LA DONNA IN BALCONCINO SUL BALCONCINO

No, non sono morta.

Ma non sono nemmeno troppo viva, a livello blogghistico intendo. Cioè, mi sono trasferita, sono già andata a mangiare il gelato a Campo de’ Fiori, a bere il drink a Piazza Navona e un sacco di altre robe in due giorni. Ho iniziato davvero la dieta (si prega di non sottolineare l’incompatibilità col gelato di cui sopra).

E in tutto questo non ho una connessione a casa.

Lo stasg èm abbastanza un massacro.

Ho il conto in fuxia (ofcorz) ma credo di riuscire a recuperare a breve un’ internetchi, prima o poi. Anzi, si accettanto consigli sulle tariffe. Io sono a mio agio solo coi numeri delle scarpe.

Tra le buone nuove ci sono: la gelateria sotto casa, il giornalaio sotto casa ma – soprattutto – l’autlet della Toigherl sotto casa. Gli risanerò il bilancio, già lo so.

Ah, GRGA ha deciso di darmi udienza la prossima settimana.

La mia genitrice verrà qui oggi a portarmi il cactus. Non so se ho mai parlato di questa storia del cactus. Cioè, nei film americani ci sta sempre la vecchia matta dei gatti (o del parco, a scelta). Io diciamo che sono una pre-vecchia e non ho un parco. Né posso avere gatti (causa allergia a livelli fatali) quindi mi sfogo col cactus. Intendendo per cactus proprio una di quelle piante a forma manganellica piene di spine. Ce l’ho da Pasqua, più o meno. Mi dà grosse soddisfazioni, di fatti – da bravo figlio glemur che è- il mio ppampino ha fatto i fiori. Delle margheritine tutte intorno a coroncina, bianche.

E – chi ha orecchie per intendere intenda – la mia adorata mammina lascerà il BelPaese per un mese. Quindi il mio ppampino non può restare senza mammina e senza nonnina, indipercuilaquale diventerà capitolino. Spero si trovi bene col basilico sul balcone.

Adesso, prima che arrivi Mammasantissima (anche detto il Vampiro) è bene che mi sbrighi a pubblicare questo merdioso post. La prossima volta spero di poter scrivere grazie alla allora acquisita internetchi, dopo aver messo la scrivania sul balcone, in compagnia del mio ppampino e del suo amichetto Basy, come Cherri proprio.

Credo seriamente che quando si inizi a dare il nome alle piante è giunto il momento dello Csanacs. Magari, dunque, toglierò la moderazione.

18 thoughts on “LA DONNA IN BALCONCINO SUL BALCONCINO

  1. i gusti del gelato??? 😀
    io sto facendo fuori la media di 3/4 vaschette di tiramisù carte d’or alla settimana….. :-O

    giuseppe

  2. tu lo sai che io vengo a trovarti, vero?
    però non posso portare Iby, l’ibisco highlander (perchè resiste nonostante le mie cure da ben 4 anni), per far compagnia a Basy e Cacty perchè sennò la polfer mi arresta.

  3. Io adoro i cacti, e le piante in genere adorano me. Ho una pianta (che ho chiamato Geisha) dal gennaio 2000. Ancora viva e vegeta, nonostante le mie uniche attenzioni consistano nell’accarezzarle le foglie mormorandole “come va brutta puttana?” una volta a settimana.

    Poi ho un bonsai, Jim. Jim era morto. Costava 2300 Euri, ma il negoziante l’ha buttato vio perche’, diceva, era morto, e aveva il “verme di non so cosa”. Me lo sono preso (gratis), l’ho messo nel lavandoino ricoprendolo quasi tutto d’acqua per 10 giorni, e poi l’ho messo sul davanzale. Jim e’ al momento in fiore.

    Sticazzi.

    dp

  4. maestra, giuseppe urta la mia sensibilità alludendo al suo metabolismo fuori dalla norma quanto il mio, ma in senso contrario…….!!!maeestraaaa!!!!!giuseppe mi insultaaaaa!!!!!!!!

  5. anche io adoro i cactusi e, anche se dicono che non si debbano regalare (per via delle spine, ecc. ecc.) io l’ho fatto, accompagnandolo con un bligliettino che recitava: “sei proprio ficus” (lo so è da ubriachi ma è vero…ed ha anche funzionato!)
    Paola

  6. nb: oh, lo so che il ficus non è un cactus, ma ero ubiraca, lo ammetto. E ora che vedo come ho appena scritto “ubriaca” credo che dovrei smettere di bere.
    Sempre Paola, ma in versione Sue Ellen

  7. appoggio tomada,drink a campo dei fiori e gelato a piazza navona ;-)!per il resto io sono in grado di far seccare anche i cactus,sono famosa per far seccare le piante con la sola imposizione dello sguardo,escluse piante aromatiche^_^!p.s perchè ppampino?

  8. ah, tesssoro, un consiglietto blogghico: scrivi post a casa, con calma, tra un drink e un gelato, li salvi sulla chiavetta e poi li inserisci su splinder allo stasg. vualà.

  9. io c’ho il pollice verde (anche l’indice, il medio, l’anulare e il mignolo). e ho dato nomi a tutte le piante. ma non basy o iby, eh?! no no, nomi propri (il ficus si chiama sergio, per dirne uno) e non ho mai preso lo xanax. lo so, potrei cominciare ora…

  10. @giuseppe: nocciola e noce, ovviamente.
    @a.i.: quando trovi anche uno a favore delle donne grasse, chiamami.
    @lanoise: mai om is olvueis opern for iu, iu nou. Ma non riesco a scrivere i posti in uord, mi ispira solo la schermata di splinder.
    @dp: cioè, il demonio con i guanti a fiorellini, il rastrellino e i bulbi…mioddio non ce lo vedo.
    @laDurli: la mia è una casa immune ai gatti.
    @pallina: basta! all’angolo! quella di giuseppe è solo l’opinione di un bambino fortunato!
    @Paola: io mi berrei un centerbe, al posto tuo.
    @consorte: allora non t’invito, perchè anche io ho un balcone.
    @tomada: fatto e promosso.
    @myricae: ppampino perchè sono una donna anaffettiva che ama solo il suo cactus come fosse suo figlio, no?
    @lerinni: mia zia ha un gatto che si chiama Emilio, vale lo stesso?

  11. Le mie piante si chiamano Diana e Drusilla, sono due piante carnivore e all’inizio avevo dato nomi diversi ad ogni foglia (in effetti sono vive, mangiano e si muovono ognuna per conto loro), ma poi morivano, e io che mi ero affezionato ne soffrivo.
    Xanax non ne ho mai preso, ma ne ho sempre sentito il bisogno… Sarà per questa cosa dei nomi alle piante sul serio?

    Pietro

  12. @ochetta: ovvero? spero di avere a breve una connessione che mi permetta di rileggere in giro. Ma mi sto preoccupando.
    @Pietro: Drusilla è il nome di una non-nota sfigata delle nostre parti su un noto socialnetwork…Xanax is the name of game.
    @lanoise: iutù!

    Pregate per me, oggi pomeriggio dovrei riuscire ad acquisire un’internetchi in cambio di lacrime e sangue. Preparatevi al grande ritorno.

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