recempsione: alta fedeltà

Lo vidi sul comodino di un ragazzo sconosciuto. Titolo curioso: avrebbe potuto riguardare qualunque cosa. "Io adoro Hornby, mi piace un sacco", mi disse il ragazzo sconosciuto. Passò del tempo prima che lo comprassi. E insomma adesso l’ho comprato e poi l’ho divorato in un sol boccone. E mi è piaciuto un sacco.  (Adesso userò un’espressione che odio ma che in questo caso è calzante) E’ un libro che si fa leggere, nel senso che proprio ti si porge, ti invita ad andare avanti girandosi le pagine da sé. La storia scorre con lo stesso andamento dei pensieri, torna indietro e balza avanti e tu sei lì senza sentirti spaesato, anzi. Pare che ti senti compreso perchè quella trama funziona come il tuo cervello, paranoie, cinisimi e debolezze inclusi. La trama narra di questo uomo di 30 anni circa in crisi (pare che negli anni ’90 l’argomento fosse più che mai in voga) che affronta alla meno peggio la rottuta con la sua convivente. Ripercorre i traumi amorosi del protagonista dall’infanzia alla giovinezza, calca la mano proprio su quei particolari insignificanti che occupano un po’ della ram di ognuno di noi. E, mentre leggi, tu stai lì e pensi che anche se quella storia non è la tua, potrebbe benissimo esserlo e, se non, riesci comunque a capire perfettamente quello che Rob -il protagonista-  fa e perchè, anche se non ha senso. L’intreccio ti coinvolge senza tirartici dentro: non diventi una pedina della trama ma sei uno spettatore che gironzola nel negozio di dischi, un inglese che si scola una birretta al pub, una ragazza che ancheggia nella pista della discoteca. Sei uno che sta lì e vive con loro. Non è che dopo che l’hai letto, sto tomino, ti senti nuovo e conosci le alterità che si nascondevano in te e tu non lo sapevi, no no. Ma è scritto bene e non è palloso. E mica è poco de sti tempi.

E poi con questo libro mi è successa una cosa che mi succede solo quando un libro mi piace tanto: comincio a ragionare come il libro. Mi spiego: Rob e i suoi amici sono soliti fare classifiche di 5 posti per qualunque cosa, tipo "la classifica delle prime 5 canzoni che abolirei dalla storia della musica", "la classifica dei 5 lavori che vorrei fare nella mia vita" e cose così. Insomma io, leggendo, ho cominciato a classificare un casino di cose, praticamente tutto. A voi non capita mai? E poi, sempre Rob, fa delle compilescion adatte alle varie situazioni per regalarle alle tipe che vuole conquistare, e io ho cominciato a pensare alle musichine che masterizzerei in un eventuale cd per un eventuale omo che vorrei eventualmente conquistare.

L’avete letto? Se non, fatelo che al massimo, se non vi piace, non ci perdete niente.

 

24 thoughts on “recempsione: alta fedeltà

  1. L’ho letto tempo fa, e mi piacque molto. Di Hornby il migliore pero’ è About a Boy, dove il personaggio è molto piu’ stronzo di quanto lo abbiano reso nel film.

    Cmq si vede che sei giovine: le cose che ci occupano la RAM????

    Demonio pellegrino

  2. @ Demonio: sai quando ti ricordi di cose totalmente inutili e dici “ma porca miseria se eliminassi dalla mia memoria tutte ste informazioni piucchesuperflue ragionerei più velocemente ed avrei spazio per cose che mi servono a memoria (leggi il numero del parrucchiere/dentista)?”. Ecco, tipo la caduta del primo feudo in Sardegna nel 1326, cose così.

    @ elle: grazie! sono soddisfazoni per una che ha scritto la sua prima recempsione della vita 🙂

    @ ventiseitre: non sei il primo che mi dice che il film sia bellissimo. Ma non so se voglio vederlo, ho paura di rovinarmi il mio filmone mentale.

  3. @ Ochetta: a leggere Hornby?

    @ tomada: bel nicc! A parte questo, credo che seguirò il tuo consiglio. Ma devo inframezzare con qualcos’altro. Non leggo mai due libri di uno stesso autore di seguito, le poche volte che l’ho fatto mi sono annoiata. Aspetto di scordare un po’ questo e poi ne inizio un altro.

  4. Ussignur! Conosco altre vittime del virus classificatorio trasmesso da quel libro. Io, grazie al cielo, non l’ho preso… però “Alta fedeltà” mi è piaciuto molto, e concordo con molte delle tue impressioni.
    Anche il film che ne è stato ricavato non è male.
    Meno bello quello tratto da “Un ragazzo”, altro ottimo romanzo di Hornby (D.P. docet)

    (ehi, anch’io preferisco alternare gli autori, a meno che non sia costretto a fare altrimenti)

  5. concordo col demonio (letti Alta Fedeltà, Febbre al 90° e Un ragazzo) e soprattutto concordo sul tuffo finale.

    consiglio spassionato da lettrice cinefila: mai vedere il film tratto da un libro che hai amato. mai.

  6. @ lanoise: esatto, infatti non lo faccio mai. O quasi: ho fatto eccezione per Memorie di una gheisha, il film non era male ma senza aver letto il libro perdeva proprio di significato. E comunque alla fine il film me lo sono scordato, il libro no.
    Volevo anche vedere Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, ma mi fa schifo il sangue e ho paura degli aghi, quindi ho staccato alla sigla iniziale.

    In tutto ciò…ma se una è fan di Iuggrent come fa?

  7. prima o poi ti convincerò a vedere anche il film..te lo giuro è uno dei pochissimi casi in cui se non leggi il libro E vedi anche il film godi solo a metà
    come la storia dei fonzies e delle dita leccate

  8. Grazie per i complimenti sul nick. Per caso significa qualcosa in qualche lingua iberica/esteuropea/asiatica? No, perché se ti racconto come nasce…
    Comunque Hornby centellinalo pure, tanto non ne ha scritti troppi. Ti consiglio di non perderti “Come diventare buoni” (il capolavoro assoluto resta Febbre a 90°, ma quello va bene più che altro per noi maschietti malati del giuoco del calcio).

  9. @ wil: diciamo che per ora il senso rimane strettamente letterario e molto poco letterale, ma mi sto organizzando in tal senso…

    @ anonimo: sarà dura, prova a corrompermi con un pacco di osvego 😉

    @ tomada: esatto, significa qualcosa in spagnolo e mi ricorda anche qualcosa in portoghese che, appena alzata dal divano, non mi viene in mente, ma ti saprò dire in un attimo di lucidità. Comunque il tuo commento è curioso perchè accingendomi a leggere Alta Fedeltà un mio amico mi disse “ti piacerà credo, ma è un libro molto maschile”.

    Comunque a questo punto apro il totoconsigli: QUALE DEV’ESSERE IL PROSSIMO HORNBY DA LEGGERE?

  10. anche io ho gradito..ne ho letti un po’…tra cui anche non buttiamoci giù e come diventare buoni..tutti carini..e su alta fedeltà la penso come te e come in tanti, credo..Hornby sa coinvolgere…complimenti per il blog…continuo a dare un’occhiata 🙂

  11. Di quelli che ha citato Giuliandrea, direi “Come diventare buoni”, micidiale. Ottimo anche “Non buttiamoci giù”, ma dopo “Alta fedeltà” leggerei il primo.

    (rimanendo nell’ambito degli autori inglesi contemporanei, hai mai letto nulla di Jonathan Coe?)

  12. I migliori cinque libri di NH:

    1) Febbre a 90°
    2) Alta fedeltà
    3) Come diventare buoni
    4) Un ragazzo
    5) Non buttiamoci giù.

    Seguono l’ultimo, “Tutto per una ragazza”, e “31 canzoni” che metto fuori classifica perché molto sui generis.

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