RECEMPSIONE: DANCE DANCE DANCE

Uno dei miei libri preferiti di sempre, entra in direttissima nella top faiv dei migliori libri letti nei miei primi venticinque anni.

L’ho finito da tempo ma ho voluto aspettare prima di recensirlo. Un po’ ero presa dalla questione del libraio, un po’ che è un libro strano. Poi oggi mi sono venute le mestruazioni e ho capito che s’era fatta l’ora.

E’ il secondo Murakami che leggo, il primo fu Norwegian Wood che mi piacque immensamente e allo stesso tempo mi lasciò dentro una gran malinconia (ne ha scritto molto meglio di quanto saprei fare io lanoisette).  La copertina recita "un folgorante noir giapponese", penso che se l’avessi comprato in base alla copertina – e quindi se la definizione folgorante-noir-giapponese mi fosse piaciuta – sarei rimasta immensamente delusa. Spero che dopo la mia recempsione si capisca perchè.

La storia narra di questo uomo intorno ai trentacinque, separato, scrittore di trafiletti per brochure che, a metà tra sogno e realtà, sente i suoi pensieri materializzarsi sotto forma di paure e intuizioni. Sul suo cammino incontra una serie di donne: prostitute misteriose che scompaiono, una tredicenne sensitiva, una famosa fotografa, una ex moglie e una resepscionist di albergo. Tutte hanno per lui un significato diverso e svolgono la funzione di guida: lo portano a bordo delle proprie vite alla scoperta della sua identità, alla ricerca di se stesso e della sua natura. In tutto questo ci sta di mezzo un attore bello e famoso che gli diventa amico, una morta, delle ossa, un tipo con un braccio solo e le Hawaii.

I viaggi che compie a Sapporo e alle Hawaii, seguendo un pianto femminile che sente nel sonno, altro non sono che il simbolo della svolta, del passaggio alla consapevolezza che la vita non può passare addosso senza lasciare traccia.

Due immagini ricorrono spesso, le ossa bianche pulite e splendide e l’espressione "spalare la neve". Se la prima ha un che di macabro, la seconda sta a rappresentare la concezione del lavoro – e anche dell’esistenza – del protagonista: inutile e ripetitivo, senza personalità, faticoso ma non impegnativo.

Murakami scrive benissimo: mai troppo prolisso, mai frettoloso. Dimostra, per l’ennesima volta, che è un libro con un uomo come protagonista apparente, ma il vero soggetto sono le donne: forti nelle loro ansie e nelle loro paure, pazienti ed emotive come solo loro sanno essere.

E poi, nella vita, si incontrano tomi pallosi, tomi che corrono via sotto gli occhi, che divertono, che semplicemente dilettano, tomi che insegnano e poi, come Dance Dance Dance, opere che lasciano un segno senza che te ne accorgi.

13 thoughts on “RECEMPSIONE: DANCE DANCE DANCE

  1. doh…
    non conosco Murakami e da un pò leggo decisamente meno di quanto vorrei, ma ormai mi avete convinto….
    i prossimi acquisti saranno norwegian wood e dance dance dance…..

    giuseppe

  2. allora: ho anch’io un Murakami a casa (e parlo di un Haruki Murakami, perchè un Takashi Murakami non me lo posso permettere), una raccolta di racconti brevi che ho comprato in Gran Bretagna un paio di anni fa.
    Titolo: Blind Willow, Sleeping Woman (la traduzione in italiano non l’ho trovata, ma si è pure preso il Frank O’Connor International Short Story Award per sto libro e io credo di essere al quarto racconto da un paio di anni. E quando lascio un libro a metà, le possibilità di riprenderlo in mano equivalgono allo 0,01%…
    praticamente non c’ho capito niente di quei racconti, e mi sono impegnata.

    però magari una seconda scians con Dance Dance Dance gliela do.
    Solo perchè mi fido della Frangia.

    Un altro libro da evitare? Quello che sto cercando di finire ora: Cosmofobia della Etxchebarria. Mah.

  3. @giuseppe: ottimo, vedrai che non te ne pentirai.
    @lanoisette: se è possibile, sì.
    @utente anonima numero 3: io un libro che contiene nel titolo la T, la X, la C e l’acca tutte vicine – in tutta sincerità- non l’avrei comprato. E comunque vedrai che trevvoltedenz lo divorerai in quattro bocconi 🙂

  4. Mi sembra una storia interessante e poi Norwegian Wood è anche il titolo di una canzone di Lennon nel periodo Beatles, per me che sono un patito di quella musica acquista mille punti bonus solo per questo 😉

    -Ombra-

  5. frangia, la “c” e la “h” sono di troppo, sarebbe etxebarria (“tx” in basco si legge come “ch” in spagnolo). solo per la cronaca, ovviamente :-). murakami è lo scrittore preferito di una persona che stimo molto, prima o poi lo leggerò 🙂 grazie ancora frangia

    anonimo DOCG

  6. il titolo, ombra, deriva proprio da quella canzone…
    ma io sono troppo affezionato al vecchio…vecchissimo titolo “Tokyo blues” prima ancora che venisse aggiunto norwegian wood, e poi definitivamente sostituito
    devo leggere trevoltedance…ma credo che rimarrò legato alle vicende di Watanabe, come successe con l’uccello che girava le viti del mondo o a sud del confine, a ovest del sole

  7. @Ombra: benvenuto…per il resto delle spiegazioni leggi alla voce angus1one 😉
    @anonimoDOCG: ‘o professore never dies.
    @angus: finisco quello che sto leggendo e poi passo a La Ragazza dello Sputnik, poi tocca all’uccello rotante…
    @consorte assente: ai miss iu tu. Aill bi forever ior Midori en iu uill bi mai littel Watanabe!

  8. Anche per me Norvegian Wood sarà il primo di Murakami! L’ho ordinato e sto aspettando che arrivi in libreria… Ho grandi aspettative per questo libro!
    Colgo l’occasione per fare i complimenti per il bel blog, in generale ^^

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