la mala educaciòn

Non riesco nemmeno a immaginare quante volte, da bambina, mi sia sentita ripetere "Frangia hai salutato?", "Frangia hai detto grazie?" "Frangia hai chiesto per favore?" e cose del genere.

La mia bisnonna diceva sempre "te la insegno io l’educazione!", perchè in fondo, a suo parere, dare un buon esempio e un buon ceffone mi avrebbero insegnato, appunto, ad essere una persona che sa stare al mondo educatamente.

Per cui, per me, essere maleducato ha sempre voluto dire: essere sgarbato, scortese, invadente e poco disponibile col prossimo (e spettinato, aggiungerei).

Picchiare qualcuno, quindi, non rientra nella scala di valori tra la casella "scortesia" e la casella "maleducazione". Rientra in "criminalità".

Se poi sto qualcuno lo si ammazza di botte fuori da una discoteca, in comitiva, tutti contro uno, beh, allora possiamo chiamare in causa le caselle "follia criminale ma consapevole", "testadicazzaggine", "infamia", "cattiveria" e cose così.

Quindi, quando sentirò la notizia del processo di sto branco di imbecilli (non dico bestie che mi si offende il gatto) e verranno fuori parole come "giustizia", "attenuante" e la fantastica "rieducazione" metterò a disposizione il mio caminetto per squagliarci la chiave.

Perchè punirne uno per educarne cento va bene ma, quando è troppo tardi per educare, puniamoli pure tutti e cento.

 

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