biondanaizer

Insomma succede che mi chiamano per il mio primo (e finora pressoché unico) lavoro da interprete serio. Roba di ingegneri, pali della luce, fili, vol, watt, caccaviti, cose così insomma. Mi impanico a mille e poi passo al fulcro del colloquio: che mi metto? Dopo un’attenta valutazione del mio fisichino esile (trattasi di qualche mese fa, n.d.a.) e del mio guardaroba pingue, stabilisco: jeans scuro, scarpa bronzo mezzo tacco, camicia azzurra un po’ scollata, giacca blu berlusca, borsa intramontabile, perle a profusione, capello raccolto e …soprattutto…immancabili occhiali da sole da gran signora. Insomma, per farla breve, mi stavo liquefando/liquefacendo. Parto alla volta del mio selezionatore con la consapevolezza che solo me possono prendere, data la scarsità di conoscitori umbri del portoghese.

Giugno, ufficio sperduto nella zona industriale umbra:

– buongiorno, mi hanno chiamato per quel posto da interprete, con chi devo parlare?

– ah, sì, buongiorno, allora un attimo che TI chiamo il responsabile…..MANAGER EFFEEEEE! c’è la ragazza per il portoghese…

– ah, sì, buongiorno, sei tu?

– eh, sì, mi hanno chiamato dall’ istituto di inglese…

– bene, allora vieni nel mio ufficio che ti spiego di che si tratta, prego..

(Fu qui che mi si palesò Mister Effe: alto, molto magro, braccine toniche, lacoste bordeaux, pantalone blu, capello scuro e fluente, carnagione olivastra, faccia a punta: un ragnetto)

– allora tu com’è che sai il portoghese?cioè, lo sai bene?

– mah, sa, io ho studiato portoghese qui e lì…bla bla…Lisbona…su e giù…

– ok, allora ti faccio vedere il campo di allenamento in cui faranno le esercitazioni….(mi fa strada verso un campo con in mezzo un palo della luce)…certo, magari siccome tu sei molto bella direi che devi venire vestita comoda altrimenti questi so’ portoghesi, chissà che pensano…

– non c’è problema, sono l’interprete, mica la valletta… (e mi tolgo gli occhiali da sole, sbattendo "inavvertitamente" le ciglia)

Segue conversazione con una Segretaria Ringhiosa riguardo salari e logistica.

Arriva il grande giorno:

– Pronto, la bellissima Frangia?

– ehm…sì, sono io…

– allora passo a prenderti in centro tra dieci minuti, ok?

Entro in macchina, cd degli U2 (decretato oramai, dopo migliaia di appuntamenti con omeni diversi tutti stranamente appassionati degli U2: il cd per tutte le occasioni, per la donna rock, per la melodica ecc ecc) e borsone da palestra con racchetta sul sedile posteriore. Borsone, tra l’altro, semiaperto da cui fanno capolino un paio di boxer griffatissimi molto carini. E inoltre, Manager Effe, oggi indossa una camicina che svela un bicipite inatteso e un pantalone che svela, anch’esso, un culino altrettanto inatteso. Mmmmm….Frangia, no no no, sei qui per un importante incontro di lavoro, basta basta, cacati sotto come situazione richiede e STOP.

Segue: offerta plurima di caffé, complimenti plurimi buttati qui e là  ma sempre rigorosamente lontano da Segretaria Ringhiosa. Proposta di colazione insieme prima di entrare al lavoro, scambio di biglietti da vistita (comprensibile) e scambio di indirizzo msn (comprensibile????). La qui presente apprezza tutto moltissimo perchè il resto della truppa è composto da vecchi ingegneri che amano discorrere amabilmente di tralicci e basta.

Trascorro una settimana ad ammazzarmi di lavoro in una stanzetta bollente, lì davanti al campo del palo della luce, allietata solo dallo stupido sguardo foderinho del portoghese in prima fila (Vasco, che Dio abbia in gloria lui e i suoi addominali), da un numero di tre cifre imprecisato di caffé al giorno, dai pranzi nella tavola calda con Manager Effe. Il tutto scoprendo poco o niente della vita del famigerato Manager Effe. Ovvero: scopro che prima viveva a Pisa, che ha gestito un ristorante, che adesso insegna in palestra (da lì i bicipiti) qualcosa che a che fare con le racchette e i muri, che gli mancano pochi esami alla laurea ma non ha voglia di darli, che è piucchevvanitoso, che usa un profumo di Dior che io ci muoio e che, svelerò in seguito il motivo, dorme un po’ nella città del lavoro, un po’ no. E poi mi chiama Occhi, ma solo quando non c’è in giro nessuno, altrimenti mi chiama Interprete.

E, sin qui…

Ma poi arriva l’ultimo giorno di lavoro, io sono sfattissima, mi sono arrivate le mie maledette cose, fa un caldo boia, ho tutte le camicie sozze, devo mettere un’indegna polo beige. Finisce il corso che io intepretavo, correggiamo gli esami, prendiamo i soliti millemila caffè e poi Manager Effe mi accompagna in centro, alla solita stazione. Perdo il mio mezzo, devo aspettare un’ora e Manager Effe si offre di farmi compagnia per mangiare un gelato.

– Sai che mi dispiace che sia finito il corso? mi ero affezionata ai ragazzi..

– sì, ai ragazzi, a Vasco casomai…quello ti guardava in un modo…

– Maddai….

– eh, sì, dev’essere facile prendersi una cotta per te…

– ……..

– Io te o dico, sono un uomo, io cioè…da quando sei arrivata, hai questo modo d fare, mi metti allegria e poi sei bella e sorridi sempre e mi piace come stai con gli altri, come ti comporti, sai stare tra la gente, metti tutti a loro agio..

– beh, grazie, che bei complimenti.. (dico davvero commossa)

– e tutto questo per dirti che io, sinceramente, da quando ti conosco ti penso sempre anche quando torno a casa, cioè in una settimana mi sei entrata in testa e io non ci posso fare niente…

– aehm…

– e infatti, siccome in questo AlbergoDiLussoInCentro ho un conto in sospeso o volevo invitarti a dormire lì, giusto una sera, ma per dormire, non pensare male, per parlare con te, stare lì, abbracciarti, non pensare che è solo per quello…

-beh, Manager Effe, mi potrei anche offendere…

– no, ma tu non devi pensare male, io ti adoro, come puoi pensare che io ti voglia solo per quello? cioè, tu proprio mi piaci, secondo me io e te staremmo benissimo insieme e il pensiero che la settimana prossima non ci rivediamo, di mattina, mi fa stare malissimo, non sai quanto mi dispiace…

Per un momento penso "Ohibò, ma questo dove stava nascosto??????"

– beh, vabbè, ma magari ci si rivede….che ne sai…

– eh, c’è solo un problema: io sono fidanzato da quattro anni con una ragazza che fa il medico nucleare…adesso siamo un po’ in crisi ma io la adoro e le voglio tanto bene…

Morale della storia:  vestirsi bene fa ottenere incarichi desiderati e ben remunerati, vestirsi bene porta anche ad essere notate dal capo dell’ufficio che, inevitabilmente, vi proporrà un finesettimana in un albergo molto lussuoso. Vestirsi bene e di conseguenza sentirsi a proprio agio con se stessi, il proprio corpo e il corpo del vostro capo, vi porterà a desiderare di accettare l’invito. Vestirsi bene ed essere notate da un uomo che si veste bene per come vi siete vestite bene, vi porterà alla consapevolezza che quest’uomo  ha già una donna che, a sua volta, si veste bene. Tutto torna.

31 thoughts on “biondanaizer

  1. Quindi il mondo è mosso dal vestirsi bene e non dai soldi e dalla f***.
    Comunque, per la cronaca, fino a metà post ero convinto che Manager Effe fosse un gioco della play station.

  2. Eh ma dai poverino, voleva solo invitarti una notte in albergo a dormire e abbracciarti! Se poi tu sei maliziosa… Chi non ha mai invitato un amico in albergo a dormire? Anche nei motel, la gente ci va per dormire!

    BridgetJones

  3. Commento mio alla “morale della storia”: eh???
    (al prossimo che mi dice che l’algebra è complicata, faccio leggere la suddetta morale)
    …sarà perché vesto male?

    Incredibile (ed esilarante) l’escalation emotiva di Manager Effe (ah, non è un gioco per play station, come supponeva 26 3?).

  4. Per questo io non mi vesto bene. Per evitare che il capoufficio mi proponga un finesettimana in un albergo molto lussuoso. E non conta il fatto che non abbia un capoufficio e neanche un ufficio; certi rischi meglio non correrli.

  5. marihornet:infatti quando sono nel massimo del mio splendore, ho la tuta di pelle (moto) e stivali con inserti in carbonio…se faccio colpo lì, è perchè gli ho dato un colpo, al pedone distratto…

  6. @ bridget: è vero, quasi quasi rifaccio il catechismo così torno meno maliziosa…
    @wil: sai che oggi pomeriggio mi ha chiamato per commentare il mio scritto? mi ha detto “madonna come scrivi bene, è andata proprio così…”
    @MrPokoto: lo dicevano che prevenire è meglio che curare…
    @marihornet: in certi casi e a certi pedoni, anche due colpi…

  7. Ma non ti sai proprio comportare!! Questo aveva l’aria da riccone. Ci andavi a letto, in qualche modo cercavi di riprendere la cosa, e poi lo ricattavi! Così gli insegnavi a non a fare il cascamorto con le giuovani ed ingieniue pulzelle e tu gli spillavi qualcosa.

    A ‘ste ragazze moderne bisogna insegnare proprio tutto…

    Pietro

  8. @ demonio: mi vengono solo battute cafone, dunque non mi esprimo. Però domani vado a Scandicci.

    @ lanoise: vedo che sta Pisa non ti scende e non ti sale, un po’ come la torre…

    @ Pietro: non gli ho spillato un bel niente, però…

  9. scerì, ho raccolto e sto raccogliendo svariate testimonianze – è una specie di ricerca scientifica. dev’essere qualcosa nell’acqua, o nell’aria… mah…

    e comunque vorrei far notare che se la torre è storta un motivo ci sarà, no?

  10. Io avrei un’altra morale della storia: si incontrano le persone giuste nel momento sbagliato e le persone sbagliate nel momento giusto. Le prime le perdi, le seconde ti rovinano l’esistenza. Meno male che c’è il Napoli 🙂

    anonimo DOCG

  11. noooo, ma cosa dici mai? lui ti aveva invitato solo “per dormire insieme”.
    morale della favola: vestirsi bene ti può portare a dormire tanto.
    quindi procurati almeno un pigiama griffato. altra morale

    [e]

  12. dì la verità che il tuo sogno è di essere salvata da baldwin vestito da pompiere che viene a spegnere un incendio in casa tua e tu lì col pigiama altamente infiammabile che gli urli “sono quiiiiiii”.

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