APERITIVO FLEXIBILE

Alla fine mi ha invitato a uscire. Perchè sono simpatica  e per lui simpatica è molto più importante di figa. E quindi ci siamo visti naa capitale, in centro. Arriviamo entrambi in bus. Lui conciato da flecsimenager (così si definisce) e io reduce dal regionale e dalla metro. Sono stata seduta in punta di sedile su tutti i mezzi per evitare di appoggiare i capelli e farne svanire il profumo di sciampo. E mi sono cambiata le scarpe nel bagno del regionale: sono entrata un metro e mezzo e uscita uno e settanta. Magia calzaturiera.

Sui sampietrini iniziamo a parlare di quarantamila argomenti, non ne terminiamo nessuno, quasi avessimo fretta di dirci tutto quello che ci vogliamo dire. Seduti, ordiniamo un prosecco (chissà chi) e un aperolsauer, ché lui è l’unico furlano del mondo a non bere vino. Solo lo sprizz beve, ma neanche gli piace. Mi racconta delle sue trenta camicie bianche o azzurre (lanoisette, non fare quella faccia), della filippina che non sa l’italiano, dell’improponibilità dell’abbinamento viola-marrone. Oggi indossa una giacca larga e una cravatta discutibile. Gli dico che sembra un bancario e che prima o poi gli verrà l’intolleranza al latte, si imbroncia. Ride, rido. Mi spara a raffica domande di cui fatico a seguire il filo logico: Lavoreresti in un ufficio stampa? Sei favorevole alla pillola del giorno dopo? Parli bene inglese? Ci verresti a cena con me? Credi in dio? Ti piace Ozpetec? Lavoreresti in un ministero? Hai visto la mostra a Palazzo Incontro? Hai fatto la specializzazione? Che ne pensi del tradimento? Perché non scrivi su qualche giornale? Ma il fidanzato? Ma quella del blog sei tu? Io ho risposto titubante ma spontanea.

Mi racconta della sua carriera, mi sento incoraggiata. Quando si toglie gli occhiali e si passa le dita sulle ciglia, come a tirar via la stanchezza, assume l’aria del trentenne che è e abbandona il tono adulto che si dà normalmente. Scherza, ride, chiacchiera e spettegola. Sembra sorprendentemente disinteressato. Mi fa venire in mente una mail di un caro amico di qualche tempo fa che diceva "Il problema dei tempi moderni e’ che ormai, quando uno si offre di aiutare un’altra persona, si pensa subito che sia un pedofilo o uno stupratore, o che voglia trombare" [cit.]. Mi compiaccio che non faccia commenti sul mio abito verde acqua che, diciamolo, mi sta proprio bene. Sarà che non ho messo tanto mascara e, una volta tanto, capisco che è meglio. Rimanda l’appuntamento che ha per cena di quindici minuti, noto che davvero gli fa piacere stare lì a ciacolar.

– Volevo dirti una cosa…ma no dai, niente.

– Non credere che io cada nella trappola del giochetto eddaidimmicosacosacosatiprego, perchè non lo farò, se vuoi dire dì pure, sennò non fa niente. (tiè)

– No, davvero, non fa niente.

– Occhei. (grrrrrrrrr)

Arriva il momento dei saluti, ci incamminiamo verso la fermata del bus continuando a parlare, mi chiede se accetterei una cena con lui, rispondo che chieda e poi si vedrà (ah ah), sono pur sempre una bionda. Quando ad un tratto…

– Vedo che cammini bene con i tacchi…

– Eh, sì, sono abituata…(rimirando le mie scarpine di raro nero) 

– No, perchè sai, certe donne…

E a quel punto una tipa (mora, ofcorz) infila un tacco di scarpa giallo limone di vernice tra due sampietrini, si impala, inciampa. Quante probabilità al mondo potevano esserci che il suo accenno di complimento cadesse così a fagiuolo? Sento una goccia di soddisfazione corrermi giù per la schiena. E’ una vita che studio da bionda, cacchio, finalmente vedo i frutti.

– Cosa fai ora?

– Vado al cinema con le amiche…

– Vestita così?

– Beh, metto le scarpe basse…

– Hai messo i tacchi per me, quindi?

– No, li ho messi per l’aperitivo…

E sono andata a vedere La verità è che non gli piaci abbastanza, carino e divertente. Me ne torno a casa con due frasi che continuano a ronzarmi in testa "l’innamoramento è una fase, l’amore è una scelta" e "se si comporta come se non gliene fregasse un mazzo di te, non gliene frega un mazzo di te".

PS: angus1one sii orgoglioso delle mie interlinee!!!

34 thoughts on “APERITIVO FLEXIBILE

  1. Cioè, voglio dire, io ti rompo la testa per mesi a causa di queste interlinee, e quando finalmente risolvi il problema fai una dedica ad angus1one? Queste sono cose che lacerano il mio animo sensibile.

  2. hihihi…fantastico seguire una bionda all’opera…sembrava di essere là ad osservarvi….
    poi è vero…l’innamoramento è una fase, l’amore una scelta…

    @lanoisette: io direi l’esatto contrario….

    giuseppe

  3. secondo me è andata che lui aveva assoldato una mora ofcorz per passare di lì proprio in quel momento e inciampare nei sampietrini coi tacchi. Un po’ come all’inizio di Effetto notte: era tutto previsto.
    Fra l’altro, aveva anche previsto che tu continuassi a chiedergli: “Eddai dimmi cosa mi volevi dire eddai eddai eddaiiiiiiiiii”.
    Lì allora ti avrebbe detto: “No, facciamo che non te lo dico io: gaurda in alto” e sopra le vostre testa scoprivi che stava passando un aereo con dietro megacartellone con su scritto “Allora ci viei a cena con meeeeeeee?”.
    Però tu hai voluto fare la bionda fino in fondo. Ben ti sta!

    [e]

  4. sono orgoglioso di quanto bionda tu possa mai essere e non solo delle interlinee!!!

    VentiSeiTre:
    non essere geloso del cugino di tua moglie!
    ma sappi che io gongolo e non poco!!!
    sono soddisfazioni sai?

    Angus il risolutore

  5. @lanoise: quando una è metrappanzè non ce n’è per nessuno…sei un mito!
    @consorte: tesoro caro, tu lo sai che io ti amerò per sempre, però le interlinee me le ha aggiustate mio cuggino. Tra l’altro ha prodotto della menta ma non era autorizzato quindi diamogli qualche soddisfazione.
    @giuseppe: dici che è il contrario? quindi se uno per un periodo porta le camicie azzurre, secondo te, prima o poi ne potrebbe mettere di viola gessato marrone? aiuto. Scenari inquietanti si profilano.
    @enrico: adesso mi hai fatto stabilire una nuova conditio sine qua non, mai a cena con uno che non te lo chiede tramite cartellone aereo. Mi hai reso cronica la singletudine.
    @angus: mio cuggino mio cuggino…

  6. fransgett:
    – quando una è castana fuori, bionda dentro, rossa intorno… 🙂
    – soprattutto panzé, direi, dopo la scofanata di crema di marroni di ieri sera che mi ha consolata della correctio verificarum
    – io uno che ha appeso un cartellone ad un aereo per dichiarare il suo amore lo conosco sul serio: il marito – alto, moro, bello&simpatico – di una mia vecchia amica, la più suora di tutte (arrivata illibata alle nozze), con un’improbabile frangettone castano-topo alla BrendaUolsc che non viene modificato dall’età dell’asilo.
    non c’è giustizia, non c’è religione.

  7. voglio anch’io l’aereo, ma che me lo scriva col gas di scarico (il mio animo ambientalista, eh?!)!!
    hai sorvolato sul dettaglio più importante, però: la cravatta improponibile. accetteresti un invito a cena da uno con la cravatta improponibile?! really?!?!

  8. la cravatta tanto regge poco….presto o tardi deve cedere alla casuality….
    sulle camicie invece direi che prima o poi si può scegliere di passare dalle camicie azzurre agli aperitivi..no?

    cavolo, ma l’aereo???? ma quanto siete avanti in questo blog?? da oggi chiederò appuntamenti solo in questo modo…..sperando di non beccare bionde miopi…..

    giuseppe

  9. @lanoisette: occhei, mi hai convinta, arriverò illibata alle nozze. Tanto la realtà pare volermi agevolare questo progetto.
    @lerinni: non scordiamoci che è un prof. Io l’aperitivo col prof lo prendo, anche col frate. L’aperitivo.
    @giuseppe: io sono astigmatica, ma porto dei fantastici occhiali coi brillantini, se può interessare. Però arrivo illibata alle nozze.

  10. ah…dio.
    Perdo l’attenzione per un giorno, e guarda cosa succede.
    Magnifica caduta dai tacchi, tempismo perfetto. C’è da dire però che io i sampietrini li odio…’sti maledetti!

  11. Al mio ultimo appuntamento avevo le scarpe da ginnastica, o da tennis, insomma avete capito. Dev’essere che non sono bionda. Prendo appuntamento dal parrucchiere, magari mi insegna anche a portare i tacchi.
    ps: ministro della cultura? No, troppi impegni.

    Stima Imperitura (che nick del cazzo che ho!)

  12. @giuseppe: tu vai all’eppiauar col berlusca?
    @makeupaoltre: i sampietrini sono il peggior nemico delle donne. Però se porti le scarpe di vernice gialla te li meriti tutti.
    @S.I.: oddio, io alla scarpa da tennis sono un po’ contraria, però dipende dal contesto dai…non generalizziamo. Però fatti le mesc.

  13. Comunque dalla raffica di domande che ti ha fatto è palese che stesse cercando di capire:
    a) se poteva circuirti offrendoti un posto di lavoro
    b) se gliela davi con una certa facilità
    c) se in caso di qualche incidente non ti saresti fatta problemi a cancellarne le tracce con una pillola.

  14. sono d’accordo ancora una volta con tomada…affinità elettive? 🙂 al botta e risposta “Hai messo i tacchi per me, quindi?” – “No, li ho messi per l’aperitivo…” preferisco “che bella la collana” – “l’ho messa per te”

    anonimo DOCG

  15. @utente anonimo n. 25: sei Ochetta? non appare nulla se pigio sulla casetta…
    @anonimo DOCG: visto che siete tutti curiosi, vi riporto la frase con cui mi ha risposto: “…epperò, nemmeno una soddisfazione mi dai!”
    @juanriccio: a pensar male si fa peccato!

  16. @anonimo DOCG: ma che ce stai a prova’? A scanso di equivoci ti ricordo che non tutti i nick che finiscono in “a” denotano l’appartenenza al genere femminile del loro possessore! 😉

  17. sono d’accordo: quei libri lì (o film) servono solo per sorridere di qualche disavventura che forse tutti abbiamo vissuto in campo sentimentale. non credo abbiano mai “insegnato” nulla…
    (“linearità di pensiero e sentimenti”, poi, è un ossimoro secondo me)

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