriamo. Qui diciamo che ho seminato, e con tutta sta merda che piove il terreno dovrebbe essere pure ben concimato.

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