#COMESEFOSSESANREMO 2018: LE PAGELLE DELLA QUARTA SERATA

Innanzitutto i link per le pagelle della finalissima:

LINK PER LA PAGELLA DELLA FINALISSIMA IN WORD

LINK PER LA PAGELLA DELLA FINALISSIMA IN PDF

Il santino di oggi non poteva che essere l’unica concorrente della storia a vincere nella stessa edizione sia Sanremo Giovani che Big, il tutto coi capelli leopardati:
annalisa

annalisaleopardo

Tempo che vado dal sarto cinese, torno e pubblico i miei risultati di ieri.

#COMESEFOSSESANREMO 2018: LE PAGELLE DELLA TERZA SERATA

Cominciamo con le cose importanti: ecco i link per le pagelle di stasera:

LINK PER LE PAGELLE DELLA QUARTA SERATA IN WORD

LINK PER LE PAGELLE DELLA QUARTA SERATA IN PDF 

Il santino di stasera è niente popò di meno che: Cristina D’Avena, una vita iniziata da KissMe Licia, continuata con un tour di 30 anni nei centri commerciali di domenica pomeriggio e un inaspettato picco proprio con un disco di duetti….chi meglio di lei per stasera?
santinodavena

Una terza serata che si è svolta all’insegna di un solo grande motto: CHE PALLE.
Baglioni che fa se stesso senza la benché minima ironia, la Hunziker che mette su un siparietto a favore delle donne che mi solletica tutti gli istinti femminicidi, Favino in un ruolo mortificante e mortificabile che ironizza su Steve Jobs.
Mi domando come gli sia venuto in mente di ridere su uno morto di cancro che non è mai stato simpatico, soprattutto di parlare di Jobs a una platea che compra i cellulari coi tasti grossi.
Poi questa mania di parlare male un po’ tutte le lingue: gli ospiti stranieri che cantano in italiano come degli slavi, Favino e Miscel che si cimentano in un inglese che non ha nessuna ragion d’essere.
Tocco di classe giocato malone da parte della produzione: la presenza di Gino Paoli e di Giorgia, entrambi ampiamente dopo le 23, quando eravamo già tutti ampiamente pigiamati. Peccato, davvero.
Vogliamo fare una riflessione seria? Gino Paoli e Ornella Vanoni danno 20 piste a Kolors e Rubini di ogni foggia, possibile che non riusciamo a inventarci niente di meglio e finiamo sempre a guardare a 100 anni fa? Che fine faremo di sto passo il 4 marzo?
Vogliamo fare un’altra riflessione seria? Ma il culo che ha Giorgia che portando la 34 trova tutti i vestiti ai saldi? Parliamone!
Sono arrivata alla fine veramente stanca, bellissimo il colpo di coda di Nino Frassica e Memo Remigi, un arzillo vecchietto tutto tinta per capelli e protesi dentarie che, comunque, ironizza sul fatto di essere a un passo dalla fossa: sciapò. Purtroppo però a mezzanotte e mezza, dentro il letto, con RaiPlay sul cellulare avevo solo voglia di dormire…ennesima occasione sprecata.
PAGELLE3SERATACOMPLETE-001

 

#COMESEFOSSESANREMO 2018: LE PAGELLE DELLA SECONDA SERATA

Sono in ritardo osceno ma ho avuto una giornata infernale.
Comunque:

QUESTO E’ IL LINK PER SCARICALE LE PAGELLE DA COMPILARE DELLA TERZA SERATA -IN WORD

E QUESTO IN PDF (MEGLIO PER LA STAMPANTE)

Stasera, a grande richiesta, ci protegge questo dinamico duo…enjoy the santino:

JALISSE.jpg

In estremo ritardo e senza tempo ecco qui le mie di ieri:
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A QUESTO LINK, INVECE, QUELLE DEI MIEI AMICI 

SANREMO 2018 – LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA

gabriel

Parto subito col lasciarvi il link per le pagelle da scaricare per un giudizio rotondo e completo sulla seconda serata.
Il santino  di stasera è Gabriel Garko perché sì, è vero, Baglioni è stato un cane…ma nessuno sarà mai cane quanto Garko con le sue meches, il suo occhio caffo, i suoi occhiali da vecchia zia e il suo umorismo piacevole come un herpes zooster. Che Dior ci aiuti!

PAGELLE SECONDA SERATA DA COMPILARE – DA ORA ANCHE IN WORD SPAGINATO

PAGELLE DELLA SECONDA SERATA – IN PDF 

#comesefossesanremo #frangiadascolto

LE PAGELLE COMMENTATE DELLA PRIMA SERATA 

Più che un’apertura di festival è stato un sequestro di persona: iniziato prestissimo e finito decisamente troppo tardi.

Baglioni, acclamato da tutti come il “dittatore” artistico era bene che dirigesse l’arte e rimanesse da parte: una grinta a metà tra Carlo Cracco e il Woytila degli ultimi giorni.

Miscel: per i primi 10 minuti mi hanno fatto male le tette per osmosi, ce le aveva appese su dritte ditte toste toste con il nastro americano sotto all’abito, dure come due meloncini d’inverno ma al limite del respiro.
Memorabili le 15 volte in cui ci ha fatto capire quanto ha rosicato per quel “più bella cosa” di Eros dedicato a Marika Pellegrinelli a Sanremo 2016. Tomaso ti amo, Tomaso non ti vedo da due settimane, Tomaso ti risposerei…anche basta, grazie.

Favino: sfavato. E’ bello, simpatico, brillante, con una voce della madonna….ma non possono relegarlo a fare la macchietta romanaccia, ma che è? Ma mica è un Papaleo qualunque.

Fiorello: il dramma di quando inviti uno così è lo stesso che vive la sorella gemella cessa di Gisele Bundchen: lei non è davvero cessa, il problema è che sua sorella è una dea.
Figuramose se il paragone è Fiorello impizzato de coca come Smaila carico a dumila vicino a Baglioni che ha scambiato le pasticchette e s’è preso il Tavor alle sette e mezza de sera.

grecian
Tra i momenti memorabili sicuramente Tommaso Paradiso dei The Giornalisti che, sotto gli effetti della roba di Fiorello ma di qualità più scadente, dice “sono venuto a
Sanremo per mia mamma e per mia nonna”, il tutto vicino al parrucchino di Morandi

 

tinto col Grecian. Menzione d’onore alla Kukident che ha fatto product placement con Roby Facchinetti, Claudio Baglioni, Red Canzian (pettinato come Donatella Raffai), Riccardo Fogli, Fiorello e ovviamente anche Gianni Morandi.

Molte persone hanno partecipato alle mie pagelle, oltre ogni aspettativa, non tutti mi hanno ancora mandato la loro copia…in qualunque caso qui trovate quelle che mi sono arrivate per ora (mandatemele che le aggiungo!): 

LE PAGELLE DEGLI AMICI DELLA FRANGIA 

Ecco quindi le mie pagelle generali, considerate che gli ultimi giudizi li ho sparati praticamente in piena notte, quindi fateci la tara.PAGELLA-FRANGIA---1serata-001

#COMESEFOSSESANREMO: guida all’ascolto biondo 2018

Finalmente il grande giorno è arrivato: fuoco alle polveri! fiato alle trombe! vino alla Frangia!
Inizia Sanremo.
Se siete di quelli che “ma Sanremo fa schifo, la musica è brutta, il cascè dei presentatori diamolo ai terremotati” e compagnia briscola: per favore andate oltre e lasciatemi gioire nel trash più trash. Mollatemi subito o qualcuno si farà male.
Bando alle ciance, quest’anno ho fatto le cose in grande quindi ecco di seguito il regolamento per partecipare all’unica vera votazione di Sanremo che conta, al grido di “non esisto per nessuno perché Saremo è Sanremo”:

PREPARAZIONE ALLA GARA: GIOCARE D’AZZARDO

Prendete una busta, un foglio e un rossetto (e/o del sugo)
Scrivete il nome del vincitore sul foglio
Chiudete il foglio nella busta e chiudete la busta con un sigillo di rossetto e/o sugo

Questa busta verrà aperta sabato sera alla fine, ovviamente io non posso controllarvi se barate ma sappiate che Dior vi guarda e vi schifa come se aveste calzini bianci e mocassa di camoscio.

comefosse

 

LE PAGELLE: 

Ho messo insieme le mie doti migliori e ho creato un favoloso format per dare il nostro giudizio rotondo e completo: scaricate., stampate e compilate con la manina, fotografate e condividete.

LINK PER SCARICARE LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA

(DA ORA ANCHE IN WORD)

Ogni sera avremo un santino a proteggerci e guidarci nel giudizio: stasera è Pippe Baude, chi se non lui per aprire le danze?

pippo

GUIDA ALLA COMPILAZIONE 
(più complessa di un 730 ma più facile delle domande di sicurezza di Eppol): 

– mettete il vostro nome nella sezione “LE PAGELLE di….”, se avete un blog va bene pure il nickname

-MANAGEMENT è la sezione per dare un giudizio su quelli che hanno già fatto i soldi ma, si sa, Ii soldi non sono mai abbastanza e quindi si sono messi sul groppone il peso delle serate all’Ariston. La parte complessa è dare un solo voto complessivo per tutti i cambi di luc, siate forti. Potete sbizzarrirvi nella brevissima sezione #inuntuit ma soprattutto nell’identificazione del momento più “daje” e nel momento “sasssoarcollo” ovvero quelli più memorabili nel bene e nel male.

– PERCHE’ SANREMO E’ SANREMO: qui si danno dei voti facilmente banali (canzone, luc, trucco&parrucco…) e ovviamente si riassume tutto in un asctag che, strigni- strigni, dà una visione complessiva sull’esibizione. In “dunque” ci va la somma dei voti dati (ma va?)

CI SIAMO QUASI
Siccome per fare ste maledette pagelle mi sono sderenata graficamente (sono troppo bella per essere anche abile con la grafica) gradirei molto che mi faceste presente se le usate e come le usate (no adult pics please).
Quindi se le postate su fb, taggateci dentro la pagina del blog , se le fotografate e le mettete su Tuitter taggatemi (@la_frangia) e aggiungete #comesefossesanremo e #frangiadascolto se non siete manco social mandatemi una scansione a lafrangia@gmail.com
Certo, potete anche fregarvene e usufruire delle pagelle senza dirmi niente, però ci resterei tipo maximale…già piangerò ascoltando Barbarossa, vedete che dovete fare pure voi!

DAVANTI AI GRANDI EVENTI NON BISOGNA TROVARSI IMPREPARATI

Cose che ho fatto in questo periodo su cui avrei dovuto scrivere tipo 21 post e non l’ho fatto:

– visitare un paese musulmano da sola con 3 uomini di cui due allegri e uno Abbigliato in spregio a tutte le usanze  culturali del posto
– svegliarmi di notte per la mia stessa fiatella di aglio
– Natale al borgo natio sfidando le leggi della fisica inserendo nel mio corpo una cubatura di cibo superiore a quella del mio corpo stesso
– comprare 7 kg di pistacchi
– vendere scarpe vecchie da buttare per corrispondenza a un feticista (ok, questa devo approfondirla)
– Speedy Gonzales che non super l’idea che io mi sia licenziata per andare in un’azienda migliore con una mansione migliore e lo dice a chiunque
Nzomma ce ne sarebbero di argomenti su cui discettare ma non c’è tema che tenga perché  il tempo si ferma quando arriva questo periodo dell’anno, il mio personale giorno di Natale: la settimana di Sanremo.
Un po’ perché è kitch, un po’ perché è pop, un po’ perché è nazionalpopolare, un po’ che ogni tanto riciccia su Maria Nazionale e un po’ perché Sanremo è Sanremo papapà ma io lo amo e non me lo posso perdere.
Ricordo ancora il primo anno di relazione tra me e Primate, eravamo al mare in Liguria e io chiesi di vedere la finale del festival solo perché “fuori piove e l’antenna prende male in questa casa, si vede solo Rai1”.
Da almeno due anni a questa parte Primate ha un gruppo uozzapp tutto suo che anima scrivendo come un pazzerello dal suo cellulare durante tutte le serate del festival, per dire, no.
Quest’anno ho deciso quindi di fare le cose in grande e strutturare quello che per me è sempre stato un grande impegno morale e sociale: esprimere la mia su qualunque cosa passi in tv dal collegamento col tiggì1 al dopofestival,

filibdal filmato sulla regione Liguria  al pomeriggio di Domenica In con Giletti.

Sto creando un format per le pagelle e per il totovincitore, il tutto è regolamentato da doveri e divieti al limite del nazismo obviusli e sto reclutando gente da tutti i laghi e tutti i luoghi per partecipare a questa visione corale rotonda e completa.

Ora, io potrei pure condividere qui il pdf e il diktat generale di modo che i miei sparuti lettori possano affiancarsi all’allegra combriccola di miei amici e partecipare con le pagelle…ve interessa? freganmazzo? biowashball?

2018: I BUONI PROPOSITI SONO SOPRAVVALUTATI

I got soul but I’m not a soldier
All these things I’ve done – The Killers

 

Il Salento, Levante, i biker boots, i buoni propositi di inizio anno: tutta roba ampiamente sopravvalutata e fortemente inutile.
Non ho nessuna intenzione di appiccicarmi sul frigo una lista di cose che vorrei compiere perché servirebbe a farmi sentire un fallimento ogni santa mattina, in pigiama, mentre annuso il brik per sentire se il latte di mandorla è ancora buono.
Quello che devo fare per migliorare la mia vita lo so bene, non vivo dentro un film americano col frigo a due ante, non dormo coi pantaloni a quadri e la canotta da muratore e non mi sveglio coi #messyhairdontcare.
E’ molto affascinante pensare di vivere dentro SATC, mettersi col portatile alla finestra, bere un bicchiere di sciardoné e riflettere sullo sguardo sexy scambiato col ragazzo della posta…piace pure a me immaginarmi così, un po’ grunge e un po’ scanzonata ma sempre molto femminile. In realtà c’ho il pigiama nei calzini e bevo una tisana depurativa dell’Angelica che era in promo all’Esselunga, di grunge al massimo c’ho il mascara scolato sotto gli occhiali che Grissom ci si farebbe una sonora pippa per quante impronte di unto ci sono sulle lenti.
Quindi, invece di dire che nel 2018 mi voglio dimagrire e voglio studiare economia magari imparando per una cavolo di buona volta i maledetti phrasal verbs, adesso mi concentro sui successi del mio 2017-Nonostante.
L’anno che si è concluso, pur non essendo stato costellato di nessun evento epico e nessuna grande tragedia, è stato tosto e molto intenso, mi ha richiesto concentrazione e bicchieri di vino molto spesso:
– Gennaio 2017: visito la Patagonia, vedo i pinguini cuccioli che in realtà sono pelosini e grigi, mangio una roba che chiamano “salsa Golf” (maionese e checiap). Vado in palestra. Al lavoro succedono casini, mi sfiorano, ne esco incolume. Primate studia. Tutto sembra partito per il meglio, ho paura e faccio bene ad averne.
– Febbraio 2017: Teddy lascia all’improvviso lo ZoodelDigital, mi sento morire e penso di restare disoccupata. Non succede ma mi prendo lo stesso molto male. Vado in palestra. Primate studia. Crisi mistica e Lady Gaga.
– Marzo 2017: orecchie basse, depressione, visite mediche dai chirurghi plastici. Poi nasce il meraviglioso bambino di MAU, lo amo come poche persone nella vita. Vado in palestra. Primate studia. Emozioni altalenanti e Mannarino.
– Aprile 2017: 7 ore di sala operatoria, mastoplastica riduttiva, a new day has come [cit.]. Vedo tutta la serie di “In fuga da Scientology”, si riaccende in me il sacro fuoco dello studio delle sette religiose. Sono magra. Il mio lavoro non mi piace più. Primate studia. Nessuna consapevolezza, eparina e Tiziano Ferro.
– Maggio 2017: massaggi in casa, lavoro, tento senza successo di stabilire un rapporto con SpeedyGonzales, inizio a studiare spagnolo. Non sono più così magra. Il mio lavoro mi comincia a stufare. Primate studia. Pensiero positivo ma per finta e Fabri Fibra.
– Giugno 2017: è ormai chiaro che il figlio di MAU ha gli occhi azzurri e assomiglia a me, pace amore e gioia infinita. Addio magrezza ma ancora ci credo.  Il mio lavoro ha rotto i coglioni, inizio i colloqui col MagnàtedellaModa.  Vivo per raccontarla, Ed Sheeran e Ex-Otago.
– Luglio 2017: mi compro il vestito per il matrimonio di AmicaUmbra con uno spiccato ottimismo nei confronti della mia reale taglia. #StayHungry #StayRealisti. Continuo i colloqui col MagnàtedellaModa. Primate studia. Non vorrei ma…Despacito, suave-suavecito.
– Agosto 2017: in vacanza da sola con Genitrice, decisamente qualcosa che volevo fare nella vita, primo costume a fascia della storia. Grandi dormite e grande fiatella di cipolla. Apro Sarahah senza nessun successo. Continuo i colloqui col MagnàtedellaModa. Primate studia. E’ estate, faccio la marmellata e Spotify All About 90s.
– Settembre 2017: si sposano Altissimo e AmicaUmbra, piango tutte le lacrime del mondo un po’ per emozione un po’ perché il vestito mi sta incrinando le costole. Sbornia. Nasce la meravigliosa bambina di DecrescitaAbruzzese, la amo come il figlio di MAU. Si insinua in me il dubbio che forse non sono l’Erode che credevo. Continuo i colloqui col MagnàtedellaModa. Primate studia. Troppo impegnata per essere insofferente, Raffaella Carrà.
– Ottobre 2017: io e Primate festeggiamo i nostri primi sette anni insieme, onestamente non ci avrei creduto manco io. Sono grassa. Continuo i colloqui col MagnàtedellaModa. Primate studia. Speedy Gonzales va a caccia di schiaffi e li sta per trovare, musica francese a caso.
– Novembre 2017: compio 34 anni, mangio come un bue. Al lavoro mi annoio. Prenoto le vacanze di capodanno con Primate, Teddi e l’amore suo. Continuo i colloqui col MagnàtedellaModa. Primate smette temporaneamente di studiare, torno ad avere un marito con mia grande sorpresa. Va tutto bene, dai, Lo stato Sociale.
– Dicembre 2017: decido di concludere l’anno col botto e al 15 di dicembre mi licenzio, SpeedyGonzales mi odia, si comporta come una pazza ma il 22 chiudo baracca, burattini e mi avvio verso la porta confusa e felice. Mando anche affanculo MagnàtedellaModa perché onestamente non se ne poteva più- c’ho messo de meno a trovà marito, n.d.a -, accetto un altro lavoro in 2 ore, non dico niente a nessuno.  Va tutto bene, non ho nessun crollo emotivo e questo mi turba. Ascolto le playlist del 2017.

Ho comprato il biglietto per andare a vedere i Killers, il 2018 già mi suona meglio.