caldo annoiato

Il mio primo racconto serio, più o meno. Non so se mi convince, tanto vale chiederelo a voi.

Giulia era seduta in camera al computer, annoiata. Erano anni che non trascorreva un giugno in paese. Caldo, bambini che sbattevano il pallone sotto la finestra, la tele accesa.

Si mise a guardare vecchie foto in una cartella intitolata “ultimi giorni all’università” e a cercare qualche vecchia canzone della Nannini su YouTube.

Trovò l’indirizzo di Dario e, per noia, ci scambiò quattro chiacchiere. Non era affatto entusiasmata, stava aspettando che il tempo e la calura le scivolassero addosso.

 

Quel pomeriggio giunse alla stazione, sapeva poco o nulla di lui. Pelato, settentrionale, educato, tanto le era bastato per scappare un po’ via dal quotidiano. Cosa vuoi che sia un fine settimana, al massimo rivedrò quella bella città, si era detta.

Nell’incertezza, però, gli voleva piacere: maglietta aderente, una spilla nei capelli raccolti e dei jeans sbarazzini, il resto l’avrebbero fatto l’abbronzatura e il sorriso.

La sua voce l’aveva ascoltata solo sguaiata a fare il coro ai maschi innamorati sui metrò che confondono le linee di Mirò. E una volta al telefono, quando ormai era a venti minuti dalla stazione di arrivo.

Lui era fermo al binario in maniche di camicia, se l’emozione c’era di certo non traspariva dal viso imperlato di sudore e abbronzato.

Giulia sorrideva, lui era una pietra, ma una pietra gentile che prontamente le prese la valigia e le porse un biglietto dell’autobus.

Chissà se lui ha la mia stessa piacevole ansia di chi si sta cacciando in un guaio, si chiese. Intanto scambiavano banalità, parlavano della cena e del tempo e del caldo e delle nuvole “che non promettono niente di buono”.

Chissà perché non spiccica parola, si chiese lei, mentre lui si muoveva rapido, al sicuro nel suo ambiente. Lei fece una doccia, si misero a guardare sciocchezze al computer, come a voler trovare un terreno comune. Si raccontarono poco, lui espresse idee decise e lei conciliante.

Le accadeva sempre così, si intimoriva di fronte a chiunque non le desse la certezza di adorarla.

Chissà se è solo timido o non mi sopporta, continuava a ripetersi.

 

Lei rimase malissimo quando lui, al risveglio del giorno dopo, non la baciò nemmeno. Dario si fiondò a recuperare il pc e a controllare la posta, lei aspettò con un atteggiamento svagato che non le apparteneva.

Uscirono, passeggiarono per mano, lui distratto, lei a disagio. Un bicchiere di vino e lei gli chiese un bacio, con dolcezza. Lui era stranito, forse stupito dall’atteggiamento inconsueto e spontaneo di una Giulia qualsiasi e sconosciuta.

Poi la baciò mentre guardavano un film a letto, la grandine picchiava forte sui vetri e loro si accoccolavano come una coppietta rilassata e dai sentimenti assodati. Fecero l’amore e dormirono, il computer passava Ligabue e Baglioni.

Risero insieme, dormirono insieme, lui le cingeva la schiena nel sonno, forse inconsapevole. Al mattino allungava la mano per stringerla a sé, come fosse abitudine.

Una nuova sveglia, stavolta l’ultima. Doccia, caffè, di nuovo nessun bacio.

Eppure mi piace, chissà che ci trovo, ma perché non gli piaccio.

Cercò di fotografare qualche particolare: la cucina in ordine, i due bicchieri da vino già lavati, la macchinettà del caffè che pareva mai usata,  le scarpe in fila. Tentò di scorgere qualcosa di personale, la libreria: pochi pezzi, tutti in fila, tutti di Hornby. Nessuna foto.

“Sembrerà banale ma io so quello che voglio nella vita” le aveva detto a cena. Una casa, un lavoro, la normalità.

Ma ci faremmo bene a vicenda, Giulia ne era convinta sempre di più. Percepiva un senso di mancanza, un buco rattoppato e un vago timore di cambiare la toppa.

Ho sbagliato, ho sbagliato, non ha capito niente di me e della mia vita.

E crede che io non abbia capito niente di lui. Oppure semplicemente non ci pensa.

E poi via, su un treno sempre uguale a fare un viaggio sempre uguale. Lontano dove non ci si può più pensare sempre imbevuti di caldo annoiato.

15 thoughts on “caldo annoiato

  1. @ Ochetta: qualcuno qui mi ha anche lasciato un paperotto…sei in buona compagnia 🙂
    @ lallypop: sono troppo di strette vedute per capire la connessione tra il racconto romantico e la puzza di fritto, seppur chic.
    @ famekimika: 😀 Graaassie!

  2. Questo è un racconto fantasy.
    Un uomo così composto e freddo davanti ad una donna avvenente (perché Giulia è avvenente, si capisce), un uomo che dice che vuole la normalità, un lavoro, una casa, una famiglia; una macchinetta di caffè mai usata, i libri tutti di Hornby, le scarpe messe in fila. Qui siamo nel fantasy più puro.

  3. @ventiseitre: se cambiamo la capigliatura di Dario e l’autore dei suoi libri mi viene in mente una persona che gli somiglia…
    E non abita in un libro di Terry Goodkind!
    @lafrangia: continua così! 😉
    GD

  4. Alllora. secondo me alcuni passaggi sono decisamente buoni, altri meno (ah, direi “non era affatto entusiasta”, più che “entusiasmata”) e ti spiego perché:

    1) alcuni salti temporali e alcune reticenze) sono forse un po’ troppo bruschi, lascerei che si indovini qualcosa in più (quando manzoni scrive la sventurata rispose… usa sì una reticenza, ma si capisce che quella lì la sta combinando grossa..)

    2) Il narratore è onnisciente, ma la focalizzazione è quasi sempre su Giulia, Dario appare a tratti e non si capisce bene se sia davvero così o se sia percepito cosi da Giulia.
    ecco, io lavorrei su questo, sul punto di vista. darei una sterzata decisa: o tutto percepito da Giulia o lascerei un po’ più di spazio alle sensazioni di Dario.

    🙂

  5. frangia, io le scarpe le tengo in un angolo, una sopra all’altra, a comporre una figura piramidale dall’odore discutibile.

    GD: io di uomini così non ne ho mai incontrati invece. A parte che nei libri di Tokien, ovvio.

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...